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mercoledì 23 dicembre 2015

L'On. Fucsia Fitzgerald Nissoli al nostro blog: Auguri di Buon Natale e Buon Anno a tutti gli italiani e a tutti i lettori del blogil Notiziario sul web

L'On. Fucsia Fitzgerald Nissoli al nostro blog: Auguri di Buon Natale e Buon Anno a tutti gli italiani e a tutti i lettori del blog il Notiziario sul web


di Gaetano Daniele




On. Fucsia Fitzgerald Nissoli
Per l'Italia


Care Amiche e cari Amici,
ci stiamo avvicinando al Natale e vorrei riscoprire con Voi le parole di Giovanni Paolo II: "Tu che nella Grotta di Betlemme hai proposto agli uomini di ogni tempo un itinerario di amore e riconciliazione illumina l'umanità di oggi a ritrovare la strada che porta ad incontrare l'altro nel dialogo, nell'amore e nel rispetto profondo". Abbiamo tanto bisogno di dialogo, amore e rispetto sia tra noi che nel mondo, per far tacere il suono dei cannoni e creare l'armonia tra le genti.

Il Natale ci porta a riflettere su noi stessi e sul nostro impegno per il bene sia in famiglia che nella comunità dove viviamo e a cercare le nostre radici che per noi che siamo all'estero significa ritrovare nel presepe quelle tradizioni culturali italiane che vedono nella centralità della dignità umana l'orizzonte della nostra azione.

A Natale sentiamo forte l'incontro con Gesù Bambino: è un messaggio di speranza per il mondo e per ciascuno di noi!

Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti gli Italiani e a tutti i lettori del blog, il Notiziario sul web, diretto da Gaetano Daniele

Pizza, chiusi tutti i forni a legna Il divieto: è caos nel Napoletano

Pizza, chiusi tutti i forni a legna. Il divieto: caos nel Napoletano



Pizza, chiusi tutti i forni a legna. Il divieto: caos nel Napoletano

Siamo nella Terra dei Fuochi, nel Napoletano, terra di pizza e forni a legna. Ma c'è un comune, quello di San Vitaliano, che il forno a legna lo vieta. Una storia incredibile, ma vera, che è finita anche sulla Bbc. Il paese - seimila anime in provincia di Napoli - nell'ultimo anno, secondo il rapporto di Legambiente, ha sforato i limiti di legge delle polveri sottili per 114 giorni (contro, per esempio, gli 86 di Milano e i 59 di Napoli).

Eppure, a San Vitaliano, non ci sono né traffico né fabbriche di una metropoli. E allora, da dove arriva il Pm10 che inquina l'aria? La risposta non è certa, ma il sindaco, Antonio Falcone, un'idea ce l'ha: colpa dei forni a legna. E dunque ha deciso di imporre ai pizzaioli e ai panettieri che li utilizzano di adottare impianti di abbattimento in grado di eliminare almeno l'80% delle polveri sottili, pena lo spegnimento dei forni. Chi non seguirà subito la norma, insomma, dovrà chiudere.

L'ordinanza sarà attiva fino al 31 marzo 2016, per poi riprendere in autunno. Scontata la protesta dei pizzaioli, alla quale si aggiunge anche quella dei cittadini. Semplice la loro teoria: "Non possiamo essere noi la causa dello smog, Napoli ha molte più pizzerie di San Vitaliano e non raggiunge tali livelli di inquinamento". Ma tant'è: nel Napoletano, ora, il forno a legna è vietato (o quasi).

FERMI TUTTI, C'È IL NOME Belen, chi è il nuovo uomo (smascherato dai messaggini)

Belen, chi è il nuovo uomo. Smascherato dai messaggini



Belen, chi è il nuovo uomo. Smascherato dai messaggini

Perché Belen e Stefano De Martino hanno deciso di separarsi ora e perché lo hanno fatto a poche ore dal Natale, attraverso un comunicato stampa all'agenzia Ansa? Difficile dare una risposta certa. Ma secondo gli ultimi rumors sembra che la showgirl argentina e il marito ballerino - fra i quali "naturalmente resteranno immutati la stima e l'affetto reciproci e la comune volontà di mantenere un rapporto sereno, anche nell'interesse del figlio" - si siano detti addio in fretta e furia per colpa di lui. Cioè, è stato lui a volere la separazione. Non solo. Secondo Oggi.it Belen avrebbe già un altro uomo.

