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domenica 24 aprile 2016

Canone Rai, è delirio totale: date e scadenze, cambia tutto

Canone Rai, delirio totale: date e scadenze, cambia tutto


di Sandro Iacometti



Per molti, ma non per tutti. Potrà sembrarvi incredibile, ma una bella fetta di contribuenti rischia di restare esclusa dallo slittamento delle scadenze per il canone in bolletta. Chi non possiede un televisore, salvo ulteriori colpi di scena, può stare relativamente tranquillo. Con il provvedimento dello scorso 21 aprile l' Agenzia delle entrate ha chiarito che al posto delle due scadenze prima previste, 30 aprile per il cartaceo e 10 maggio per l' online, l' invio delle dichiarazioni di esenzione dovrà avvenire entro il 16 maggio per tutte le modalità di spedizione. In quel modo il contribuente potrà evitare di pagare il balzello a luglio con l'addebito automatico in bolletta.

Il problema riguarda tutti gli altri cittadini che, sulla base delle indicazioni fornite dalla stessa Agenzia nelle scorse settimane, non sono tenuti al pagamento del canone. Per essere più chiari, come recita il provvedimento del 24 marzo firmato dal direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, coloro che, pur essendo intestatari di utenza elettrica, sono esenti dal pagamento poiché «il canone è dovuto in relazione all' utenza intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica».

I casi, come si può vedere sul sito del Fisco, sono molti. Dai coniugi con due diverse utenze intestate, ai genitori che pagano la bolletta per la casa del figlio, fino ai titolari di contratto elettrico di una abitazione data in affitto. In molti di questi esempi, come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, sorgono numerosi interrogativi rispetto alle tariffe residenziali scontate dell' energia illegittimamente ottenute (non essendoci la residenza), su cui le Entrate sembrano sorvolare ma che, in caso di auto-dichiarazione per non pagare il canone, provocheranno inevitabilmente la richiesta di arretrati da parte delle società elettrica.

Ma non è questo il punto. La questione è che per chi deve evitare il rischio del doppio canone lo slittamento della scadenza non vale. «Il provvedimento delle Entrate», spiega il legale dell' Aduc, Emmanuela Bertucci, «non cambia i termini per l' invio delle dichiarazioni relative al quadro B del modulo. Quelle che riguardano chi ha un' utenza intestata ma non deve pagare il canone. In questo caso, per quanto ne sappiamo, potrebbero anche valere le vecchie date del 30 aprile e 10 maggio».

Possibile che l' Agenzia delle entrate, peraltro sostituendosi all' esecutivo, abbia deciso di impantanarsi in un groviglio regolamentare di tali proporzioni? Basta leggere il testo del Fisco per avere la conferma. Il documento del 21 aprile va a modificare i punti 3.2 e 3.4 del precedente provvedimento del 24 marzo, introducendo la scadenza del 16 maggio. Il secondo punto riguarda le nuove utenze elettriche attivate nei mesi di gennaio, febbraio e marzo di quest' anno. Anche in questo caso c' è un mistero. Se il termine è slittato, perché non includere anche le attivazioni di aprile nell'opzione?

Il punto 3.2 è invece quello relativo a due ipotesi prese in considerazione dal punto 1.1 del provvedimento (a e b), entrambe riferite alla «dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo». Insomma quando nessun componente della famiglia anagrafica ha una tv in casa, tranne quella (ipotesi b) per cui è stata presentata, occhio al linguaggio moderno e comprensibile, «denunzia di cessazione dell' abbonamento per suggellamento». Il testo non è equivocabile: «In via transitoria, la dichiarazione sostitutiva di cui alle lettere a) e b) del punto 1.1» va presentata entro il 16 maggio 2016.

E gli altri titolari di utenza? Questi si trovano alla lettera c) del punto 1.1, che il nuovo provvedimento assolutamente non menziona. Il bello è che rileggendo il vecchio testo si scopre che le date non ci sono neanche lì. In altre parole, la scadenza per la presentazione della dichiarazione per evitare il doppio canone semplicemente non esiste. L' unico passaggio in cui vengono citati i casi di famiglie anagrafiche con più utenze è il punto 3.5 in cui le Entrate si limitano a spiegare che «la dichiarazione sostitutiva di cui alla lettera c) del punto 1.1 ha effetto per l' intero canone dovuto per l' anno di presentazione».

Per avere chiarimenti bisognerà aspettare necessariamente il decreto attuativo. L' attesa, però, rischia di essere lunga. Dopo la pioggia di rilievi arrivati dal Consiglio di Stato, che ha rimandato il testo al ministero dello Sviluppo, il governo si è limitato ad emanare una nota in cui si definisce l' apparecchio tv. Cosa ben differente dall' inserire la definizione nel decreto, come invece chiedeva Palazzo Spada. La saga, evidentemente, riserverà ancora sorprese.

