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venerdì 29 agosto 2014

Champions: sorriso-Juve, incubo-Roma I bianconeri con Atletico e Olympiacos Giallorossi con Bayern e City

Champions League, Juventus con l'Atletico. Roma, girone da incubo: Bayern e City




Un sorteggio dolce per la Juventus, un'urna che riserva un girone infernale alla Roma. A Montecarlo i sorteggi del girone di Champions League soddisfano i bianconeri e terrorizzano i giallorossi. I campioni d'Italia, in seconda fascia, pescano l'Atletico Madrid, l'Olympiacos e il Malmoe. Per Francesco Totti e compagni, in quarta fascia, Bayern Monaco, Manchester City e Cska Mosca.

Bianconeri - La Juventus, nel gruppo A, evita alcune delle squadre più toste della terza fascia (quali Liverpool, proprio il Cska, l'Athletic Bilbao), pesca dalla quarta una delle squadre meno temibili in assoluto mentre la prima fascia le riserva l'Atletico Madrid, vicecampione d'Europa, un undici fortissimo che però, forse, spaventa comunque meno dei vari Bayern Monaco, Barcellona, Chelsea e Real Madrid.

Giallorossi - Alla Roma, invece, nel gruppo E va tutto male, come peggio, davvero, non poteva andare: la prima fascia le riserva la corazzata di Pep Guardiola, il Bayern Monaco. Dalla seconda fascia pesca il Manchester City, insieme al Paris Saint-Germain in assoluto la squadra più tosta. Infine in terza fascia il Cska Mosca (le speranza era quella di incontrare Sporting Libsona, Galatasaray o Olympiacos).

Altri gironi - Nel gruppo B il Real Madrid e Liverpool (terza fascia) avranno - in teoria - vita facile: con loro Basilea e Ludogorets. Nel gruppo C se la giocheranno Benfica, Zenit, Leverkusen e Monaco. Interessante il gruppo D, con Arsenal, Borussia Dortmund, Galatasaray ed Anderlecht. Super incontro nel gruppo F, con Barcellona e Paris Saint-Germain a cui si opporranno Ajax e Apoel Nicosia. Quindi il gruppo G: Chelsea, Schalke 04, Sporting Libsona e Maribor. Infine il gruppo H con Porto, Shakhtar Donetsk, Athletic Bilbao e Bate Borisov.

"In Italia trovo i jihadisti. Una promessa: prenderemo il Vaticano"

Jihad, l'Imam Bilal Bosnic: "In Italia arruolo musulmani alla Guerra Santa. Prenderemo il Vaticano"




"Parlo ai musulmani italiani perché un giorno possano conquistare il Vaticano". L'Imam Bilal Bosnic, dopo aver detto la sua al Corriere della Sera sulle due ragazze italiane rapite in Siria, disegna su Repubblica uno scenario inquietante su cosa si sta muovendo nelle città italiane tra moschee e centri islamici. Più politica che religione, più reclutamento di potenziali terroristi che proselitismo. Fede sì, ma nella Guerra Santa. "Sono stato a Roma e Bergamo, tornerò nel vostro Paese per cercare finanziamenti", spiega Bosnic, oggi di stanza in Bosnia, nel cuore di quei Balcani che da tempo sono il centro nevralgico del fanatismo musulmano in Europa. Il sospetto dei servizi segreti internazionali è che l'Imam sia un "cacciatore di teste" per conto dell'Isis: cercherebbe cioè giovani combattenti da spedire in Medio Oriente, tra Iraq, Siria e Libia, per sostenere militarmente la causa dello Stato Islamico del califfo Al Baghdadi. "In Italia ho visitato i centri islamici, ho predicato, ho parlato alla nostra comunità", a Bergamo, a Cremona, a Roma. "Per noi siete un Paese molto importante", ammette Bosnic, secondo cui "è dovere di ogni buon islamico essere coinvolto in qualche modo nella jihad, combattendo, aiutando, dando assistenza ognuno secondo le proprie possibilità, finanziandoci anche". L'obiettivo è chiaro: "Noi musulmani crediamo che un giorno il mondo intero sarà uno Stato islamico. Anche il Vaticano sarà musulmano. Forse io non riuscirò a vederlo, ma quel momento arriverà, così è scritto. E' questo che spiego ai ragazzi".

