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mercoledì 21 dicembre 2016

"Feltri? È violento come l'Isis": le assurde frasi del marocchino Pd

Chaouki contro Feltri: le assurde frasi dell'italo-marocchino del Pd



L'editoriale di Vittorio Feltri sull'attentato jihadista a Berlino? "Gravissimo e offensivo", "una centrifuga di violenza verbale" che "meriterebbe di essere affrontato in qualche tribunale". Parola di Khalid Chaouki, deputato italo-marocchino del Pd. Sul suo blog sull'HuffingtonPost, l'onorevole celebra come al solito le politiche italiane, "una lezione di civiltà, in Europa, in materia di accoglienza, con progetti all'avanguardia e buone pratiche che funzionano". Sono le stesse pratiche che in Francia e in Germania, accanto a episodi di discutibile integrazione (dai ghetti alle banlieue, ma Chaouki ovviamente non ne parla) stanno riversando paura e morte in strada. Le vittime, prima ancora che cristiani, islamici, ebrei o buddhisti, sono i simboli della cultura e della civiltà europea che i terroristi islamici vorrebbero schiacciare nel sangue. Ma il deputato del Pd non coglie il messaggio dell'editoriale di Libero e parte in quarta contro Feltri, "noto per la sua attitudine a spargere odio, trasudando luoghi comuni e retorica razzista".

Accanto alla condanna della "follia violenta che bestemmia il nome di Allah, o Dio a seconda di come desideriate chiamarlo - spiega Chaouki - ritengo però gravissimo, offensivo e altrettanto violento" l'editoriale di Feltri. "Io mi chiedo - scrive ancora -, come si può insultare in questo modo dei cittadini che appartengono a una fede diversa dalla propria? Da giornalista mi domando come sia possibile, nel 2016, prendersela dalle colonne di un quotidiano, con tutti i musulmani indistintamente nella patetica speranza di vendere qualche copia in più?". E giù con i numeri sugli immigrati che pagano le pensioni degli italiani, anche se il problema è un altro, quello della sicurezza e della incapacità (impossibilità?) di far convivere la civiltà europea e l'islam radicale, che sempre di più rischia di "cancellare" l'islam moderato nelle nostre città. "Non mi rassegnerò a denunciare il razzismo dichiarato del direttore di Libero, non mi rassegnerò a uno status quo dove l'odio e lo sproloquio sono sdoganati e nessuno si chiede come caspita intendiamo costruire un futuro di pace e convivenza chiudendo un occhio - o addirittura due - nei confronti di chi fa della demagogia di odio la sua professione preferita". Sicuri che la via sia mettere sullo stesso piano chi semina morti e chi quei morti li vorrebbe evitare? 

"Bocciato", mai successo nella storia: così la Raggi rischia di andare a casa

Roma, altra tegola sui 5 Stelle: bilancio bocciato, la Raggi rischia



Una nuova tegola si abbatte sul Campidoglio guidato da Virginia Raggi. L'Oref, organo di revisione economico-finanziaria del Campidoglio, ha dato parere negativo al bilancio di previsione 2017 presentato dall'amministrazione pentastellata. L'annuncio l'ha dato in aula il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito, dopo 4 ore di sospensione dei lavori che, interrotti dopo le comunicazioni della sindaca, dovevano riprendere alle 15.

Un flop, dunque, la seduta, i cui lavori sono stati sospesi ma di fatto non sono mai iniziati. Al secondo appello l'assemblea capitolina ha iniziato i suoi lavori con le comunicazioni urgenti della sindaca che ha ringraziato l'assessore Paola Muraro e il vicesindaco Daniele Frongia "per il lavoro fatto fino ad adesso" e rivolto un "in bocca al lupo" a Luca Bergamo e a Pinuccia Montanari. Poi lascia l'aula tra le proteste delle opposizioni, per recarsi alla messa all'Ara Coeli per i dipendenti comunali. Poca voglia di parlare con i cronisti, dai quali sfugge e si lascia scappare solo che "non temo né le parole di Marra né l'esposto di Raineri", rispondendo a chi le chiedeva se teme che dall'interrogatorio di Raffaele Marra emerga un ricatto nei suoi confronti o più l'esposto di Carla Raineri.

In aula i lavori vengono sospesi poco dopo l'uscita della sindaca, e riprendono solo più tardi, quando De Vito annuncia la decisione dell'Oref di non dare parere positivo al bilancio previsionale per il 2017. Immediatamente si scatenano le opposizioni. "La giunta Raggi è riuscita nel capolavoro di farsi bocciare dai revisori il bilancio del comune. Siamo ormai all'incapacità manifesta che rischia di scaricare il peso di continui errori sui cittadini romani", tuona Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito romano, sul suo profilo Facebook. "Ma vedrete che faranno finta di niente e che Beppe Grillo scriverà l'ennesimo post coprendo tutto e prendendosela con i poteri forti o con un complotto alieno - continua - per non ammettere quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: non sanno e non vogliono fare altro che occupare e gestire il potere. Questo oggi è il M5s a Roma. L’erede della destra peggiore". "Un altro grande risultato del sindaco di Roma Raggi", lo definisce la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, sottolineando che "per la prima volta nella storia il bilancio di previsione del Comune viene bocciato dall’Organismo di Revisione Economica e Finanziaria. Questo vuol dire che la manovra è da rifare e che il Comune rischia il commissariamento. A poco più di sei mesi dalla sua elezione la Raggi potrebbe battere un altro record: essere commissariata prima da Grillo e poi dal Prefetto".

