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domenica 19 gennaio 2014

Incredibile ma vero: Paga con 6 giorni di ritardo e scatta una multa di 2.400 euro

Incredibile ma vero: Paga con 6 giorni di ritardo e scatta una multa di 2.400 euro

Giacomo Moscarola mostra la cartella dell'Agenzia delle Entrate
Riceve una cartella esattoriale, la paga con sei giorni di ritardo e dieci mesi dopo gli arriva una multa di quasi il 100% dell’importo versato.

E’ una storia al limite dell’incredibile quella successa a Giacomo Moscarola, segretario cittadino di Lega Nord: «Nel 2007 - racconta non ho fatto la dichiarazione dei redditi perchè pensavo di essere sotto la soglia entro la quale non è obbligatoria. Quell’anno avevo lavorato per le Funivie Oropa e per Banca Sella. Purtroppo sforavo il tetto massimo e avrei dovuto denunciare il mio reddito nel 730. Mi rendo conto che è stato un errore mio, ma davvero è stato in buona fede».

Sei anni dopo tramite raccomandata, l’Erario gli ha chiesto il rientro di quanto dovuto. «Nel dicembre del 2012 - prosegue -  mi è arrivata una cartella esattoriale dall’Agenzia delle Entrate: tra importo da riscuotere e sanzione dovevo 2.698,55 euro».
Il pagamento andava fatto entro 60 giorni dalla ricezione della lettera. «Il termine scadeva il 5 febbraio 2013, ma io ho dovuto racimolare la somma e ho pagato in banca tramite F24. Era l’undici febbraio».

Dopo aver saldato il suo debito con l’Erario Moscarola pensava di aver fatto il suo dovere, da bravo e onesto cittadino: «Credevo che fosse finita lì, così sarebbe stato in un paese civile. Invece no. A dicembre del 2013 mi è arrivata un’altra cartella esattoriale, questa volta da Equitalia».
 
Moscarola si è recato all’Agenzia delle Entrate per capirne di più: «senza tanti giri di parole lo sportellista - racconta - mi ha detto che dovevo versare  2391,04 euro di multa per aver pagato la cartella esattoriale con sei giorni di ritardo. Non ci potevo credere».
Ora Giacomo Moscarola è imbufalito: «Non ho nessuna intenzione di pagare - afferma - è una vergogna che lo Stato ladro debba far cassa sui cittadini e sulle imprese che in questo periodo di crisi già fanno fatica ad andare avanti e si trovano nella situazione di pagare salassi del genere! Non è ammissibile che l’Agenzia delle Entrate  si svegli dopo cinque anni e poi  aumenti le sanzioni del 100% per sei giorni di ritardo. Mi metto nei panni di una ditta che ha dei dipendenti e per un puro caso paga pochi giorni dopo la scadenza… il mio è un importo tutto sommato piccolo, ma proporzionato a una ditta un imprenditore rischia davvero di chiudere. Se il trattamento è così per tutti non ci dobbiamo sorprendere se la gente si va a dare fuoco davanti a questi uffici…»

Moscarola non le manda a dire a nessuno: «L’Agenzia delle Entrate avrà un direttore, si assume la responsabilità di questo schifo o è tutta colpa del sistema? Perché se è il  sistema deve essere cambiato non è ammissibile, soprattutto in un periodo come questo in cui è difficile reperire liquidità, che per una svista così banale i cittadini e le imprese possano avere un rincaro simile! Se si vuole applicare una sanzione ulteriore, va conteggiata solo sui sei giorni di ritardo del versamento».

Poi conclude: « Io  nella maniera più assoluta non ho intenzione di pagare quella multa, è una vera presa in giro. Non solo: condivido le proteste di chi, esasperato da certe situazioni, ha il coraggio di far sentire la propria voce».

Ma guarda un pò: "Il figlio ed il nipote di Giorgio Napolitano entrambi vincitori di concorsi!

