Copenaghen, attacco islamico in un bar: un morto e due feriti. L'obiettivo era un vignettista
Una nuova pioggia di piombo. Un nuovo attacco islamico. L'attentato si è consumato a Copenaghen, dove era in corso un dibattito su Islam e libertà di parola. Il primissimo bilancio è di un morto civile e tre agenti di polizia feriti. Secondo le prime ricostruzioni rilanciate dalla tv danese Tv2 gli agenti sono stati portate via in barella. Nel corso della sparatoria sono stati esplosi più di 40 colpi. I media locali riferiscono che l'incontro era stato organizzato dall'artista svedese Lars Vilks, già finito nel mirino degli estremisti islamici a causa di una caricatura del profeta Maometto pubblicata nel 2007. Le motivazioni che potrebbero aver spinto a sparare i probabili attentatori islamici, dunque, ricalcherebbero in toto quelle degli stragisti nel Charlie Hebdo. All'incontro era presente anche l'ambasciatore di Francia, Francois Zimeray, che dopo la sparatoria ha scritto su twitter: "Sono ancora vivo". Anche Vilks, che sarebbe stato l'obiettivo primario, è illeso. Ora è iniziata la caccia a due sospetti, che sarebbero fuggiti a bordo di un'auto nera. Di seguito, il tweet dell'ambasciatore francese.
Frankrigs ambassadør ✔ @francedk
Still alive in the room
16:00 - 14 Feb 2015
I precedenti - Il dibattito - che si svolgeva nel caffè Krudttoenden, noto in città per i concerti jazz - si discuteva su come conciliare la libertà d'espressione e il rispetto delle religioni all'indomani della strage di Parigi nel Charlie Hebdo, avvenuta lo scorso 7 gennaio, quando vennero massacrate 12 persone, tra i quali il direttore e tre vignettisti. Come detto, nel mirino dei terroristi anche in quest'occasione c'era il vignettista Lars Vilks, 68 anni, che già negli scorsi anni aveva subito attentati. Lo scorso anno, in Pennsylvania, una donna è stata condannata a 10 anni di carcere poiché coinvolta in un complotto per ucciderlo. E ancora, nel 2010, due fratelli cercarono di bruciare la sua casa nel sud della Svezia. I due sono poi stati incarcerati per tentato incendio doloso.
Festival di Sanremo, la soffiata: c'è già il nome del vincitore
Una autorevole soffiata sul Festival di Sanremo. C'è già un vincitore. Almeno per i bookmakers, le agenzie di scommesse, che dopo le prime tre serate tracciano un primo bilancio. E diffondono le quote aggiornate. E così si scopre che in cima alla lista dei papabili vincitori c'è il trio Il Volo, quotato 1.55. Una quotazione bassissima, dunque: secondo i bookmakers, insomma, ci sono pochi dubbi su chi vincerà. Al secondo posto, e in ascesa, c'è il vincitore di X-Factor, Lorenzo Fragola, dato a 7, mentre al terzo posto - e in netta ascesa - ecco Malika Ayane, quotata a 8. La canzone che è meno piaciuta, invece, è quella della coppia Biggio-Mandelli, la cui quotazione è disastrosa: a 81. A fargli compagnia in fondo alla classifica anche Gianluca Grignani, anche lui quotato a 81.
Maxxi, premio di 24 mila euro per Giovanna Melandri
Giovanna Melandri ha incassato 24 mila euro di bonus per il 2013 come presidente della Fondazione Maxxi. Riporta il Fatto quotidiano che nella delibera del 6 novembre 2013 del cda presieduto dalla Melandri stessa - che poi si è astenuta - si prevede oltre al compenso fisso di 91mila euro lordi l'anno un "ulteriore ammontare variabile (premio) da determinarsi in misura fissa come sintetizzato" nella tabella allegata. Il premio è al netto delle tasse ed è in funzione "dell'incremento rispetto al precedente esercizio della somma delle voci di proventi quali: biglietteria, contributi di gestione, sponsorizzazioni, altri ricavi e proventi". In sostanza, se l'incremento va dal 5 al 15% il premio è di 12mila euro netti, se del 15-20% di 18 mila euro, se tra il 25 e il 30% il presidente prende 24mila euro. Proprio quanto ha incassato la Melandri. Che però a vedere il bilancio, scrive ancora il Fatto, non sarebbe giustificato se non per l'aumento di "altri ricavi" (inferiore comunque al 10%).
