Visualizzazioni totali

martedì 13 maggio 2014

La Comi querela L'Espresso per diffamazione: chiede un milione di euro

La Comi querela L'Espresso per diffamazione: chiede un milione di euro, somma che verrà devoluta ad associazioni di beneficenza, per aiutare disoccupati e famiglie di poliziotti-carabinieri vittime di violenza


On. Lara Comi, vittima di gravi affermazioni diffamatorie 

"Ex terrorista nero" e "indagato dalla Dia di Reggio Calabria in seguito allo scandalo sui rimborsi elettorali della Lega Nord". Così, il sito online de L'Espresso descrive Pasquale Guaglianone, meglio noto come Lino Guagliano. Commercialista milanese, un passato da ultrà di destra, grande passione per le arti marziali e per il business immobiliare. Il bersaglio dell'articolo, però, non è lui. Ma l'europarlamentare (e candidata alle prossime europee nelle file di Forza Italia) Lara Comi. La cui colpa è quella di aver preso in affitto dal suddetto Guaglianone gli spazi del "Comi point" in corso Buenos Aires. Tutto qua? No. L'espersso.it si spinge anche a dire che qualche giorno prima di essere arrestato, l'ex ministro Claudio Scajola arrivò a Milano per un appuntamento elettorale, indicando la stessa Comi e Stefano Maullu come "bersagli" dei voti che lui, in quanto non candidato, non potrà prendere il prossimo 25 maggio. Abbastanza, lascia intendere L'Espresso, per ipotizzare legami tra la Comi e ambienti del malaffare calabrese. L'eurodeputata azzurra, 31 anni, ha dato mandato ai suoi legali di querelare la testata per quello che ha definito "infame sciacallaggio a orologeria e indegna caccia alle streghe". La Comi ha chiesto un risarcimento "di un milione di euro per il danno di immagine gravissimo a seguito di dichiarazioni destituite di ogni fondamento e diffamatorie". Somma che, spiega in una nota, "verrà devoluta ad associazioni di beneficenza, per aiutare disoccupati e famiglie di poliziotti carabinieri vittime di violenza".

Roberta Lombardi (M5s): "Non credo che Beppe Grillo andrà da Bruno Vespa"

Roberta Lombardi (M5s): "Non credo che Beppe Grillo andrà da Bruno Vespa"



Beppe Grillo a Porta a Porta? Forse no. A mettere in dubbio il debutto del leader 5 Stelle nel salotto politico più famoso e longevo d'Italia (lo stesso contro il quale per anni ha lanciato i suoi strali considerandolo "complice" della politica corrotta) era stata nel pomeriggio la ex capogruppo grillina Roberta Lombardi ospite in radio a Un giorno da pecora: "Beppe Grillo da Bruno Vespa? Non è detto". L'irreprensibile Lombardi spiegava che "per la par condicio, se si ospita Grillo, poi bisogna ospitare tutti i capi di tutti i partiti e se non si rispetta la par condicio scattano le multe, che i partiti pagano coi soldi del finanziamento pubblico. Cosa che noi non accettiamo". La Lombardi, dunque, aveva di fatto scavalcato Beppe.

In serata, però, dai portavoce del Movimento 5 Stelle, è arrivata la conferma che Beppe Grillo lunedì 19 maggio, a Porta a Porta, ci sarà. "Roberta Lombardi - chiarisce Rocco Casalino, responsabile Comunicazione con i Media - si riferiva alla prima serata che, purtroppo, è saltata per ragioni di par condicio".

Laura Boldrini assenteista: alla Camera non c'è a una seduta su due

Laura Boldrini assenteista: alla Camera non c'è a una seduta su due



Record di assenze per Laura Boldrini. Una volta su due, infatti, la presidente della Camera manca dallo scranno più alto di Montecitorio. Dal 15 marzo a oggi, la terza carica dello Stato ha presieduto solo 120 sedute delle 225 che si sono svolte: poco più della metà. Assidua frequentatrice di Twitter, attivissima su YouTube e presenza fissa di ogni commemorazione, Laura fatica a trovare tempo per dedicarsi al suo incarico istituzionale. 

Le cifre - I numeri parlano chiaro e sembra proprio che alla Boldrini spetti l'ingrato titolo di assenteista. A farne le "spese", è Roberto Giacchetti. Il democratico, nonostante il ruolo di vice che condivide con altri tre, si è trovato a presiedere ben 111 sedute: solo 9 in meno della sua titolare. Giachetti, inomma, è presidente de facto di Montecitorio. Allora, sorge spontaneo domandarsi come Laura impieghi il suo tempo. 

