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martedì 20 dicembre 2016

Strage di Berlino Matrice Islamica? Il Sun: rivendicazione Isis Attacco su esempio di Nizza

Il tabloid inglese Sun: rivendicazione dell'Isis



Una rivendicazione dell'Isis. E' quella che ha diffuso il tabloid inglese The Sun a proposito del camion che a Berlino ha travolto il mercatino di Natale di Charlottenburg, uccidendo 8 persone (la nona vittima era a bordo del tir) e ferendone una cinquantina. Il Sun cita a sua volta come fonte il Washington Times, un giornale americano considerato vicino alla CIA. In merito a una matrice islamica, gli inquirenti tedeschi tengono le bocche cucite, anche se la pista terroristica è ritenuta la più probabile. Inquietanti, poi, sono le analogie tra quanto accaduto nella capitale tedesca e i fatti di Nizza dello scorso 14 agosto, quando un camion travolse i passanti sulla Promenade Des Anglais provocando 86 morti.

L'Avvocato Risponde: "Alimenti e diritti del convivente"

L'Avvocato Risponde: "Alimenti e diritti del convivente"



Esclusiva il Notiziario sul web



Avv. Mario Setola

Domanda:

Egregio avvocato, mi chiamo Carmina e scrivo da Casoria. Innanzitutto, complimenti. Seguo sempre con attenzione la sua Rubrica e le notizie de il Notiziario sul web. Mio figlio è disoccupato e vive in affitto con sua moglie. Alcuni giorni fa mi ha detto che io e mio marito siamo obbligati a dargli dei soldi come alimenti, ma a me sembra strano. Io e mio marito siamo pensionati, anche volendo, non riusciremmo a dare molto a nostro figlio. Mi può dare, per favore, qualche chiarimento: mio figlio ha ragione? Grazie ed arrivederci.




L'avvocato Risponde:

Veda signora Carmina, la questione è alquanto complessa e, visto che tocca sentimenti e rapporti familiari, altrettanto delicata. Il Codice Civile, agli artt.433 e seguenti, disciplina la fattispecie degli "alimenti", intesi come somma di denaro che una persona deve erogare ad un'altra, che versa in stato di bisogno, per garantire il suo mantenimento. Tale obbligo, ovviamente, non è generalizzato. Il Codice prevede che tale versamento debba essere effettuato da una determinata categoria di soggetti il cui elenco deve intendersi tassativo. Tali soggetti sono: - il coniuge; - i figli, legittimi, legittimati, naturali od adottivi; - i genitori; - generi e nuore; - suocero e suocera; - fratelli e sorelle. La somma oggetto di "alimenti" deve essere tale da garantire a chi ne beneficia la sopravvivenza, assicurando, ad esempio, il vitto, il vestiario, le cure mediche. Dalla domanda, signora, non si comprende se sua nuora lavori o meno ovvero se lei abbia nipoti economicamente indipendenti: tali aspetti sono fondamentali. In caso affermativo, proprio perché l'elenco di cui sopra è tassativo, sua nuora sarebbe obbligata a garantire la sopravvivenza di suo figlio, come normalmente dovrebbe avvenire tra coniugi. Nel caso in cui sua nuora non lavori, ma lei abbia uno o più nipoti occupati, tale obbligo graverebbe su di loro. Solo se, oltre alla nuora inoccupata, non vi dovessero essere nipoti economicamente indipendenti, lei e suo marito sareste obbligati a versare a suo figlio gli alimenti. Nella stragrande maggioranza dei casi, i rapporti familiari si basano sull'affetto e, nel limite del possibile, i genitori assicurano ai propri figli quanto necessario per vivere. Altre volte, però, in caso di cattivi rapporti si rende necessario l'intervento del Giudice il quale è chiamato a determinare l'importo degli alimenti, tenendo conto di una molteplicità di fattori, quali le condizioni di chi li domanda e le condizioni economiche di chi li deve versare. Nel caso di specie, inoltre, sarebbe necessario sapere se suo figlio abbia o meno effettuato delle donazioni. In caso affermativo, chi ne ha beneficiato è obbligato a garantire a suo figlio quanto a lui necessario per vivere, sino però a concorrenza del valore della donazione se esistente nel suo patrimonio. Il versamento degli alimenti deve avvenire mediante assegno alimentare da corrispondersi anticipatamente ovvero accogliendo nella propria casa colui che dovrebbe riceverli. Mi auguro, signora, che i rapporti tra lei, suo marito, da una parte, e vostro figlio, dall'altra, siano normali e che riusciate a trovare un accordo.