Replica - La Melandri spiega: "Il premio approvato dal cda è collegato unicamente agli incrementi di risorse private che siamo stati capaci di raccogliere, quali sponsorizzazioni, cena di Fund raising, il programma di Individual and corporate friends". Ma alla fine, ci si chiede, quanto guadagna l'ex ministro? La Melandri dovrebbe avere un netto di 45mila euro. Nel 2013 ha dichiarato un reddito imponibile di 75mila euro lordi e pagava un'imposta lorda di 25mila euro per un netto di 50mila. Ma il lordo di 91mila euro dovrebbe portarle in tasca più dei 45mila dichiarati.
Claudio Lotito, la telefonata col dg dell'Ischia: "In Lega ho i voti, Beretti conta zera"
Claudio Lotito è il vero capo della Figc. Decide incarichi, orientamenti degli organi federali e si sbilancia su chi vuole e non vuole in Serie A. O almeno è quello che vuol far capire lui stando all'audio della telefonata del 28 gennaio scorso finito nelle mani di Repubblica tra il presidente della Lazio e della Salernitana e il Pino Iodice, direttore generale del'Ischia Isolaverde, società in Lega Pro. E una volta sputtanato, nel corso della riunione di Lega Calcio ribadisce senza indietreggìare di un solo passo.
Mediatore - Il 16 febbraio ci sarà l'assemblea delle società di Lega Pro. Ischia Isolaverde è tra le società che hanno sfiduciato il presidente della terza serie del calcio, Mario Macalli, che Lotito ha ancora interesse a tenere in piedi: "Ho un programma - dice Lotito a Iodice - in sei mesi incrementerò i ricavi, porterò uno sponsor al campionato e i soldi dello streaming. Ho parlato con quello che ha portato 1,2 miliardi alla Lega di A e 14 milioni in più di Rcs alla Figc (cioè Infront, ndr). Ti faccio un discorso: secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta? Sai cosa decide? Zero. E allora: il presidente (Macalli, ndr) fra un anno e mezzo va a casa da solo, l' accompagno io, e rappresenta zero".
Benefattore - Lotito racconta la sua strategia per prendere il controllo totale della Lega Pro: "Viene fatta una commissione strategica, tre presidenti, uno del Nord, uno del Centro, uno del Sud, e ogni 20 giorni vedono l' attuazione del programma. Il direttivo viene tolto, Pitrolo (il vice del presidente Macalli, ndr), quello, tutti. Chi viene eletto va lì a lavorare. E vi tranquillizzo, io non sono candidato a niente, non m' interessa, voglio salvare la Lega Pro. Se la Lega Pro nel giro di dieci giorni non trova un gruppo di maggioranza che io in questo momento ho su questo progetto che ti ho detto, ti spiego che succede.
Il 16 abbiamo l' assemblea, a me non cambia, ho preso 100mila euro, ma 4 milioni l' anno ci metto nella Salernitana. Se non si risolve 'sto problema, il 16 non arrivano i soldi, perché non ci sono".
Se li semo magnati - Quando si passa a parlare di denaro, Iodice ricorda a Lotito che la Federcalcio deve dare alla Lega Pro 5 milioni di euro di contributi, ma ormai gli ricorda l'altro: "Quei 5 milioni se li semo magnati. E i 5 della seconda tranche ci sono. La Figc dava 10 milioni alla Lega Pro, 9 alla B, che sta nelle stesse condizioni: m' ha chiamato Abodi, sta a piagne' , mi vuole vedere.