Bosnic il "reclutatore" ammette che dall'Italia arrivano donazioni per la jihad. Lui, però, non commette alcun reato, e si "limita" a parlare della situazione dell'Islam, a controbattere la "propaganda dell'Occidente" e a "spiegare come stanno davvero le cose". Per esempio, la decapitazione di James Foley si spiega con il fatto che il giornalista americano sarebbe stato "una spia, è risaputo. Nell'Islam è accettabile uccidere un prigioniero se in qualche maniera questo può far paura al nemico. Capisco che può sembrare atroce ma noi stiamo combattendo una guerra". Alla stessa maniera, le attiviste italiane rapite Greta Ramelli e Vanessa Marzullo "stavano interferendo con l'Islam, la loro era una azione di disturbo". I massacri dei cristiani e delle minoranze in Iraq, invece, sarebbero "una bugia": "Il Califfo ha offerto loro di convertirsi all'Islam, e questo lo hanno rifiutato, oppure di pagare tasse aggiuntive, e questo invece lo hanno accettato. Se avessero rifiutato entrambe le soluzioni, allora avremmo dovuto combattere contro di loro. Ma hanno accettato di pagare le tasse. Lo Stato Islamico non li tocca, saranno trattati bene finché pagheremo le tasse come promesso".

Riforma della scuola? Solo un annuncio: "Slitterà". Un altro flop per Matteo Renzi

Riforma della Scuola, slitta il dossier: troppi impegni




Nuovo flop per Matteo Renzi: dopo gli annunci, slitta il dossier scuola, che non sarà all'ordine del giorno del CdM di venerdì 29 agosto. La decisione, comunicata solo dopo diverse ore, è stata presa dal premier dopo l'incontro nella serata di venerdì al Quirinale, con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Troppi gli argomenti in programma per potersi "permettere" anche la riforma della scuola: tra giustizia e Sblocca Italia, insomma, il calendario è già satollo. Inoltre, per ora, nonostante i proclama non ci sono pronti né disegni di legge né decreti per riformare la scuola (e per i finanziamenti alla riforma sarà necessario attendere la legge di Stabilità del prossimo autunno). Inoltre, spiegano fonti di Palazzo Chigi, le misure non potrebbero entrare in vigore prima dell'inizio dell'anno scolastico, che cade soltanto tra pochi giorni.


Il rettore de La Sapienza: "Polizia di m..." Romeno volantinava contro il suo rivale, fermato dagli agenti: lui perde la testa

Roma, il rettore de La Sapienza: "Polizia di merda"



Luigi Frati

Una vicenda che risale allo scorso 8 luglio, ma i cui dettagli emergono solo oggi. Il "teatro" è l'Università La Sapienza di Roma, la terza più grande d'Europa, dove è in corso la campagna elettorale per il rinnovo del rettore. Il protagonista è il rettore stesso, Luigi Frati, da dieci anni alla guida dell'ateneo (quattro spesi da vice, sei da rettore). Frati, però, non vuole mollare, e si è ricandidato per la guida dell'università. E lo scorso 8 luglio, rivela Repubblica, il rettore ha cercato di portare via dagli uffici del commissariato di polizia interno alla Sapienza un romeno, fermato dagli agenti e sotto interrogatorio per ricostruire una vicenda di volantinaggio elettorale all'interno dell'università contro uno dei candidati, il professor Giancarlo Ruocco.