Saluti

Avv. Mario Setola – Civilista-  Esperto in Diritto di Famiglia 
Studio: Cardito (Na) Corso Cesare Battisti n. 145
Cell. 3382011387 Email: avvocato.mariosetola@libero

lunedì 19 dicembre 2016

Morti e feriti al mercatino di Natale Camion sulla folla, preso un attentatore

Camion sul mercatino di Natale a Berlino: morti e feriti



Attentato terroristico a Berlino dove un camion si è schiantato contro un mercatino di Natale a Berlino nel quartiere di Charlottemburg, causando almeno 9 morti e almeno 50 feriti, secondo quanto dichiarato dal capo dei vigili del fuoco al Berliner Morgenpost. L’area in cui è avvenuto l’attacco è quella, frequentatissima dai turisti e dai berlinesi, della 'Gedachtniskirche', ovvero la chiesa della commemorazione del Kaiser Guglielmo. L'edificio si trova all’inizio del Kurfurstendamm, il viale commerciale della capitale tedesca. L'attentatore che era alla guida del camion è fuggito ma sarebbe stato arrestato un paio d'ore dopo l'attacco. Dal camion, secondo i testimoni, sarebbero scese altre due persone che si sarebbero velocemente allontanate dopo l'attacco.

Le modalità dell’attacco ricordano quelle dell’attentato del 14 luglio scorso a Nizza, quando 86 persone furono uccise dal tir guidato da un estremista islamico.

Parla l'ambasciatore, poi l'orrore L'uomo alle sue spalle.../ Guarda

Turchia, ucciso a colpi di pistola l'ambasciatore russo



"Noi moriamo in Siria, tu muori qui e adesso". E' la frase che ha urlato un uomo tra i 25 e i 35 anni che ha aperto il fuoco nel Centro d'arte contemporanea di Cankaya, nel centro di Ankara, capitale della Turchia. Vestito come una guardia di sicurezza con giacca e cravatta neri, l'uomo ha sparato quattro o cinque colpi di pistola all'ambasciatore russo Andrei Karlov, che è morto. Almeno altre tre persone sono state ferite, prima che gli uomini della sicurezza turca sono riusciti ad uccidere l'assalitore. 

Fatima condannata, la sentenza storica Quanto hanno dato alla jihadista italiana

Fatima condannata, la sentenza storica. Quanto hanno dato alla jihadista italiana



Maria Giulia Fatima Sergio, la prima foreign foghter italiana, è stata condannata a 9 anni di reclusione per terrorismo internazionale. Il marito Aldo Kobuzi a 10 anni. Lo hanno deciso i giudici della prima Corte d’Assise di Milano. Il collegio presieduto da Ilio Pacini Mannucci ha condannato anche la maestra indottrinatrice Haik Bushra, cittadina canadese che si troverebbe in Arabia Saudita, a 9 anni di reclusione. Donika Coku e Seriola Coku, rispettivamente madre e sorella di Aldo Kobuzi, sono state invece condannate a 8 anni di reclusione e Sergio Sergio, padre di Maria Giulia, l’unico a essere stato presente in giudizio, a 4 anni di carcere con le attenuanti generiche. L’uomo è attualmente ai domiciliari in provincia di Avelli

Maria Giulia Sergio è sparita da Inzago, paese alle porte di Milano, nel 2014 ed andò in Siria per combattere con il Califfato. La famiglia della ragazza era pronta a seguirla, ma è stata bloccata e arrestata nel luglio 2015 dagli investigatori della Digos coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Paola Pirotta prima della partenza. La mamma di Maria Giulia, Assunta Buonfiglio, anche lei finita in carcere, è morta più di un anno fa dopo un’operazione d’urgenza, mentre l’altra figlia Marianna è stata condannata in abbreviato a 5 anni e 4 mesi.

