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mercoledì 8 aprile 2015

Guida per sopravvivere allo spesometro Vestiti, vacanze e...: il Fisco ci controlla

Occhio allo spesometro, ecco come non farsi incastrare

di Attilio Barbieri 



Venerdì prossimo, 10 aprile, si compie il primo rito della nuova liturgia fiscale che ha spostato dai redditi al tenore di vita dei contribuenti il terreno di ricerca degli evasori. Non è il primo anno che accade: l’obbligo di inviare i dati per gli acquisti superiori ai 3.600 euro è scattato nel 2014 per le spese effettuate nel 2013. Di nuovo, semmai, c’è che lo spesometro messo a punto dall’Amministrazione fiscale è ampiamente rodato e funzionerà presumibilmente come un orologio svizzero.

Il meccanismo è semplice: anziché cercare gli evasori lavorando sui redditi, l’Agenzia delle entrate lavora sulle spese. Per lo meno quelle che individuano un tenore di vita potenzialmente elevato. Per questo vengono censiti gli acquisti superiori ai 3mila euro più Iva. Auto, moto, vestiti e calzature, vacanze, ma anche mobili e arredi, gioielli, iscrizioni a circoli sportivi e palestre: nel momento in cui il contribuente acquista uno di questi prodotti o servizi, il venditore è obbligato a registrarne l’identità e memorizzare l’operazione. L’elenco di queste transazioni viene trasmesso annualmente all’Anagrafe tributaria. Il 10 aprile sono tenuti a effettuare la comunicazione gli operatori economici che liquidano l’Iva mensilmente. Il 20 quanti effettuano la liquidazione trimestrale.

Di per sé un acquisto che superi la soglia oltre la quale scatta la segnalazione obbligatoria non rappresenta un rischio per il contribuente. Lo diventa però nel momento in cui il suo tenore di vita non è sostenibile con i redditi dichiarati. E proprio dall’incrocio fra le spese sostenute e i guadagni dichiarati l’Agenzia delle entrate parte per effettuare i controlli. A quel punto è bene farsi trovare pronti per giustificare le spese eccedenti il proprio reddito. Prestiti o regali da amici o parenti, eredità, perfino vincite a lotterie: la regola è di tenere traccia di quanto si è incassato per «finanziare» ogni spesa che ecceda i 3600 euro. Ad esempio il bonifico ricevuto dalla nonna o da papà per coprire l’anticipo dell’auto, o il prestito ottenuto da un conoscente per acquistare l’arredamento della nuova casa: i giustificativi delle somme ricevute devono essere custoditi accuratamente. Pronti per essere presentati al Fisco. Evitare assolutamente le elargizioni in contanti: qualunque somma si riceva, a titolo di prestito o di regalia, è bene farla transitare dal conto corrente, chiedendo a chi la versa, di indicare in chiaro, nel bonifico, pure la causale.

Dati ufficiali non ce ne sono, ma secondo le indiscrezioni non confermate ma neppure smentite almeno un accertamento su tre, fra quelli che si sono conclusi con un recupero d’evasione, è scattato proprio dalla spia rossa accesa dallo spesometro. In tutto, lo scorso anno, le operazioni segnalate sono state 400mila. L’obbligo della comunicazione vale per tutti tranne che per la Pubblica amministrazione. Sono tenuti a inviare al Fisco la «comunicazione polivalente» - così si definisce nel burocratese la trasmissione dei dati all’Anagrafe tributaria - tutti i soggetti che abbiano venduto beni o servizi per importi superiori ai 3.600 euro. Quindi imprese, professionisti, commercianti e artigiani, a prescindere dalla classe dimensionale dell’attività svolta e dai ricavi annui. Non è necessario che la prestazione sia stata fatturata: rientrano nel campo di applicazione del nuovo strumento anche le vendite regolate con l’emissione di un semplice scontrino fiscale, come nel caso dei negozi.

Entro il 30 aprile gli operatori finanziari, vale a finanziarie che erogano credito al consumo, dovranno poi segnalare gli acquisti pagati con bancomat o carta di credito, sempre d’importo superiore ai 3.600 euro. Un’ulteriore livello di accertamento i cui dati potranno essere incrociati con quelli trasmessi da negozianti, artigiani, agenzie di viaggio autosaloni e via dicendo. Oltre ai dati su «chi» ha comperato «cosa», il Fisco può partire anche dalla transazione finanziaria con cui è stato regolato l’acquisto. C’è poi una ulteriore fonte di dati alla quale l’Amministrazione finanziaria può far ricorso per incrociare i redditi dichiarati dai contribuenti con le spese sostenute. Si tratta dell’autodenuncia relativa al bonus mobili, prorogato dall’ultima Finanziaria a tutto il 2015. Vi rientrano tutti gli acquisti di arredi ed elettrodomestici con la possibilità di detrarli dall’Irpef fino al 50%, con un tetto massimo di spesa pari a 10mila euro. 

Oltre alle transazioni effettuate dai privati cittadini, rientrano nello spesometro pure quelle che avvengono fra titolari di partita Iva, tra imprese e imprese, come quelle che coinvolgono aziende da un lato e professionisti dall’altro. Le cosiddette operazioni business to business. Nel momento in cui dovesse scattare l’accertamento, che solitamente inizia con una «comunicazione bonaria» inviata dall’Agenzia delle entrate, il contribuente è tenuto a dimostrare le eventuali fonti di reddito aggiuntivo, rispetto a quello dichiarato, che gli hanno permesso di effettuare un acquisto altrimenti non sostenibile.

Terremoto in casa Raoul Bova, tornado di veleni. Lo sfogo sul divorzio e quella stilettata alla ex suocera Bernardini de Pace: "Ora basta con..."

Raoul Bova parla per la prima volta del suo divorzio. Appello alla ex suocera Bernardini De Pace: "Basta con questa guerra"





E' sempre rimasto in silenzio Raoul Bova dopo il divorzio dalla moglie Chiara Giordano. Al posto suo, però, più di una volta ha parlato la suocera e non gli ha riservato parole tenere. Anna Maria Bernardini De Pace, noto avvocato divorzista e firma de Il Giornale, non ha risparmiato all'attore velenose critiche. L'avvocato aveva poi risposto alla lettera di una lettrice che parlava dei problemi con suo genero (molti avevano visto dietro il problema della lettrice il riferimento alla vicenda personale), la lettera s'intitolava: "Caro genero degenerato, vai e non tornare". Ora il sex symbol del cinema italiano è felicemente fidanzato con l’avvenente e sexy collega spagnola Rocio Munoz Morales. Bova non ha però dimenticato quella lettera al vetriolo scritta dalla sua ex suocera e a voluto  replicare in una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair. "Finora non avevo mai reagito per non peggiorare le cose, ma alla fine ho capito che in realtà le peggioro stando zitto. Perché chi è mosso dal rancore non si ferma, più incassi e più attacca. E io devo proteggere i miei figli da questa guerra" - spiega Bova. E ancora: "Parlo, per dire vi prego, basta con questa guerra che fa solo del male". L'attore ha poi sottolineato che il suo matrimonio con Chiara Giordano era finito da un pezzo e molto prima che lui conoscesse la sua attuale fidanzata Rocio.

Prof 35enne fa sesso con alunno di 17 Condannata solo a 30 giorni, perché...

Prof 35enne fa sesso con alunno di 17: condannata a soli 30 giorni




Erica Ginetti 

Una professoressa di 35 anni fa sesso con un alunno di 17. Lei si chiama Erica Ginetti, insegnante di matematica a Philadelphia. E' iniziato tutto nel maggio 2013, lei lo aveva invitato ad allenarsi insieme, e da lì è cominciata una corrispondenza fissa, fino al luglio 2013, quando sono iniziati i rapporti sessuali.  La storia tra la prof e lo studente fece in tempo ad arrivare alle orecchie di qualche agente e così la coppia ammise. La donna è stata condannata a soli 30 giorni di carcere perché, secondo il giudice, si trattava di una relazione illecita ma comunque consensuale e connotata da un sentimento reciproco. Erica Ginnetti è stata allontanata dalla scuola e ora è un’istruttrice di fitness. E’ sposata e ha tre figli.

