Visualizzazioni totali

giovedì 24 settembre 2015

Il regalo di Pd e Ncd agli immigrati Sì allo ius soli, cittadinanza per tutti

Ius soli, asse Pd-Ncd: così regalano la cittadinanza agli immigrati




Khalid Chaouki, deputato Pd di origini marocchine, esulta su Twitter. Scrive che il Partito democratico e il Ncd in commissione Affari Esteri hanno raggiunto un accordo su due emendamenti, presentati da Scelta civica e il partito di Alfano, per sbloccare lo ius soli alla Camera. "Si tratta di una riforma importante per il futuro dell’Italia che andava condivisa con il numero più ampio possibile di forze politiche", dice Chaouki. In base all'emendamento degli alfaniani, diventerà italiano il figlio nato in Italia da un immigrato che è in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo e, su richiesta di Scelta civica, il minore di 12 anni che arriva in Italia purchè abbia concluso almeno cinque anni di scuola nel nostro territorio. Il Partito democratico ha dunque fatto un passo indietro sul periodo del permesso di soggiorno, mentre il Ncd ha ceduto sul numero dei genitori: da due o uno soltanto in regola.

Immediate le reazioni politiche. Cristian Invernizzi della Lega ha annunciato che farà ostruzionismo. Definisce l'accordo un "cavallo di troia per spalancare le porte a un numero potenzialmente infinito di immigrati". Sul fronte opposto,  Celeste Costantino (deputato di Sel) attacca il Pd, che secondo lui si "accontenta del risultato minimo".

ADDIO, CAV: ALTRI 7 SE NE VANNO Verdini spietato: sgretola Forza Italia

Forza Italia, la valanga s'ingrossa: altri sette abbandonano il partito e vanno con Denis Verdini




La valanga s'ingrossa. Dopo il senatore Francesco Amoruso, che due giorni fa ha annunciato l'addio a Forza Italia per entrare nella verdiniana Ala, e dopo Domenico Auricchio, protagonista della stessa parabola, oggi altri sette deputati di Forza Italia e un senatore hanno deciso di abbandonare Silvio Berlusconi per entrare nella formazione guidata da Denis Verdini. I nomi: l'ex ministro dell'Agrigoltura, Francesco Saverio Romano, quindi Ignazio Abrignani, Luca D'Alessandro, Monica Faenzi, Giuseppe Galati, Giovanni Mottola, Massimo Parisi.

E al Senato... - In particolare, a Romano è stato affidato il compito di responsabile del coordinamento tra il Gruppo parlamentare di Ala al Senato e la componente del gruppo alla Camera. Quindi Peppe Ruvolo, che passa al gruppo verdiniano a Palazzo Madama e fa salire a 13 il numero dei senatori che appoggeranno il premier, Matteo Renzi, per l'approvazione della riforma costituzionale.

Attacco a Forza Italia - I transfughi, in una nota, scrivono: "Forza Italia ha ormai esaurito la sua spinta riformatrice e la sua vocazione popolare e liberale. La linea politica già intrapresa dal vertice di Forza Italia mira a rincorrere i populismi di varia natura, in una prospettiva di sostanziale subalternità a Salvini. In tale ottica diviene importante offrire il proprio contributo per una politica di centro, che abbia come riferimenti la società e le sue sfide da una parte e il rafforzamento delle istituzioni dall'altra, perché il Paese ha bisogno di uno slancio che coinvolga le sue energie migliori".

"Rimboccare le maniche" - E ancora, continuano gli ormai ex azzurri: "La nostra cultura politica popolare e il nostro radicamento territoriale ci impongono questa scelta. Ci impegneremo in Alleanza liberalpopolare-Autonomie consapevoli che in questa congiuntura politica ci si debba rimboccare le maniche e mettersi in gioco. Un forte impegno parlamentare quello che ci attende, incoraggiati dal consenso che registriamo nella comunità politica che rappresentiamo".

Confalonieri, messaggio dal carcere "Dovete aiutarlo, rischia la pazzia"

Fedele Confalonieri visita Marcello Dell'Utri in carcere: "Vive come un sequestrato, temo che vada fuori di testa"




Da un patron di Mediaset come Fedele Confalonieri ci si aspetterebbe di tutto tranne che vederlo aggirarsi per il carcere di massima sicurezza di Parma. Tutto si spiega quando viene rivelato il motivo della sua presenza fra le celle: una visita all'amico Marcello Dell'Utri, una delle tante.

