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giovedì 17 settembre 2015

La congiura vaticana contro il Papa Tutti i nomi: chi trama contro di lui

Papa Francesco, gli schieramenti in Vaticano: chi sta con lui e chi rema contro il Pontefice




Non è un segreto, le riforme avviate da Papa Francesco hanno creato tensioni e fratture tra i fedeli, con i più conservatori che hanno preso le distanze dal pontefice. Ma anche all'interno delle gerarchie ecclesiastiche ci sono contestatori più o meno accaniti, così come ci sono fedelissimi che sostengono la linea di Bergoglio. In vista del Sinodo sulla famiglia di ottobre, papa Francesco ha nominato come padri sinodali eminenti figure di entrambi gli schieramenti per garantire una discussione equa e il più possibile costruttiva. Certamente, visti i malumori in particolari sulle unioni di fatto, comunione ai divorziati e apertura agli omosessuali, non sarà un Sinodo facile. Ma vediamo chi sono gli oppositori e gli alleati del Papa.

I sostenitori -Tra i più vicini alle posizioni di Bergoglio troviamo il cardinale Walter Kaspar, teologo tedesco; il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, grande elettore del Papa; il prefetto della Congregazione per il clero, Beniamino Stella; il rettore dell'Università cattolica argentina e teologo di fiducia di Francesco, Victor Manuel Fernandez; l'arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, che Bergoglio ha nominato cardinale e che è impegnato sul fronte dei migranti. Sostenitore di Francesco è anche il presidente di Caritas internationalis e arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle.

I detrattori - Le riforme di Bergoglio, invece, sono invise a gran parte del clero americano, tradizionalmente più conservatore. Ma non mancano forti contestazioni anche all'interno delle Mura leonine. Tra chi si oppone alle aperture dottrinali di papa Francesco nella Curia romana: il cardinale Raymond Leo Burke, che ha più volte detto di non condividere molte scelte del pontefice; il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino, porporato della Nuova Guinea che secondo molti sarebbe il candidato dell'area conservatrice del Collegio cardinalizio in un futuro Conclave. L'arcivescovo di Bologna Carlo Caffara; il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller; l'arcivescovo di Milano, Angelo Scola e quello emerito di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela.

I neutrali - Infine la schiera di chi sta a metà, né con e né contro. Tra i neutrali il cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio; monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa pontificia e segretario di papa Benedetto XVI.

Perché le multe costeranno di più: cosa pagheremo, e soprattutto quanto

Le multe costeranno di più: su le spese per la notifica




Passano a 15,23 euro, come riportato da Italia oggi, le spese di accertamento e notifica sui verbali di violazione al codice della strada, fatti dalla Polizia Stradale.  È quanto si prevede nel testo del dm Interno 8.7.2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.214, con cui si determinano i nuovi importi per i trasgressori del Codice della strada, quando le violazioni sono accertate dalla Polizia di stato.

Il nuovo sistema - Dal 16 settembre 2015, i verbali conteranno, oltre all' importo della sanzione, anche la somma di 15,23 euro come spesa di notifica, i cui costi sono anticipati da Poste Italiane. Il dm specifica che entro il 30 novembre e il 31 maggio di ogni anno il Servizio Polizia Stradale provvede a verificare le spese di accertamento e di notifica dei verbali  dovute a Poste. Con tali somme, si leggo e nel decreto, si rimborsa la società Poste Italiane per la fornitura degli adeguamenti dei software, già nella disponibilità della Polizia Stradale, nonché per i costi relativi all' hardware e al software necessari a supportare tali applicativi. Sotto questo profilo il dm prevede inoltre che i vertici della Polstrada potranno rimodulare gli importi dovuti per le spese di notifica, alla luce di modifiche normative, ovvero sulla base dei maggiori o minori costi di accertamento per il responsabile del pagamento, derivanti dalle innovazioni tecnologiche e dall'applicazione di nuove soluzioni informatiche ai servizi resi da Poste Italiane alla stessa Polizia Stradale.

"ABOLIAMO IL SENATO" La sfida finale di Matteo Renzi

Riforma del Senato, la sfida finale di Matteo Renzi a Grasso: abolire Palazzo Madama




Più che un piano B, un terremoto politico. Di fronte alla possibile scelta del presidente Pietro Grasso di riaprire i giochi sull'articolo 2 della riforma del Senato, quello che dispone la non elettività dei futuri senatori, il premier Matteo Renzi avrebbe pronta una mossa che destabilizzante è dir poco: "Abolire il Senato, del tutto". Del progetto, clamoroso, ne parla il Corriere della Sera all'indomani della decisione del governo di andare avanti a tappe forzate e portare in aula il ddl Boschi subito, senza trovare un accordo in Commissione e nonostante le opposizioni, il leghista Roberto Calderoli in testa, abbiano deciso di rinunciare alle loro decine di migliaia di emendamenti. 

