Visualizzazioni totali

giovedì 19 marzo 2015

"Ma che domande fa? E quelle donne..." L'ex Oasis e la notte da incubo con Fazio

Che tempo che fa, Noel Gallagher umilia Fabio Fazio: "Non capivo le sue domande, sudavo. E poi in quel locale con quelle donne..."





L'intervista di Fabio Fazio a Noel Gallagher a Che tempo che fa? "Imbarazzante", parola della stessa popstar inglese. Il mitico cantante e chitarrista fondatore degli Oasis e oggi solista domenica sera è stato ospite del talk di Raitre e a giudicare dal suo commento su Facebook è stata un'esperienza tra il tragico e il surreale. Arrivato in Italia per la promozione del nuovo album dei suoi High Flying Birds, Chasing yesterday, Noel (celebre nel rock britannico per il suo caratterino scorbutico e un po' bizzoso, ma mai quanto quello del suo fratello minore Liam) si è esibito da Fazio nel classico playback italiano. Triste rituale per chi ama il palco, ma sopportabile con la forza dell'abitudine. Il guaio però è arrivato quando il conduttore (reduce da un disastroso faccia a faccia con Madonna) gli ha fatto qualche domanda. 

"Fazio chiedeva, io sudavo" - "Quel programma italiano è stata una cazzo di lotta - scrive Gallagher su Facebook -. Non mi dà fastidio il playback, ma l'intervista. C'è una persona in carne ed ossa di fronte a te che ti fa domande in italiano e un fantasma nell'orecchio che le traduce in inglese. Può essere, e spesso è, piuttosto strano". Quindi mette alla berlina Fazio e i suoi interrogativi cervellotici: "Noel… dici di non prenderti sul serio e che vivi solo per il momento. Ho anche sentito dire che ti rifiuti di pensare troppo a qualsiasi cosa tu faccia riguardo a quello che è o non è… ma vorremmo sapere, come fai ad essere arrivato a un illuminazione tale a questa età?" (è la traduzione dall'inglese del post di Gallagher, realizzata dal sito Rumore, ndr). "……..Ehm…. sì?". "Mi dispiace ma devi dare una risposta". "……..Ehm…. non lo so?". (Enorme applauso). Ho iniziato a sudare".

"Le donne somigliavano a Mick Jagger" - Quindi arriva il post-intervista: "Abbiamo lasciato lo studio televisivo e siamo stati portati a un ristorante lussuoso, che era in realtà una discoteca, che era praticamente il luogo d'incontro preferito per i vostri calciatori milanesi. Tutte le donne (e c'erano MOLTE donne) assomigliavano a Mick Jagger quando Mick Jagger assomigliava a una donna italiana (1965-1969). Un posto decente… a Nancy sarebbe piaciuto". Fine di una serata inquietante.

La risposta - Il giorno successivo all'accusa di Gallagher, arriva su Twitter la risposta di Fabio Fazio, che spiega: "La domanda di cui si lamenta non è mai stata fatta, basta riascoltare...;) Ha ragione lui: aveva esagerato la sera prima..."

Soffiata dal cuore del Vaticano: "Il Papa si dimette. C'è già il giorno..."

Monsignor Bettazzi: "Papa Francesco? Si dimetterà tra cinque anni"





Da tempo si rincorrono le indiscrezioni su Papa Francesco. Già, perché proprio come il predecessore Benedetto XVI potrebbe lasciare anzitempo il soglio di Pietro. Ora l'indiscrezione viene confermata anche da monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, che spiega: "Credo che Francesco pensi che se tra qualche anno non si sentirà più in forze, come ha fatto Benedetto, si ritirerà per lasciare spazio ad un Papa più in forze". Per inciso, monsignor Bettazzi in passato anticipò anche le dimissioni di Ratzinger. Intervistato su Radio2, prosegue: "In passato i Papi non abbandonavano? Sì, ma come per gli ultimi anni di Giovanni Paolo II, poi erano i segretari a fare tutto. ma oggi queste cose non sia ammettono più". Bettazzi, poi, mostra di avere le idee chiarissime: "Francesco resterà in carica per altri cinque anni". In passato, Francesco, ha più volte sottolineato che rinuncerà al suo incarico quando sentirà di non avere più le forze per affrontarlo. L'ultima occasione in cui lo ha affermato è stata un'intervista a una televisione messicana in cui ha ribadito che il suo sarà un "pontificato breve".

I dirigenti del Fisco sono illegittimi: due accertamenti su tre da stracciare

Fisco, a rischio due accertamenti su tre: gli atti di 1.200 dirigenti sono illegittimi





Il Fisco rischia la paralisi totale. Tutto in forse, dagli accertamenti alla voluntary disclosure, dal 730 precompilato al ravvedimento operoso. Il motivo? Lo stop della Corte costituzionale a 1.200 funzionari nominati dirigenti senza passare per il concorso. E' stata infatti disposta la revoca degli incarichi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dove verrà messa nero su bianco la decadenza dei nominati.