La vita in carcere - Secondo quanto rivela il Corriere della Sera, Confalonieri ha deciso di raccontare qualcosa dell'ultimo incontro, nonostante questo gli provochi "molto dolore". Il profilo dell'amico che Confalonieri descrive è quello di un uomo provato, che si sente "un sequestrato". È dimagrito 15 chili in 18 mesi e, alle volte, si lascia abbattere dal contesto di massima sicurezza che lo circonda. Secondo Confalonieri, Dell'Utri si dedica alla biblioteca del carcere, dove trova conforto nei suoi amati libri, ma il rischio che "vada fuori di testa" è alto.

L'ingiustizia - "Lo Stato non ha più il diritto di tenermi qui", avrebbe confessato Dell'Utri. L'ex senatore si riferisce al fatto che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto ingiusta la condanna impostagli dalla giustizia italiana per concorso esterno in associazione mafiosa. I fatti che riguardano Dell'Utri, sono riferiti a prima del 1994, anno in cui la Cassazione elaborò, per la prima volta in modo compiuto, la fattispecie di reato. Per questo, secondo Confalonieri, la vicenda non è altro che "un caso di giustizia che va risolto il prima possibile", polemiche politiche a parte.

Il passato - Per i giudici Dell'Utri è stato condannato perché considerato l'"amico di Silvio Berlusconi" indicato dai pentiti che, dal 1974 al 1992, fu il garante decisivo dell’accordo tra l'ex premier e Cosa nostra. E per questo, ora, sta scontando sette anni di carcere. Ma per il patron Mediaset il suo amico rimane "una persona che comunque ora è ingiustamente detenuta, perché qualsiasi cosa gli sia stata addebitata, ora non può più esserlo. Gli dico che abbiamo avuto una vita piena - ha aggiunto Confalonieri - che siamo avanti negli anni e che se ci lamentassimo rischieremmo magari di far arrabbiare il Padreterno. Però - ha detto - lui in effetti il purgatorio lo sta già scontando", qui, in carcere. 

mercoledì 23 settembre 2015

Aversa: 25 settembre, la diocesi presenta il nuovo Anno Pastorale

Aversa: 25 settembre, la diocesi presenta il nuovo Anno Pastorale


di Don Carlo Villano 
per il Notiziario sul web



Alle ore 18:00, in Cattedrale, l’apertura con il convegno introduttivo "Umanesimo cristiano: una comunità in continua conversione" 

La comunità dei fedeli si appresta a vivere l’importante appuntamento che segna l’apertura del nuovo Anno Pastorale, "Gesù Cristo... volto della misericordia del Padre". Per venerdì 25 settembre 2015 alle ore 18:00, infatti, la diocesi di Aversa ha organizzato nella Chiesa Cattedrale  il convegno introduttivo dal titolo "Umanesimo cristiano: una comunità in continua conversione".

 “Viviamo questo momento con la consapevolezza della grazia che ci è data di poter continuare, nel tempo, un intenso cammino di fiduciosa adesione alla volontà del Signore, di partecipazione alla sua carità”. Con queste parole Mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, ha voluto presentare l’evento diocesano, sottolineando come il tema scelto per il convegno guardi già al V Convegno della Chiesa italiana (“In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”, che si svolgerà a Firenze dal 9 al 13 novembre), preparandoci allo stesso tempo all’apertura del Giubileo Straordinario della misericordia (8 dicembre 2015): un appuntamento che “richiede la più viva e generosa partecipazione di tutti i membri della comunità ecclesiale”. 

Confermata per venerdì sera la presenza di un nutrito gruppo di relatori: la Prof.ssa Pina De Simone interverrà sul tema “Il tessuto delle relazioni” (il senso della comunità e dei ritmi del tempo); Don Emilio Salvatore offrirà alla platea il proprio contributo in merito a "La ‘mistica’ del popolo” (pietà popolare, fede e religiosità); il Prof. Mario Di Costanzo illustrerà poi “Il rapporto con i beni” (economia, giustizia, ambiente); il Prof. Giorgio Agnisola relazionerà infine su “La rappresentazione simbolica dell'umano” (i luoghi della vita quotidiana, l'arte civile e l'arte sacra).

Nel corso del convegno introduttivo sarà inoltre presentato il Programma Generale degli eventi diocesani che verranno organizzati nel corso dell’Anno Pastorale 2015-2016. “Per la coincidenza di varie proposte da vivere con la Chiesa universale, con la Chiesa Italiana e con la Chiesa diocesana, il nuovo anno pastorale si presenta particolarmente ricco di contenuti ed impegnativo per la nostra formazione alla vita cristiana. La cosa non ci meraviglia – conclude Mons. Spinillo –  visto che è proprio la complessità del tempo che viviamo a chiederci un impegno vivo e consapevole, attento e sapiente, disponibile a lasciarsi guidare dallo Spirito di Dio”.