Al momento il nome è top secret. Ma c'è chi azzarda: c'è solo una persona che dalla vita di Belen non è mai uscito ed è il suo ex fidanzato Marco Borriello. Il calciatore del Carpi avrebbe scatenato la crisi fra la Rodriguez e De Martino dopo che quest'ultimo ha scoperto uno scambio di messaggi fra lui e la moglie la primavera scorsa...

"Michael Schumacher adesso cammina" La voce (e la furia della manager)

"Schumi ora cammina". La voce dalla Germania fa infuriare la manager




Il muro di protezione della famiglia e dello staff di Michael Schumacher sulle sue condizioni di salute è sempre più forte, mentre le speranze dei fan di conoscere buone notizie sul campione tedesco non si spengono mai. L'ultima indiscrezione è stata diffusa in Germania dal settimanale Bunte, secondo il quale Schumi starebbe facendo: "piccoli passi grazie all'aiuto del fisioterapista, e può anche muovere un braccio", anche se lui sia ancora molto provato e dimagrito.

La reazione - Non si è fatta attendere la risposta della manager storica del sette volte campione del mondo di Formula Uno, Sabine Khem, che ha definito "irresponsabili" le indiscrezioni diffuse dal settimanale. In una nota ha chiarito: "Purtroppo siamo obbligati a intervenire per chiarire che la notizia riguardo al fatto che Michael sarebbe in ripresa non corrisponde al vero. Queste speculazioni - ha aggiunto la Khem - sono irresponsabili perché, data la gravità dell'incidente, la protezione della privacy di Michael è estremamente importante. Inoltre queste affermazioni alimentano false speranze".

L'incidente - Il 29 dicembre 2013 Schumacher è stato protagonista di un incidente sugli sci mentre si trovava nella località di Meribel, sulle Alpi francesi, il campione tedesco ha violentemente battuto la testa contro una roccia riportando danni cerebrali che lo hanno portato a uscire dal coma dopo cinque lunghi mesi, da allora l'ex pilota della Ferrari sta lottando per tornare alla normalità; sulle sue condizioni di salute la famiglia ha imposto il massimo riserbo.

Marò, mossa disperata per portarlo a casa Renzi non ce la fa, ecco a chi chiede aiuto

Marò, l'ultima mossa per portarli a casa: Renzi non ce la fa, a chi chiede aiuto




"Ambienti politici romani indicano che Matteo Renzi avrebbe preso un’iniziativa per cercare di dare una svolta alla vicenda dei marò, se non definitiva almeno parziale in attesa del giudizio del collegio arbitrale da poco costituito che dovrà stabilire dove tenere il processo a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre». Lo scrive il Corriere della Sera secondo cui il presidente del Consiglio avrebbe coinvolto nella vicenda il presidente americano Obama, preoccupato "di come il caso stia avendo riflessi negativi sull’ingresso a pieno titolo dell’India nel novero delle potenze mondiali affidabili". Il governo di Narendra Modi darebbe indicazione all’avvocato dello Stato e ai ministeri degli Interni, della Giustizia e degli Esteri di chiedere alla Corte suprema indiana di congelare il caso in attesa dei risultati dell’arbitrato e di liberare Girone, oggi in libertà provvisoria a Delhi, e Latorre, in convalescenza in Italia.

