Visualizzazioni totali

mercoledì 11 marzo 2015

Il segreto: perché l'euro rischia il crac Un Paese europeo sta per collassare...

Austria, il nuovo caso "Lehman Brothers" che può travolgere tutta Europa (Italia compresa)





Il bazooka di Mario Draghi scaccia tutti i cattivi pensieri? Non proprio. Già, perché la più grande minaccia per il sistema finanziario europeo (e dunque italiano) sta covando proprio in questi giorni. Qualcosa che potrebbe avere conseguenze ben peggiori rispetto a quelle della grande crisi da cui ancora non siamo usciti. L'affare in questione è già stato ribattezzato il "primo caso Lehman della storia del Nord Europa", con un chiaro riferimento al crac della Lehman broterhs dal quale, dopo il quale, a cascata sono stati travolti gli Stati Uniti e il mondo intero.

Spina staccata - Il "problema", come sottolinea Wall Street Italia, è un buco da 7,6 miliardi di euro scoperto nella bad bank di Hypo Alpe Adria, la Heta Asset Resolution. Si parla del caso austriaco del fallimento di una banca, di cui vi abbiamo dato conto, e per il quale hanno dovuto pagare i creditori al fine di evitare che lo Stato e i contribuenti si accollassero il peso delle perdite. In buon sostanza, i bond di Heta sono rimasti orfani della garanzia dello Stato. Il punto, però, è che come rivela Bloomberg il panico è solo all'inizio: la decisione dell'Austria di "staccare la spina" alla bad bank sta avendo un effetto domino su tuutto il sistema finanziario, provocando revisioni al ribasso di rating in Austria e perdite di banche in Germania.

Un debito enorme - Ancor più tranchant e drammatica l'analisi del Telegrpah inglese: "I bond Heta sono nozionalmente garantiti dallo stato (...). E' un eco del caos che colpì l'Irlanda all'apice della crisi bancaria, quando tentò scioccamente di frenare il panico sottoscrivendo tutte le passività bancarie irlandesi". E ancora: "Essenzialmente, quello che il governo austriaco sta facendo è dare il benservito a una intera regione (...) è una mini-Grecia che sta esplodendo nel cuore dell'Europa". Il debito infatti è enorme. La regione della Carinzia aveva garantito un debito di Heta per 10,2 miliardi di euro nel 2014, ma le entrate previste per il 2015 sono appena 2,36 miliardi. Lo stato austriaco, dunque, come spiega il governatore Peter Kaiser, non riuscirebbe mai a garantire il rimborso. Dovrebbe dunque intervenire l'Austria. Peccato però che il ministro delle Finanze, Hans Joerg Schelling, abbia rifiutato di provvedere all'ammanco.

E il rating... - Questo caso ha avuto durissime ripercussioni sul debito della Carinzia: Moody's ha tagliato il rating sullo stato di quattro livelli in un sol colpo, da A2 a Baa3, cambiando l'outlook da stabile a negativo. Moody's infatti mette in evidenza come il buco possa essere maggiore del previsto. E tra i debiti di Heta, per 1,24, c'è anche l'istituto Pfandbriefbank Oesterrich AG, che emette bond per conto delle banche provinciali austriache. Anche quest'ultimo istituto è finito nel mirino di Moody's, così come sono nel mirino due banche delle province austriache del Tirolo e di Vorarlberg.

Effetto domino - E al termine della descrizione del problema tutto austriaco, si arriva al problema tedesco. Tra le banche esposte ad Heta ci sono anche Dexia Kommunalbank Deutschland, divisione tedesca di Dexia, che detiene Bond per 395 milioni di euro. Anche Deutsche Pfandbriefbank detiene bond Heta per 395 milioni di euro, e soffrirà una svalutazione da 120 milioni. Le cifre dell'esposizione degli istituti tedeschi non sono iperboliche, ma arrivano al cuore del problema. Dopo la Grecia, nel cuore pulsante dell'Europa, c'è una regione che sta per collassare: la Carinzia. E la Carinzia potrebbe trascinare negli abissi l'Austria intera. E quindi la Germania. E quindi l'Europa, in una perfetta riedizione dell'effetto domino innescato da Lehman Brothers. La Lehman europea, appunto...

LUI È INNOCENTE, LEI IMPUNITA I giudici chiudono il caso Ruby

Processo Ruby, la Cassazione conferma l'assoluzione di Silvio Berlusconi





Silvio Berlusconi resta assolto dal processo Ruby. La Sesta sezione della Cassazione ha deciso di confermare la sentenza che nel luglio scorso assolse il Cavaliere con formula piena nel processo di appello per il caso Ruby. Nell'ultima arringa, il Procuratore generale dela Cassazione, Edoardo Scardaccione, ha chiesto di annullare interamente la sentenza del secondo grado. Secondo il magistrato, Berlusconi sarebbe stato colpevole sia del reato di concussione ai danni del capo di gabinetto della questura di Milano, Piero Ostuni, sia del reato di utilizzo della prostituzione minorile, a proposito del rapporti con Ruby.