MARA SEI TUTTI NOI Carfagna zittisce la Boldrini: le bastano tre sole parole

La lezione di Mara. Carfagna zittisce la Boldrini: "Stucchevole...", definitiva



Solo pochi giorni fa, il presidente emerito Giorgio Napolitano aveva avuto un sussulto di dignità quando, proprio davanti a Laura Boldrini, si era ribellato all'uso dei sostantivi ministro e sindaco declinati al femminile. Alla sacrosanta battaglia di civiltà si è unita anche l'ex ministro Mara Carfagna che di suo pugno ha scritto sul Tempo: "La presidentessa, la ministra, la sindaca, la sottosegretaria, declinazioni al femminile che rendono cacofonicamente inascoltabili alcune parole della lingua italiana".

La querelle della "gambetta" della "o" sulla "a" non è solo una questione linguistica, ma è diventata ormai il fulcro del dibattito sulla parità di genere: "Una donna - si chiede la Carfagna - ha davvero bisogno di quersto per sentirsi completamente riconosciuta nel ruolo che ricopre? Non credo. La gambetta non dimostra il valore, l'intelligenza, lo spessore, la preparazione, non aggiunge nulla e francamente trovo l'accanimento su di essa alquanto superfluo e stucchevole".

Quell'accanimento è tutto concentrato nella circolare prodotta dall'ufficio di presidenza della Camera, con la quale si obbliga all'uso dei sostantivi declinati al femminile. Eppure le priorità, secondo la Carfagna, dovrebbero essere altre: "Ci sono milioni di donne in Italia che non ambiscono a ricoprire ruoli di prestigio in politica o nelle istituzioni, ma che fanno i conti con violenze, discriminazioni e ingiustizie. Ed è per loro che dobbiamo lavorare, a testa bassa, senza crogiolarci in un senso di disparità che con determinati atteggiamenti non si fa altro che aumentare".

"Ho scalato la Lega senza infamate e convincerò il Cav a far votare me"

Matteo Salvini a Pietro Senaldi di Libero: "Così ho scalato la Lega senza infamate e convincerò Berlusconi a farmi votare"


di Pietro Senaldi
@PSenaldi



«Io l’avevo detto proprio a voi. Libero, 14 agosto 2016: “Matteo Renzi non mangia il Panettone”. Mi prendevano per matto, si è inesorabilmente verificato».  

Onorevole Salvini, dove nasconde la sfera di cristallo? 

«In strada. Sono stato il solo a prevederlo perché ormai sono l’unico leader di partito che va tra la gente. Da segretario della Lega Nord sono reduce da un fine settimana a Palermo, per raccogliere firme per il voto anticipato. Feci quella profezia per quello che respiravo nell’aria. Visitando le aziende, le scuole, i circoli, avevo avvertito la voglia di cambiamento, quella che non passava attraverso i tg Rai, secondo cui il premier guariva gli infermi». 

E la gente cosa le dice? 

«Che ha problemi a tirare avanti. Prima di perdere il referendum, Renzi ha perso il contatto con la realtà. Ha cominciato a credere alle balle che raccontava. Sono convinto che ogni volta che andava in tv a dire di aver abbassato le tasse regalava un punto al fronte del No». 

Pensa anche che l’ex premier sia già nella parte calante della sua parabola?  

«No, è ancora sostenuto dai poteri forti, i grandi sconfitti del referendum. Se è riuscito a imporre ancora la Boschi, non si può certo dire che sia al tramonto. In primavera si candiderà premier per il Pd». 

Partirà dal 40% di consenso personale ottenuto dal referendum, almeno così sostiene… 

«Non è un calcolo corretto. Molto più vero che il 60% degli italiani pur di mandarlo a casa è stata disposta a tenersi 315 senatori e tutto il Cnel. Significa che l’odio verso la Casta è inferiore a quello verso di lui». 

Sempre per questa vicenda dello storyballing? 

«Perché si è proposto come rottamatore ma non ha rottamato nulla se non i rivali di partito. I problemi dell’Italia stanno ancora tutti lì». 

Anche lei è un bel rottamatore: la vecchia classe dirigente della Lega è una razza in estinzione… 

«Forse lo sono, ma senza infamate. Nessuno conserva miei sms dove gli raccomando di stare sereno». 