I 25 milioni che il Coni ha tagliato alla Figc sono stati tolti a Lega di B, Lega Pro, arbitri: hai visto quel testa di c... di Nicchi, sta a fare un casino".
Re Mida - Dai toni di Lotito è chiaro che il presidente della Lazio considera tutti i vertici della Federcalcio come una propria emanazione diretta. Dice ancora a Iodice: "Tu mi dici: cacciamo Macalli. Ma quand' è successa questa storia, la Federazione usciva con 3 milioni di perdita di bilancio, allora cacciamo Tavecchio? Macalli si è messo a piangere: non me lo potete fare, sono rovinato. Eravamo in tre in una stanza. Tavecchio gli ha detto: ' ma ndo c.. li prendo i soldi che non ci stanno? E allora ho pensato: facciamo un' anticipazione di cassa sui progetti della fondazione, che decido io, ho la maggioranza in Lega. Questa roba, però, se non si trova un accordo in Lega Pro il 16, non si farà mai, chi c... si espone? Se ci esponiamo io e Tavecchio... Oggi se sei senza soldi vai da un amico, no? L' amicizia ha un peso, il rapporto personale ha un peso, no?".
Serie A come l'Nba - L'idea di Lotito per riformare tutti i campionati dalla Serie A alla Lega Pro è chiara: La A deve dare data certa dei pagamenti. Dobbiamo sapere a quanto ammontano i ricavi delle società quando si fanno i budget. Io in tre mesi vi faccio tutto, la Lega diventa un orologio svizzero. Io in Lega di A ho 17-18 voti, perché la Fiorentina una volta si astiene, una volta vota a favore mio: ma li ho sui programmi, sui contenuti. Adesso mi sta chiamando Pozzo, che ho messo in consiglio federale. Qui il sistema salta, l' avete capito? Sta saltando il Parma, già è saltato...". No quindi alle piccole società e più soldi alla Serie A: "Ho detto ad Abodi: Andrea, dobbiamo cambiare. Se me porti su il Carpi... una può salì... se mi porti squadre che non valgono un c... noi fra due o tre anni non ci abbiamo più una lira. Perché io quando a vado a vendere i diritti televisivi - che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura, sono riuscito a mettere d' accordo Sky e Mediaset, in dieci anni mai nessuno - fra tre anni se ci abbiamo Latina, Frosinone.. chi c... li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi... E questi non se lo pongono il problema!".
Io trasparente - Approfitta dell'assemblea di Lega Calcio Lotito per mettere in chiaro le sue parole in libertà al telefono: "Vorrei un sistema trasparente, è impensabile non sapere chi siano gli acquirenti di un club. Fino a oggi nessuno sa quanti soldi prendere e quando. Lo streaming della Lega Pro produce zero. Io propongo di metterlo a pagamento, a poco, anche un euro a partita". E poi sulla sua avversione alle piccole squadre come il Carpi sempre più vicine a salire in Serie A, il presidente della Lazio non si rimangia niente e rincara: "Il sistema calcio, così com'è, sta per saltare, io voglio trasparenza: se il Parma oggi non paga le scadenze, lunedì salta. Questo è un sistema che non regge Carpi e Frosinone, a chi vendo i diritti con loro? Così facendo arriveranno in A certe squadre dai dilettanti. Lo dico pubblicamente: fra tre anni, come farà la Lega di A a vendere i diritti se ci sono squadre con al massimo 2 mila spettatori? Che ricavi arriverebbero? Il sistema incassa 100 e spende 150. Se il sistema continua così, salta. Il sistema richiede una riduzione a 18 squadre per ciascun campionato".
