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venerdì 2 settembre 2016

Chiamata diretta per la moglie di Renzi Promossa: che cosa andrà a fare

Agnese Landini sarà per la prima volta insegnante di ruolo



Anno scolastico col botto, quello che sta per iniziare per Agnese Landini, alias first lady. La moglie del premier Matteo Renzi, sarà infatti per la prima volta insegnante di ruolo all'istituto linguistico Peano di Firenze. Agnese è stata scelta dalla preside dell'istituto tramite chiamata diretta.

La profezia di Di Maio: "È solo l'inizio" Raggi è nel caos, lui la blinda così

Di Maio: solo l'inizio Raggi nel caos, li la blinda così



"Noi oggi abbiamo le dimissioni del capo di gabinetto e dell’assessore al Bilancio, dei vertici Atac, scelti dalla precedente amministrazione, e dell’ad di Ama. Parlano di caos, di bufera su Roma. Io dico solo una cosa: guardate che questo è solo l’inizio. Chi pensa che governare Roma sia semplice ha sbagliato  completamente linea di pensiero, governarla è un atto di coraggio".  

Così Luigi Di Maio, che intervenendo in un incontro a Sassari blinda la sindaca di Roma, Virginia Raggi nella giornata per lei più difficile, quella delle dimissioni del capo di gabinetto, di un assessore e dei vertici delle municipalizzate. 

"Noi avremo tutti contro, in due mesi ci siamo messi contro le lobby", compresa quella delle "Olimpiadi, loro vogliono il nostro fallimento. Venderanno cara la pelle per farci perdere Roma. Insediatasi Raggi, dal secondo giorno ci accusano di non risolvere i problemi che loro hanno creato negli ultimi 30 anni. E questo vale per Roma, Torino e altri comuni governati dal M5S. Da domani nominiamo i nuovi vertici di Ama e Atac, il nuovo capo di gabinetto e l’assessore al Bilancio,  ringraziamo Minenna e Raineri e andiamo avanti, perché noi a Roma vogliamo cambiare tutto e lo faremo" .

Frase choc del sindaco di Amatrice: "Dopo il terremoto diventerò ricco"

Il sindaco di Amatrice: "Mi arricchirò coi soldi delle querele"



"Non vede come sono sereno? Posso andare dal magistrato domani. Parlo per quattro ore e si sgonfia tutto. Poi mi arricchirò con le querele". Risponde così, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, al giornalista del quotidiano "La Repubblica" che in una intervista gli chiede conto delle responsabilità che stanno emergendo da parte del comune relativamente alla ristrutturazione della scuola Capranica, ai mancati controlli all'hotel Roma e alla casa di riposo Don Minzoni. poi, con la verve che lo ha indubbiamente reso uno dei protagonisti del dopo-terremoto, prosegue: "Mi devono dare l'Oscar, altro che contestarmi". Vedremo nei prossimi giorni se ad arrivargli sarà la statuetta o un avviso di garanzia... Per quanto riguarda i soldi delle querele, siamo sicuri che Pirozzi li userà per aiutare o suoi concittadini, piuttosto che per arricchirsi.

giovedì 1 settembre 2016

Mentana sente Renzi e non resiste Spietato, umilia il premier in diretta

Mentana spietato, sente la frase di Renzi, Enrico non resiste: umilia il premier in diretta tv



Se c'è una cosa che proprio non manca ad Enrico Mentana è la battuta pronta. Lo sanno bene i suoi commentatori più autolesionisti che provano ad attaccarlo sulla sua pagina Facebook, ricevendo solo sberleffi e sfottò. Ma non è solo contro i webeti che si concentra il direttore del TgLa7. Anche in onda nelle dirette riesce a dare il meglio di sé, come nell'edizione delle 20 di ieri sera. Durante un servizio del vertice tra Matteo Renzi e Angela Merkel a Maranello, si è sentito il premier raccontare: "Ho detto ad Angela che se il Jobs Act lo avessimo fatto 10 anni fa, avrebbe avuto senz'altro un altro effetto". Al ritono in studio, Mentana non se l'è fatta scappare e di tutta risposta ha sentenziato: "E se mia nonna avesse le ruote...".

Giunta Raggi, si dimettono capo di Gabinetto e assessore al Bilancio

Raggi, si dimettono capo di Gabinetto e assessore al Bilancio



Trema la giunta Raggi. Si sono dimessi stamattina primo settembre a Roma l'assessore al Bilancio Marcello Minenna e il capo di Gabinetto Carla Romana Raineri. Se l'addio della Raineri era pressoché annunciato dalla stessa Virginia Raggi, è invece una sorpresa la decisione di Minenna.

"Trasparenza. È uno dei valori che ci contraddistingue e che perseguiamo. Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere un parere all'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione, su tutte le nomine fatte finora dalla Giunta", aveva annunciato il sindaco della Capitale sul suo profilo Facebook: " Una richiesta per garantire il massimo della trasparenza: il palazzo deve essere di vetro, tutti i cittadini devono poter vedere cosa accade dentro. Questo è il M5S". "Sulla base di due pareri contrastanti, ci siamo rivolti all’Anac che, esaminate le carte, ha dichiarato che la nomina della dottoressa Carla Romana Raineri a capo di Gabinetto va rivista in quanto la corretta fonte normativa a cui fare riferimento è l'articolo 90 Tuel e l’applicazione, al caso di specie, dell’articolo 110 Tuel è da ritenersi impropria. Ne prendiamo atto. Conseguentemente, sarà predisposta l'ordinanza di revoca".

SONDAGGIO DA INCUBO Renzi, ecco le cifre horror Perché Brunetta gongola

Referendum, il sondaggio a sorpresa che fa paura a Renzi


Il No vola al Referendum. Almeno secondo le previsioni raccolte da Winpoll – Scenari politici per Huffington Post. Vengono misurate l’affluenza prevista al referendum costituzionale e il rapporto di forze fra il fronte del Sì e quello del No. prima domanda dei sondaggi elettorali sul referendum costituzionale è: “A novembre gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale. Lei…”.

La quota di indecisi è in diminuzione di un punto percentuale rispetto alla precedente rilevazione, mentre l’affluenza “sicura” sale di due punti percentuali. Basandoci su questi dati, l’affluenza da aspettarsi difficilmente sarà superiore al 60%, probabilmente graviterà intorno a quota 55%. Una brutta notizia per Matteo Renzi, visto che con un’affluenza così bassa ci sono poche speranze per il Sì di farcela, considerando che il No ha un potenziale di almeno 15 milioni di voti.

“E come voterà?”. Il trend è chiaro: più gli italiani si informano sui contenuti della riforma costituzionale, più il No prende il largo, staccando di ben 8 punti percentuali il Sì. In quest’ottica, rimandare il referendum il più possibile – come sta facendo Renzi – potrebbe essere persino controproducente per il Pd.

L’impressione è che la vittoria del No sia quasi scontata (del resto tutte le forze politiche sono a favore del No, a parte il Partito Democratico, a sua volta spaccato in fronde contrarie alla riforma della Boschi). Anche Renzi sembra esserne consapevole e ha messo le mani avanti: prima del 2018 non si voterà, come del resta avevamo anticipato in un post dello scorso luglio.

D'Alema spietato, guerra anti-Renzi Ha fatto boom: ecco cosa succederà

D'Alema ha fatto boom: cosa sta per succedere



Stavolta i gufi erano tutti contro Massimo D'Alema che, stando ai pronostici renziani, sarebbe stato accolto dal clima ostile delle Feste dell'Unità nel suo tour per promuovere il No al prossimo referendum costituzionale. E invece Baffino ha sbaragliato ogni pronostico, raggiungendo il picco del suo successo nella sua prima tappa in Sicilia. Quando è arrivato a Catania per l'ex ministro degli Esteri è stato tutto uno stringere mani, posare nei selfie e pacche sulla spalla da militanti entusiasti. Quando poi è partito il dibattito con il ministro degli esteri Paolo Gentiloni, è stata la mossa del moderatore Claudio Cerasa, direttore del Foglio, a decretare il vincitore morale della serata. Cerasa ha chiesto al pubblico presente di alzare la mano in base al voto che avrebbero espresso al referendum, risultato? Netta vittoria dei No, proprio là nel cuore del Pd siciliano sul quale il premier conta tanto.

Gentiloni ha cercato di mettere una pezza, ma finisce per inguaiarsi più di prima: "Una spaccatura non conviene neppure a D'Alema - ha detto il ministro - Se vorrà si presenterà al congresso contro Renzi". Baffino sembrava non aspettare altro: "La lettura del referendum: 'volete me o D'Alema', l'ha data Renzi. Io non cerco poltrone: mi sono dimesso da presidente del Consiglio dopo aver perso elezioni in modo meno catastrofico di Renzi".

Si prenda anche per vera che D'Alema voglia tenersi lontano da poltrone di partito, per ora, ma di certo il suo piano per abbattere l'attuale segretario sembra sempre più chiaro. La marcia è partita facendo le pulci sulle riforme più delicate, almeno per i partiti, a cominciare dall'Italicum, la legge elettorale: "Se la Corte costituzionale bocciasse una legge elettorale su cui il premier ha messo la fiducia, una qualche riflessione su come questo Paese è governato credo meriterebbe di essere fatta".

Le bordate contro Renzi nella serara catanese non mancano. Come quando lo rimprovera di essere diventato: "un politico normale, anche sulla lottizzazione della Rai", che vuole cambiare la Costituzione "senza aver vinto le elezioni, con una maggioranza raccogliticcia", che ha perso "un milione di voti e molti hanno scelto Cinque stelle contro di lui, non perché amino Grillo".

Il giro da nord a sud dell'ex premier non conosce sosta. Dopo la Sicilia, tornerà a Roma dove lo aspetta un confronto con un altro renziano di ferro, l'ex candidato sindaco Roberto Giachetti. D'Alema va avanti come un rullo compressore, prepara le sue controriforme e di sicuro venderà cara la pelle prima, durante e dopo il voto referendario. Poi chissà, se esiste vita dopo il Pd, lo dirà solo il tempo.