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mercoledì 8 ottobre 2014

De Magistris fu stroncato dai capi: ecco la pagella segreta di Giggino ex pm

De Magistris e la pagella segreta dei magistrati




"Il dottor De Magistris è del tutto inadeguato, sul piano professionale e sul piano dell'equilibrio e dei diritti delle persone solo sospettate di reato, a svolgere la funzione di pm...". E' questa la "pagella" sull'attuale sindaco "sospeso" di Napoli, risalente al 2008 e rivelata oggi da "Il Giornale", che i vertici degli uffici giudiziari calabresi inviarono al Csm. Come si può vedere, il giudizio è ampiamente negativo: quanto scritto sei anni fa è ancora consultabile su siti e blog, nonostante "Giggino" abbia sempre mantenuto una certa dose di autostima: "Prima che toccassi certi nervi scoperti, ero considerato un magistrato bravissimo". 

La pagella insufficiente - Il giudizio del Consiglio del tribunale di Catanzaro, infatti, troncava De Magistris. "Le sue tesi di accusa sono cadute spesso per errori evitabili ed evidenziati dall'organo giudicante. Sono emersi rilievi negativi per l'anomalia di molti provvedimenti adottati, mentre i procedimenti di rilevante impatto sociale hanno trovato smentite clamorose". Insomma, una figuraccia dietro l'altra: "In alcuni provvedimenti si notano e configurano violazioni manifesti di legge, e si radicano prassi senza alcun fondamento normativo". Anche il giudizio sulla preparazione è assolutamente insufficiente: "Ci sono gravi lacune, tecniche di indagine discutibili, procedimenti fondati su ipotesi accusatorie mai confermate, poca attività di approfondimento". 

La difesa di De Magistris - "Ho sempre fatto il mio dovere in piena coscienza", la risposta di Giggino: il complotto ordito ai suoi danni dagli stessi capi calabresi, quando nel 2011 - da parte del tribunale di Salerno - fu assolto dall'accusa di abuso d'ufficio. "Si trattava di un’accusa per me ingiusta e infamante – aveva commentato all'epoca De Magistris sulla sua pagina Facebook – ho dedicato, infatti, alla giustizia e alla legalità quindici anni della mia vita, giorno e notte, sempre e solo per mantenere vivo il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alle legge. Per questo, ho pagato sulla mia pelle la ferocia di pezzi deviati dello Stato, a cui non piace la magistratura autonoma e indipendente, non piegata e suddita al potere politico”. Parole di attaccamento e di preparazione che contrastano decisamente con la pagella del 2008.

PASCALE CONTRO ALFANO "Subdolo perdente di successo. Sfrutta la religione contro i gay"

Francesca Pascale contro Angelino Alfano: "Un perdente di successo. Sfrutta la religione subdolamente contro i gay"




La politica s'infiamma per la circolare del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che si schiera contro la trascrizione delle nozze gay. I sindaci sono in rivolta, ma il tema spacca anche la maggioranza di governo, con il Pd che si schiera contro il leader di Ncd. Nel frattempo, Silvio Berlusconi ha ufficializzato la nascita del Dipartimento sui diritti civili di Forza Italia (a cui capo ci sarà Mara Carfagna). Una mossa precisa, che dimostra come sul tema, il partito, ultimamente sia ben più sensibile. Una campagna alla quale si interessa da vicino anche Francesca Pascale, in prima fila per la tutela dei diritti degli omosessuali. E così la fidanzata del Cavaliere coglie l'occasione per criticare aspramente il segretario del Nuovo centrodestra: "Anche oggi - dice all'Adnkronos - Alfano ha dimostrato di essere un perdente di successo". Una frase con cui la Pascale si schiera contro la decisione del ministro di chiedere lo stop alla registrazione delle unioni omosessuali. "Alfano - rincara Pascale - non riesce ad essere il leader neppure dentro Ncd, un partitino con il valore di una lista civica, nato nel peccato del tradimento. E poi parla pure di diritti, sfruttando la religione cristiana subdolamente". Un attacco durissimo, dunque, quella della fidanzata di Berlusconi. La replica è arrivata dall'account twitter de l'Occidentale, il giornale di Ncd: "Per attaccare Alfano, Francesca Pascale utilizza la stesa espressione già impiegata da Nicola Cosentino. La signora si conferma una ripetente, e neanche di successo".

Imbecilli, centimetri e bonifici. Juventus-Roma, tra Mughini e Giordano è rissa totale in diretta tv

Juventus-Roma, rissa tra Giampiero Mughini e Mario Giordano a "Tiki Taka"




Nella fiera dei commenti post partita (si parla di Juventus-Roma, ovvio) mancava solo lui: Giampiero Mughini. Il super tifoso se la prende questa volta con Mario Giordano, a cui ricorda, nel corso del talk show calcistico Tiki Taka, che "se si sta parlando di centimetri va bene, mentre se si parla, al contrario, di bonifici" va meno bene (parafrasando). Di lì a poco, manco a dirlo, scoppia il putiferio.

La rissa - "Se stiamo parlando dei centimetri (riferendosi ai due rigori dubbi fischiati all'interno dell'area o meno, ndr) è legittimo che ognuno di noi dica la sua, per carità, ma se stiamo parlando dei bonifici... dei bonifici fatti da Andrea Agnelli (alludendo a un ipotetico giroconto fatto recapitare all'arbitro Gianluca Rocchi, ndr)...", lascia cadere la frase, l'esasperato Mughini. Che poi, però, ricomincia più agguerrito che mai: "Perché uno dei tanti imbecilli oggi ha detto che Agnelli non si limita a telefonare, ma manda il bonifico. Ma di che cosa stiamo parlando?" domanda infuriato Mughini. Al ché Giordano sbotta: "Stiamo parlando che la Juve è favorita, di questo stiamo parlando" ribatte furiosamente all'opinionista di fede bianconera. Da lì in poi è rissa: "Ma queste squallidità dille al tuo portiere" fa Mughini sprezzante, "che cosa squallida!". E infine: "Se sapevo che c'era Mario Giordano chiedevo un indennità..." 

I pm umiliano Giorgio Napolitano: per loro deve deporre davanti a Riina

Stato-mafia, i pm umiliano Napolitano: per loro deve deporre davanti a Riina




La Procura di Palermo, in una memoria depositata alla Corte d’Assise, ha dato parere favorevole alla partecipazione dei boss Totò Riina e Leoluca Bagarella e dell’ex ministro Nicola Mancino alla deposizione, al Quirinale, del Capo dello Stato Giorgio Napolitano al processo sulla trattativa Stato-Mafia. I capimafia, qualora la Corte accogliesse la loro istanza di assistere alla deposizione, parteciperebbero in videoconferenza dal carcere, mentre Mancino potrebbe assistere dal Quirinale. Secondo i pm, infatti, la possibilità di partecipare all’udienza, seppure con le forme della videoconferenza, sarebbe prevista dalla norma richiamata dalla Corte d’Assise per lo svolgimento dell’udienza al Quirinale, cioè l’articolo che disciplina l’audizione del teste sentito a domicilio. Inoltre - per la Procura - alla luce dei principi generali che consentono all’imputato di partecipare al processo, un’eventuale esclusione, a fronte di una precisa istanza, potrebbe determinare una nullità processuale. Da qui il parere favorevole della Procura.

martedì 7 ottobre 2014

Nozze gay, Alfano manda la polizia contro Pisapia Giggino & C.

Alfano ordina ai prefetti di cancellare le trascrizioni delle nozze gay dai registri italiani




«Questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti per chiedere la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso fatti all’estero. Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane». Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha così chiarito l'illegittimità della fuga in avanti di alcuni amministratori locali in tema di diritti civili. «In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge», ha spiegato Alfano ai microfoni di ’Non Stop News’ su Rtl 102.5. Secondo il ministro «le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di Stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane». «Anzi - sottolinea - ne approfitto per annunciare che io proprio questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti della Repubblica italiana e con la quale dirò esattamente quello che ho detto a voi. Dove risultino adottate queste direttive sindacali in materia di trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero e che vogliono essere registrate in Italia, dirò ai prefetti che si dovranno rivolgere ai sindaci rivolgendo loro un invito formale al ritiro di queste disposizioni e alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati».

