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venerdì 12 settembre 2014

"Contadino, villano, vergognati". Paola Perego fa infuriare Al Bano e su twitter è rissa: ecco cosa è successo...

Al Bano e la rissa su twitter con Lucio Presta




"Villano, contadino, vergognati". Volano stracci su twitter tra Lucio Presta e Al Bano. Come racconta Giuseppe Candela su Excite, tutto è cominciato al ridosso della prima puntata della nuova Vita in diretta, che ha visto la staffetta virtuale tra Cristina Parodi e Paola Perego. Ospite della Parodi era Al Bano, dopo che i due hanno condiviso la conduzione della prima edizione di Così vicini, così lontani. Il cantante ha dimostrato che, quando c'è la stima reciproca anche se si è "così lontani così diversi", sul lavoro si può creare un'amicizia. Così Al Bano avrebbe detto più volte alla Parodi, in diretta su RaiUno, di essersi "sentito abbandonato". Insomma frecciatine al veleno dirette alla sua nuova compagna di viaggio, ovvero la Perego. Al Bano a quanto pare  non ha gradito il cambio di conduzione. Così su twitter arriva l'attacco di Lucio Presta, agente e compagno di Paola Perego che twitta ad Al Bano: "Ci sono villani contadini che pur avendo successo nella vita, restano villani contadini. I contadini veri non mancano mai di rispetto!". Pronta la risposta su Twitter di Al Bano, che forte del suo consenso nazionalpopolare ha avuto il coraggio di contrastare l'agente: "Com'è possibile che un grande agente faccia lavorare sua moglie, nota professionista, con un contadino villano???".

La confessione del poliziotto: "Così ho preso la Tbc" La denuncia: "Col contatto con gli immigrati si rischia"

Virus, la confessione del poliziotto: "Così mi sono ammalato di tubercolosi"




"Sono stato contagiato dalla Tbc mentre partecipavo all'operazione Mare Nostrum". La confessione choc di un poliziotto arriva a Virus, il talk show su Rai Due condotto da Nicola Porro. "Con i migranti che giungono nel nostro Paese ho un contatto più che ravvicinato, ho un contatto diretto", racconta l'operatore di polizia, "Un giorno è stato accertato un caso di tubercolosi bacillica che è lo stadio nel quale la persona infetta può contagiare le persone vicine. A seguito di questo siamo stati sottoposti, io e alcuni miei colleghi, a un test Mantoux e nel mio caso è stato accertato il contagio". 

"Contagio evitabile" - Poi arriva l'amara verità: "Era evitabile adottando dei sistemi di collocazione idonei, ma soprattutto qualora la persona ahimé malata, contagiosa non fosse giunta sul mio posto di lavoro a quasi mille chilometri di distanza", aggiunge l'agente. "La sua sorte non la conosco. Non possiamo impedire che un ammalato arrivi nel nostro Paese o che sbarchi sulle nostre coste, ma nel momento in cui è sulle nostre coste abbiamo il dovere di impedire che l'ammalato possa contagiare altre persone e il dovere di curarlo". Infine il poliziotto parla della cura: "La profilassi che sto facendo ha un periodo minimo di sei mesi. Terminata la chemioprofilassi, l'infezione tubercolare (nell'auspicata ipotesi che sia rimasta nella sua fase latente) è un'infezione permanente. Ovvero il batterio stanzierà nell'organismo per tutta la vita. Quindi io per tutta la vita posso ammalarmi di tubercolosi". 

giovedì 11 settembre 2014

Matteo Salvini: "Renzi è un bluff sui pm"

Salvini smaschera lo "show" di Renzi: "Vi dico io che combina con le toghe..."

a cura di Gaetano Daniele  





di Franco Bechis

Da quando al governo (prima di Enrico Letta, poi di Matteo Renzi) è venuta in mente l'idea di tagliare il budget Inps per pagare le visite mediche fiscali ai dipendenti pubblici e privati in malattia, è tornato a mettere le ali il fenomeno Matteo Salvini, il segretario casual della Lega Nord, convinto che il braccio di ferro fra Matteo Renzi e i magistrati sulle loro lunghe ferie faccia solo parte di uno show, e quindi sia un bluff orchestrato. In ogni caso dice a Spalle al Muro, la trasmissione della web tv di Libero, che hanno torto tutti e due. Renzi che fa lo sbruffone e i pm che davanti a una giustizia che non funziona non si prendono responsabilità. Per Salvini c'è una cartina al tornasole che dimostra come il premier non sia in buona fede. Perchè una soluzione equa sui pm ci sarebbe... ma Renzi fa orecchie da mercante "disegna slide e mangia gelati..."



Meglio non provocare Mike Tyson: il conduttore fa la domanda sbagliata. E in diretta tv finisce malissimo...

Mike Tyson, raffica d'insulti al conduttore in diretta tv




Meglio non provocarlo, Mike Tyson. Ne sa qualcosa Nathan Downer, conduttore della televisione candaese CP24. L'ex asso del pugilato era in visita a Toronto per appoggiare la campagna elettorale del sindaco Rob Ford, del quale si è a lungo parlato in passato anche perché ammise di aver fatto uso di crack, e si è recato negli studi televisvi. Downer, dopo qualche minuto di colloquio, chiede a Tyson se la sua condanna per stupro potesse incidere negativamente sulla competizione elettorale. Mike perde letteralmente le staffe e si scatena in una spaventosa raffica d'insulti nei confronti del conduttore, il tutto in diretta tv.

I ministri contro la spending review di Renzi. Fassina: "Impossibile tagliare 20 miliardi"

I ministri contro la spending review di Renzi. Fassina: "Impossibile tagliare 20 miliardi"




Ventimiliardi sono troppi. I ministri di Renzi non sanno come fare per soddisfare le richieste del premier. "Un ulteriore intervento metterebbe in crisi il sistema universalistico", tuona Beatrice Lorenzini titolare del dicastero della Sanità. Le fa eco Dario Franceschini: "Le risorse per la cultura non si toccano". Renzi da parte sua tira dritto: "Chiederò ai ministri la lista dei tagli", ha detto ieri a Porta Porta. Di certo c'è, scrive Repubblica, che la torta da aggredire non è di 735 miliardi di euro, ma - visto che non Renzi dice di non voler toccare pensioni, sanità e stipendi - di 200 miliardi e allora il 3% dei tagli imposti a ogni dicastero non fa 20 miliardi, ma 6.

L'attacco dem - «Forse hanno trovato la formula per la moltiplicazione dei pani e dei pesci a Palazzo Chigi e quindi nella legge di stabilità avremo grandi sorprese», ha puntualizzato Stefano Fassina, deputato Pd, intervenendo ad Agorà Estate, su Rai3, in merito agli interventi del governo in materia di risparmi, che dovrebbero portare nelle casse dello stato 20 miliardi di euro. «Ritengo - ha continuato - che sia impossibile sul piano politico tagliare 15 o 20 miliardi di spesa. Se si cercasse di farlo, si aggraverebbe la condizione economica del Paese, oltre a intervenire in modo molto negativo su Welfare, spesa sociale, spesa per la sanità e per la scuola». «Dovremo andare a una manovra espansiva che per un periodo limitato dia ossigeno all’economia - ha continuato Fassina -, anche estendendo il bonus Irpef degli 80 euro alle partite Iva che sono rimaste fuori e ai pensionati. Sarebbe utile allentare il Patto di stabilità interno per i comuni per far ripartire i piccoli cantieri in un settore come quello dell’edilizia, che è in una situazione drammatica». «Se invece - ha aggiunto Fassina - si va nella direzione dei 20 miliardi di tagli alle spese, e poi si fa la cancellazione dell’articolo 18 come il presidente Renzi ha annunciato a Il Sole 24 Ore, torniamo all’agenda Monti. Il punto - ha continuato - è che in questi anni abbiamo cambiato quattro governi in quattro anni e abbiamo tenuto sostanzialmente la stessa agenda. Se non la cambiamo, tra qualche mese ci troveremo in una situazione molto complicata». Tuttavia Fassina si dice «convinto che l’Italia ce la possa fare», ma ovviamente «vanno date le risposte giuste». Inoltre ha poi aggiunto che «se le risposte rimangono di continuità con l’agenda della troika e con le posizioni di Berlino» non si riuscirà «a rianimare l’economia, l’occupazione, le imprese e anche il debito pubblico».

Sondaggio che smaschera le single: ecco cosa cercano per farsi rimorchiare






Sondaggio: rimorchi solo se hai i soldi



Usciresti con qualcuno solo per i suoi soldi? Anche se il 97% degli uomini e il 94% delle donne hanno risposto di no, le single italiane sembrano avere un parere controverso rispetto alla situazione economica del partner. Infatti il 43% di loro ha risposto al sondaggio di eDarling (indagine condotta su un campione di 233 utenti single) di ritenere lo stipendio del partner “particolarmente importante”, in confronto ad appena il 16% degli uomini. Le donne inoltre sembrano non essere intenzionate a voler sposare un uomo che guadagna meno di loro: solo il 41% ha detto 'sì' senza riserve, mentre il 14% accetterebbe solo se lui avesse delle proprietà e il 45% ha risposto nettamente di ‘no’.

Agli uomini interessa altro - Per gli uomini invece lo stipendio della compagna è irrilevante poiché solo il 6% di loro mette gli occhi sul borsellino della futura consorte. Anche nel prestare denaro al proprio compagno le donne si riscoprono piuttosto diffidenti, infatti solo il 34% di loro lo farebbe incondizionatamente, rispetto all'81% degli uomini.

Il parere della psicologa - Perché uomini e donne hanno una visione così diversa del denaro all'interno della coppia? Secondo la Dott.ssa Wiebke Neberich, psicologa e ricercatrice di eDarling, "I risultati della ricerca mostrano il conflitto tra il carattere evolutivo delle donne e il loro desiderio di indipendenza. Le donne hanno lottato a lungo per l'indipendenza sociale ed economica e giustamente ci tengono a fare tesoro di questi risultati. Per questo motivo il desiderio femminile di avere un partner che garantisca loro una sicurezza economica può sembrare una contraddizione. La spiegazione si ritrova nel fatto che le donne si riscoprono economicamente dipendenti dal partner nel momento in cui decidono di formare una famiglia. Considerato da un punto di vista evolutivo, ha senso affermare che le donne siano più propense a cercare un partner benestante".

Baby squillo, la madre alla figlia: "Ti devi muovere, ho bisogno di soldi"

Baby squillo, la madre alla figlia: "Muoviti oggi, ho bisogno di soldi"

di Francesco Rigoni 


Roma, Italia, anno domini duemilaquattordici. Una madre chiama al cellulare la figlia quattordicenne: "Senti un po', tu non te movi oggi? E come facciamo? Perché io sto a corto, dobbiamo recuperà. Ma ce la facciamo a recuperare sta settimana?". La madre si preoccupa della figlia, che tenerezza, e la figlia si fa carico dei problemi economici della famiglia, che senso di responsabilità. Peccato che il lavoro trovato dalla ragazzina per dare una mano a casa fosse il lavoro più antico del mondo. La quattordicenne è la più piccola tra le baby prostitute dei Parioli, il quartiere della Roma bene. La telefonata era stata intercettata dai Carabinieri.

"Assenza di valori" - La motivazione della sentenza di primo grado - di cui oggi Il Tempo pubblica alcuni stralci - è lunga 90 pagine. Il giudice per le udienze preliminari Costantino De Robbio è durissimo: "La ragione del micidiale incrocio di vulnerabilità e assenza di valori che costituisce l'humus della vicenda è probabilmente dovuto all'incredibile indifferenza mostrata dalle persone a cui era naturalmente e istituzionalmente affidata la cura della crescita e dell'istruzione delle due ragazzine. Si fa riferimento - scrive ancora il Gup - alla madre (della più giovane delle due) che per lungo tempo ha ricevuto dalla figlia 14enne versamenti quotidiani di denaro ed ha scelto di non farsi domande sulla provenienza del denaro, non solo prendendo atto della circostanza ma cominciando ben presto a fare conto su quel denaro la cui provenienza illecita era più che evidente, e giungendo infine a sollecitarne i versamenti".

Sempre e comunque - La madre non solo sapeva, ma era la prima ad incitare la figlia a prostituirsi. E se la quattordicenne, per esempio, non se la fosse sentita? O se avesse presentato dei malesseri? Lo stesso: i versamenti di denaro dovevano avvenire in continuazione. La madre si allarmava quando gli "introiti" diminuivano, perché ormai quei soldi erano diventati parte integrante delle entrate di famiglia. I solleciti della madre non conoscevano ostacoli. Infatti il giudice sottolinea che non "solo la discesa della 14enne nel mondo della prostituzione minorile non è avvenuta all'insaputa della madre, ma è stata da questi incoraggiata per fini economici poiché sui proventi dei rapporti sessuali della figlia, la madre faceva affidamento tanto da allarmarsi per la sospensione degli introiti, pur se tale sospensione era dovuta a ragioni naturali e più che prevedibili". Agghiacciante.

I mostri - Questa vicenda è piena di mostri: oltre alla madre/matrona ruffiana ci sono i papponi che si facevano la guerra per gestire le due minorenni e i bavosi clienti avidi di mettere le sudicie mani sulle ragazzine, che nell'ambiente venivano evidentemente ritenute pezzi pregiati, secondo quanto emerge dalle parole del giudice: "la loro giovane età è anzi sempre vista come fonte di maggiore attrattiva 'commerciale' e dunque di guadagno per gli sfruttatori Mirko Ieni e Nunzio Pizzacalla e di piacere sessuale per gli altri".

Fiore sciupato - L'ambiente che viene descritto nella motivazione della sentenza è schifoso e ributtante: adulti che sfuttano spudoratamente - senza remore nè scrupolo alcuno - il fiore della gioventù proprio nel momento in cui sboccia meravigliosamente, nel momento in cui è contemporaneamente più bello e più fragile. Secondo il giudice "Emerge un desolante quadro di superficialità e cinismo, che accomuna organizzatori della prostituzione minorile e clienti, nel consapevole intento di approfittare per il proprio tornaconto (sia esso economico o di soddisfacimento della libido sessuale) dell'evidente incapacità delle due ragazzine di rendersi pienamente conto delle conseguenze di ciò che stavano compiendo". "In nessuna delle numerosissime conversazioni degli imputati - prosegue il Gup - emerge alcuna preoccupazione o scrupolo in relazione alla scelta di indurre alla prostituzione delle ragazzine da poco uscite dalle scuole medie".