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giovedì 11 maggio 2017

CAMBIA TUTTO La rivoluzione del divorzio Tenore di vita, per assegni ed alimenti non conta più

La sentenza: non conta più il tenore di vita per stabilire l'entità dell'assegno



Una rivoluzione: in caso di divorzio non conterà più il "tenore di vita matrimoniale". L'assegno di mantenimento verrà infatti quantificato in base al criterio dell'indipendenza e dell'autosufficienza economica. È quanto ha stabilito la prima sezione civile della Cassazione, con una sentenza depositata oggi, una sentenza rivoluzionaria che ha superato il precedente orientamento di giurisprudenza il quale collegava la misura dell'assegno al parametro del "tenore di vita matrimoniale" e ha stabilito nuovi parametri per riconoscere l'assegno al coniuge economicamente più debole.

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Un cambio epocale nel diritto di famiglia che arriva dopo quasi 27 anni: il tenore di vita goduto nel corso delle nozze non conterà più per assegnare l'assegno divorzile al coniuge che lo richiede. Gli ermellini, infatti, hanno ritenuto che non fosse più un orientamento "attuale". Nel dettaglio, la Prima sezione civile, con la sentenza 11504 pubblicata oggi, mercoledì 10 maggio, "ha superato il precedente consolidato orientamento, che collegava la misura dell'assegno al parametro del tenore di vita matrimoniale, indicando come parametro di spettanza dell'assegno, avente natura assistenziale, l'indipendenza o autosufficienza economica dell'ex coniuge che lo richiede".

Con la sentenza di divorzio, sottolineano da piazza Cavour, "il rapporto matrimoniale si estingue non solo sul piano personale ma anche economico-patrimoniale, sicché ogni riferimento a tale rapporto finisce illegittimamente con il ripristinarlo, sia pure limitatamente alla dimensione economica del tenore di vita matrimoniale, in una indebita prospettiva di ultrattività del vincolo matrimoniale". E ancora, secondo i supremi giudici, quindi, va individuato un "parametro diverso" nel "raggiungimento dell'indipendenza economica" di chi ha richiesto l'assegno divorzile.

"Se è accertato che (il richiedente) è economicamente indipendente o effettivamente in grado di esserlo, non deve essergli riconosciuto tale diritto", si legge nella sentenza depositata oggi. I principali indici che la Cassazione individua per valutare l'indipendenza economica di un ex coniuge sono il "possesso" di redditi e di patrimonio mobiliare e immobiliare, le "capacità e possibilità effettive" di lavoro personale e "la stabile disponibilità" di un'abitazione.

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