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mercoledì 2 dicembre 2015

Maxi-multa per Enel, Eni e altri 5 colossi: così ci fregavano sulle bollette luce e gas

Antitrust, multe da 6 milioni a Enel, Eni e altre 5 imprese: attivazione di forniture non richieste




Multe per 6 milioni di euro dall'Antitrust a sette imprese di luce e gas per l'attivazione di forniture non richieste: si tratta di Enel Energia (sanzione di 2,15 milioni), Eni (2,1 milioni), Acea Energia (600mila euro), Hera Comm (366mila), Gdf Suez Energie (200mila), Green Network (340mila) e Beetwin (320mila euro). È quanto annuncia la stessa Autorità dopo che nel corso del mese di novembre ha chiuso sette procedimenti sulle modalità di offerta e conclusione dei contratti a distanza di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero, ovvero quelli raccolti attraverso la rete degli agenti porta-a-porta e attraverso il canale telefonico (il cosiddetto teleselling).

Durante i procedimenti istruttori, avviati tra ottobre 2014 ed aprile 2015 sulla base di numerose segnalazioni di singoli consumatori, associazioni di consumatori, imprese concorrenti, l'Autorità per l'energia elettrica (Aeegsi) ha reso un articolato parere, nell'ambito della collaborazione prevista dal Protocollo di Intesa tra le due Autorità. Le ispezioni presso le imprese si sono avvalse, inoltre, della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

A giudizio dell'Antitrust, i 7 operatori hanno alterato "considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori, adottando procedure di contrattualizzazione in violazione del Codice del Consumo. Queste pratiche sfruttavano il contesto di asimmetria informativa in cui avvengono le scelte dei consumatori, a causa della complessità intrinseca delle offerte commerciali di energia elettrica e gas naturale nel mercato libero".

Orrore in sala operatoria (a Napoli): il paziente a cuore aperto, e i dottori...

Napoli, i selfie dei dottori in sala operatoria: l'addome aperto in due finisce sul web






La mania del selfie invade anche gli ospedali. Sanguinanti, sorridenti, con le mascherine colorate e intenti a operare i poveri pazienti sedati e ignari di tutto. Scatti privati e raccapriccianti che poi finiscono sulla rete, postati da incoscienti dottori in cerca di "diverimento social". Fotografie che diventano pubbliche, anche se pubbliche non sarebbero mai dovute diventare. 

L'ultimo caso a Napoli, dove una équipe medica tutta al femminile ha pensato bene di pubblicare una foto mentre era in corso l’intervento mostrando l’incisione sull'addome insanguinato di un paziente. Il tutto per mostrare al popolo social le mascherine e le cuffiette sterili con i cuoricini. Stessa cosa accade a Salerno dove sempre altre due dottoresse hanno postato una foto con un paziente intubato, per giunta parzialmente riconoscibile. E ancora, in provincia di Avellino invece sono i colleghi maschi a scatenarsi pubblicando scatti dalla sala operatoria con tanto di tuta anti contaminazione. Immagini in cui in primo piano si vedono i medici che fanno "ok" col pollice all'insù e, sullo sfondo, la gamba di un infermo.

LA FOLLIA DELLA NATO Così umiliano lo zar Putin E lui: "Reazione durissima"

La Nato scherza col fuoco, lo schiaffo a Putin: la Russia minaccia durissime reazioni




La Nato sfida apertamente la Russia di Vladimir Putin. L'Alleanza Atlantica, infatti, ha invitato il Montenegro ad aderire all'organizzazione. Una decisione formalizzata in apertura della seconda giornata della ministeriale esteri in corso a Bruxelles dal segretario generale, Jens Stoltenberg. Così, dopo il negoziato di accesso e la successiva ratifica dei parlamentari dei 28 stati membri, il Montenegro diventerà il 29esimo paese della Nato, nonostante la contrarietà a più riprese espresse dalla Russia.

Qui Balcani - Il Montenegro, dopo Croazia e Albania, sarà il terzo stato balcanico ad entrare nell'Alleanza. Sui tempi di adesione, il segretario generale ha affermato di attendersi che si possano concludere "all'inizio del 2017". Il premier montenegrino, Igor Lusic, ha affermato che "l'ingresso nella Nato del Montenegro cambia i giochi per il paese, spingendolo ulteriormente sulla via della democratizzazione ed è un passo importante per la stabilità dei Balcani".

Mosca attacca - Durissima la reazione della Russia. Il capo del Consiglio della Federazione russa ha detto che il Paese interromperà i programmi di collaborazione con il Montenegro. Poi il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, ha precisato che l'espansione del Patto Atlantico potrebbe comportare misure di ritorsione da parte della Russia. Per Peskov, "un eventuale ingresso del Montenegro nella Nato renderebbe impossibili molti programmi che prima erano realizzati con la Russia, anche di cooperazione tecnico-militare". Quindi Viktor Ozerov, presidente della Commissione Difesa del Senato Russo: "Il Montenegro - ha affermato - oggi diventa per la Russia un paese che è un membro potenziale della minaccia alla sua sicurezza".

Rapporti interrotti - Da tempo, i rapporti tra Nato e Russia sono ai minimi termini: i ministri degli Esteri della Nato nel mese di aprile dell'anno scorso hanno interrotto ogni contato formale con Mosca, dopo l'annessione della penisola ucraina della Crimea e l'inizio del conflitto in Ucraina orientale, che ad oggi ha mietuto oltre 8mila vittime.