"Sono io l'assassina della mia bambina": questa mamma si è fidata del medico e...

"Sono io l'assassina della mia bambina": questa mamma si è fidata del medico e...



"Non ho vaccinato mia figlia perché la pediatra mi aveva detto che non era necessario visto che non la portavo all'asilo nido e lei ora è morta". Sono le parole disperate di una mamma che adesso si sente "l'assassina di sua figlia". La piccola Azzurra aveva undici anni ed è morta nel 2014 per un attacco fulminante di meningite. La donna ha raccontato all'Huffington Post di non aver mai fatto il vaccino contro il meningococco C alla figlia perché non andava all'asilo nido. La pediatra le aveva assicurato che non sarebbe mai successo nulla e invece.  La donna ha raccontato di averle sempre fatto tutte le vaccinazioni: "L'avevo immunizzata per tutte le malattie compreso il morbillo, la varicella e la parotite". Antonella, però, aveva tralasciato la profilassi contro il meningococco C, responsabile della meningite perché si era fidata della pediatra. "Da ignorante mi sono fidata della dottoressa che mi assicurava che si trattava di una malattia rara e che lei non aveva vaccinato nemmeno i suoi figli". Ma ora se potesse tornare indietro non rifarebbe più quella scelta perché la sua bimba se ne è andata per sempre.

Il 18 marzo del 2014 senza dare inizialmente sintomi preoccupanti, la ragazza, ormai 11enne, si è ammalata. "Mi chiamarono dalla scuola per dirmi che non stava bene, aveva 37 e mezzo di febbre e perciò non mi sono allarmata. Il giorno successivo era la festa del papà. Lo chiamò al telefono per fargli gli auguri, poi disse che la testa le scoppiava. Quindi le consigliai di andare a letto. Ma non appena si alzò dal divano cadde a terra con la schiuma alla bocca. Dopo 24 ore i medici dissero che ormai non c'era più nulla da fare, il cervello aveva subito danni irreversibili a causa della meningite. Nel giro di due giorni è morta" - ha raccontato la signora Salimbene in lacrime.

La donna, nella disperazione più totale, ha voluto sapere il ceppo della malattia. "Quando mi dissero che era il meningococco C allora mi ricordai della pediatra e della mia decisione di non vaccinarla. Ho sentito come se avessi preso mia figlia e l'avessi scaraventata sotto un tir. Penso che la colpa sia mia perché non ho consultato altri medici e sono stata una ignorante". Ora la donna sta conducendo diverse campagne di sensibilizzazione sul tema delle vaccinazioni.

Nei giorni scorsi, ad esempio, è nata una associazione che porta il nome della sua piccola, "Un bacio ad Azzurra", con l'obiettivo di convincere gli altri genitori a vaccinare i propri figli. "Mi piace dire alle mamme e ai papà che ogni somministrazione di vaccino è un bacio che arriva a mia figlia, alla quale chiedo continuamente perdono quando vado a visitare la sua tomba in cimitero. Dopo la sua morte cinquanta bambini sono stati vaccinati contro la meningite a Lodi e io stessa mi sono sottoposta all'immunizzazione" - ha concluso la donna.  La storia di Antonella Salimbene e della sua bambina poco a poco sta diffondendo una coscienza collettiva sull'importanza dei vaccini. Molte mamme ringraziano la donna per la sua testimonianza perché da questa storia hanno imparato tantisismo.

Fca richiama oltre un milione di auto "Difetti al cambio": i modelli interessati

Fca richiama oltre un milione di auto: "Difetti al cambio", i modelli interessati



Fca ha annunciato oggi il richiamo di oltre un milione di auto in tutto il mondo per migliorare la trasmissione evitando così il movimento mentre sono parcheggiate. Il problema sorgerebbe nel momento in cui, una volta parcheggiata, il conducente dimentichi di azionare la funzione "park". La casa automobilistica sta conducendo un’indagine sul problema con l’Agenzia statunitense per la sicurezza del traffico (Nhtsa). Tale disfunzione avrebbe provocato il ferimento di 41 persone. Sono circa 1,12 milioni i veicoli interessati di cui 811.586 negli Usa, 52.144 in Canada, 16.805 in Messico e il resto al di fuori del Nord America. Il Dodge Charger del 2012-2014, la Chrysler 300 degli stessi anni e la Jeep Grand Cherokee del 2014-2015 sono i veicoli interessati. Fca ha affermato che apporterà modifiche per risolvere il problema. 