Ma guarda un pò: "Il figlio ed il nipote di Giorgio Napolitano entrambi vincitori di concorsi!


Il Prof. Paolo Cioni, alle cui proposte per una radicale riforma del sistema sanitario sto dando spazio in una serie di articoli, parlando di Università, ci ha ricordato una vicenda che riguarda da vicino il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, naturalmente ignorata dai grandi quotidiani di regime, ad eccezione di Italia Oggi.
Prima di entrare nel vivo della vicenda, ricordo ai nostri lettori che Paolo Cioni è uno stimato neuropsichiatra, docente di Psicopatologia e autore di diversi trattati di Psicologia e Psichiatria, nonché del best seller Neuroschiavi (Ed. Macro, 2009, scritto insieme a Marco Della Luna).

Non è un mistero per nessuno, sostiene Cioni, che nell’università italiana concorsi, dottorati, cattedre vengano vinti quasi sempre dai soliti noti, parenti o protetti di altri soliti noti. La situazione sconfortante si evince semplicemente guardando i cognomi di chi lavora nelle varie facoltà. Esiste infatti in rete una vastissima documentazione che dimostra, nero su bianco e con prove inoppugnabili, in che misura vengano favoriti per le cattedre e per gli incarichi più prestigiosi figli, parenti, cugini e cognati di pezzi grossi della politica, di deputati, senatori ed altri rappresentanti delle istituzioni. Ma pochi sanno, perché i giornali raramente ne parlano, che un caso controverso riguarda proprio l’attuale Presidente della Repubblica.

Prendiamo ad esempio il caso di Roberto Tomei, un dirigente dell’ISTAT con una grande passione per il Diritto e la Giurisprudenza, con alle spalle numerose pubblicazioni in tali ambiti. Nel 2000 decise di partecipare ad un concorso pubblico per l’assegnazione di una cattedra universitaria di Diritto Amministrativo (come Professore associato), resasi vacante nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Molise. Ovviamente non era l’unico candidato. Assieme a Tomei si presentarono infatti altre persone. Ma sentiamo quello che lo stesso Tomei ha dichiarato al quotidiano Italia Oggi«Non ce la feci perché, nonostante avessi scritto libri e pubblicazioni in materia, la commissione esaminatrice non li ritenne idonei ai fini del mio punteggio. Ritenne invece idonee per la cattedra altre tre persone prima di me: Andrea Rallo, che venne chiamato dalla stessa Università del Molise, e, a seguire, Marina D’Orsogna e Giulio Napolitano, che furono chiamati rispettivamente dall’Università di Teramo e dall’Università della Tuscia».

Fin qui niente di strano: una persona partecipa ad un concorso per vincere una cattedra universitaria, e la commissione esaminatrice non la ritiene idonea. Una normale situazione già più volte sentita connotata però da due dettagli non trascurabili.
Il primo è che Giulio Napolitano è figlio del più noto Giorgio, oggi Presidente della Repubblica. Così come, sempre Giulio Napolitano, attualmente lavora come consigliere per la Presidenza del Consiglio. Il secondo è che, come racconta Tomei all’epoca dei fatti, sempre a Italia Oggi«Con l’aiuto del mio legale, l’avvocato Giorgio Carta, ho presentato subito ricorso, prima davanti al TAR del Lazio e poi al Consiglio di Stato, contro il decreto del Rettore dell’Università del Molise che aveva approvato gli atti del concorso. E il CdS (Consiglio di Stato, ndr), con una sentenza che definirei storica, (…) mi ha dato ragione, affermando il principio secondo cui per pubblicazione debbono intendersi soltanto le pubblicazioni diffuse nell’ambito della comunità scientifica che il candidato può vantare all’atto della domanda».
E quando il giornalista di Italia Oggi, Roberto Altesi, chiese al Tomei se Giulio Napolitano avesse “i titoli in regola”, questi rispose: «No. E questo non lo dico io ma il Consiglio di Stato, che le cito testualmente: “la monografia del dott. Napolitano Servizi pubblici e rapporti di utenza risulta prodotta in esemplare stampato in proprio dall’autore, onde la stessa difetta del requisito minimo per essere definita pubblicazione valutabile agli effetti del concorso de quo”. E i giudici aggiunsero: “Tale lavoro ha costituito elemento decisivo per la valutazione del candidato, in quanto ritenuto dalla commissione quello di maggior rilievo sul piano sia formale sia sostanziale, come si evince chiaramente dai giudizi formulati, onde la sua non ammissibilità impone, di necessità, la rinnovazione del giudizio di idoneità espresso nei suoi confronti”. Insomma, il Consiglio di stato, non io, ha imposto alla commissione esaminatrice di annullare la prova e di rifarla, rivalutando i titoli».

Al che il giornalista chiese a Tomei se ciò fosse stato fatto. E il dirigente dell’ISTAT rispose: «Macchè. La Commissione esaminatrice, stordita dall’inattesa decisione del Consiglio di Stato (soltanto pochi candidati fino a quel momento erano riusciti a vincere innanzi al Consiglio di Stato un ricorso inerente concorsi universitari) non ha saputo che pesci prendere, tanto da preferire di farsi decadere. Una nuova Commissione, costituita nell’Agosto 2005, è stata poi annullata più di un mese dopo. Solo dopo una diffida da parte mia, a Febbraio del 2006, la commissione è stata ricostituita terminando i propri lavori nel Giugno del 2006. Non essendosi presentata la candidata D’Orsogna, si trattava di attribuire due posti fra i rimanenti candidati, cioè Napolitano e me. Ma ancora una volta sono stato bocciato, ancorché mi dovessero essere valutati titoli non considerati dalla prima commissione. É risultato idoneo invece Giulio Napolitano, nonostante il suo lavoro principale, quello sul quale la prima commissione aveva fatto leva per promuoverlo, non potesse essere più oggetto di valutazione secondo la sentenza del Consiglio di Stato».
Allora il giornalista di Italia Oggi chiese al Tomei se nel frattempo Giulio Napolitano avesse pubblicato altri testi, questi sì, idonei. E Tomei rispose: «É noto che in tutti i concorsi i titoli che si presentano debbono essere posseduti alla data della domanda, e non è possibile alcuna sanatoria in corso d’opera. Quindi se anche avesse scritto qualcosa nel frattempo, non avrebbe potuto essere valutata in quel concorso».

A titolo di cronaca e per informazione ai nostri lettori, i virgolettati sono tratte da un articolo di Roberto Altesi apparso Martedì 20 Marzo 2007 a pagina 5 del quotidianoItalia Oggi. E le notizie contenute nell’articolo succitato, come ci ha rilevato Paolo Cioni, non sono mai state né contestate né smentite dal Professor Giulio Napolitano.
C’è forse da attendersi qualcosa di meglio da un’università di Stato?” - si chiede Paolo Cioni, proseguendo con altri quesiti e altre considerazioni: ”E  perché poi dev’essere lo Stato ad occuparsene? É uno dei tanti bei frutti della Rivoluzione francese? Almeno prima c’erano concorsi di libera docenza per diventare professore aperti a tutti quelli che avessero accumulato produzione scientifica e curriculum di carriera. É utile in questo contesto utilizzare il solito slogan secondo cui occorre spendere di più per la ricerca? Ci sarà sicuramente qualche ricercatore serio - prosegue Cioni - ma in un contesto cosiffatto il suo contributo non può essere dato per scontato. Io non darei una lira (sì una lira, non un eurocent) bucata per la ricerca in un contesto simile. E solo le Università beneficiano di un regime per cui le ditte che sono costrette a fare progetti di collaborazione con loro (senza potersi scegliere i consulenti che le Università stesse inviano) vengono detassate”.

Sempre in famiglia Napolitano Paolo Cioni ci ricorda poi anche il caso di Susanna Napolitano, nipote del Presidente della Repubblica. Già per due anni impiegata con contratto precario presso l’ufficio stampa della Regione Puglia, è stata promossa da Nichi Vendola a Capo Addetto Stampa del Presidente della Regione, con uno stipendio lordo di 91.000 Euro annui, come rilevò il sito Isegretidellacasta.blogspot.it il 19 Gennaio 2012. Non abbiamo avuto il piacere di conoscere la Signora Susanna Napolitano, ma sicuramente deve essere molto qualificata per rivestire questo incarico.


Roma: Nuovo giro di squillo con minorenne

Roma: Nuovo giro di squillo con minorenne 


La Polizia di Roma ha scoperto un nuovo giro di prostituzione, in cui è coinvolto almeno una studentessa di 15-16 anni. E' stato arrestato un 55enne, falso manager di modelle, che con i suoi modi gentili e artefizi induceva le ragazzine a prostituirsi promettendo loro l'ingresso nel mondo dello spettacolo. Tra i clienti del giro ci sono liberi professionisti, dirigenti d'azienda, commercianti. La denuncia è partita dalla madre della giovane minorenne che, insospettita dall'eccessiva disponibilità di denaro. I contatti con i clienti avvenivano sullo stesso sito utilizzato dalle due ragazzine che si prostituivano ai Parioli, gli incontri nei quartieri-bene. 

Renzi: Profonda sintonia con Berlusconi

Renzi: Profonda sintonia con Berlusconi 


"C'è profonda sintonia tra il Partito Democratico e Forza Italia su tre aspetti: riforma del titolo V, trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie  - senza indennità per i senatori  e non voterà la fiducia - nuova legge elettorale che favorisca la governabilità e il bipolarismo ed elimini il potere di ricatto dei piccoli partiti politici". Lo ha detto Renzi, nella conferenza stampa al termine del vertice al Nazareno con il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi e Gianni Letta sulle riforme. "Lunedì alle 16 presenteremo il testo alla direzione del Partito Democratico per il voto". "Restiamo aperti al contributo di chi vorrà starci". Poi prima di partire: "Abbiamo fatto un passo avanti importante". Ma pronta la risposta dei bersaniani: patto Renzi Cavaliere? cade il governo. "Se si chiude il patto tra Renzi e Berlusconi che esclude tutti gli altri, la maggioranza finisce". Cosi il bersaniano D'Attorre sulla trattativa per la legge elettorale. "Lo spagnolo in salsa italica è costituzionalmente e politicamente invotabile", aggiunge, la nostra sarà "una battaglia politica a viso aperto nel gruppo, nelle commissioni, in Aula". Poi: "Un Pd normale dovrebbe partire dalla maggioranza e poi allargare il confronto", è "strano chiudere un accordo con Berlusconi che vuole elezioni anticipate e invece escludere chi è disposto anche a fare le altre riforme, sul Senato e il Titolo V della Costituzione. 

sabato 18 gennaio 2014

Allarme Liguria: 100 frane, 200 sfollati

Allarme Liguria: 100 frane, 200 sfollati 


La frana che ha provocato il deragliamento del treno ad Andora "si sta muovendo e continua a piovere, se collassa di colpo sul treno, il convoglio potrebbe finire in mare". Lo ha detto il sindaco Floris, che ha ribadito "non c'è alcun pericolo per le persone". Intanto il bilancio del maltempo in questi giorni è di oltre 100 frane e circa 200 sfollati. La Protezione Civile ligure ha emanato lo stato di allerta 1 sul levante savonese e nel genovese. Prorogata l'allerta 1 su Tigullio e Spezzino. La situazione, spiega l'assessore regionale Briano, "è particolarmente critica sulle strade imperiesi e nello Spezzino". 