Reazioni che portano il capogruppo M5s in assemblea capitolina Paolo Ferrara a parlare di opposizioni "senza pudore. Le opposizioni, Pd in testa, si permettono di applaudire e gridare all’annuncio in Aula del parere non favorevole dell’Oref sul bilancio di previsione 2017-2019". E attacca: "Applaudono su uno scenario difficile che hanno creato loro stessi nel corso degli anni". Poi conclude: "Questo è il loro rispetto per i romani. Ma si rassegnino: noi non molliamo e faremo di tutto per difendere i diritti dei cittadini".

martedì 20 dicembre 2016

"Non potremo mai fermarli, ora..." La drammatica profezia dell'esperto

"Non potremo mai fermarli, ora...". La drammatica profezia dell'esperto



Si è dovuto ricredere chi si aspettava un attentato terroristico in un paese francofono, come Francia o Belgio, senza considerare: "il momento curciale - ha detto il giornalista americano Joby Warrick - gli attentati non sono rappresaglie". Vincitore di due premi Pulitzer, Warrick ha scritto un saggio, Bandiere nere (ed. La nave di Teseo), proprio sul nascente Califfato e il terrorismo islamico. Al Corriere della sera, il giornalista ha spiegato quali sono le intenzioni dell'Isis con attacchi come quello a Berlino: "L'Isis punta a provocare, a scatenare una reazione che renda impossibile la vita in comune tra i musulmani e gli altri. Il traguardo - ha aggiunto - è lo scontro finale con i crociati, l'apocalisse di Dabiq".

Davanti a uno scenario del genere, agli occidentali resta poco altro da fare se non : "fare in modo di tenere i concittadini musulmani dalla nostra parte. La nostra risposta deve essere determinata ma precisa, bisogna evitare di fare sentire i musulmani come dei cittadini diversi e sospetti".

L'attacco a Berlino a uno dei tanti mercatini di Natale sparsi in Europa è la dimostrazione che il terrorismo islamico può colpire in qualunque situazione. Una condizione con la quale sarà bene farci l'abitudine: "Non penso che sia possibile reinventare la nostra società in modo da garantire a tutti la sicurezza assoluta - ha aggiunto Warrick - Qui a Washington, alla Casa Bianca e al Campidoglio ci sono guardie e barriere ma niente potrebbe fermare un camion lanciato sulla folla".

UN'ITALIANA DISPERSA Il suo cellulare al mercatino "Siamo preoccupati" / Chi è

Berlino, il giallo dell'italiana dispersa: trovato il cellulare al mercatino



Un'italiana sarebbe dispersa a Berlino. Il suo cellulare, riporta l'HuffingtonPost, sarebbe stato ritrovato vicino a Breitscheidplatz, il luogo della strage. L'Ambasciata italiana a Berlino non smentisce. Si rincorrono gli appelli anche sui social. Secondo quanto apprende l'Huffington la ragazza, Fabrizia Di Lorenzo, originaria di Sulmona ma da qualche anno residente in Germania, oggi non si è presentata al lavoro. L'azienda non commenta perché non autorizzata. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla sua scomparsa,

La vendetta spietata di Agnese sul marito: guardate come ha ridotto Renzi / Foto

Renzi torna alla quotidianità: paparazzato mentre fa la spesa con Agnese



Dura la vita lontano da Palazzo Chigi per Matteo Renzi. Da quando non è più presidente del Consiglio, Renzi ha deciso di tornare a casa da sua moglie Agnese Landini, a Pontassieve. Là sperava di avere più tempo per sè, oltre che per il suo nuovo libro, che minaccia di uscire il prossimo marzo con un pistolotto sui 1000 giorni di governo. E invece Matteo è stato subito messo in riga da sua moglie: il settimanale Chi lo ha immortalato mentre spingeva il carrello della spesa al supermercato, al seguito di Agnese. Ricco il bottino nel cestello: pandoro, ovetti di cioccolato e fette biscottate e diverse buste piene.

KILLER IN FUGA E ARMATO Figuraccia mondiale della Germania: clamoroso, se lo sono fatto scappare

Figuraccia mondiale della Germania: clamoroso, se lo sono fatto scappare



Il pakistano fermato per la strage di Berlino potrebbe non essere l’autore dell’attentato. Lo riferisce la Die Welt citando fonti della sicurezza, secondo la quale il sospetto - che ora ha un giorno di vantaggio - è invece ancora in fuga ed è armato e la polizia e le forze speciali sono state informate. In precedenza diversi media tedeschi avevano riferito che il pakistano aveva negato ogni coinvolgimento nell’attacco. Ora la figuraccia in mondo visione. 

Beppe Sala, l'annuncio ai milanesi Cosa farà nei prossimi mesi il sindaco

Beppe Sala, terminata l'autosospensione: "Torno a fare il sindaco"



La sceneggiata è finita. Beppe Sala ha deciso, dopo quattro giorni di autosospensione, di tornare alle sue piene funzioni di sindaco. Lo ha annunciato lo stesso primo cittadino di Milano in un post su Facebook. "Torno a fare il Sindaco - scrive l'ex numero uno di Expo - certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività".