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giovedì 21 aprile 2016

Referendum, una trappola mortale Pd, la sinistra non firma. Furia-Renzi

Referendum, una "trappola" mortale: Pd, la sinistra non firma. Furia-Renzi



Mancano mesi al referendum di ottobre, ma il Pd è già allo sbando. Per la consultazione sono state già raccolte le firme di tutti i parlamentari dell'opposizione, e oggi anche quelle della maggioranza. Ma, attenzione, nel Pd gli esponenti di spicco della minoranza si sono astenuti dal sottoscrivere la richiesta. Un gesto peculiare, di fatto un attacco al premier, un modo per spiegargli che, anche in questo caso, gli faranno la guerra.

A spiegare la scelta è stato Gianni Cuperlo, il quale ha affermato: "Per una questione di logica ed eleganza penso sia giusto che siano le opposizioni ad avanzarla". Anche se, a ben vedere, per la medesima "questione di logica ed eleganza", trattandosi di un referendum sulla nostra Costituzione, è scontato immaginare che le richieste arrivino da tutti, l'intero Pd compreso.

Ovvia la rabbia di Matteo Renzi, il quale ha subito compreso che cosa lo attende. "Ormai non è più una novità. Nel Partito democratico c'è una parte che fa opposizione su tutto. Ce ne faremo una ragione". Così il premier in diretta tv direttamente da Città del Messico, dove si trova insieme ai manager delle più importanti aziende italiane per incontrare il presidente Enrique Pena Nieto.

Tra i non-firmatari in casa Pd, oltre a Cuperlo, figurano Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza. Dunque i singoli parlamentari, come Andrea De Maria e la bindiana Margheria Miotto. La sinistra dem aveva chiesto sin dal principio di lasciare alle opposizioni l'iniziativa referendaria, appellandosi al "galateo istituzionale". Anche Miguel Gotor non ha firmato, ed ha dichiarato: "Io non firmo perché il referendum è uno strumento che le opposizioni hanno per contrastare una maggioranza parlamentare. L'opposizione ha già raccolto le firme, andava evitato questo sovraccarico, non va bene che la consultazione assuma un carattere plebiscitario. Ed è inevitabile quando è la maggioranza che chiede un referendum su di sè".

LO SCANDALO DEL LATTE Ecco che cosa vi bevete: la Coop è stata smascherata

Lo scandalo del latte della Coop: tutta la verità su ciò che vi bevete


di Attilio Barbieri


Il latte e i formaggi made in Italy sono sotto l’attacco dell’Europa. A far scoccare la scintilla della nuova guerra del latte che minaccia di far chiudere centinaia di stalle è stata la decisione delle grandi industrie di trasformazione, i francesi di Lactalis accompagnati da big di casa nostra come Auricchio e Biraghi, di disdettare gli accordi per la fornitura di latte. Da allora è partita una gara di solidarietà in cui i campioni della tavola tricolore si sono offerti di aiutare gli allevatori del nord Italia rimasti senza clienti a cui vendere l’alimento bianco.

La grande distribuzione ha annunciato una campagna per sensibilizzare i consumatori all’acquisto del prodotto nazionale, e alcune aziende si sono offerte di ritirare al posto dei francesi il latte invenduto. In prima fila la Ferrero e il Consorzio Virgilio di Modena, che da solo si è impegnato a lavorare 9 milioni di litri dei 15 complessivi che rischiavano di finire in discarica. Ieri a Milano sono stati distribuiti i primi 1000 cartoni del «latte della solidarietà», con l’operazione condotta da Virgilio assieme a Coldiretti: in piazza Duca d’Aosta, a tenere a battesimo l’iniziativa, c’erano il governatore lombardo Roberto Maroni e l’assessore regionale all’Agricoltura Giovanni Fava.

Lunedì evento simile, questa volta a Mantova, nel corso del quale il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina aveva levato il calice in un brindisi simbolico a base di latte, assieme al numero uno di Coop Italia, Marco Pedroni, che ha annunciato una campagna nazionale di promozione straordinaria del latte fresco italiano al 100%, con l’acquisto di un milione di litri di prodotto nazionale da veicolare nei puntri vendita dell’insegna leader nel nostro Paese.

Iniziative encomiabili, che si scontrano però con un’amara realtà: gli scaffali dei supermercati sono pieni di latte non italiano. Si calcola lo siano oltre 8 cartoni su 10 di quello a lunga conservazione, individuabile per la sigla Uht arrivi dall’estero. Perfino alla Coop. È una scoperta che ho fatto indossando i panni del casalingo di Voghera e recandomi nel punto vendita della cittadina oltrepadana della corazzata cooperativa, che proprio di recente ha traslocato in una location nuova fiammante alla rotonda di viale Martiri della libertà. In effetti c’è parecchio latte italiano a marchio Coop, ma ce n’è pure di anonimo, come quello venduto nella classica confezione blu e rosa con il logo della catena su fondo rosso.

L’etichetta è per lo meno reticente, per un’azienda che si propone di sostenere la produzione italiana. «Prodotto per Coop Italia - vi si legge - nello stabilimento di ...». E qui, come di consueto, si indicano due impianti: Soliera, in provincia di Modena, e Vernate (Milano). Il primo è identificato da una lettera «Q» che troviamo stampigliata accanto alla data di scadenza, il secondo da una «Y».

L’esperienza maturata in decine di scorribande fra i banconi di super e iper mercati mi ha insegnato a dubitare. Quando è del tutto assente un riferimento all’italianità della materia prima, vuol dire che è straniera. E infatti così è. La prova arriva dalla lettura del codice a barre, con una app per il cellulare rilasciata lo scorso anno dalla catena cooperativa: Coop Origini. Una rapida scansione del codice ed ecco la scoperta. Il latte intero Uht a marchio Coop può avere la seguente provenienza: Italia, Austria, Germania, Francia e Slovenia. La versione per computer della app, accessibile sul sito e-coop.it, svela un’ulteriore informazione: il confezionamento può avvenire in Italia o in Austria. E proprio da Gmunden, cittadina situata a una cinquantina di chilometri da Linz, arriva un cartone di latte Coop di cui ho la foto in archivio. A produrlo la Gmundner Molkerei. Ora è introvabile, però, sullo scaffale. In compenso c’è un prodotto con un marchio sconosciuto, «Biancolatte», che nonostante il nome italiano è prodotto e confezionato proprio a Gmunden e sempre dalla Gmundner Molkerei, azienda che sfornava fino a qualche tempo fa il latte a lunga conservazione Uht del gruppo di Pedroni. Una coincidenza? Chissà.

A rovistare sul web, di società chiamate Biancolatte non si trova neppure l’ombra, tranne una cremeria situata a Milano, in via Turati. Ci pensa però la portavoce del gruppo cooperativo a svelare il mistero. «Biancolatte è un marchio di fantasia del produttore austriaco che produce anche il prodotto a marchio Coop ed è un marchio di primo prezzo». Confermata anche, sempre dalla medesima fonte, «le due provenienze distinte», italiana e austriaca, «per il latte a marchio Coop». La materia prima arriva da cinque Paesi.

mercoledì 20 aprile 2016

IL GURU DEI SONDAGGI Amministrative: come andrà a Milano, Napoli e Roma

IL GURU DEI SONDAGGI Amministrative: come andrà
a Milano, Napoli e Roma



"Renzi ha stravinto. Passerà le amministrative di giugno e stravincerà a ottobre". E' il verdetto del guru dei sondaggi Nicola Piepoli che non ha dubbi sul futuro del premier: vincerà a ottobre ma anche le amministrative. In un'intervista a Italia Oggi Piepoli spiega come in realtà si sta sottovalutando "la furbizia, la scaltrezza e anche l'abilità di Matteo Renzi. Lui non ha mai venduto pubblicità come aveva fatto Silvio Berlusconi. Ma è più bravo del Cavaliere nel fare, letteralmente, il mercato della politica. Riesce a crearlo da solo, questo mercato". Sul futuro non ha dubbi, il sondaggisti: "Io penso che Renzi passerà le prossime amministrative di giugno, con un risultato che potrà sembrare una vittoria. Ci sono rischi e incertezze, ma alla fine non mi pare che queste amministrative possano rappresentare un grande ostacolo, o comunque un banco di prova decisivo".

Il futuro del governo - Piepoli sembra veramente sicuro della vittoria di Beppe Sala a Milano, del "Masaniello" Luigi de Magistris a Napoli, mentre a Roma ammette che la partità è dura per Renzi. "La partita è aperta e Virginia Raggi è sopravvalutata. Vorrei porre io una domanda: ma lei crede che al 'generone' romano una candidata così compunta vada bene? Qui non ho affatto certezze. Faccio una valutazione che comporta un rischio: Giachetti se la può giocare e la Raggi è favorita ma sopravalutata".  Poi la previsione: senza un'alternativa credibile Renzi è destinato a restare a Palazzo Chigi. 

Arriva il sorpassometro, allerta multe: come ti becca, quanto (tanto) pagherai

Multe, dimenticate autovelox e tutor: il nuovo incubo degli automobilisti è il sorpassometro



Siete automobilisti un po' troppo spericolati? Dimenticate autovelox e tutor, il vostro nuovo incubo si chiamerà sorpassometro. Si tratta di un nuovo dispositivo che affianca quelli già in dotazione alla polizia stradale e la aiuterà a sanzionare chi sorpassa dove è vietato. 

La telecamera - Come spiega il sito laleggepertutti.it, è una telecamera a cui sono collegate delle spire sul terreno. Quando l'automobilista passa su di esse vengono scattate foto e un video di 15 secondi (5 prima e 10 dopo l'infrazione), il tutto è inviato alla centrale operativa e poi al comando provinciale per l'emissione del verbale e della sanzione, che arriva nel giro di pochi giorni. 

Le sanzioni - Per effettuare il pagamento si avranno invece a disposizione 48 ore: si va dai 41 ai 1.272 euro e per i casi più gravi, come con scarsa visibilità o in curva, è prevista la perdita di 10 punti o la sospensione della patente. 

Fumatori, in arrivo una nuova stangata I prezzi (alti) per ogni marca di sigarette

Sigarette più care. Fumatori, arriva la stangata. I prezzi per ogni marca



Parte da oggi, mercoledì 20 aprile, la prima fase di aumenti dei pacchetti di sigarette in Italia. I primi prodotti a essere colpiti saranno quelli della Philip Morris che subiranno un rincaro di venti centesimi su Marlboro, Merit con pacchetto morbido, Chesterfield e Diana. Nei prossimi giorni non sono esclusi adeguamenti dei prezzi per tutti gli altri pacchetti della stessa entità. Restano invariati i costi del tabacco trinciato, per il momento.

Da 62 euro a 10 centesimi in un giorno Azioni, fate attenzione a questa banca

Da 62 euro a 10 cent in un giorno: azioni, attenzione a questa banca



Il prossimo 3 maggio Banca Popolare di Vicenza, dopo un aumento di capitale da 1.763 miliardi, sbarcherà in Borsa. E il Cda dell'istituto ha trovato un accordo sul prezzo a cui offrire le nuove azioni. Un prezzo "difficile". Già, perché la valorizzazione indicativa è stata compresa in una forchetta tra un minimo non vincolante di 10 centesimi per azione e un massimo vincolante pari a 3 euro. Una decisione che, al termine del board presieduto da Stefano Dolcetta, ha scatenato un acceso confronto.

Il punto è che l'operazione, così come tratteggiata, diluirà in modo drastico gli attuali soci: il prezzo delle nuove azioni, infatti, è lontanissimo sia dai 6,3 euro fissati dalla banca come controvalore del diritto di recesso al momento della recente trasformazione in Spa, sia - soprattutto - dai 62,50 euro ai quali Banca Popolare di Vicenza mise in vendita le proprie azioni in occasione dell'ultimo aumento di capitale, che risale all'agosto 2014. Scontato il malcontento dei 120mila soci della banca, che da un giorno all'altro vedranno nel migliore dei casi più che dimezzato il valore del loro impegno nell'istituto. L'operazione, a breve, dovrebbe otterere il via libera della Consob

Mister Inps gela chi oggi ha 30 anni: "Ecco a quale età andrete in pensione"

Mister Inps gela chi oggi ha 30 anni: "Ecco a quale età andrete in pensione"



Parola dell'Inps: la generazione 1980, ovvero chi oggi ha 30 anni, prenderà la pensione a 75 anni. La doccia gelata arriva dal presidente dell'istituto previdenziale, Tito Boeri, che è intervenuto al Graduation Day all'Università Cattolica. Boeri ha spiegato che prendendo a riferimento un "universo di lavoratori dipendenti, ma anche artigiani", è emerso come per un lavoratore tipo ci sia "una discontinuità contributiva, legata probabilmente a episodi di disoccupazione, di circa due anni". Ma non è tutto. Per Boeri questo buco contributivo pesa sul raggiungimento delle pensioni, che a seconda del prolungamento dell'interruzione può slittare "fino anche a 75 anni". Il presidente Inps ha aggiunto: "Non voglio terrorizzare, ma solo rendere consapevoli dell'importanza della continuità contributiva". E ancora: "Dato il livello della disoccupazione giovanile e dato che rischiamo di avere intere generazioni perdute all'interno del nostro Paese e dato che invece abbiamo bisogno di quel capitale umano, credo sia molto importante fare questa operazione in tempi stretti", ha concluso.