Com’è riuscito a scalare il partito, la ricordo ragazzo a curare le pagine delle lettere della Padania con Bossi. Certe urlate… 

«Sono salito ascoltando e tenendo i piedi per terra». 

Basta questo? 

«È molto. Comunque la scalata al partito non era cercata, è arrivata casualmente, in seguito a particolari circostanze non a realizzazione di un progetto strategico personale». 

Mi racconti… 

«Tre anni fa, dopo gli scandali dei diamanti e il periodo delle ramazze, la Lega era ai minimi, al 3%. Se alle Europee non arrivavamo al 4% eravamo fuori. Era una patata bollente che nessuno voleva gestire, io al partito ho sempre tenuto, ho passione e mi sono fatto avanti, senza trovare grande concorrenza». 

Come mai i militanti l’hanno seguita subito? 

«Ho la tessera dal 1990, mi hanno visto per 25 anni a Pontida, nei banchetti. Non sono un improvvisato». 

È stata una rottamazione silenziosa ma inesorabile quella che lei ha attuato nella Lega… 

«Non è così. C’è stato un avvicendamento fisiologico ma molti della prima generazione ci sono ancora e in ruoli chiave, da Maroni a Calderoli. Non ho cacciato nessuno, come invece fece Bossi con Comino e Comencini quando erano segretari nazionali di Piemonte e Veneto». 

Già, Bossi: perché le sta sparando addosso a palle incatenate? 

«Credo sia normale, lui è legato al progetto originario. Mi dice “resta al Nord”, è convinto che funzionino unicamente gli schemi di vent’anni fa e che la gente lo segua solo perché è un mito. Ma non è più così, la Lega deve vivere nel suo tempo». 

La vostra crescita si è fermata.

«Non direi, Nel 2016 abbiamo raggiunto il massimo storico di iscritti, abbiamo trecento sindaci e 1300 sedi locali. Solo il Pd è più radicato di noi sul territorio». 

Da 3 a 16: qual è il segreto del boom? 

«Gli elettori in potenza c’erano tutti, andavano solo motivati. L’ho fatto andando in giro per la provincia. Chiavari, Mondovì, Voghera, Rovigo. I posti dove non va Renzi. Scelte nette e comprensibili, come sull'euro. Mi consigliavano: “Chiedi le due monete” ma io ho detto no. O dentro o fuori. E poi la lotta alla Fornero, l’immigrazione, l’aliquota fiscale unica al 15%: messaggi chiari e temi che interessano gli elettori». 

Bossi sostiene che tradisce gli ideali originari, trent’anni di pensiero leghista?

«Non è vero, l’autonomia è al primo punto del programma. I nostri governatori, Maroni e Zaia, si stanno battendo per i referendum regionali sull’autonomia».  

Anche per questo però Salvini premier è un’utopia? 

«E perché?». 

Noi con Salvini non ha sfondato al Sud e per governare bisogna vincere in tutta Italia... 

«Alle Comunali di Roma la Lega ha preso la stessa percentuale ottenuta in Liguria un anno e mezzo fa. Certo, non mi presenterò come Lega Nord nel Mezzogiorno, anche se Borghezio è europarlamentare grazie ai voti dei romani. Ma io credo sia giusto presentare laziali a Roma e siciliani a Palermo: ci sarà una federazione nazionale con un progetto comune con la Lega e candidati rappresentativi dei territori». 

Cambierà nome alla Lega?

«Non lo so. Prima vinco le elezioni Politiche con questa federazione e un programma in cinque punti, poi ci penso».  

Nel frattempo ha slittato il congresso: paura di misurarsi con il dissenso nel partito? 

«Nella scorsa primavera ci sono state le Amministrative, poi sei mesi di campagna referendaria. Credo che si andrà a votare in aprile, per questo non faccio il congresso, non si possono fare troppe cose». 

Tempo fa ha annunciato il limite di due mandati parlamentari per gli onorevoli leghisti: non saranno contenti in tanti… 

«Se c’è una cosa che non mi preoccupa è la classe dirigente leghista. Abbiamo una squadra fortissima, non avrei i problemi che ha avuto Renzi a selezionare i ministri». 

Nessuno però conosce questa classe dirigente: non sarà che li nasconde troppo? 

