Al termine della Segnalazione, l'intervento del Consigliere Comunale dott Giacinto Libertini.
Critico il Consigliere Comunale dott. Giacinto Libertini. Gli assessori dimissionari Del Gaudio e De Rosa hanno cercato, spiega Libertini, un attimo prima delle dimissioni, di scaricare parte delle responsabilità connesse alle anzidette tematiche sul Sindaco Falco. Un tentativo ingenuo e non conforme alle presunti grandi esperienze dei due dimissionari. Comunque continua Libertini con il loro pentimento confermano la veridicità di due dei punti sollevati nella segnalazione. Il Primo l'incarico dato all'Avv. Lubrano, con una delibera non firmata dal funzionario responsabile, e viziata da numerose irregolarità, fra cui, incredibilmente, l'assenza di una convenzione, tra professionisti e Comune. Il Secondo Punto l'assunzione del Comandante della locale Polizia Municipale dott. Gaetano Alborino, contestata dal responsabile del Personale, dai revisori dei Conti, e dal parere del Ministro dell'Interno Maroni. Anche su questo, dopo 8 mesi, di mancata revoca dell'assunzione i due Assessori dimissionari, cercano ingenuamente di scaricare tutte le responsabilità al Sindaco Falco. Ma loro dove stavano in questi mesi?? Insomma dure affermazioni quelle del Consigliere Libertino sui punti sopra citati, certo che i Cittadini di Caivano da tutto questo si aspettano delle risposte forti e chiare.
Alla
Procura Generale della Corte dei Conti, Sede di Napoli
Al
Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Caivano
p.c.: Al Prefetto di
Napoli
Oggetto:
Richiesta
di verifica delle delibere di Giunta n. 215 del 30/6/2011 e di
Consiglio Comunale n. 58, 59 e 60 del 25/7/2011 del Comune di
Caivano, relative all’approvazione del Bilancio di Previsione 2011,
e degli atti connessi, con eventuale esplicazione delle azioni di
competenza dovute da parte degli Organi in indirizzo.
I
sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Caivano, nell’ambito
dei propri poteri di vigilanza e controllo, segnalano quanto in
oggetto e di seguito meglio specificato agli Organi in indirizzo per
le verifiche dovute per legge e per le eventuali azioni di
competenza.
Si
precisa in premessa che la discussione complessiva relativa alle
delibere di C.C. n. 58, 59 e 60 del 25/7/2011 è riportata come
allegato alla sola delibera n. 58, in quanto per decisione del civico
consesso fu deciso di accorpare in un’unica discussione il
dibattito relativo ai tre punti in discussione. A riguardo si
evidenzia che nella discussione è riportato, fra l’altro, come
facente parte integrale della delibera, su espressa richiesta dei
Consiglieri presentatori, una specifica segnalazione di presunte
gravi irregolarità nel Bilancio di Previsione (prot. n. 12948 del
20/7/2011), e inoltre le controdeduzioni del Responsabile
dell’Ufficio competente sia a quanto evidenziato nella suddetta
segnalazione sia ai rilievi mossi dal Collegio dei Revisori dei Conti
nel verbale n. 13 del 14/7/2011.
Ciò
premesso si evidenzia quanto segue:
-
(1) A seguito di consumi idrici non pagati negli anni precedenti, fu
instaurato un contenzioso con la società fornitrice (Acqua Campania
S.p.A.). Dopo vari anni di lite in più gradi di giudizio e senza che
mai fosse concluso un procedimento transattivo con l’eventuale
rateizzazione del dovuto da parte del Comune, si è pervenuti ad una
sentenza definitiva non appellabile in ulteriori gradi di giudizio
per la quale il Comune deve corrispondere alla società anzidetta
circa quattro milioni di euro, come confermato dallo stesso
funzionario responsabile delle finanze. Con nota n. 10885 del
16/6/2011, come anche dichiarato dallo stesso funzionario, è stato
richiesto alla Regione Campania una rateizzazione del debito in 10
anni. Anche nell’ipotesi auspicata che tale richiesta fosse
accolta, nel Bilancio si sarebbe dovuto impostare una voce in uscita
pari a un decimo del debito certo, ovvero 400.000 euro. La mancanza
di tale voce nei confronti di un debito certo e perfettamente
esigibile dalla società creditrice significa che sotto tale aspetto
il Bilancio è sicuramente non veridico.