Genova, grave disastro ambientale È allarme: il petrolio va verso il mare

Cede una diga di contenimento, è allarme



È uscito materiale oleoso dalle dighe di contenimento sul Polcevera a Genova ma il problema più grave resta quello della sacca di petrolio sul versante del Pianego, su cui non si può operare perché l'rea è sotto sequestro da parte della magistratura. Una delle briglie sifonate di contenimento sul torrente Polcevera, costruite per bloccare il greggio fuoriuscito da una tubatura dell’oleodotto Iplom domenica scorsa, a causa della pioggia che ha alzato il livello dell'acqua è stata superata. Altre due briglie sono state aperte appositamente perché il materiale non defluisse con eccessiva violenza.

Rassicurazioni - "Tutto si sta muovendo secondo i piani, la macchina organizzativa sta funzionando come doveva. L’emergenza in mare è stata aggredita, quella sul fiume è sotto  controllo. Il sistema di difesa ha tenuto nonostante le piogge che sono arrivate come ampiamente previste dal nostro sistema meteo". Lo ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti nel corso del sopralluogo sul Polcevera per fare il punto sull’emergenza petrolio a Genova con l’assessore all’ambiente e alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone, il commissario Straordinario di Arpal Carlo Emanuele Pepe, il responsabile di Arpal Stefano Maggiolo, il dirigente regionale della Protezione Civile, Stefano Vergante.

AEREI A RISCHIO " I motori sono difettosi" Paura in tutto il mondo

"Motori difettosi": allarme sui voli. A rischio la metà degli aerei nel mondo



Uno dei due motori sui 787 della Boeing rischia di spegnersi durante il volo. Il gravissimo difetto è stato scoperto dall'Agenzia federale Usa dell'aviazione che ha imposto all'azienda una revisione urgente prima che il motore di ultima generazione in materiali compositi provochi incidenti peggiori rispetto a quelli già accaduti lo scorso gennaio.

Il precedente - Durante un volo del 29 gennaio scorso da Vancouver a Tokyo della Japan Airlines, il motore destro dell'aereo si è spento in aria e il pilota non è mai riuscito a riavviarlo. A bordo c'erano 166 persone e il jet era a circa 90 miglia dall'aeroporto di Tokyo: solo la bravura dei piloti ha permesso di atterrare senza problemi, sfruttando un solo motore.

Il difetto - Secondo la richiesta della Faa, il motore rischia di spegnersi per l'accumulo interno di ghiaccio. Il fenomeno interessa 176 velivoli di 29 compagnie diverse, cioè circa il 44% della flotta mondiale. Il pericolo maggiore lo rischiano quegli aerei che montano lo stesso motore su entrambe le ali: in quel caso entrambi rischiano di spegnersi, costringendo il volo all'ammaraggio d'emergenza. L'allarme è talmente serio che la Faa lo ha definito "questione di sicurezza urgente".

Una tassa occulta ammazza-famiglie La chiedono i giudici: cosa aumenta

Una tassa occulta ammazza-famiglie. La richiesta dei giudici: i dettagli



Arriva dalla Corte dei conti l'ultima proposta che promette di svuotare i portafogli di tutti gli italiani, nessuno escluso. Secondo i giudici lo spostamento di circa l’8% della base imponibile con Iva agevolata al 10% verso l’aliquota ordinaria al 22% porterebbe al conseguimento di un maggior gettito di 5 miliardi a partire dal 2017. La simulazione è stata inserita in un documento proposto al Parlamento a proposito del Def: "L’Italia si colloca tra gli ultimi Paesi europei per incidenza dell’Iva sul Pil, - si legge nel documento - con un valore che non raggiunge il 6% e che è di circa 0,8 punti percentuali inferiore al valore della media UE-27. La quota di base imponibile assoggettata ad aliquota ordinaria (22%) è pari a circa il 57%, mentre quella assoggettata alle aliquote ridotte del 4% e del 10% (circa il 43%) è di gran lunga superiore al 25% sperimentato in media in Europa. Simili le divergenze dal lato delle aliquote: il nostro Paese si colloca all’undicesimo posto per livello di quella ordinaria (anche se al primo tra i maggiori paesi), mentre solo altri quattro paesi (Francia, Lussemburgo, Malta e Regno Unito) hanno aliquote cosiddette super-ridotte, inferiori cioè al 5%. In tale contesto, l’esigenza di innalzare il rendimento dell’Iva identifica un obiettivo strutturale della politica fiscale».