Iettarore - E Sul dg dell'Ischia che gli ha fatto il trappolone registrando la telefonata e dandola a Repubblica, ancora Lotito spara: "Il "Iodice? Andate a vedere chi è... Porterà pure sfiga... Nocerina fallita, Pro Patria fallita, Taranto fallito... Io non ho fini personali, voglio fare pulizia. Ditemi, che vantaggi ho? Mia moglie mi dice: chi te lo fa fare, ti sputano pure addosso! La vita è un set di un film. Lo vogliamo cambiare? Altrimenti si arriva al capolinea e si spegne la macchina. A me delle cariche non interessa, non faccio favori. Ho cercato di aiutare tutti con consigli e suggerimenti. Il sistema è alla deriva. Ora di finirla con sta gente che non mette i soldi e non conosce la materia. Le società devono essere gestite in maniera corretta".
Briatore furibondo per Swissleaks: "Querelo tutti, pure Crozza"
“E’ una cosa pazzesca, pazzesca…. Mi hanno affiancato a della gente che ha avuto problemi col fisco italiano…questa è la cosa che mi dispiace, non lo accetto. Querelo tutti dalla A alla Z, anche gli imitatori. E' un Flavio Briatore furibondo quello che si sfoga ai microfoni de La Zanzara su Radio 24 per essere finito (ancora) nel tritacarne di Swissleaks, lo scandalo dei conti correnti che migliaia di italiani hanno in Svizzera presso la banca Hsbc. “Questa cosa qui - si sfoga il fondatore del Billionaire - è partita nel 2010, non è una notizia, è un riciclo giornalistico. I giudici hanno avuto in mano la lista nel 2010, hanno sicuramente indagato qualcuno ma è una roba finita. Io non sono mai stato chiamato né indagato, nel modo più assoluto. Sono stato tirato dentro perché in Italia uno che ce la fa deve essere sputtanato. E’ solo cattiveria. E Falciani è un truffatore un furfante, uno che ha rubato i dati a una banca. Se tu lavori in una banca e rubi i dati e i tabulati della banca e poi li pubblichi sei un truffatore. Lo considero così”.
Adesso partiranno le querele per tutti: "Querelo tutti dalla A alla Z: giornali, giornalisti, imitatori. Falciani? No, lui non c’entra niente, con lui non ho alcun problema". Ma con Crozza sì. Lui è il suo unico imitatore in Italia. L'ultima imitazione, proprio sul caso Swissleaks, risale alla puntata di "DiMartedì" su La7 di tre giorni fa, dall'eloquonte titolo "I have an Iban".
Caivano (Na): Intervista al Candidato Sindaco Dott. Simone Monopoli (F.I)
di Maria Fusco
Dott. Simone Monopoli Candidato Sindaco Comune di Caivano
Siamo a pochi mesi dall'inizio della campagna elettorale, come vede l'attuale situazione?
Innanzitutto, grazie per lo spazio che mi concedete sul blog il Notiziario. Per quanto riguarda il centrodestra, la situazione è molto chiara. Abbiamo costituito una coalizione e abbiamo designato un sindaco nella mia persona. Adesso stiamo lavorando per allargare il perimetro del raggruppamento naturalmente con le discriminanti che ci siamo dati. Non intendiamo imbarcare nè voltagabbana, nè trasformisti.
Come vede invece la situazione all'interno della sinistra?
Come al solito c'è molta confusione, non ho ben capito se faranno le primarie, e poi occorrerà capire quale collocazione avranno le forze centriste, le cosiddette ballerine, ma non è questo quello che mi preoccupa. La mia maggiore preoccupazione è che la disaffezione e il rifiuto della politica, che mi sembra estremamente diffusa nel nostro Paese, si traduca in un forte assenteismo, con il rischio che prevalgano ancora una volta le piccole lobbies e una classe politica vetusta e da sempre abbarbicata al potere. Anche se questa volta sono molto fiducioso.
Come pensa di scongiurare questa deriva?
Da tempo abbiamo avviato una campagna di ascolto indirizzata soprattutto alla gente perbene che, in questo Paese è la maggioranza, alle associazioni e ai professionisti. Abbiamo raccolto indicazioni, proposte e suggerimenti da un lato, e, all'interno della coalizione, stiamo lavorando per la definizione di un programma di cose da fare realistico ed innovativo che si avvicina di più alle esigenze della collettività. Nel contempo per ravvicinare i cittadini alle istituzioni e alla politica, quella sana che intendiamo noi, stiamo costruendo delle liste che veramente raccolgono il meglio delle energie del Paese.