«Se un leghista mi attaccasse, finirebbe in tv tutti i giorni. Suggerirò a qualcuno di farlo in modo che abbia lo spazio che merita». 

A proposito di classe dirigente, cosa ne pensa di quella di M5S? 

«Che la qualità della classe dirigente è una delle grandi differenze tra noi e i grillini, come è evidente nella catastrofe di Roma». 

Beh, ma lì più che altro sembra inadeguata la Raggi… 

«Eh no, quella è una catastrofe di partito. La Raggi si sta rivelando come Marino ma meriti e colpe non sono di uno solo; se va male, significa che sono tutti incapaci». 

A differenza dei leghisti mi sembrano molto litigarelli… 

«A Roma hanno perso i primi sei mesi in beghe personali ma anche in nazionale, tra Fico, Di Maio e Di Battista, è lo stesso». 

Molte battaglie però voi e M5S le avete in comune…  

«A Bruxelles, con qualcuno di loro si dialoga, sull’euro da abbattere, sull’uscita dalla Ue se non cambiano i trattati. Ma poi a Roma cambia tutto. Loro di fatto hanno posizioni di estrema sinistra su immigrazione, reddito di cittadinanza, lavoro. La Raggi potrebbe essere un sindaco del Pd. E anche sulla moneta unica sono ambigui: propongono il referendum contro l’euro ma è una perdita di tempo, anche perché sarebbe solo consultivo. Io metto nel programma di governo la sovranità monetaria e bypasso il problema». 

Molti elettori però basculano tra voi e M5s… 

«Molti elettori di centrodestra li hanno votati, specie al Sud. Oltre al recupero dell’astenionismo, è quello il bacino di voti dove voglio pescare per il progetto di federazione». 

Esclude una collaborazione di governo nel caso cambiasse la legge in senso proporzionale?

«La collaborazione la escludo solo con il Pd e con Alfano. Ma certo, i grillini sono ambigui e poco affidabili. E poi io non sono per il proporzionale ma per il Mattarellum». 

Il proporzionale non le converrebbe di più? 

«Prenderei tanti parlamentari ma non potrei mai governare. Io punto al governo». 

Per farlo deve convincere Berlusconi a sostenerla: ce la farà? 

«Sto già dialogando con una parte importante del centrodestra. Con Toti di Forza Italia, con Fitto, con la Meloni. Anche Alemanno ha firmato la mia petizione per il voto anticipato». 

Ma sappiamo tutti che a portare i voti è Berlusconi… 

«Il suo schierarsi per il No è stato importante al referendum: l’80% degli elettori azzurri ha seguito le sue indicazioni. Io credo di avere le parole giuste per convincerlo». 

E quali sarebbero? 

«La flat tax, che porta soldi agli imprenditori, la sovranità monetaria, la lezione di Trump: coerenza, idee chiare, onestà e attenzione agli elettori sono vincenti più di nazareni e intese di governo. Non è epoca da mezze misure e da democristiani». 

Riecco il Salvini delle ruspe: non pensa che i suoi toni forti spaventino molti potenziali elettori? 

«Io non sono solo toni forti. Quando vado in tv e mi metto a parlare di economia, porti, ambulanti, agricoltura, mi dicono “taglia” e mi chiedono di sicurezza e immigrazione. Per questo giro l’Italia e non solo gli studi tv, per poter parlare a tutto il Paese con toni rassicuranti e temi magari noiosi ma pratici e utili al Paese». 

Sfiderà il Cav alle primarie? 

«Non lo so. Certo, faremo le primarie per andare al voto con candidati scelti dagli italiani. Preferisco chiarire alcuni nodi ed eventualmente scontrarmi, anche con Berlusconi, prima ma poi trovare un accordo e andare a vincere insieme». 

In Austria l’estrema destra ha appena perso… 

«Brexit e Trump sono segnali inequivocabili che il vento sta cambiando. In Austria la destra ha fatto un miracolo. IL 2017 sarà un anno decisivo. La destra prenderà l’Olanda e la Francia, e Berlusconi si convincerà a correre insieme». 

In Francia i sondaggi dicono che vincerà il gollista Fillon…  

«È la riprova che vincerà la Le Pen. I sondaggi prevedono sempre l’opposto di quel che accade».