Nei verbali di polizia in cui si ricostruisce l'accaduto, si legge che Frati è entrato nel "commissariato universitario", ha fatto qualche domanda al piantone e dopo aver avvistato un giovane straniero seduto di fronte al commissario Mario Spaziani ha chiesto agli agenti che gli fosse consegnato. "Questa è la Sapienza, fino a prova contraria, e di questa università sono il responsabile fino alla fine di ottobre. Lasciate stare gli innocenti, quest'uomo non ha fatto niente di male. Piuttosto - ha aggiunto - andate a sgombrare gli studenti che occupano abusivamente il Lucernario". Una richiesta presentata in modo aggressivo, alla quale i poliziotti hanno risposto spiegando al rettore che non poteva restare lì poiché c'era un interrogatorio in corso. Ma il rettore ha insistito, prendendo per un braccio il rettore e gridando: "Questa è la mia università".

"Polizia di merda" - Il clima si scalda, i poliziotti reagiscono e c'è un accenno di spinte e resistenze. Poi Frati molla la presa, ed esce dagli uffici commentando ad alta voce: "Polizia di merda". Il commissario Spaziani, dunque, ha contattato il questore che ha chiesto un rapporto, e poi ha invitato il commissario a firmare una denuncia penale nei confronti del professor Frati: abuso d'ufficio, resistenza e calunnia sono i reati contestati, complice l'insulto alla polizia. Da par suo, nella stessa mattinata, il rettore ha scritto una lettera di protesta al questore di Roma in cui chiede perché in una università dove "non vi è mai stata censura", non appena "viene criticato un candidato a rettore, colui che mette i volantini sotto il parabrezza, un innocuo personaggio viene fermato". E ancora: "Perché questo brillante attivismo nei confronti di un poveraccio e una tolleranza con gli altri?". Quindi un nuovo attacco alla polizia: "Ci sono intoccabili e poveracci, tal che si è deboli con i forti che compiono illegalità e forti con un poveraccio che per pochi euro distribuisce volantini".

Il contesto - Una vicenda che si inserisce in una infuocata campagna elettorale per il rettorato, dove si fronteggiano sei candidati (due sostenuti da Frati, tre apertamente contrari). L'8 luglio il romeno fermato stava distribuendo volantini dal titolo: "Da Amaldi a Ruocco: la triste parabola del dipartimento di Fisica della Sapienza". Giancarlo Ruocco, 55 anni, è il prorettore per la ricerca e il candidato più temuto da Frati: tra i due c'è stato un vivace scambio di accuse. Nel dettaglio, il volantino distribuito era una email inviata dal professor Luciano Pietronero, un altro fisico ed avversario di Ruocco, che accusava lo stesso Ruocco di essere diventato un "arbitrario uomo di potere con la promozione a capo del dipartimento di Fisica e dell'Italian institute of technology". Il giovane romeno, da par suo, ha subito confessato: "Un mio connazionale mi ha dato dieci euro e un pacco di carta alto così chiedendomi di venire all'università a distribuirla". Il connazionale è stato rintracciato dalla polizia e ha confessato di aver a sua volta ricevuto 30 euro e una risma degli stessi volantini da un signore in giacca e cravatta, non ancora identificato. La denuncia contro Frati per le offese alla polizia è stata presentata al rettore il 10 luglio.

"Quando una donna ha successo...". La piccata replica di Pina Picierno alle voci sul flirt con Roberto Saviano

Pina Picierno: "Flirt con Roberto Saviano? Giornalismo ridotto a pettegolezzo"




"Nessun flirt. Nell'attribuirmi una relazione con Saviano vedo giornalismo regredito a pettegolezzi da scuole medie". E' affidato a un tweet la risposta seccata della deputata Pd Pina Picierno in seguito al flirt attribuitogli qualche giorno fa dal sito Roma.net. E dire che nelle prime ore la relazione tra la Picierno e l'autore di Gomorra, di cui si diceva durasse da ben sette mesi, non era stata né smentita né confermata dalla presunta "coppia" ed era stata proprio tale decisione, interpretata secondo la massima del "silenzio assenso" a scatenare il gossip ora definito dalla dem "puerile".