Le due ipotesi in campo - Si tratterebbe, è evidente, di un ricatto a Grasso, che in queste ore ha fatto filtrare irritazione per il pressing dell'esecutivo. Se si dovesse rivotare l'articolo 2, approvato già una volta a Palazzo Madama e a Montecitorio, di fatto verrebbe a cadere tutta l'impostazione del governo, che così si troverebbe a un bivio: o rilanciare o dimettersi. Tutti, tra i renziani, escludono la seconda opzione e dunque si sta già preparando il rilancio nel caso di brutte sorprese da Grasso. Il rischio di pasticci, con una riforma costituzionale ridisegnata in fretta e furia, è concreto. Una delle ipotesi sul tavolo è la reintroduzione della elettività dei senatori nel comma 5 del disegno di legge, e lo stesso ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, al Corsera, l'ha in parte confermato pur parlando di "tecnicismi". La questione di fondo è, infatti, capire chi vuole davvero mandare a casa Renzi attraverso il voto sulla riforma. Anche per questo il premier sarebbe disposto alla ipotesi due, il rischiatutto finale, definitivo. "Tanto vale abolirlo", è la frase sibillina che circola negli ambienti vicini a Palazzo Chigi, e a qualcuno tra Nazareno e Palazzo Madama questa mattina fischieranno le orecchie.

mercoledì 16 settembre 2015

Caivano (Na): Sirico PD: Solidarietà al primo cittadino Monopoli per l'aggressione subita / Video

Caivano (Na): Sirico PD: Solidarietà al primo cittadino Monopoli per l'aggressione subita


di Gaetano Daniele 



Luigi Sirico (Partito Democratico)
Leader delle opposizioni

Intervista video all'Architetto Luigi Sirico, leader delle opposizioni in consiglio comunale. L'architetto Sirico dopo aver ripercorso quelle che sono le sue osservazioni sull'attuale operato della maggioranza a guida Monopoli, chiude l'intervista esprimendo la sua più totale solidarietà al Sindaco Monopoli per l'aggressione subita.


Caivano (Na): Preso a schiaffi il Sindaco Monopoli, colpito alla faccia da un ceffone

Caivano (Na): Preso a schiaffi il Sindaco Monopoli, colpito alla faccia da un ceffone


dott. Simone Monopoli
Sindaco di Caivano

Il Sindaco di Caivano dott. Simone Monopoli, è stato aggredito stamattina da un signore disoccupato A. D. caivanese. Difatti, si è avvicinato al primo cittadino e gli ha tirato un ceffone. Le cause non le conosciamo ma le possiamo immaginare. "Sono contro la violenza, questi sono atti vili che vanno condannati, le istituzioni vanno rispettate sempre, anche se a volte, dopo i tanti fatti accaduti in questi ultimi mesi a livello nazionale e a livello locale, che non c'entrano nulla con Caivano, da Mafia Capitale alla mala gestione di altri comuni proiettati ormai quotidianamente dalle Tv nazionali, portano, appunto, come nel caso di questo signore disoccupato, a gesti estremi che però, rimarco, vanno sempre fermati e condannati. Solidarietà al Sindaco di Caivano, e vicinanza alla famiglia dell'aggressore che da domani oltre alle mille difficoltà economiche devono anche occuparsi di una situazione legale che comporta altre spese". Così l'amministratore del blog, Gaetano Daniele,  e nota: voglio ripercorrere alcuni momenti di questo signore, come ricordavo poc'anzi, la violenza va sempre condannata, anche difronte alla totale ragione, ma, da genitore, posso solo capire e non giustificare lo stato d'animo di questo signore, che appunto, in mancanza di un lavoro serio e stabile, preso dalle mille preoccupazioni, ha deciso in malo modo di tirare un ceffone al primo cittadino. Non conosciamo l'aggressore ne i trascorsi tra A.D e il Sindaco Simone Monopoli, ma da una recente ricerca abbiamo visto che in diverse occasioni A.D, ha richiesto anche tramite social network un aiuto lavorativo, come nel caso del 29 maggio 2015, A.D: "io ho difficoltà serie x la sopravvivenza.. fra le tante amicizie che mi sono state accettate, cè qualcuno che è disposto ad aiutarmi con un lavoro...grazie di cuore..". 