A 55 anni si ritira tutta la pensione ecco chi potrà farlo, dove e perché

Riforme d'azzardo, a 55 anni si può ritirare tutta la pensione


di Andrea Scaglia 


La scommessa è di quelle d’azzardo, della serie o va bene o son dolori. Ma Cameron si mostra oltremodo ottimista. In ogni caso, da ieri entra in vigore la principale riforma per cui il premier britannico conta d’essere ricordato. E il sistema è invero controcorrente, rispetto alla tendenza generale. Nel senso: niente allungamento dell’età pensionabile - in Italia, dalla riforma Amato del ’92 a oggi, l’anzianità contributiva necessaria per ottenere l’agognato assegno è in sostanza raddoppiata. Il discorso è apparentemente semplice: a 55 anni chi vuole - solo chi vuole - può ritirare tutto il cumulo di contributi versati nel corso di una vita di lavoro, e chi s’è visto s’è visto. Un quarto della somma esentasse, il resto sottoposto al normale regime fiscale (che attenzione, in Inghilterra non è così leggero). E poi liberi tutti: chiunque potrà fare quel che vuole dei propri soldi, naturalmente senz’aver più diritto a una pensione pubblica.

L’opposizione laburista critica molto l’idea di Cameron. Parla di provvedimento «prendi i soldi e scappa», poggiando su alcune inchieste giornalistiche che mostrano come in parecchi abbiano intenzione di utilizzare l’entrata per salutare baracca e burattini e andarsene a invecchiare dove il clima è meno british. Altri paragonano la riforma alle lotterie dei supermercati. Soprattutto, s’avanzano timori sulla tenuta del sistema stesso: e se in troppi decidessero di ritirare il malloppo, come le casse inglesi potrebbero far fronte all’impegno senza collassare? Dal canto suo, Cameron tiene il punto. Non teme la bancarotta previdenziale. E la sua convinzione è che - al netto degli scappati di casa - quei soldi torneranno in circolo sotto forma di investimenti, dando così un essenziale impulso alla crescita economica del Paese. Che peraltro si fonda sulla sterlina, e non sul nostro malmesso euro. Si vedrà. Certo è che la cosa fa impressione, vista dall’Italia dello Stato che dovunque s’infila. Dice il collega disilluso: al di là di tutto, da noi non sarebbe comunque possibile, sai quanti ritirerebbero i soldi, se li brucerebbero e poi tornerebbero a batter cassa facendo leva sul «disagio sociale»... Luogo comune? Può essere. Ma l’impressione è sempre quella d’essersi fermati, qui in Piazza Italia.

Nessuno riesce a fermare la Juventus: 3-0 alla Fiorentina e finale di Coppa Italia

Coppa Italia, impresa Juventus: 3-0 alla Fiorentina, vola in finale





La Juventus fa l'impresa e vola in finale di Coppa Italia, dove affronterà la vincente tra Napoli e Lazio. Sconfitta 2-1 all'andata a Torino, la squadra di Massimiliano Allegri travolge la Fiorentina al Franchi per 3-0, dimostrando una impressionante freschezza atletica abbinata ad una sicurezza e una capacità di gestione della gara invidiabile. Senza Pogba, Pirlo e soprattutto l'incontenibile Tevez di questo 2015, la Signora soffre in avvio il solito, devastante Salah (autore della doppietta dell'andata). L'egiziano segna al 4' ma l'arbitro Massa annulla per un fallo su Sturaro. Sono le prime polemiche di una partita dura e spigolosa, con tante decisioni dubbie del direttore di gara, che annulla un'altra rete dei viola di Gonzalo Rodriguez per fuorigioco. In mezzo, però, c'è il vantaggio Juve con l'ex Matri, lesto ad approfittare di un rimpallo in area. Qui praticamente la Fiorentina si affloscia: ancora qualificata, ma colpita nel morale, la squadra di Vincenzo Montella è sempre meno sicura e convinta e non basta Neto a tenerla a galla. Al 44' il portiere brasiliano respinge su Morata ma arriva Pereyra che fa 2-0. Nella ripresa prima Gomez e poi Salah illudono i padroni di casa, ma al 59 arriva la mazzata finale: ancora Neto salva su Pereyra, corner e destro al volo di Bonucci da centro area per il 3-0. Il finale con qualche tensione di troppo (che porta al rosso di Morata all'87') contribuisce solo a confermare che questa Juve, con vista su scudetto e Coppa Italia, se recupera i suoi big in forma accettabile può dire molto anche in Europa.