In aula no... -Ultimamente la presidente della Camera si è cimentata nella sua grande passione, quella per gli appelli promossi a favore di social network. L'ultimo, in ordine di tempo, è quello relativo alla liberazione delle trecento ragazze rapite in Nigeria, divenuto virale su twitter con l'l’hashtag #bringbackourgirls. Inoltre, come notato da Libero la scorsa estate, sembra che non vi sia luogo o manifestazione in cui la presidente non si faccia vedere. L'aula di Montecitorio, evidentemente, è l'unico posto in cui fa fatica a metter piede.

Renzi-Boschi: sfida a chi veste peggio

Renzi-Boschi: sfida a chi veste peggio


Lui va col chiodo di pelle alla Fonzie a palazzo Chigi. Lei al Maggio musicale "sfodera" mezzo seno scoperto



In Italia siamo pieni di stilisti: sono il simbolo e una delle glorie del Paese. Il voto è segreto: ce ne saranno che votano a destra e che votano a sinistra. Ma il problema va oltre le scelte di campo politico per diventare una questione istituzionale: qualcuno di loro si prenda il disturbo di insegnare a Matteo Renzi e a Maria Elena Boschi come ci si veste. Loro sono (l'uno in Italia e all'estero, l'altra a livello nazionale) i due politici più esposti sui media. E non possono continuare così. Questo pomeriggio il presidente del Consiglio è uscito dalla sede del Partito democratico in largo del Nazareno per recarsi a Palazzo Chigi, sede del governo. Ha incrociato centinaia di persone, tra romani e turisti, stretto mani, fatto qualche battuta (compresa quella sulle "coperture" dopo aver trovato per terra una banconota da venti euro). Il tutto con addosso il "chiodo" alla Fonzie in pelle nera che aveva già sfoggiato qualche mese fa ad Amici da Maria De Filippi. Ma se uno studio televisivo è un po' come un palcoscenico e la mascherata ci può stare (allora, tra l'altro, Renzi non era nemmeno premier), pare poco appropriato che l'uomo che più di ogni altro rappresenta il Paese si vesta in pubblico come Arthur Fonzarelli.

Come poco appropriato, lo scorso .. febbraio, apparve ai più l'abito giacca-pantalone che Maria Elena Boschi, di fresco nominata ministro delle Riforme dal suddetto Renzi, esibì al Quirinale per il giuramento del governo. Non solo per il colore, blu elettrico, ma anche per la foggia assai attillata che, al momento della firma della nomina di fronte al presidente della Repubblica Napolitano, mise in bella mostra il lato B della Boschi. Il tormentone forme (le sue)-riforme (quelle che dovrebbe fare) è ripreso sabato scorso, quando la Boschi si è presentata in abito rosso fuoco all'inaugurazione del Maggio muscicale fiorentino. Lì il lato B era ben fasciato ma comunque adeguatamente celato, mentre a far tremare è stato il decollete, con mezzo seno destro del ministro che faceva capolino dalla scollatura generosa. L'avesse indossato la Carfagna, quell'abito, sai che pipponi moralisti dai benpensanti di sinistra...



lunedì 12 maggio 2014

Fini continua a stupire, alle Europee voto Tabacci

Fini continua a stupire, alle Europee voto Tabacci 



Gianfranco Fini non smette di stupire. Dovremmo essere abituati alle sue giravolte e ai suoi cambi di casacca, eppure l’ultima intervista che l’ex presidente della Camera ha rilasciato alla Stampa riesce a lasciare basiti i lettori. Fini prima si sofferma sulle due grandi inchieste, quella su Scajola e sull’Expo, che hanno creato un vero e proprio terremoto politico. Dice: “Nel centrodestra la legalità è assente. I miei allarmi non erano affatto suprerflui. Dire di più mi sembrerebbe davvero superfluo”. Tuttavia l’ex leader di Alleanza Nazionale precisa che non siamo davanti a una nuova Tangentoppoli perché i “protagonisti di oggi sono personaggi del sottobosco politico e non il sistema dei partiti che vent’anni fa era marcio e infatti è creollato”. Ora il sistema della corruzione non coinvolge i partiti, semplicemente perché, dice Fini, i partiti sono molto più deboli e la corruzione “li scavalca”.