Caivano (Na): Sbagliare è umano perseverare è diabolico Montati gli spazi pubblicitari al contrario

Caivano (Na): Sbagliare è umano perseverare è diabolico Montati gli spazi pubblicitari al contrario 


La scritta Caivano in lettera minuscola la D in maiuscola 

....e caivano all'incontrario vaaaa........

Caivano, tutto pronto. L'amministrazione Monopoli si insedia, la Giunta pure, anche il Capo di Staff prende posto ed inizia a scrivere a tutta forza, del resto, c'è gente e moschettiere ad ognuno il suo mestiere. Ma qualcosa va storto, al di là delle continue diatribe interne, dalla fuoriuscita del consigliere di Forza Italia, Alfonso Castelli, al battibecco tra il consigliere comunale Emione e il funzionario Vito Coppola, e alla foto di Casa Pound insieme al Sindaco Monopoli sotto il Monumento ai Caduti che hanno fatto il giro del mondo, ma a far girare un'altra cosa.... ai caivanesi, ora, sono gli spazi pubblicitari montati al contrario, in più, scritti male, infatti, il Paese del primo cittadino Monopoli viene scritto con la lettera minuscola (caivano). Insomma, sbagliare è umano perseverare è diabolico. 

La triste avventura del giudice nel wc: va a fare la pipì, poi la brutta sorpresa

Milano, il giudice fa la pipì ma resta chiuso in bagno: arrivavano i carabinieri e lo verbalizzano




Una nuova disavventura a Palazzo di Giustizia di Milano. Ne dà conto Giustiziami, il sito del veterano della giudiziaria milanese Frank Cimini. Ecco la ricostruzione di Manuela D'Alessandro: nella nuova palazzina riservata ai giudici civili e del lavoro da poco inaugurata, una giudice entra in bagno per fare la pipì ma...ops chiude la porta e gli resta la maniglia in mano. Lui all'inizio non si scompone, fa ugualmente la pipì, pensa di avvisare qualcuno col cellulare. Ma si accorge che non c'è campo. Si mette l'animo in pace ed aspetta che a qualcuno prima o poi scappi la pipì. Dopo mezz'ora di inutile attesa, si stufa e prende a calci la porta. Due colpi e la porta si sfonda. Intanto, qualcuno si è accorto della sua assenza. Dallo squarcio della porta vede due carabinieri. Il brigadiere gli chiede i documenti e verbalizza le generalità.  “Potevate almeno chiedermi come stavo…”, butta lì il magistrato. “Signore, noi facciamo il nostro lavoro…”, risponde il militare che di fronte alla porta rotta forse vola con la fantasia e pensa a un’ipotesi di danneggiamento aggravato dall’uso di una maniglia contundente. 

I NUMERI DEL TRIONFO Matteo Salvini, missione compiuta Ecco il sondaggio che premia la Lega

Sondaggio Swg: Matteo Salvini ha sfondato a Roma




Matteo Salvini adesso gongola. E' riuscita nel suo intento: sfondare a Roma. Lo mette nero su bianco un sondaggio della Swg riportato da Il Tempo. Il sondaggio dimostra come la crisi della politica romana dopo Mafia Capitale da una parte, e lo sfascio del Pd dell'altro, abbia messo il turbo alla Lega.  Se oggi si votasse per le amministrative al ballottaggio andrebbero il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Il movimento di Salvini si attesterebbe intorno al 19%, con Forza Italia al 7 e Fratelli d' Italia al 7. Il Pd viene dato al 20% (ma alcuni sondaggi del Nazareno lo apprezzano addirittura al 14), mentre i grillini sono al 27%. Incoraggiato da questi numeri, il leader del Carroccio ha deciso di strutturarsi sul territorio sia a Roma che nel Lazio. 

La strategia - Così, spiega il Tempo, a fianco del coordinatore regionale Fabio Fiorini, si sono costituiti gli altri coordinamenti locali. La strategia con cui il partito si sta strutturando sul territorio mira a reclutare persone in grado di riaggregare il centrodestra e riavvicinare gli elettori alla politica. Tra i coordinatori infatti ci sono professionisti (medici e avvocati) e un ex ufficiale dell'Esercito. I vertici di Noi con Salvini fanno moltissima attenzione a non "contaminare" il movimento. Quindi niente parlamentari e movimenti esterni che, scrive il Tempo, "vengono visti con sospetto perché rischiano di affiancarsi in modo antagonista e non complementare".