-
(2) Nelle sedute assembleari del 30/5/2011 e del 23/6/2011
dell’IGI.CA. S.p.A. in liquidazione (all’epoca partecipata al
100% dal Comune di Caivano ed ora in stato fallimentare con Curatore
nominato dal Tribunale di Napoli), fu evidenziato dal Commissario
Liquidatore, facendo seguito a precedenti richieste sia dello stesso
Commissario che dei precedenti Amministratori della Società, che il
Comune di Caivano aveva un debito nei confronti della Società di €
6.461.137,84 per servizi inerenti alla raccolta dei rifiuti urbani e
di € 451.244,98 per servizi inerenti alla gestione del patrimonio
immobiliare del Comune di Caivano nel quartiere cosiddetto Parco
Verde (ex lege 219). Per il credito anzidetto la Società ha
convenuto in giudizio il Comune di Caivano con apposito atto di
citazione del 19/7/2011, come attesta il funzionario comunale
responsabile del settore finanze. Fra l’altro, anche a seguito di
questa cospicua insolvenza da parte dell’unico proprietario, il
Commissario Liquidatore ha chiesto al Tribunale di Napoli, ed
ottenuto in pochi giorni, la sentenza di fallimento della Società e
la nomina di un Curatore Fallimentare. A riguardo di questi debiti, è
bene annotare che una parte rilevante di essi è riferita a fatture
non pagate per prestazioni formalmente richieste dal Comune di
Caivano e assolte senza successiva contestazione da parte dello
stesso Comune, e di cui pertanto è assai discutibile il considerarle
come spese incerte e non esigibili da parte della Società
creditrice. Comunque, anche nell’ipotesi auspicata che una parte di
quanto richiesta dalla Società sia non dovuta e che il Curatore
Fallimentare conceda una rateizzazione del debito, purché – a
norma di legge - ciò sia compatibile con la salvaguardia degli
interessi dei creditori della società allo stesso affidata, nel
Bilancio si sarebbe dovuto impostare una voce in uscita pari alla
presumibile quota di rateizzo del debito almeno per la parte
verosimilmente certa e con la sottrazione di eventuali somme dovuta
dalla Società per possibili compensazioni. La mancanza di tale voce
mostra che anche sotto tale aspetto il Bilancio è di certo non
veridico.
-
(3) A termine di un pluridecennale contenzioso fra il Comune e un
folto gruppo (oltre 40) di ex-dipendenti comunali, o loro eredi
aventi diritto, a riguardo della cosiddetta “equa proporzione” si
è pervenuto ad una sentenza definitiva non appellabile in ulteriori
gradi di giudizio per la quale il Comune è soccombente ed è tenuto
a pagare una cifra complessiva stimata intorno ad un milione e mezzo
di euro. Alcuni fra gli interessati (in numero di 3) hanno già
ottenuto atti giudiziari di esecuzione coatta della suddetta
sentenza, provvedimenti già sottoposti all’esame del C.C. come
debiti fuori bilancio per la seduta del 4/8/2011 poi rinviata
all’1/9/2011, ed è praticamente certo che nei prossimi mesi si
perverrà ad analoghi atti a beneficio degli altri interessati, con
ulteriori aggravi di spesa per il Comune per le spese di precetto e
gli interessi maturati. A riguardo il funzionario responsabile delle
finanze obietta che sono ancora in corso (da mesi!) i calcoli per
stabilire gli esatti importi dovuti a ciascun dipendente, o eredi, e
che forse sarà possibile pervenire a transazioni con rateizzazioni
dei pagamenti a beneficio del Comune. Comunque nel Bilancio è
assente una voce che copra tale uscita, certa in modo assoluto anche
se non quantizzabile con precisione, e ciò fa apparire anche sotto
tale aspetto il Bilancio non veridico.
-
(4) Nel Bilancio del 2010 fu già previsto come introito per la
dismissione degli immobili comunali siti nel quartiere cosiddetto
Parco Verde (ex lege 219) un importo di € 34.000.000 circa. Tale
previsione ha avuto come esito effettivo un introito nullo. Nella
previsione del Bilancio 2011 è riportata nuovamente la stessa
previsione ma le dichiarazioni del funzionario sulle difficoltà
esistenti in merito attestano letteralmente che è irrealistico
l’introito effettivo posto in Bilancio per l’anno 2011. Pertanto,
se è vero quanto attestato dallo stesso funzionario e da nessuno
contraddetto, anche in questa voce di Entrata il Bilancio appare non
veridico.
-
(5) Nella delibera di G.M. n. 114 del 7/4/2011 con cui si incaricava
un professionista per azioni di responsabilità a carico di
ex-amministratori e componenti dell’organo di controllo
dell’IGI.CA. S.p.A., delibera assunta con parere negativo del
funzionario responsabile, evidenziata inoltre come irregolare dal
Collegio dei Revisori dei Conti con verbale n. 8 del 2/5/2011 e
pertanto trasmessa dallo stesso Collegio alla Procura della Corte dei
Conti, è previsto un onorario di € 20.000 sulla base di preventivi
presuntivi presentati dal professionista incaricato. La delibera è
stata oggetto di ulteriori precise contestazioni da parte del
funzionario competente (Determina Affari Legali n. 115 del 13/7/2011)
in cui fra l’altro si contesta che l’importo presumibile del
minimo tariffario sarebbe largamente superiore a quanto previsto nel
corpo della delibera. In effetti, tenendo conto di un valore della
controversia pari a € 35.000.000 e di un numero di convenuti pari a
11, elementi che si evincono con certezza dagli atti di citazione
espressi dal professionista, la parcella minima professionale ai
sensi del D.M. Min. Giust. n. 127 dell’8/4/2004 è così
determinabile:
- - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
ONORARI MINIMI (in
base all’art. 13 del Decr. Min. Giustizia n. 127 dell’8/4/2004)
[Coefficienti minimi
di cui alla tabella II moltiplicati per € 35.000.000 = Importi]
Studio della
controversia:
0,000407 * € 35.000.000 = €14.245
Consultazioni con il
cliente:
0,000204 * € 35.000.000 = € 7.140
Ricerca dei
documenti, etc.:
0,000106 * € 35.000.000 = € 3.710
Preparaz. e
redazione dell’atto introduttivo del giudizio, etc.: 0,000323 *
€ 35.000.000 = €11.305
Assistenza a
ciascuna udienza di trattazione, etc.: 0,000080
* € 35.000.000 = € 2.800
Assistenza ai mezzi
di prova disposti dal giudice, etc.: 0,000323 * €
35.000.000 = € 11.305
Memorie depositate
fino udienza di precisazione delle conclusioni, per ogni memoria:
0,000188
* € 35.000.000 = € 6.580
Redazione delle
difese (comparse conclusionali e repliche): 0,000788 * €
35.000.000 = € 27.580
Discussione in
pubblica udienza o in camera di consiglio: 0,000415 * €
35.000.000 = € 14.525
Totale: € 99.190
+ C.P.A. (4%) =
€ 3.968
+ I.V.A. (20%) =
€ 19.838
+ Spese generali
(12,5%) (art. 14) =
€ 12.399
Totale (CPA, IVA e
spese generali comprese): € 135.394
Inoltre, in base al
numero (N) dei convenuti si applica una maggiorazione del 20% dal 2°
in poi fino ad un massimo N=11 (art. 5, comma 4), relativo a 10 oltre
il primo convenuto. Con N=11 (numero dei convenuti nell’atto di
citazione del professionista), la maggiorazione risulta pari al 200%,
ovvero:
€ 270.789
Totale maggiorato
(CPA, IVA e spese generali comprese): € 406.183
- - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Poiché gli
anzidetti minimi, pari a circa 20 volte di quanto previsto in
delibera, non sono derogabili, salvo parcella preventivamente
concordata e vidimata positivamente dal competente ordine
professionale (art. 4, comma 1 e 2), atto non richiesto né
espletato, anche in tempi successivi il professionista potrà
chiedere che il compenso pattuito venga adeguato al minimo stabilito
dall’anzidetto decreto ministeriale. Il funzionario competente per
il Bilancio preannunzia che importi più considerevoli saranno
coperti con opportune delibere integrative ma è plausibile che non
abbia affatto operato i calcoli sopra riportati e che quindi non sia
pienamente consapevole delle conseguenza di questo difetto di
attenzione. Comunque, il Bilancio nella voce destinata alla copertura
delle spese legali appare del tutto insufficiente a coprire il
fabbisogno prospettato e quindi anche in questo caso appare non
veridico.
- (6) La Delibera n.
85 del 14/3/2011 (Impiego proventi derivanti da contravvenzioni
stradali ai sensi dell'art. 208 Codice della Strada) già veniva
contestata dal Collegio dei Revisori dei Conti nel verbale n. 8 del
2/5/2011. La Delibera n. 214 del 30/6/2011 che riformulava l’impiego
dei suddetti proventi è stata anche contestata dal Collegio dei
Revisori dei Conti diventando parte dei motivi del parere negativo
espresso dal Collegio nel verbale n. 13 del 14/7/2011 a riguardo del
Bilancio di Previsione 2011 oggetto della presente segnalazione.
Nello specifico è contestato quanto segue:
--- L’assunzione
dei correlati impegni di spesa deve essere contenuta nel limite del
50% dei relativi accertamenti relativi all’anno precedente (art.
193, comma 1, del D.Lgs. 267/2000);
--- Per quanto
riguarda quanto definito dall’art. 208, comma 4 lett. b, alle cui
finalità deve essere destinato un minimo del 25%, è prevista una
destinazione pari solo al 2,6%;
--- Con varie voci
sono destinati a spese per il Personale € 29.500, importi che
dovrebbero essere allocati all’intervento uno del titolo primo
della spesa e, in parte, conteggiati nel fondo del salario
accessorio, sezione risorse variabili, adempimento che è stato
omesso.