Il secondo grado - I giudici del tribunale di Milano avevano assolto Silvio Berlusconi dall'accusa di concussione e prostituzione minorile per i quali i pm avevano chiesto in tutto sei anni di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. A proposito della telefonata in questura, per i giudici non c'è stato reato di concussione perché l'allora presidente del Consiglio non minacciò i funzionari che trattenevano Ruby nè ha provato a corromperli. Per quanto riguarda invece l'accusa di prostituzione minorile, per quanto certo che ci furono "atti di natura sessuale retribuiti" tra il padrone di casa di Arcore e Ruby, secondo i giudici non è stato provato che Berlusconi conoscesse la vera età della ragazza.

martedì 10 marzo 2015

La Santanchè travolta dall'uragano (nel vero senso della parola...)

Daniela Santanché, il grecale distrugge la sua casa a Forte dei Marmi





La casa delle vacanze di Daniela Santanché a Forte dei Marmi non è stata risparmiata dalla furia del grecale che ha spazzato via mezza Toscana. Alberi abbattuti, tetti danneggiati, strutture buttate giù: molte sono state le ville dei vip a riportare danni, anche se sembra che quella della deputata azzurra abbia subito i colpi più forti. Si è salvata invece la casa del compagno di partito Maurizio Bianconi che ha spiegato al Corsera il perché. "I pini intorno alla mia casa li avevo fatti tagliare. Nell'area della casa della Santanché ne sono caduti 73. Sono stato molto fortunato perché il mio giardino è finito in un 'cono d'ombra' del vento. Ci ho rimesso solo la parabola".

Tutti contro tutti, Minzo contro Verdini: "Denis, se oggi fuggi da Forza Italia..."

Augusto Minzolini a Denis Verdini: "Se fuggi fai un errore"





Sempre più lontano da Forza Italia, e dopo aver annunciato la sua volontà di lasciare la politica, Augusto Minzolini continua a menar fendenti contro gli azzurri. "Dirigenti vecchi per una politica nuova? No, non ci siamo", spiega in un'intervista a Il Giorno. Ma l'ex direttorissimo spiega di non stare con Raffaele Fitto, che però "ha ragione" sulla volontà di cambiare gruppo dirigente. "Ma sbaglia - avverte - a non mettere i piedi nel piatto". Nel colloquio spiega: "Dobbiamo ritrovare la nostra ragione sociale. Se Salvini grida, noi siamo afoni. Invece Fi ritorni a dar voce agli interessi di quelle persone che ha sempre rappresentato". Minzolini, poi, ne ha anche per Denis Verdini, che stando ai retroscena di stampa potrebbe, già oggi, strappare e votare a favore delle riforme di Matteo Renzi: "Verdini fugge? Non so. Ma farebbe un errore. Perché riforme e Italicum sono contro Forza Italia".

Forza Italia, la lettera dei 18 deputati contro Berlusconi: "E' l'ultima volta...ecco perché stiamo per mollarti..."

Forza Italia, la lettera dei 18 deputati a Berlusconi: votiamo la tua linea solo per affetto





"Caro presidente, desideriamo rappresentarti il nostro profondo disagio e dissenso rispetto alla decisione di votare contro le riforme istituzionali all'esame della Camera». E' questo il testo della lettera inviata da 18 parlamentari di Forza Italia a Silvio Berlusconi in cui si difende il patto del Nazareno ma si critica fortemente la gestione sia del gruppo della Camera che dell’intero partito. I deputati, in larga parte vicini a Denis Verdini, rivendicano il lavoro sulle riforme e annunciano il loro no solo per "affetto" verso il Cavaliere. "Siamo infatti convinti della bontà del percorso che era stato avviato con il cosiddetto patto del Nazareno, un percorso che ci aveva rimesso al centro della vita politica del Paese e che ci aveva consentito di partecipare a un processo di riscrittura della Costituzione che per la logica fisiologia della politica non poteva che avere natura compromissoria. Siamo quindi convinti della bontà del lavoro fatto prima di noi dai colleghi del gruppo parlamentare del Senato, cui va la nostra solidarietà nel momento in cui ne viene messo così pesantemente in discussione l’operato, così come dal lavoro che è stato fatto in Commissione Affari Costituzionali Camera e - prima della rottura con il Partito Democratico - in Aula alla Camera. Non abbiamo votato norme mostruose né partecipato a una svolta autoritaria del Paese, ma semmai abbiamo contributo a migliorare norme che nell'altro ramo del Parlamento il nostro gruppo aveva già approvato anche su tua indicazione".

Deficit di democrazia - E proseguono: "Siamo persuasi che la conduzione del nostro gruppo parlamentare mostri quotidianamente un deficit di democrazia, partecipazione e organizzazione: non è pensabile, per rispetto dell’intelligenza di tutti, che si continui a riunirsi per ratificare decisioni già prese altrove e che magari ti vengono rappresentate come decisioni unitarie del gruppo". Conclusione: "Non ci iscriveremo al Comitato per il No contro queste riforme, andando a sostenere le stesse tesi del Movimento 5 Stelle o di Sel, né riteniamo che un partito come il nostro possa subire i diktat di chi si propone - prima di eventuali alleanze in vista delle elezioni regionali - di verificare il nostro comportamento in Parlamento. Lo troviamo offensivo per la nostra dignità di partito e di parlamentari".

Solo per amore - All'interno del Partito, deve ora essere "recuperata una piena democrazia degli organismi, partendo dalla centralità dei gruppi parlamentari e dal loro diritto di autodeterminare i propri organismi". I diciotto però, dopo l'appello di Silvio all'unità, votano "come da te indicato non per disciplina di gruppo, ma per affetto e lealtà nei tuoi confronti. Lo facciamo contraddicendo le nostre convinzioni, e dicendoti con franchezza, che situazioni simili in futuro non potranno vederci silenti. Con immutato affetto".

Lavoro, le aziende del nord cercano professionisti specializzati (e soprattutto seri)

Lavoro, le aziende del nord cercano professionisti specializzati (e soprattutto seri)





La vera classifica della vergogna per l'Italia è quella europea sull'occupazione. Solo la Grecia è messa peggio di noi con il 28,9% di disoccupati,a ruota c'è l'Italia con il 26%, terzi gli spagnoli con il 22,5% e poi il confronto diventa impietoso con il Regno Unito al 14,7%, la Francia al 13,8% e la Germania con l'8,7%. In una situazione tragica c'è da attendere gli eventuali effetti della riforma del lavoro renziana, anche se - scrive il Giornale - ci sarebbero 1,5 miliardi di euro dell'Ue che rischiano di rimanere inutilizzati. Ma oltre alle rivoluzionarie riforme, rimane sempre in piedi il vecchio matching, l'incontro tra domanda e offerta che continua a essere la vera piaga mai guarita del mercato del lavoro italiano.

Il lavoro che c'è - Esiste un esercito di aziende italiane che nonostante la crisi investono in ricerca ed eccellenza, hanno bisogno di personale ultrapreparato e fatalmente non riescono a trovarlo. Tra i ruoli ricercati ci sono tecnici della vendita e della distribuzione, disegnatori tecnici, conduttori di macchine utensili automatiche e semiautomatiche. Non solo impieghi per laurati, quindi, ma anche per diplomati ben formati.

Dove cercare - La concentrazione maggiore di aziende in cerca di lavoratori sono inevitabilmente dall'Emilia-Romagna in su. L'analisi della geografia di un mercato del lavoro di varie nicchie e vivacissimo trova un'analisi dettagliata sul portale Wollybi, sviluppato dall'Università Milano-Bicocca di Milano. La ricerca sugli annunci di lavoro pubblicati su siti e quotidiani tra il 2013 e il 2014 ha fatto emergere come un terzo arrivi dall'industria.

Cosa cercano - Nei candidati le aziende cercano per la maggior parte dei casi un'esperienza specifica nel settore e la conoscenza di software informatici e linguaggi di programmazione. Non devono mancare le doti di comunicazione e una disponibilità dichiarata ad essere flessibili con gli orari di lavoro. Passa in secondo piano il titolo di studi, richiesto nel 57% dei casi, è un dato quasi scontato così come la conoscenza di almeno una lingua straniera, l'inglese su tutte. Tra i settori, quello più affamato di lavoratori è il campo tecnico per il 28% dei casi, solo il 16% delle aziende cerca professionalità culturali e il 12% quelle impiegatizie.

La mappa IT - Sono i progettisti di software ad andare a ruba tra le aziende, soprattutto in Lombardia, poi nel Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte. I contratti offerti sono a tempo determinato. Per gli amministrativi, i ruoli più richiesti sono gli addetti all'accoglienza, alla gestione dei magazzini e della segreteria. Per loro ci sono praterie in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. L'elemento in comune richiesto in tutte le inserzioni è la precisione, un'aspetto caratteriale preferito dai datori di lavoro molto più della serietà e della dinamicità.

La lettera: rendiamo libere le canne Lo chiede un pezzo di governo Renzi

Droghe leggere, il radicale Benedetto della Vedova scrive a tutto il Parlamento: "Legalizziamo la cannabis"





Il senatore radicale oggi in Scelta Civica Benedetto della Vedova ha lanciato la campagna in Parlamento per dare seguito all'invito del procuratore capo dell'Antimafia: liberalizzare le droghe leggere. L'ex Pdl ed ed Fli dice di promuovere una battaglia a titolo personale: "Non come membro del governo". Difficile però mettere da parte il dettaglio che Della Vedova è anche sottosegretario del governo di Matteo Renzi con delega agli Esteri. All'Huffingtonpost ha detto: "Ho scritto a tutti i parlamentari, li invito ad aderire all'intergruppo per la legalizzazione della cannabis". La replica è già arrivata da Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi di Forza Italia: "Rilanceremo l'intergruppo contro le droghe".