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giovedì 27 agosto 2015

Il baratto fiscale con il Comune: così potete non pagare Imu e Tasi

Tasse, il baratto fiscale con i Comuni per non pagare l'Imu


di Claudia Osmetti



Immaginate di raccogliere le foglie secche della piazza comunale, sistemare i marciapiedi sotto casa e tagliare l’erba alle aiuole dei giardinetti pubblici in cambio di uno sconto sull’Imu. Adesso si può. Si chiama «baratto amministrativo», è una (nuova) possibilità introdotta dall’articolo 24 del decreto Sblocca Italia del 2014 e consiste, appunto, nel prestare servizi di pubblica utilità nel proprio Comune in cambio di agevolazioni fiscali. Così potreste ritrovarvi (assieme ai tuttofare della vostra città, s’intende) a raccogliere l’immondizia, potare le piante e ripitturare i muri della scuola elementare del quartiere dove vivete: il tutto a beneficio della vostra dichiarazione dei redditi. 

Esattamente come ha fatto un ex muratore ora disoccupato di Invorio, piccolo borgo di 4.500 persone a ridosso del Lago Maggiore (Novara). Lui, sessant’anni e una moglie anch’essa senza lavoro, di stare con le mani in mano proprio non se la sentiva e di «pesare sui nostri figli che hanno famiglia neanche a parlarne». Così si è armato di ramazza e per 7,5 euro all’ora si è messo a pulire le strade della sua cittadina. Quattro ore al giorno, per circa due mesi: totale di questa particolare «assunzione» 1.200 euro con i quali l’uomo appianerà il debito contratto col Comune a causa di una morosità non colpevole accumulata negli anni di affitto della casa popolare in cui abita. 

Facile, come spazzare una piazza. Intendiamoci, la misura non vale per tutti: possono farne richiesta (volontariamente) tutti i residenti maggiorenni che presentano un indicatore Isee (quello che permette di misurare la condizione economica della famiglia, per capirci) non superiore agli 8.500 euro e che devono fronteggiare tributi comunali non pagati o sono stati segnalati come inquilini morosi negli ultimi tre anni. La misura è rivolta ai singoli quanto alle associazioni. Tant’è: Imu, Tari, Tasi e Cosap (la tassa sull’occupazione del suolo pubblico), oltre che gli affitti delle case popolari, da oggi sono più accessibili. A condizione di rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione del Comune, però. 

Sono i vari enti locali, infatti, che devono definire, tramite delibera, i criteri e le condizioni del «baratto amministrativo». Tradotto significa che spetta alle varie amministrazioni comunali decidere se ridurre in tutto o solo parzialmente le tasse, a fronte della forza lavoro prestata dal cittadino. E pare proprio che i Comuni italiani non aspettassero altro. A Borgo a Mozzano (Lucca) il sindaco ha dato il via libera per dieci progetti con un tetto massimo allo sgravio fiscale di 500 euro, ma il «baratto amministrativo» esiste già, nero su bianco, anche a Bazzana, Rota d’Imagna e Palazzago (Bergamo). Così come a Tollo e Ortona, in provincia di Chieti, e a Monteleone di Spoleto, vicino a Perugia. Ancora: a Sacile, Pasiano e Cordenons (Pordenone) lo stesso: multe, tributi e rette non pagate si compensano con lavoretti di pubblica utilità. A Vezzano (Sassuolo) l’ok definitivo è arrivato solo ieri sera: ma il voto in Consiglio comunale è stato unanime. Della serie: da Nord a Sud (ora) le tasse locali si pagano col baratto.

Un altro esempio? A Mercellinaria (Catanzaro) il «baratto amministrativo» è in vigore da qualche settimana: a seconda degli interventi e dei progetti sottoscritti dal Comune si può ottenere una riduzione fino al 30% su Tari o Tasi. Provare per credere. A Massarosa, vicino a Lucca, l’esperimento è stato provato già a gennaio, quando un bando comunale ha promesso il dimezzamento della tassa sui rifiuti in cambio di lavoretti come tagliare l’erba delle aiuole o fare manutenzione ai cigli delle strade. Si sono presentate cento persone e dieci associazioni: tanto per dire.

Nel Cilento, a Vallo della Lucania, alcuni attivisti del Movimento Cinque Stelle stanno addirittura promuovendo una raccolta firme per sollecitare il Comune a varare una delibera in questo senso. All’appello, quindi, mancano solo le grandi città, ma sembra che anche a Napoli, Firenze, Cuneo, Pescara e Bologna qualcuno si stia muovendo. Certo, in questo senso i piccoli centri sono agevolati: far quadrare i conti di una metropoli come Milano è altra cosa. Ma mai dire mai. 

Caivano (Na): Alfonso Castelli ai nostri microfoni: lascio Farsa Italia ma resto in maggioranza

Caivano (Na): Alfonso Castelli: lascio Farsa Italia ma resto in maggioranza 


di Gaetano Daniele 

Alfonso Castelli
Consigliere comunale

Ci ha raggiunto ai nostri microfoni, Alfonso Castelli, ex consigliere comunale di Farsa Italia, cosi gli piace definire il suo ex partito, visto gli ultimi accadimenti all'interno del consiglio comunale, e nota: "All'interno del gruppo non c'è democrazia. Non c'è politica. Alcuni miei colleghi di partito e non - continua Castelli - non erano neanche in grado di leggere foglietti, messaggi scritti e riportati dal capo di staff del Sindaco Monopoli, De Cicco, che appunto, mentre senza aver maturato nessuna esperienza gestionale in termini amministrativi, si limitava a passare da alter ego, messaggini di carta contro tizio o contro caio come se si stesse giocando una partita di briscola e, ingiustamente, venivo menzionato anch'io facendo parte di quel gruppo pur non sapendo nulla. Un modo becero che non ho condiviso. Una gestione della cosa pubblica ai minimi termini. Qui siamo alla frutta prima ancora di sederci a tavola. Non mi era mai capitato - conclude Castelli - di assistere ad una tale umiliazione. Consiglieri comunali che dovevano aspettare l'imbasciata scritta per poter rispondere, sembrava un compito in classe, dove l'alunno impreparato aspettava il compito scritto dal primo della classe sottobanco. Vergognoso. Ma non lascio la maggioranza, sono stato eletto in maggioranza e farò battaglia all'interno della maggioranza". Insomma, speriamo che almeno questa maggioranza riesca a portare avanti l'ordinaria amministrazione per garantire al Paese il minimo comune denominatore, anche se, considerando gli  ultimi eventi, dopo solo 3 mesi di consiliatura,  la strada da percorrere è tutta in salita a discapito dei caivanesi. 

Nuova truffa per gli automobilisti: così li fermano e rubano tutto

Napoli, nuove frontiere della truffa: "Abbiamo bucato la gomma" e ti rubano tutto




Quando si dice saperne una più del diavolo. In Campania truffatori di professione hanno escogitato il modo di derubare gli automobilisti. Il trucco è quello dello pneumatico forato. La dinamica è questa: i delinquenti segnalano a degli automobilisti di avere una gomma bucata, i malcapitati di buon cuore scendono dall'auto per prestare aiuto, e vengono derubati da complici dei malviventi di che li hanno fermati. A Napoli la polizia ha arrestato per rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale tre napoletani con precedenti: Salvatore Aprea di 57 anni, Carmine Orso di 67anni e Salvatore Marigliano di 56 anni. Ma pare sia una tecnica molto sfruttata anche altrove, infatti a Pozzuoli la polizia ha notato in un parcheggio delle auto solitamente usate dai rapinatori. Tre delinquenti sono entrati in azione poco dopo, prendendo di mira due turisti toscani di 70 anni. Mentre stavano rubando borsa e marsupio dalla macchina dei due poverelli, è intervenuta la polizia che ha arrestato tre uomini dopo un breve inseguimento. Anche questi erano recidivi. Guardatevi bene intorno quando vi fermate a soccorrere automobilisti con gomme bucate.

Caivano (Na): Vanacore, ex Segretario Mpa, denuncia: "al V° Settore accadono cose strane"

Caivano (Na): Vanacore, ex Segretario Mpa, denuncia: "al V° Settore accadono cose strane"



Alessio Vanacore
ex Segretario MPA

A segnalare, questa volta, nuove anomalie all'interno del V° Settore, diretto dal dott. Vito Coppola, è l'ex Segretario politico dell'Mpa, Alessio Vanacore, che lancia l'allarme sulla sua pagina facebook. Fa riferimento ad una Manifestazione (Cine...Villa), finanziata interamente da un gruppo di imprenditori locali, almeno per detta dell'ex candidato imprenditore di Forza Italia, Nino Navas, che appunto, in merito alla Manifestazione in oggetto, dichiarava quanto segue: "La Manifestazione interamente finanziata da un gruppo di imprenditori locali. a cui le associazioni proponenti hanno sottoposto il progetto ricevendo da loro una convinta adesione". Questo il messaggio del fondatore di Sveglia Caivano, in merito alla Manifestazione "Cine....Villa" dove, in quel periodo, continua la denuncia dell'ex Segretario Vanacore, per le vie del Paese si vedevano manifesti sponsorizzati da 12 sponsor e, invece oggi, scopriamo - continua Vanacore - che, con delibera N° 261 del 17/08/2015, dove appunto, il dirigente del V° Settore, Vito Coppola, chiede un ulteriore compenso di 1.000,00 euro (mille euro) per pubblicizzare lo stesso evento, già finanziato interamente dal gruppo di imprenditori sopra citato dallo stesso Nino Navas. Il messaggio è chiaro e diretto, si vuole lucrare sui caivanesi? Insomma, conclude Vanacore, la dichiarazione in merito la sponsorizzazione fu detta e scritta dall'esponente Nino Navas, vuol dire che due sono le cose, o mente Nino Navas, o si vuole speculare per l'ennesima volta sulla buona fede dei caivanesi, considerando che i problemi, quelli seri, dall'immondizia alla disoccupazione, non sono affatto alle spalle, ma pesano ancora come macigni sulle spalle dei caivanesi, stanchi.



Altra strage nel Mediterraneo: 50 morti asfissiati nella stiva

Ennesima strage nel Mediterraneo: 50 persone morte asfissiate nella stiva




Si registra nel Mediterraneo l'ennesima strage di migranti. Un barcone è stato soccorso al largo della Libia da un'unità svedese, la Poseidon impegnata nell'operazione Triton. L'imbarcazione aveva già preso a bordo 130 migranti che erano su un gommone, quando ha ricevuto l'ordine della Guardia costiera italiana di dirigersi verso il barcone che aveva lanciato l'sos. Sono stati tratti in salvo 439 migranti, ma nella stiva dell'imbarcazione c'erano 50 cadaveri, di persone morte asfissiate per le esalazioni dei motori dell'imbarcazione. Sono dieci le segnalazioni giunte oggi alla centrale operativa della Guardia costiera, e sono cinque le operazioni già concluse.

Wi-fi, telefoni e onde radio "killer": sussidio di disabilità, ora si può

Elettrosmog da wi-fi e telefonini, la sentenza: sussidio di disabilità a una donna




Se abitate in zone ad alta concentrazione di onde elettromagnetiche, o semplicemente lavorate in ambienti con wi-fi e telefonini in attività costante, da oggi forse avrete maggiori speranze di ottenere un risarcimento per eventuali problemi di salute. Una sentenza emessa dal Tribunale di Tolosa, infatti, ha confermato l'esistenza "giuridica" del cosiddetto elettrosmog, assegnando a una donna 39enne una pensione di invalidità per "ipersensibilità elettromagnetica" provocata dalle emissioni di antenne, cellulari e wi-fi. Il suo deficit funzionale dell'85% le varrà 800 euro al mese per 3 anni, eventualmente rinnovabile.