Che farà nei primi cento giorni laddove fosse eletto Sindaco di Caivano?
Per prima cosa metterò in campo una task force all'interno dell'Ente per capire la reale situazione finanziaria del Comune. Su questa questione cruciale si sono spese molte parole e designati molto scenari. Sembrava che fossimo vicini ad un dissesto finanziario, poi è stato approvato un bilancio e adesso mi risulta che il Commissario voglia fare un taglio del 25% sui capitoli. In ogni caso sarà determinante leggere il bilancio del Commissario e ripartire da quel punto. La seconda cosa sarà il riordino della macchina comunale, privilegiando, nei settori chiave, personale di comprovata capacità ed esperienza, in modo da scongiurare la piaga dei debiti fuori bilancio.
Quali opere pubbliche intende realizzare?
Credo sia inutile mettersi a scrivere una lista della spesa o dei sogni. La prima cosa da fare è assicurare la manutenzione ordinaria di quello che che c'è. Ogni giorno mi imbatto in cittadini esasperati per le numerose buche presenti nella rete stradale, per le fogne ostruite, per non parlare della manutenzione nelle scuole che è assolutamente carente. Quindi prima dobbiamo assicurare tramite gare ad evidenza pubblica, la manutenzione la manutenzione della rete viaria, fognaria etc. Non voglio più vedere verbali di somma urgente se non motivati dall'assicurare la pubblica incolumità. Poi andremo a rileggere il piano annuale e pluriennale delle opere pubbliche approvato in sede di bilancio e rifletteremo su quelle che sono indispensabili alla vivibilità dei caivanesi e quelle invece che possono essere dilazionate nel tempo. Inoltre ogni affidamento per progettazione dovrà indicare obbligatoriamente con quali mezzi sarà finanziato per evitare i casi come quello del Castello Medievale di Piazza Cesare Battisti, finanziato con fondi regionali e comunali, e che ora è diventato un cantiere abbandonato a se stesso perchè occorrono altre somme per il completamento dei lavori, non previste nel progetto originario.
Come ben sa il Paese attraversa una fase acuta di sofferenza sociale. Come pensa di fronteggiare la situazione?
Per la verità tutta l'Italia attraversa una grave situazione di disagio. Partendo dal mio Paese, Caivano, occorre ridefinire strumenti e mezzi del nostro welfare locale. Riqualificare la spesa in questo settore, eliminare sprechi, ma soprattutto avere un ruolo di protagonista rispetto alle scelte che vengono assunte dall'ambito di zona. Dobbiamo meglio individuare il target su cui intervenire con progetti mirati.
Da anni i cittadini sentono parlare di trasparenza e il governo è intervenuto con vari provvedimenti a garantire un maggiore coinvolgimento nelle attività del comune. Cosa pensa di fare a riguardo?
Per prima cosa intendo assicurare la massima pubblicità sugli atti adottati dal Comune e garantire che tutte le sedute del consiglio comunale possono essere ascoltate o viste dai cittadini a casa. Inoltre tengo a dare applicazione a quella parte dello statuto concernente la partecipazione popolare (consulta) ma soprattutto intendo provvedere a regolamentare l'istituto del referendum in modo da coinvolgere i cittadini sulle grandi scelte. Un consiglio comunale, quantunque autorevole, non può decidere su materie che riguardano le condizioni di vita dei caivanesi e delle future generazioni.
A cosa si riferisce?
C.D.R., TAV. Etc etc.
Pensa che con la sua guida il Paese possa risollevarsi?
