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martedì 27 gennaio 2015

Bossetti, la voce dalla procura: clamoroso ribaltone su Yara e il Dna

Omicidio Yara Gambirasio, possibile svolta. Indiscrezione dalla Procura: "Il dna mitocondriale non è quello di Bossetti"





Possibile svolta nel caso di Yara Gambirasio: sul corpo della vittima non c'è traccia del Dna mitocondriale di Massimo Giuseppe Bossetti, in carcere dal 16 giugno scorso con l'accusa di aver ucciso, con crudeltà, la 13enne di Brembate di Sopra. Emerge dalla relazione del consulente della procura in possesso dell'agenzia Adnkronos. Si è sempre parlato della traccia mista - Dna della vittima e di Ignoto 1 - trovata sugli slip di Yara come la prova regina contro il muratore 44enne, dopo che il corpo della ragazzina scomparsa il 26 novembre 2010 fu trovato in un campo di Chignolo d'Isola tre mesi dopo, ma la scienza sembra sconfessare se stessa. Pochi giorni fa era stato Claudio Salvagni, legale di Bossetti, a sostenere la stessa tesi in tv a Quarto grado. E ora l'avvocato torna alla carica: "Basta arrampicarsi sugli specchi: non c'è nessuna prova regina e Massimo Giuseppe Bossetti va scarcerato". Nei prossimi giorni l'avvocato presenterà una nuova istanza di scarcerazione.

"Il Dna non è quello di Bossetti" - Secondo la relazione in cui Carlo Previderè, ricercatore responsabile del laboratorio di genetica forense dell'Università di Pavia e chiamato dal pm di Bergamo Letizia Ruggeri ad analizzare la presenza di peli e capelli sul corpo della vittima, il Dna mitocondriale di Bossetti, estratto dal campione 31G20 della relazione del Ris (la traccia trovata sugli slip della vittima, ndr), non coinciderebbe con quello di "Ignoto 1". A Previderè spetta il compito di comparare i capelli e i peli trovati sul corpo della vittima con il Dna della vittima e con "Ignoto 1", il cui profilo del campione mitocondriale è reso disponibile dal Ris di Parma che a loro volta lo rilevano dalla relazione a firma del consulente Emiliano Giardina. 

La "svista" - Per risalire invece al profilo di Yara si chiede un campione di tessuto osseo dello spessore di circa due centimetri prelevato dal femore. Ma qui sorge la prima anomalia: il "semplice confronto di tali profili aplotipici consentì di realizzare immediatamente di essere in presenza di un unico profilo apolitico mitocondriale", scrive Previderè nella sua relazione e tale profilo "era certamente attribuibile alla vittima e non al soggetto definito Ignoto 1, come indicato nella relazione del consulente del pm, dottor Giardina". Un errore che vuol dire che il Dna di 532 persone, o meglio di 532 donne, non è stato confrontato con quello della persona sospettata di aver ucciso Yara ma con quello della vittima. Una svista, ma le anomalie non finiscono qui. 

Il giallo del Dna cellulare - La traccia trovata sugli slip della vittima mostra una traccia abbondante del Dna cellulare del4 4enne muratore, ma inspiegabilmente secondo i genetisti non contiene una quantità tale di Dna mitocondriale tanto che i Ris di Parma non sono stati in grado di dire, con certezza, se sul corpo della vittima ci fosse sangue, saliva o sperma di "Ignoto 1". Un risultato difficile da spiegare: il Dna cellulare, unico per ciascun individuo, contiene  al suo interno il Dna mitocondriale che caratterizza la "linea femminile" della discendenza. Non solo il Dna cellulare di Bossetti non coincide con quello mitocondriale, ma scientificamente risulta complicato giustificare una traccia abbondante di Dna cellulare e l'assenza di quello mitocondriale.

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