Gay Center non ci sta - «Alfano si candidi a leader delle sentinelle in piedi. Il suo annuncio che invierà una circolare oggi stesso ai prefetti per cancellare le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero è l’esempio di un ministro dell’Interno che vuole derubricare i diritti civili a questione di ordine pubblico», dice in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. «Alfano - prosegue Marrazzo - usa il suo potere di ministro per attaccare quei sindaci che stanno aprendo alle trascrizioni. Noi, invece, ci auguriamo che quei sindaci coraggiosi che hanno deciso di aprire alle trascrizioni vadano avanti. Sarebbe bene che dal governo, magari dal presidente Matteo Renzi, e dalla maggioranza ci fossero prese di posizione chiare contro questa decisione del Ministro dell’Interno».

Vendola: "Austroungarico" - «Evidentemente nel governo delle larghe intese a Renzi spetta la parte degli annunci, mentre chi detta legge sui diritti sociali è il diversamente berlusconiano Sacconi», ha tuonato Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà. «E sui diritti civili e sulla dignità e la libertà delle persone - ha aggiunto- detta legge il diversamente berlusconiano Alfano, famoso per la vicenda kazaka e per aver votato a suo tempo la vergogna della Bossi/Fini». Sel da alcuni mesi ha lanciato una campagna nazionale per la registrazione di questo tipo di unioni in tutti i comuni. «Ora - ha continuato il leader di Sel - come un ministro della polizia austroungarica dell’epoca risorgimentale tenta di bloccare i passi in avanti della società italiana. Impresa vana la sua, non ci riuscirà. L’Italia per fortuna è più avanti dell’ottusità dei suoi governanti. Sono certo che nessun sindaco, nessun consiglio comunale abbasserà la testa». «Rimane solo un’amarezza - ha concluso Vendola - che c’entrate voi, amici del Pd con questa destra medievale? Che ci state a fare al governo con loro?».

"Ho sbagliato, i rigori non c'erano..." Rocchi non arbitrerà più Juve-Roma

Gianluca Rocchi: i gol della Juve erano irregolari




Al termine della tanto discussa partita Juventus-Roma, i due dirigenti giallorossi Mauro Baldissoni e Claudio Fenucci hanno chiesto un incontro privato con l'arbitro del match, Gianluca Rocchi, per chiedere spiegazioni sulle scelte che hanno ampiamente penalizzato la squadra della Capitale. Il fischietto fiorentino ha risposto alle critiche facendo "mea culpa": è questa la clamorosa rivelazione fatta oggi dal quotidiano "Il Tempo".

Il "mea culpa" dell'arbitro - Rocchi ha ammesso che i due rigori concessi alla Juventus - il tocco di braccio di Maicon e l'intervento di Pjanic su Pogba, entrambi di poco fuori area - erano al limite, e solo la moviola poteva togliere ogni dubbio. Parole che danno ragione al tecnico giallorosso, Rudi Garcia, e al presidente della Figc, Carlo Tavecchio, che chiedono ormai con insistenza l'uso della tecnologia e della moviola in campo: ma sono anche parole in evidente contrasto con quanto riferito dal capitano della Roma, Francesco Totti, nel post-partita. "Quando ho chiesto a Rocchi che avevamo visto le immagini nell’intervallo e i rigori non c’erano, lui mi ha risposto che c’erano al mille per mille".

Vidal: era fuorigioco - L'arbitro della partita ha inoltre riconosciuto che il gol di Bonucci andava annullato, per il fuorigioco attivo di Vidal, accusando peraltro di scarsa collaborazione il guardalinee Faverani, primo assistente del direttore di gara. Insomma, a mente fredda Rocchi si sarebbe pentito delle proprie decisioni, in parte: non avrebbe infatti ammesso, per esempio, che il tocco di braccio di Maicon non andava comunque giudicato irregolare, perché si trattava di semplice protezione. La società giallorossa, intanto, non è più tornata su quanto successo domenica scorsa allo Stadium: le ultime parole sono quelle di Rudi Garcia, che ha giudicato i fatti di Torino "un male al calcio".