martedì 7 aprile 2015

Clientelismo in società Pubbliche Riproponiamo l'intervento di Pippo Papaccioli e dell'On. Luciano Passariello / Video

Clientelismo in società Pubbliche Riproponiamo l'intervento di Pippo Papaccioli e dell'On. Luciano Passariello 




dott. Giuseppe Papaccioli
Candidato a Sindaco Comune di Caivano 


Papaccioli: Ora come in passato bisogna scegliere chi nella vita ha il carattere ed il carisma del fare!

Guarda il Video, clicca qui: http://www.julienews.it/filmato/clientelismo-in-societ-pubbliche-papaccioli-passariello/64_4465.html

Coop, nuove rivelazioni del pentito Il "canale" con Renzi e i ministri

Inchiesta Coop, parla il super testimone: le indagini si allargano





Continuano le indagini partite dalle tangenti pagate per la metanizzazione dell'Isola di Ischia. E la "rete" si allarga".  Francesco Simone, l'ex capop delle Relazioni istituzionali della Coop modenese Cpl Concordia, il manager accusato di aver creato il sistema corruttivo che è stato scoperto una settimana fa dalla Procura di Napoli, sta parlando dal carcere. Secondo quanto scrive Repubblica  Simone avrebbe riempito decine di pagine con circostanze e nomi, dinanzi ai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto. Il manager avrebbe svelato agli inquirenti l' esistenza una sorta di protocollo per truccare le gare. E dalle carte, stando a quanto scrive il quotidiano, Simone riusciva ad avere un canale preferenziale anche con Matteo Renzi e Dario Nardella - consulenze mirate a parenti di ammini-stratori, o quote societarie poi arricchite da plusvalenze. Uno scenario che fa tremare esponenti politici e istituzionali di varie regioni. Sono molti gli appalti su cui si concentrano le attenzioni degli inquirenzi: i lavori «Consip/ Cns, provincia di Caserta; Consip/ Cns, provincia di Napoli; Consip/Cns, Seconda Università di Napoli; Consip/Cns Salerno; e ancora Asl di Salerno, ospedali di Vallo della Lucania, Nocera Inferiore e Pagani". 

I ministri - Ma c'è anche un altro particolare che spunta invece dalle pagine del Corriere. I  pubblici ministeri Henry John Woodcock e Celeste Carrano lo scorso giugno interrogano Diego Solari, responsabile commerciale della Cpl. "Sono stato io a presentare Francesco Simone al presidente Roberto Casari. Tra i due si è stabilito un rapporto strettissimo dal quale io in qualche modo sono rimasto fuori. Lo presentai a Casari quando la “Cpl” voleva affermarsi in Tunisia, i due “si innamorarono”, poi Simone fece aprire alla “Cpl” un ufficio a Roma. Simone mi fu presentato da Saro Munafò, ex segretario del ministro Claudio Martelli. Simone mi ha sistematicamente “bypassato” e per questa ragione ho gettato la spugna. Posso dire che da quando è diventato consulente lo spettro dei rapporti istituzionali della “Cpl” si è molto allargato. Simone nasce come segretario di Bobo Craxi. La “Cpl” è una realtà commerciale molto radicata politicamente, soprattutto in un certo contesto. Rimasi molto sorpreso nel vedere che loro della “Cpl” dialogavano con ministri, politici e amministratori a tutti i livelli. Gli incarichi di consulenze non passano dal consiglio di amministrazione ma vengono conferiti direttamente dal presidente o dal vicepresidente".