Maxi-sanatoria? - E la mazzata delle toghe al Fisco rischia, come detto, di inceppare il sistema. Il problema ruota tutto attorno alla validità degli atti emessi dai dirigenti in questione. Se per il futuro si dà già per scontata la loro nullità, per gli atti passati c'è ancora più di qualche dubbio. Ad attaccare c'è il sindacato Direpubblica, che ha battagliato contro i governi Monti, Letta e Renzi per le nomine senza concorso. Secondo il sindacato "un incalcolabile numero di atti e di circolari amministrative rischia di essere travolto dalla nullità delle designazioni". Da par suo, il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, sottolinea come "la Consulta sembra tranquillizzare sulla validità degli atti".

Due accertamenti su tre... - Come sottolinea Il Sole 24 Ore, la sentenza 37/2015 depositata martedì 17 marzo apre possibili effetti sulla legittimità degli atti emessi in passato da funzionari nominati dirigenti senza ricorso. La pronuncia della Consulta infatti mette a rischio la validità degli atti sottoscritti da impiegati incaricati (illegittimamente) di funzioni dirigenziali. Nel dettaglio, sarebbero a rischio due accertamenti fiscali su tre: come ricorda il Mef, infatti, quasi i due terzi delle posizioni dirigenziali sono coperte da funzionari incaricati (illegittimamente, si ribadisce) di posizioni dirigenziali.

Champions: Juve show: 3-0 al Borussia Dortmund L'Apache scatenato, ko per Paul Pogba

Champions, Juventus ai quarti: super Tevez, 3-0 al Borussia Dortmund





Ci sarà un'italiana tra le prima otto d'Europa. In soli 3' minuti la Juventus si è portata in vantaggio con un incredibile gol di Tevez. Servito da Evra, l'argentino da poco fuori area è riuscito a piazzare da fermo la palla sotto l'incrocio. Un minuto prima Morata aveva tirato la volata sempre l'argentino, ma la difesa tedesca ha chiuso in tempo. Allegri non ha potuto recuperare Pirlo, qualche certezza però rimane in difesa con la coppia Chiellini e Bonucci. A centrocampo Pogba, Marchisio e Vidal. Al 27' Allegri è costretto al primo cambio. Pogba si infortunia, al suo posto entra Barzagli e il tecnico bianconero è costretto alla difesa a quattro. Si fa minaccioso il Borussa prima con il traversone di Bender a cercare Aubameyang, e Buffon pronto a bloccare il pallone. Poi c'è Reus a impensierire la difesa juventina. C'è spazio per uno sprazzo di Morata, allo scontro fisico con Hummels che ha la meglio. Nel finale del primo tempo sono ancora i tedeschi a pressare, con Barzagli costretto a riparare in fallo laterale. Nella ripresa la Juve subisce il pressing avversario, ma si dimostra più compatta in fase offensiva. Al 70' scoppia l'esultanza di Morata, servito da Tevez, che firma il secondo gol e ipoteca la qualificazione per i bianconeri. Come se non bastasse, la Juve tracima e con Tevez infila la terza rete. 

Tunisi, l'ipotesi di Toni Capuozzo: "Gli italiani obiettivo principale dell'attacco terroristico al museo del Bardo"

Tunisi, l'ipotesi di Toni Capuozzo: "Gli italiani obiettivo principale dell'attacco terroristico al museo del Bardo"





L'obiettivo principale dei terroristi dell'attacco a Tunisi erano i turisti italiani. A sollevare il sospetto è l'inviato speciale di Mediaset Toni Capuozzo che su Facebook traccia uno scenario preoccupante. Secondo Capuozzo, infatti, i terroristi sapevano dell'arrivo della nave da crociera italiana, quindi la scelta del giorno non è casuale. E poi c'è un altro dettaglio che va a incastrarsi: uno degli attentatori parlava italiano, per lui sarebbe stato più semplice identificare i turisti nel museo. E infine c'è l'ipotesi di Capuozzo sul motivo che avrebbe spinto i terroristi a colpire proprio gli italiani: il possibile impegno dell'Italia in Libia.

mercoledì 18 marzo 2015

STRAGE DI TUNISI, SALGONO LE VITTIME: "Quattro gli italiani morti", 22 le vittime

STRAGE DI TUNISI, SALGONO LE VITTIME: "Quattro gli italiani morti", 22 le vittime





L'incubo del terrorismo islamico piomba sulla Tunisia: l'Isis avrebbe già rivendicato l'ultima strage. Il bilancio si aggrava di minuto in minuto: le ultime notizie riferite dai media locali parlando di 22 morti (di cui 20 stranieri) e oltre 50 feriti. In particolare si farebbe drammatico il bilancio delle vittime italiane, che secondo fonti locali (poi confermate dalla farnesina) sarebbero quattro: una vittima è stata confermata, mentre delle altre danno conto Al Jazeera e i media tunisini. Inizialmente i media locali parlavano di otto-nove vittime complessive, un bilancio che si è aggravato in maniera drammatica. Le cifre sono ancora provvisorie. Ai ventidue morti, si aggiunge poi un agente di polizia ucciso nel corso del blitz contro i terroristi, due dei quali sarebbero stati a loro uccisi. Nel mirino il Parlamento e il Museo del Bardo, dove diversi italiani sono stati tenuti in ostaggio. 