Comunicato del Sindaco Monopoli
L’aggressione che ho subito questa mattina al Municipio, nell’esercizio delle mie funzioni, rappresenta l’ennesima conseguenza non solo della disperazione della gente ma di una strategia della tensione che alcuni settori politici, da mesi, portano avanti sui social e in città utilizzando un linguaggio di stampo mafioso ed atteggiamenti ai limiti dell’intimidazione. Di fronte a questo becero e vergognoso modo di intendere il confronto politico, rispondiamo e risponderemo con il nostro stile, con il nostro impegno volto alla risoluzione dei problemi. In questa città non permetteremo al male di riemergere dalle ceneri; né consentiremo ai colpevoli del degrado del nostro territorio, protagonisti negli anni di una politica affaristica, clientelare e legata ad interessi personali, di alimentare e strumentalizzare ulteriormente, con offese, menzogne e atteggiamenti antidemocratici, la disperazione dei disagiati col fine subdolo di ostacolare un percorso di buon governo, di legalità e di sani valori alternativo al malaffare che ha caratterizzato ampi settori della politica degli anni scorsi. Caivano resta una comunità sana, formata da persone oneste. Le forze sane sapranno prendere le distanze da chi utilizza la violenza e da chi la fomenta cercando di sopperire all'assenza di contenuti.

Pressing sulla Santanchè candidata: chi la vuole in campo (e dove)

Milano, Silvio Berlusconi sonda Daniela Santanchè: la "pitonessa" tra i papabili candidati


di SA.DA



Riforme, legge elettorale, Amministrative, rapporti con il governo e i potenziali alleati della Lega Nord. Oggi Silvio Berlusconi rientra a Roma e riunisce, a cena, lo stato maggiore di Forza Italia. Dopo un’estate in cui, da Arcore e dalla Sardegna, non sono arrivati segnali politici chiari sulla strategia autunnale del partito azzurro, il Cavaliere ritiene sia arrivato il momento per fare il punto della situazione con i dirigenti di Fi. Prima questione aperta: quale atteggiamento tenere nei confronti dell’esecutivo nel complicato passaggio parlamentare che attende la riforma costituzionale al Senato. Matteo Renzi sembra in gravi difficoltà numeriche, messo alle strette dalla minoranza del suo partito, che chiede sostanziali modifiche al ddl Boschi. In assenza delle quali, hanno già messo in guardia i bersaniani, voteranno contro. Berlusconi? C’è chi attribuisce al Cavaliere la volontà di dare una mano all’esecutivo. Ma lui continua a negare. Non serve tenere in vita l’esecutivo Renzi fino al 2018 (quando scadranno anche gli effetti della legge Severino), perché «nei prossimi mesi», ha spiegato l’ex premier ai suoi, «otterrò una piena riabilitazione da parte della Corte dei diritti umani di Strasburgo e tornerò a essere ricandidabile». Sul tavolo del vertice azzurro anche le possibili candidature per il comune di Milano. Tema che incrocia la questione dei rapporti con la Lega. Berlusconi, tra le varie ipotesi, ha valutato anche l’opportunità di una candidatura femminile, sondando le intenzioni di Daniela Santanchè.  

"I profughi su due isole del Mediterraneo" Il miliardario le ha comprate: ecco dove

Egitto, il miliardario Naguib Sawiris rilancia: "Ho trovato le isole nel Mediterraneo per i migranti"




Torna alla carica il miliardario egiziano Naguib Sawiris . Ha trovato le isole giuste per ospitare i migranti, si tratta di due isole greche private. Sawiris starebbe già trattando con i propietari e se Atene fosse d'accordo sarebbe pronto a dare il via al suo progetto. La comunicazione è stata data dalla sua compagnia. Il miliardario egiziano ha detto di essere stato contattato anche da un'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei profughi, interessata a partecipare al progetto. Costo dell'impresa: 90 milioni di euro solo per partire. 

Il progetto -  Sawiris aveva chiesto su Twitter a Italia o Grecia di vendergli un'isola su cui avrebbe sistemato i migranti dando loro un lavoro e fondando un nuovo paese. Anche se lui stesso aveva poi fatto una parziale marcia indietro, ammettendo che l'idea non era facile da realizzare. Se il progetto andasse in porto una delle due isole si chiamerebbe Aylan Kurdi, come il bambino siriano morto, le cui foto hanno commosso il mondo.