"Così Obama ha coperto il Califfo" Il generale Usa mostra le prove

Usa, l'ex generale della Dia: "Obama insabbiò gli allarmi sull'Isis per fini elettorali"




I rapporti dei servizi segreti erano chiari già parecchio tempo fa: "L'Isis costituisce un pericolo imminente". L'allarme suonò per ben due anni di seguito, nel 2011 e 2012. Peccato però che la Casa Bianca però lo ignorò clamorosamente. A svelare il retroscena che getta ulteriori ombre sul governo di Barack Obama è il generale Michael Flynn, ex numero uno della Dia (Defense Intelligence Agency), l'agenzia di intelligence del Pentagono. Frasi, che pesano come macigni, conservate in una intervista alla Cnn.

Minaccia ignorata - L'ex ufficiale sostiene che il mancato allarme sarebbe stato colpa della più stretta cerchia di consiglieri del presidente, preoccupati per l'imminente campagna elettorale. E insomma, per non mettere a rischio la rielezione hanno scelto di insabbiare i segnali - ripetuti e concreti - relativi alla minaccia jihadista. "Invece di tenere in considerazione il pericolo, la Casa Bianca fece passare nell'opinione pubblica l’idea che un ritiro delle truppe Usa dall'Iraq non avrebbe creato alcun problema nella regione, rendendola più vulnerabile di fronte alla crescita di gruppi islamici radicali come l'Isis". L’ex capo dell'intelligence del Pentagono, inoltre, si è detto preoccupato per futuri attacchi terroristici simili a quelli di Parigi negli Stati Uniti, mettendo tutti in guardia: "Penso che sia solo una questione di tempo".

Sanremo, nomi "forti" (e anche da ridere) Una autorevole soffiata sui cantanti

I big a Sanremo: i primi nomi dei cantanti in gara




I nomi ufficiali saranno comunicati durante l'Arena di Massimo Giletti domenica 13 dicembre. Ma intanto il settimanale Tv Sorrisi e Canzoni prova ad anticipare qualche cantante che potrebbe partecipare al prossimo Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti. Dal 9 al 13 febbraio 2016 potrebbero vedere in gara "Noemi, Arisa e Giusy Ferreri, tre cantanti che parteciparono all'edizione del 2014".

Si parla anche della presenza di Valerio Scanu, visto il suo recente trionfo a Tale e quale show. Scanu vinse con Per tutte le volte che, quella del celebre tormentone "in tutti i luoghi in tutti i laghi". Potrebbero tornare sul palco dell'Ariston anche gli Elio e le Storie Tese. Addirittura, un pezzo da novanta come il rapper Fabri Fibra. Si parla anche di un clamoroso ritorno dei Ricchi e Poveri (che non cantano al Festival dal 1992). Insomma, il cast sembrerebbe molto buono e capace di accontentare tutti i gusti.

Bruzzone nei guai: l'accusa della polizia lei si difende (che c'entra pure Vespa)

La Bruzzone nei guai: l'accusa della polizia, lei smentisce e si difende e Vespa s'infuria




Un gruppo di dirigenti che si raccoglie dietro la sigla Polizia Nuova Forza Democratica ha presentato un esposto contro la criminologa Roberta Bruzzone. Secondo le accuse, che la Bruzzone smentisce categoricamente, l'esperta di crimini avrebbe fatto "pubblicità occulta, forniture di materiale per la polizia scientifica. E convegni organizzati presso la Questura di Roma da società private". Nessun comportamento illecito, ma la lettera sta facendo discutere molto anche perché la Bruzzone è un volto noto della tv, spesso ospite del salotto di Bruno Vespa. Il sindacato - secondo quanto scrive il Fatto - "punta il dito sui costi del materiale in uso alla polizia scientifica come la polvere per il rilievo delle impronte digitali. Sarebbe possibile - si sostiene - acquistare prodotti della medesima qualità evitando i dazi doganali sui prodotti americani con un risparmio dal 20 al 30%". Il Fatto ha verificato che la Bruzzone non risulta socia dell'impresa importatrice.

La difesa - Il quotidiano ha intervistato Filippo Bertolami, segretario Pnfd, che aggiunge: "Dai siti internet della società di Bruzzone emerge che l'importatore ha una partnership con la sua fondazione. Così come, peraltro, con lo stesso programma della tv pubblica Porta a Porta anche con magliette e sottopancia nel corso delle trasmissioni". I sindacati accusano di fare pubblicità occulta nel salotto di Porta a Porta ma Vespa smentisce categoricamente: "Mi pare impossibile. Sto molto attento. Se qualcuno l'ha fatto, non accadrà più. Stiamo attentissimi". Bruzzone aggiunge: "Quella lettera riferisce un mucchio di falsità. Ho già consegnato personalmente una lettera al capo della polizia per chiarire le cose"

Sicignano ha sparato dentro casa: "Non si tratta di omicidio volontario"

"Francesco Sicignano ha sparato in casa": verso la derubricazione del reato




Gli accertamenti parlano chiaro: Francesco Sicignano ha sparato in casa. Il ladro albanese, espulso due volte dall'Italia ma regolarmente libero per le vie del Paese, che si era introdotto nell'abitazione del pensionato di Vaprio D'Adda lo scorso 20 ottobre avrebbe raggiunto l'esterno della casa solo dopo essere stato ferito dai colpi di pistola del pensionato. Il 65enne, accusato di omicidio volontario, lo aveva dichiarato da sempre e adesso dopo un mese dall'accaduto e dopo le necessarie verifiche si va verso la derubricazione dell'accusa di omicidio volontario, ovvero verso la qualificare un fatto come reato di minore gravità rispetto a una precedente configurazione giuridica.