Penso che questo Paese abbia subito molti torti e i cittadini caivanesi siano stati cinicamente sfruttati e ingannati. Occorre ristabilire la verità su molti fatti ma soprattutto occorre che il Paese venga guidato da una compagine amministrativa che agisca e pensi esclusivamente per l'interesse generale. Credo che senza il primato dell'Etica la politica si impoverisca e diventi un gioco di potere. L'unica possibilità perchè Caivano rinasca è nelle mani dei cittadini caivanesi. Essi sono difronte a una decisione importante: decidere se consegnare il proprio destino a piccoli ras di paese oppure concorrere al ricambio della classe politica. Io spero in un gesto di responsabilità dei miei concittadini perchè qui ho la mia casa, la mia famiglia e qui crescono i miei figli.
Matteo Renzi, maggioranza in crisi. Riforme: M5s, Lega e Sel abbandonano l'aula
Il governo di Matteo Renzi scricchiola. La maggioranza (o le ipotetiche maggioranze) tentennano. Tutto inizia dalla maxi-rissa nel cuore della notte: botte in aula, dove si discutevano le riforme costituzionali. Botte da orbi tra democratici, vendoliani e grillini. E così, il giorno successivo, dopo ore convulse e al grido di "votatevi da soli questo obbrobrio di riforme", le forze di opposizione hanno optato per l'Aventino, ossia l'abbandono dell'Aula. L'annuncio ufficiale è arrivato da M5s, Lega Nord e Sel, mentre Forza Italia si è accodata alla discussione dopo essersi presa un poco di tempo in più per rifletterci (la stessa Forza Italia che, prima della forzatura su Sergio Mattarella, avrebbe probabilmente agito in un altro modo). Un terreno scivolosissimo, dunque, per Renzi, che fronteggia la tostissima protesta dei vendoliani ai quali si era riavvicinato durante la corsa quirinalizia, e che fronteggia anche i - gravi - malumori degli azzurri. E i voti azzurri, per l'esecutivo di Matteo, fino ad oggi si sono rivelati fondamentali.
La minoranza Pd - Ma per Palazzo Chigi il problema più grosso è che è tornata a ruggire anche la minoranza Pd. Il dissidente dem Alfredo D'Attore ha spiegato chiaro e tondo: "Le riforme non si possono fare a colpi di maggioranza". Dunque l'invito al dialogo con il Movimento 5 Stelle. E durante l'assemblea Pd il medesimo concetto è stato ripetuto da Gianni Cuperlo, che ha proposto di aprire alle richieste dei grillini, nel dettaglio accettare l'idea di votare a marzo l'articolo 15 del ddl Boschi, quello sul referendum. "Non possiamo votare le riforme con l'aula mezza vuota", ha spiegato Cuperlo. Una situazione di stallo, dunque. Tanto che prima dell'assmblea il capogruppo Pd, Roberto Speranza, aveva detto: "Piuttosto che non farle, queste riforme ce le facciamo da sole". Provocazione poi, almeno fino ad ora, rientrata.
La riunione - Ai suoi, riuniti, dopo le insistenze della minoranza, Renzi ha ribadito quanto sostenuto in precedenza: "Se passa la logica per cui l'ostruzionismo blocca il diritto e il dovere della maggioranza di fare le riforme è la fine. Minacciano di non votare? Problema loro". E ancora: "C'è un derby tra chi vuole cambiare l'Italia e chi vuole rallentare il cambiamento. Nelle opposizioni sta avvenendo un gigantesco regolamento di conti". Poi il premier ha confermato le scadenze temporali: sabato la chiusura della fase dedicata agli emendamenti, e voto finale a marzo. Ma le parole di Renzi non sono bastate per calmare le acque. Al termine della riunione è tornato a farsi sentire Stefano Fassina, eterno rivale di Matteo: "E' inaccettabile votarsi le riforme da soli. Abbiamo fatto il capolavoro politico di ricompattare tutte le opposizioni". Frasi che hanno fatto ulteriormente arretrare il capogruppo Speranza, che ha corretto il tiro: "Non siamo soddisfatti. Un'aula con i banchi vuoti non è l'aula che vogliamo. Abbiamo i numeri per andare avanti anche da soli. Ma penso che sia un errore per noi, un errore per la democrazia italiana, un errore per le opposizioni".