Pensioni, la mazzata nel 2016: ecco chi perderà i suoi soldi

Arriva la mazzata sulle pensioni. Le novità per il 2016: chi perde



L'arrivo del nuovo anno porterà per i lavoratori che andranno in pensione novità importanti che incideranno sull'assegno e i tempi di uscita dal lavoro previsti dall'applicazione della riforma Fornero. Aumenterà l'età anagrafica per la pensione di vecchiaia e gli anni di contribuzione necessari per quella anticipata di quattro mesi. Peggio andrà per le donne che lavorano nel privato, che vedranno slittare la scadenza di un anno e mezzo. Cambieranno i coefficenti di trasformazione con relative penalizzazioni sugli assegni. L'ultima manovra finanziaria ha poi introdotto altre modifiche, ricorda Il Giorno, come la possibilità di lavorare part-time dai 63 anni prima di andare in pensione, fino all'applicazione della no tax area per chi intasca fino a 8mila euro all'anno. E poi sarà applicata la settima salvaguardia per 26.300 esodati.

I tempi - Entro il 2018, la riforma Fornero prevede di adeguare l'età per la pensione per tutti a 66 anni. Oggi questa soglia minima vale già per gli uomini e per le donne che lavorano nella pubblica amministrazione. Nel 2016 le lavoratrici del privato e quelle autonome continueranno a recuperare il gap, anche perché da circa cinque anni l'età pensionabile è stata agganciata al dato dell'aspettativa di vita. Dopo il primo adeguamento del 1 gennaio 2013 di tre mesi, dall'inizio del prossimo anno sarà di quattro mesi. Sulla base di queste condizioni, le lavoratrici dipendenti del settore privato che vorranno andare in pensione dovranno avere almeno 65 anni e sette mesi, quelle autonome 66 anni e un mese. Non va meglio a tutti gli altri, uomini e lavoratrici nel pubblico, che potranno andare in pensione solo a 66 anni e sette mesi. Di pari passo cresceranno anche i requisiti minimi per i contributi richiesti: volendo andare in pensione anticipata, serviranno 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dicei mesi per le donne.

Gli assegni - Il sistema dei coefficenti di trasformazione porta vantaggi e meno penalizzazioni man mano che si va avanti nell'età. Dal 2012 sono modificati ogni tre anni, dal 2019 lo saranno ogni due condizionati da una serie di variabili demografiche come aspettativa di vita e indici di mortalità, oltre che economiche, come l'andamento del Pil nel lungo periodo. Dal 1 gennaio 2016, per effetto dei coefficenti di trasformazione, saranno ridotti gli importi delle quote contributive calcolate da gennaio a parità di contributi accumulati ed età anagrafica al pensionamento. 

Parlamento, le "vacanzine" di Natale Lo scandalo: ferie da record, i giorni

Parlamento, le vacanze di Natale. Lo scandalo: i giorni delle loro ferie da record



Lavorare stanca. Soprattutto i parlamentari. Fortuna che con la complicità del Natale, ora, arrivano le vacanze. E che vacanze: roba da quasi-record, roba che i "comuni mortali" si possono scordare: oggi, martedì 22 novembre, è arrivato il via libera dell'Aula al collegato ambientale alla Camera dei deputati, poi il "sciogliete le righe". In ferie fino a lunedì 11 gennaio. Per i deputati fanno 19 giorni consecutivi di vacanza, 10 di ferie se si escludono i festivi, i sabati e le domeniche. Ancor meglio al Senato, che stacca la spina dopo il definitivo ok alla legge di Stabilità e alla riforma Rai. Per i senatori la vacanza è ancora più "grassa": si torna al lavoro il 12 gennaio, per un filotto di 20 giorni a casa. Per inciso, alla Camera si tornerà al lavoro l'11 gennaio alle 11, all'ordine del giorno la discussione generale sul decreto Ilva. A Palazzo Madama si riprenderà il 12 gennaio con tutta calma, nel pomeriggio, con le nuove norme sugli appalti. Lunghe, anzi lunghissime vacanze, alla faccia dei risparmiatori che oggi, riuniti, hanno protestato contro quel governo che li ha lasciati senza il becco di un quattrino.