Berlusconi-Renzi: Vertice nella sede del Pd

Berlusconi-Renzi: Vertice nella sede del Pd


"Vedo Berlusconi domani, non di mattina perchè lui deve presentare Seedorf e io le case popolari". Lo ha detto il neo segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi ieri alla trasmissione "Le invasioni barbariche". "Lo vedrò nella sede del Pd alle 16. Con Berlusconi ci sarà Gianni Letta, con me ci sarà Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria", ha aggiunto Renzi. Il vertice dunque resta in programma malgrado il cataclisma scatenato all'interno del Partito Democratico e nella maggioranza di governo tanto da mettere a rischio la tenuta del governo Letta. 

venerdì 17 gennaio 2014

Assicurazioni false: Camorra e intercettazioni, ecco come funzionava il meccanismo delle polizze false: si compravano a 12 e 50 e si rivendevano a 30

Assicurazioni false: Camorra e intercettazioni, ecco come funzionava il meccanismo delle polizze false: si comprava a 12 e 50 e  si rivendevano a 30

di Casertace Puntonet
con la collaborazione de "Il Notiziario"

Da indiscrezioni: nel mirino della magistratura anche rivenditori di auto di Caivano che dal 2009 al 2010 acquistavano e rivendevano con il proprio timbro assicurazioni 5 giorni false al prezzo di 80 euro. Nel prossimo articolo nomi e prestanomi dei rivenditori che truffavano i propri clienti

Dalla lettura dell'ordinanza dei 17 arresti siamo in grado di mostrare ai lettori i punti salienti del documento che descrivono le trattative intavolate alla base della compravendita delle rca. 

Caserta - Le intercettazioni contenute nell'ordinanza firmata dal Gip Foschini seguono, in sostanza, passo passo lo sviluppo e l'articolazione della vicenda delle polizze. Riunioni saltate, rimandate, posticipate, ma alla fine per il Giudice, nonostante l'8 settembre del 2011 non si fosse tenuto l'incontro programmato con Bruno, "l'estorsione veniva portata a consumazione, come emergeva dalle conversazioni ambientali intercettate nell'auto di Ciccarelli". 

Prog. 51395 del 12/09/2011 alle ore 18:41

.....omissis...

Di Bernardo Giovanni: "Ma noi rimanemmo che se chiudiamo là prendiamo qualcosa"....

Ciccarelli Ulderico:  "Giovanni, ma noi quello che interessa assai sono le polizze... le polizze"...

Di Bernardo Giovanni: "Ma tu già sai da qualche parte possiamo andare?..

Ciccarelli Ulderico: "già tre-quattrocento polizze, le abbiamo vendute"... 

Di Bernardo Giovanni: "veramente? ce le facciamo dare da Gino (Sportiello) e non lo paghiamo hai capito?

...omissis....

Importante per capire il meccanismo alla base della vendita delle polizze, leggere l'ambientale del 16/09/2011, dalle ore 10:01, nell'autovettura di Ulderico Ciccarelli in sosta davanti una pasticceria. 
Gli inquirenti trascrivono il colloquio tra Zara e Ciccarelli, dove è proprio Zara a raccontare in modo concitato l'esito della negoziazione intavolata con un uomo mandato da Vincenzo Bruno, disse: "le diamo a trentacinque.. però tirate, tirate, tirate.. a voi a quindici euro ve le diamo... però ci vediamo tutto noi... verbali... inc... tutto... disse... queste cosa quà". 

Ma la contraddizione continua, non si arresta e cambia cosi ulteriormente il prezzo delle rca. Ed infatti in un'altra intercettazione ambientale del 17 settembre del 2011 Ciccarelli riferisce, nella sua auto, a Giovanni Di Bernardo: "Si sono messi a disposizione... con noi.... ora dobbiamo uscire quà vero?... (facendo riferimento alla strada da percorrere), dodici e cinquanta secondo me sta fatto bene... lui voleva quindi... noi dieci.... chiudiamo a dodici e cinquanta... le vendiamo a trenta e via... Giovanni".

Giuseppe Tallino