I motivi - L'ideale secondo la Corte dei conti sarebbe portare la base imponibile dell'Iva italiana alle proporzioni della media europea, ma la soluzione appare anche per i giudici troppo drastica e difficilmente praticabile. Per questo l'ipotesi percorribile sarebbe quella dell'aumento della tassa sui beni di consumo, che porterebbe quindi circa 5 miliardi di euro in più nelle casse dello Stato: "Tale risultato si conseguirebbe se circa l’8% della base imponibile su cui è applicata l’aliquota Iva del 10% fosse trasferita verso l’aliquota ordinaria del 22%; sia pure nell’ipotesi di un’incompleta traslazione a causa di un aumento del tasso d’evasione. Si può rilevare che l’impatto sul Pil reale sarebbe contenuto, con una flessione di un decimo di punto solo nel 2018. Limitato anche l’effetto sui prezzi, con una crescita del Def latore del Pil pari a 1 decimo di punto nel 2017 e 3 decimi nel 2018. In termini nominali il Pil aumenterebbe di circa un miliardo e mezzo nel 2017, oltre 5 miliardi sia nel 2018 sia nel 2019. L’indebitamento netto osserverebbe un miglioramento di 3 decimi di Pil nel triennio 2017 - 19, mentre il rapporto debito/Pil diminuirebbe di 1,2 punti nel 2019".

La mazzata - In questo modo la tassa sarebbe occulta e colpirebbe tutti consumatori, soprattutto le famiglie. Ma i giudici fiscali sostengono che gli italiani sarebbero colpiti in "misura limitata, mentre gli investimenti, dopo la contenuta flessione del biennio 2017 - 18, riuscirebbero a recuperare terreno soprattutto grazie al più basso livello di tassi d’interesse al netto dell’inflazione. Il livello dei prezzi, infine, esaurirebbe la propria accelerazione con la limitata impennata registrata nel 2018".

Le previsioni dei quattro sondaggisti Elezioni partito per partito: chi vince

La parola a quattro big dei sondaggi Elezioni partito per partito: chi vince



Parlano i sondaggisti. Esprimono il loro parere sulle amministrative di Roma e sui possibili vincitori. Non danno numeri, ma esprimono opinioni. Il quotidiano Il Tempo ha intervistato Klaus  Davi, Nicola Piepoli, Roberto Weber e Luigi Crespi.  Klaus Davi non ha dubbi:  Berlusconi è mal consigliato “qualcuno dovrebbe intervenire perché chi gli sta intorno lo sta rovinando”.  Davi si riferisce alla scelta di Bertolaso che “è una persona per bene ma non ha appeal”. Inoltre sostiene che Giorgia Meloni attirerebbe consensi anche a sinistra.  Dice inoltre che adesso Virginia Raggi è al massimo dei suoi consensi e che Giachetti “è sottostimato perché sta lavorando meglio rispetto a quanto pensassi”.  Piepoli ha un’opinione diversa:   per lui la scelta migliore sarebbe Marchini più Meloni. Quest’ultima però, spiega al quotidiano romano, da sola “non arriva al ballottaggio, deve appoggiarsi a qualcun altro.  Piepoli è molto scettico sulle prospettive di Bertolaso mentre per quanto riguarda gli altri candidati dice che “Virginia Raggi sicuramente conquisterà il ballottaggio. La vera partita è per il secondo posto. Roberto Giachetti è molto tonico in questo momento, sta facendo delle belle liste, con figure che la città sente vicine”.

Occhio a Giachetti - Il terzo sondaggista intervistato da Il Tempo è Roberto Weber che fa un’analisi molto diversa. Secondo lui Bertolaso che non fa presa sulla gente non “è imputabile a lui. Bisogna tener conto che Forza Italia sul territorio non funziona”. Molto più convinto sulla figura della Meloni che tuttavia, “con quattro candidati del centrodestra al ballottaggio passa sicuramente Giachetti”.  E ancora: se Berlusconi dovesse scegliere tra Marchini e Meloni “si verificherebbe un paradosso: al primo turno avrebbe più spinta Meloni mentre al ballottaggio sarebbe più competitivo Marchini perché trasversale”.  Molto interessante l’analisi di Crespi secondo cui “insistere su Bertolaso rilancia il ruolo di Berlusconi come decisore nel centrodestra, la scelta della Meloni su se stessa è invece perdente.  “La mia impressione – argomenta – è che lei (Meloni, ndr) voglia soltanto arrivare prima tra i quattro del centrodestra e Berlusconi avrebbe un solo modo per rovinarle l’obiettivo: appoggiare Marchini”.  Spiega che in passato Berlusconi lo avrebbe fatto. Poi, per quanto riguarda le singole campagne elettorale dice che dalla Meloni si sarebbe aspettato di più, che Bertolaso si sta “dimostrando indaguato. Marchini è come un ghepardo che aspetta di agguantare la preda al momento giusto. Quanto a Raggi, a parte qualche sbavatura, non sta facendo nulla di sbagliato. Giachetti  è l’uomo da tenere d’occhio. Partito male, sta dimostrando grinta e personalità”.