L'ULTIMO ANNUNCIO DI RENZI "Dal 2015 una tassa unica sulla casa" Intanto pagano anche gli affittuari

Renzi: "Dal 2015 una tassa unica sulla casa". Nel frattempo pagano anche gli affittuari

di Sandro Iacometti 


Per quanto ormai tartassati al di là di ogni umana sopportazione, i proprietari di casa al salasso annuale ci hanno fatto il callo. Tra coloro che il 16 ottobre dovranno passare alla cassa, però, c’è anche un gruppo di esordienti che finora aveva avuto a che fare solo con oneri condominiali e balzelli sui rifiuti. Con la nuova Tasi ad aprire il portafoglio saranno anche gli inquilini. Chi vive in affitto dovrà farsi dare dal proprietario le rendite catastali dell’immobile e delle relative pertinenze, calcolarsi la sua bella tassa su una quota che va dal 10 al 30% dell’aliquota Tasi per le abitazioni locate fissata del proprio comune, compilare un F24 o un bollettino postale dedicato. Qualche esempio? A Roma si pagherà il 20% sulla base di un’aliquota allo 0,8 per mille, a Milano il 10% sulla stessa aliquota. I più spremuti sono i locatari di Biella, 30% su un’aliquota del 3,3 per mille, dove il balzello però è stato già andato all’incasso prima dell’estate. Occhio, però, all’importo. Se sarà sotto i 12 euro la legge stabilisce che nulla è dovuto. Comunque il premier Matteo Renzi proprio ieri ha promesso: «Dal 2015 ci sarà un’unica tassa» nei Comuni che poi decideranno l’aliquota.

Salasso assicurato - Il conto alla rovescia è comunque scattato per tutti. La stangata è assicurata. Anche per le prime case. Le ultime elaborazioni del Servizio Politiche Territoriali della Uil calcolano che per una famiglia su due il conto sarà quest’anno più salato dell’Imu 2012. Su 336 famiglie residenti in 84 città capoluogo oggetto del campione di indagine, il 51,8% dovrà vedersela con una Tasi più pesante di quanto pagato con l'Imu due anni fa.

Prima e seconda rata - L’appuntamento del 16 ottobre riguarda il pagamento della prima rata per gli oltre 5mila comuni che hanno deliberato le aliquote in ritardo. Il 16 dicembre, invece, insieme alla vecchia Imu per le seconde case, sarà la volta del pagamento della seconda rata per gli oltre 2mila comuni che avevano già deciso a giugno e per quei circa 700 comuni che non lo hanno ancora fatto, dove la Tasi si verserà in un’unica soluzione all’aliquota base dell’1 per mille.

La base imponibile - La base imponibile Tasi è la stessa dell’Imu. Si parte dunque dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente che varia in base al tipo di immobile (160 per le abitazioni). Su questo valore si applica l’aliquota comunale, con le eventuali detrazioni. Il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista abilitato oppure di rintracciare la delibera per vedere aliquote ed eventuali esenzioni, quindi fare il calcolo con alcuni siti che su internet facilitano di molto l’adempimento.

Il pagamento - Per quanto riguarda il pagamento, inutile sperare nei bollettini precompilati che nessun comune manderà a casa dei contribuenti. Il versamento si potrà fare con F24 o bollettino postale dedicato da prelevare alle poste. C’è da ricordarsi, però, che dal primo ottobre chi deve pagare importi pari o superiori ai mille euro può utilizzare esclusivamente il modello F24 online e versare telematicamente la cifra tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate o il canale di home banking della propria banca. Si può pagare con modello F24 cartaceo solo per cifre inferiori ai mille euro. Mentre chi paga con bollettino postale non ha problemi anche nel caso in cui debba versare di più. Per chi non rispetta le scadenze della Tasi dovrebbe scattare la sanzione ordinaria pari al 30%.