"Strage di turisti: 19 morti, 2 italiani" L'Isis rivendica la mattanza a Tunisi

Tunisi, attacco terroristico al museo Bardo e al Parlamento: "Diciannove morti, due italiani. Molti feriti"





L'incubo del terrorismo islamico piomba sulla Tunisia: l'Isis avrebbe già rivendicato l'ultima strage. Il bilancio si aggrava di minuto in minuto: le ultime notizie riferite dai media locali parlando di 19 morti (di cui 17 stranieri) e 21 feriti. Tra le vittime ci sarebbero anche due italiani: uno sarebbe stato confermato, mentre la notizia del secondo connazionale morto è stata riferita dall'emittente Al Jazeera. Per ora la Farnesina non conferma le notizie e riferisce soltanto di due connazionali feriti (contro gli otto di cui parlano i media locali) e di altri 100 tratti in salvo. Inizialmente i media locali parlavano di otto-nove vittime, un bilancio che si è aggravato in maniera drammatica. Le cifre sono ancora provvisorie. Ai diciannove morti, si aggiunge poi un agente di polizia ucciso nel corso del blitz contro i terroristi, due dei quali sarebbero stati a loro uccisi. Nel mirino il Parlamento e il Museo del Bardo, dove diversi italiani sono stati tenuti in ostaggio. 

Il blitz - Dopo l'attacco del commando composto da tre persone, le forze di sicurezza locali hanno eseguito un blitz anti-terrorismo. Stando alle notizie filtrate uno dei presunti responsabili dell'attacco al Bardo è stato arrestato. Successivamente gli altri due complici, circondati in edifici che appartengono al Parlamento, sono stati uccisi dalle teste di cuoio. Nel blitz, come detto, è morto anche un agente. Le notizie sono riferite a Efe da fonti della sicurezza, che precisano che l'arrestato è uno studente di 22 anni. Secondo i media tunisini l'attacco rivendicato dall'Isis (anche se sulla rivendicazione manca ancora una conferma) sarebbe una risposta a un'operazione di polizia contro i terroristi avvenuta pochi giorni prima. Al termine del blitz, il direttore del museo ha dichiarato: "La situazione sul posto è sotto controllo".

La dinamica - Il commando di tre terroristi armati di kalashnikov (travestiti da soldati locali) ha prima tentato l'assalto al Parlamento: nell'edificio che lo ospita, a Tunisi, sono stati esplosi diversi colpi d'arma da fuoco. Poco dopo i terroristi hanno fatto irruzione al vicino museo Bardo, che si trova a pochi centinaia di metri. Il commando ha esploso diversi colpi, uccidendo almeno 17 turisti di nazionalità differenti (lo comunica il governo tunisino; le altre due vittime civili sono tunisine, una delle quali era un impiegato del Bardo). I terroristi hanno preso in ostaggio diversi turisti (nella foto). Secondo alcune indiscrezioni i prigionieri sarebbero degli italiani sbarcati in mattinata dalla nave Costa Fascinosa, in attesa di ripartire per Palma di Maiorca. Al momento del blitz nel museo erano presenti almeno 200 turisti. 

La Farnesina - Il ministero degli Esteri ha reso noto di essere al lavoro per accertare il coinvolgimento di connazionali. Le prime informazioni diffuse dal ministero degli Esteri riferiscono di "due italiani feriti" mentre, come detto, altri 100 sono stati messi al sicuro. Tra gli ostaggi italiani all'interno del museo ci sarebbero stati anche quattro dipendenti del comune di Torino. I quattro farebbero parte di un gruppo di colleghi di Palazzo Civico, partiti per una vacanza organizzata dal dopolavoro del Comune. I quattro dipendenti sono Carolina Bottari, Antonella Sesino, Antonietta Santoro e Anna Abbagnale.

"Un paese sicuro" - Solo il giorno prima dell'attacco, il ministro del Turismo tunisino, Selma Ellouni Rekik, aveva rivolto un appello ai visitatori stranieri: "La Tunisia è un Paese sicuro che può essere visitato tranquillamente. Certamente la situazione in Libia - spiegava in un'intervista all'Ansa - non ci aiuta, come avviene sempre quando ci sono problemi in paesi vicini, ma le nostre frontiere sono assolutamente impermeabili a qualunque tentativo di infiltrazione. Non c'è nessun problema di sicurezza in Tunisia, è tutto sotto controllo".