Pertanto il Bilancio
di Previsione appare in violazione di più norme ed è discutibile la
dichiarazione del funzionario responsabile del settore secondo il
quale la previsione di entrata è attendibile e i criteri di riparto
definiti dalla legge sono stati rispettati (Determina n. 85 del
22/7/2011).
- (7) In relazione
alle limitazioni vigenti per le assunzioni di personale comunale, si
evidenzia inoltre che:
--- con del. G.M. n.
205 del 25/10/2010 si approvava il piano triennale del fabbisogno del
personale anni 2010/2012 e il piano di assunzioni 2010 senza
prevedere l’assunzione di un funzionario di vigilanza;
--- la suddetta
delibera fu contestata dal Collegio dei Revisori dei Conti con
verbale n. 21 dell’8/11/2010;
--- con del. G.M. n.
282 del 30/12/2010 si procedeva ad integrare l’anzidetta delibera
n. 205 senza che l’integrazione venisse portata all’attenzione
del Collegio dei Revisori dei Conti;
--- con del. G.M. n.
283 del 30/12/2010 (stesso giorno della delibera precedente), assunta
con parere condizionato del funzionario responsabile, si procedeva
all’assunzione di un funzionario di vigilanza, categoria D3;
--- le irregolarità
anzidette venivano contestate dal Collegio dei Revisori dei Conti con
verbale n. 2 del 31/1/2011;
--- per tali
contestazioni il Collegio dei Revisori dei Conti segnalava la
delibera n. 283 alla Procura Generale della Corte dei Conti;
--- il responsabile
settore Affari Generali in data 21/2/2011 in base alle motivazioni
espresse dal Collegio dei Revisori dei Conti proponeva formalmente
alla Giunta la revoca della del. G.M. n. 283 del 30/12/2010;
--- la Giunta non
provvedeva alla revoca ma richiedeva un parere al Ministero
dell’Interno con nota n. 3773 del 24/2/2011;
--- in data
19/4/2011 perveniva al protocollo del Comune di Caivano, n. 7122, il
parere negativo del Ministero per una serie di motivazioni;
--- in data
28/4/2011 il responsabile Affari Generali nuovamente proponeva alla
Giunta la revoca della del. G.M. n. 283 del 30/12/2010 (prot. n.
133/Segr. Gen. del 28/4/2011);
--- la Giunta da
allora non ha adottato alcun provvedimento in merito.
In relazione a tutto
ciò si evidenzia che il Bilancio di Previsione 2011 include la spesa
adottata in base alle delibere contestate o negativamente valutate,
come prima meglio espresso, e che pertanto il Consiglio Comunale è
stato indotto a ratificare spese improprie a danno dell’Ente.
Per gli anzidetti
motivi i sottoscritti Consiglieri Comunali chiedono l’attento esame
della correttezza e della veridicità del Bilancio di Previsione 2011
del Comune di Caivano approvato con delibera n. 60 del 25/7/2011,
nonché delle delibere correlate sopra menzionate per le eventuali
irregolarità descritte, e l’adozione degli eventuali atti dovuti,
previsti e di competenza degli Organi in indirizzo.
Inoltre, considerato
che le criticità anzidette sono state in parte evidenziate dal
Collegio dei Revisori e dei Conti con atti ufficiali antecedenti alla
data del 25/7/2011 e in parte evidenziate o ribadite sia con
documento protocollato in data 20/7/2011, n. 12948 del protocollo
generale, a firma di alcuni Consiglieri Comunali, sia in sede di
Consiglio Comunale, e che pertanto i Consiglieri Comunali i quali, in
numero di 13, hanno approvato il Bilancio erano pienamente
consapevoli di quanto collegialmente stavano operando, si prega
inoltre voler considerare se per le prospettate falsità in Bilancio
e violazioni di legge vi sia ipotesi di dolo, o altro, e sia pertanto
necessario l’intervento della Magistratura ordinaria per la
valutazione delle responsabilità connesse.
Con osservanza
[Seguono le firme di
11 Consiglieri Comunali di minoranza. Documento protocollato al
Comune di Caivano in data 1/9/2011 (per il Collegio dei Revisori dei
Conti) e inviato alla Procura della Corte dei Conti con Racc. A/R n.
13503058633-5 del 2/9/2011 e (per conoscenza) al Prefetto di Napoli
con Racc. A/R n. 13503058630-2 in pari data)
Su questo Interviene il Consigliere Comunale dott. Libertini

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