Il caso Radio Vaticana - Già nel 2005, come ricorda il sito Blitzquotidiano.it, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha riconosciuto che l'elettro-sensibilità è caratterizzata da sintomi che cambiano da soggetto a soggetto ma sempre riconducibili all'esposizione prolungata ai campi elettromagnetici. È il caso, per esempio, delle aree in cui sorgono le antenne di Radio Vaticana, al centro negli anni passati di numerose proteste e contenziosi finiti anche di fronte alla Cassazione.

La simulazione segreta di Renzi: quando si vota e come finisce

Matteo Renzi e il dossier segreto: voto tra un anno o subito. Ecco come finirebbe




Sulla scrivania di Matteo Renzi ci sarebbe un dossier, anzi una "simulazione segreta" per andare il voto anticipato. A riferirlo è Claudio Cerasa sul Foglio, chiarendo che anche se la volontà del premier è quella di andare avanti a Palazzo Chigi si stanno preparando al peggio. 

Il rebus Roma - Certo, uno può obiettare: nel 2016 si voterà, ma per le amministrative. A Milano e a Napoli, due battaglie durissime per il centrosinistra. E poi forse la Regione Sicilia e soprattutto Roma. Secondo il Corriere della Sera Renzi vorrebbe evitare di tornare alle urne nella Capitale nella prossima primavera, a meno che il voto non sia politico. In altre parole: se il governo non riuscirà ad andare avanti e dal Quirinale arriverà il via libera allo scioglimento delle Camere, Renzi farà cadere anche Ignazio Marino, per un super election day con politiche e amministrative combinate in un unica tornata. 

Il piano A: "R-r-v" - Il Foglio, in questo senso, parla di "due opzioni": la prima, "che resta la strada preferita da Renzi, è quella che alcuni renziani chiamano r-r-v: riforma, referendum, voto". Approvazione rapida della riforma costituzionale, referendum per approvarla e poi, tra autunno 2016 e primavera 2017, il voto anticipato. In questo caso, comunque, dipende tutto dall'iter della riforma al Senato, nient'affatto scontato. Se verrà approvato entro gennaio 2016, il referendum sarà dopo 6 mesi. A quel punto, sarebbe tutto pronto per votare. 

Il piano B: c'è il Cav - Il problema però è l'ostruzionismo di mezzo Pd e opposizione tutta. Ma Renzi conta, alla fine, sull'appoggio indiretto di Forza Italia, che potrebbe bypassare i numeri risicati a Palazzo Madama facendo uscire qualcuno dei suoi senatori al momento del voto sulla riforma del Senato in cambio del prolungamento della legislatura e una futura revisione dell'Italicum. Perché, è la tesi del premier, le urne anticipate spaventano più le opposizioni che la maggioranza. Se però non ci sarà accordo sulla riforma, allora il governo cadrà per forza. E si andrà al voto, è questo il "piano B", con una legge elettorale mista: Italicum alla Camera e Consultellum al Senato. Secondo il Foglio, che cita una simulazione in mano al premier, prendendo in considerazione le previsioni di voto di fine giugno al Senato il Pd con Scelta Civica sarebbe al 35% (120 senatori), Forza Italia al 10,5% (circa 45 senatori), Ncd e Udc al 4% (circa 7 senatori), Lega al 15,5% (circa 50 senatori), Sel al 6% (circa 5 senatori), Movimento 5 Stelle al 25,5% (circa 72 senatori). Risultato: Renzi "costretto" ad allearsi di nuovo con Berlusconi, ma con in cambio un "Pd disegnato a propria immagine e somiglianza".