Il voto europeo - Fini poi parla della situazione politica. Dice che Berlusconi “che lamenta quattro colpi di stato ai suoi danni ha perso il senso della realtà e non va preso troppo sul serio”. Per le elezioni europee Gianfry prende le distanze da tutti i partiti che sono contrario all’euro. Quindi niente voto alla Lega e nemmeno a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Ecco che quindi Fini scopre le carte: nel campo moderato rimane o “l’alleanza timida e pallida fra Alfano e Cesa” o la lista liberaldemocratica di scelta Europea che sostiene Guy Verhofstadt, formata dal Centro Democratico di Bruno Tabacci, da Scelta Civica e dagli eredi di Oscar Giannino – Fare per Fermare il Declino. Insomma Giafry vota Tabacci.

Toti (FI): "Bisogna andare a votare alle Europee non solo per cambiare l'Europa, ma soprattutto per cambiare e rinnovare questo governo"

Toti (FI): "Bisogna andare a votare alle Europee non solo per cambiare l'Europa, ma soprattutto per cambiare e rinnovare questo governo"

A cura di Gaetano Daniele




Bisogna andare a votare alle Europee non solo per cambiare l'Europa anche per cambiare questo governo e questa politica economica. I cittadini non sanno quando e quanto pagheranno ma sicuramente tanto, piu' di quanto abbiano mai pagato. C'e' la necessita' di cambiare. Gli italiani hanno la possibilita' di cambiare, dandoci il loro voto nelle urne

L'ex premier intervistato da Paolo Liguori: "Quelli di Ncd sono tutti vecchi signori della politica attaccati alla poltrona"

Berlusconi: "Via la tassa sulla prima casa. Pensioni minime a 1000 euro"


di Luca Romano 


Il leader di Forza Italia a Tgcom24: "Sul governo Renzi sono pessimista, per ora ha solo alzato le tasse"


Le elezioni europee si avvicinano e prosegue il tour elettorale di Silvio Berlusconi. In testa alle tematiche, ancora uan volta, le questioni giudiziarie. A partire dal terremoto che si è abbattuto sull'Expo 2015, fino all'arresto di Claudio Scajola e alla condanna definitiva di Marcello Dell'Utri. Il Cavaliere, intervistato da Liguori per TgCom24, tocca tutti gli argomenti caldi della scena politica. "Molte cose sono aria fritta, in tutte le cose con riguardano appalti ci sono delle telefonate, è la vita. Non è solo l’Italia ma in tutto il mondo non dobbiamo scandalizzarci, molte cose sono millantate e non vere affrontiamo il problema ma senza pensare che ci sia uno scandalo che faccia pensare a tangentopoli", è questo il punto di vista dell'ex premier sull'inchiesta della procura milanese sugli appalti per l'Esposizione Universale del prossimo anno. Berlusconi ci tiene inoltre a sottolineare che Forza Italia non c'entra nulla con questo scandalo. E sul caso Scajola il Cav precisa: "Questo signor Matacena io non me lo ricordo. Sarà stato deputato di Forza Italia vent'anni fa per un breve periodo".

Sale il livello dello scontro con l'ex delfino Angelino Alfano che, negli ultimi giorni, non ha perso occasione per lanciare attacchi e bordate a Forza Italia: "Quelli di Ncd sono tutti vecchi signori della politica attaccati alla poltrona", attacca Berlusconi. M aumenta la tensioen anche con il governo di Matteo Renzi: "Posso dire che dopo le cose che ha fatto Renzi come gli 80 euro solo ai dipendenti e nulla per i pensionati, noi stiamo ritenendo di non poter seguire la strada di queste proposte di riforme del Senato. Anche sulla legge elettorale hanno cambiato l’accordo mettendo il ballottaggio, una cosa inaccettabile". Poi l'ex premier rilancia sul piano economico:  "Se andiamo al governo, nel primo Cdm aboliremo di nuovo la tassa sulla prima casa. Inoltre stiamo lavorando per trovare le coperture sulle pensioni minime per arrivare a mille euro al mese."

Nella parole del leader di Fi non manca neppure un riferimento alla sua questione giudiziaria: "Sono toccato da una sentenza che è stata una costruzione particolare, la base della mia esclusione dal Parlamento, ciò che la sinistra ha tentato di fare dal ’94. Sono sicuro che in pochissimo tempo mi verrà ridata la mia piena onorabilità".