La solita vecchia storia - "La deputata Pd ha fatto rispondere il segretario al suo telefonino per tutto il giorno, sostenendo di essere irraggiungibile". Ora invece la pasionaria Picierno replica alle indiscrezioni e millanta complottismi. La democratica che con 80 euro "faccio la spesa per 2 settimane" se la prende, in una lunga intervista concessa a Repubblica, con un certo "giornalismo regredito al livello dei pettegolezzi che gli adolescenti fanno alle scuole medie. Ma l'obiettivo di partenza era provare a creare un ostacolo". Ostacolo che persino la giornalista Conchita Sannino percepisce come dietrologico, ma la Picierno vede, dietro all'accusa di flirt un tentativo di screditarla: "Si tratta di un falso gossip costruito ad arte. La solita vecchia storia: quando una donna emerge le si devono attribuire relazioni per giustificare i successi. È sempre accaduto nel mondo degli uomini piccoli piccoli. Ma a chi pensava di intimidirmi con queste fesserie dico che è tempo perso. Vado avanti. Con più coraggio e con più forza di prima".

Stanno tutti per affogare, ma il "bambino" lecca il suo gelatino: così gli inglesi vedono Renzi

Matteo Renzi sulla copertina dell'Economist con un gelato in mano




L'immagine è inequivocabile: l'eurozona sta affondando, lentamente. Nel fotomontaggio in copertina sul nuovo numero dell'Economist una barchettta di carta (la carta è una banconota da 20 euro ripiegata) naviga a vista. Sull'imbarcazione appaiono in serie una fiera Angela Merkel, Francois Hollande a seguito, Matteo Renzi con gelato in mano, e il presidente della Bce Mario Draghi in coda intento a svuotar con un catino l'acqua filtrata all'interno della barchetta. Il settimanale britannico, che titola l'artwork That sinking feeling (again) - quella sensazione di affondare (ancora) - non rinuncia a mandare una stilettata al nostro premier, ritraendolo tranquillo e beato, come un bimbo insomma, mentre sostiene con dedizione un glorioso cono all'amarena.

giovedì 28 agosto 2014

"Enrico, ti ricordi quella volta sul panfilo con Grillo?". Il complotto fa sbroccare Mentana: "Mestatori imbecilli. Qualcuno intervenga"

Panfilo Britannia, Enrico Mentana: "L'intervista a Beppe Grillo? Panzana da imbecilli"




Internet, un mare magnum dove si trova di tutto e di più. Anche bufale, molte bufale. L'ultima (già sentita, in passato) riguarda Enrico Mentana e una presunta intervista a Beppe Grillo, quando il comico - anno di grazia, 1992 - sarebbe sceso da un panfilo nel porto di Civitavecchia. La storia del Panfilo, il Britannia, è vera: a bordo c'erano Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro, Azeglio Ciampi, in qualità di governatore di Bankitalia, e un centinaio di rappresentanti della finanza anglosassone e americana (Barclays, Warburg, PricewaterhouseCoopers, Baring, Goldamn Sachs). La vulgata sostiene che su quel panfilo gli anglosassoni "dettarono" le istruzioni su come "vendere" l'Italia, ossia su come - obbligatoriamente - privatizzare le industrie tricolore. Una ricostruzione di stampa che diede il là a una pressante campagna contro l'ingresso in Europa dell'Italia. Altre ricostruzioni, come avrete intuito, davano conto della presenza sul panfilo di Beppe Grillo, oltre che di Emma Bonino. Quindi qualcuno si è spinto ad affermare che, al termine della crociata, Mentana intervistò Grillo stesso. Una ricostruzione che ha letteralmente fatto infuriare Mitraglietta, che risponde così al ridestarsi della voce: "Qualche mestatore imbecille ha rimesso in circolo la panzana secondo cui nel 1992 avrei intervistato Beppe Grillo che scendeva dal panfilo Britannia nel porto di Civitavecchia. Intervenga - se possibile - chi è preposto a impedire la circolazione di notizie palesemente false sui social network. E riflettano tutti coloro che utilizzano Fb e Twitter per drogare la circolazione virale di bufale a scopo politico. E sono tanti".