Terremoto, aiuti e truffe: il pericolo delle (finte) associazioni di beneficenza Fate molta attenzione
Fabrizio Curcio, il capo della Protezione Civile ha stoppato i più generosi. "Non inviate cibo e indumenti, non abbiamo carenze, il modo migliore di aiutare è l' sms solidale al 45500″. Alla popolazione colpita servono solo soldi per la ricostruzione. Poste Italiane, la Protezione Civile e la Croce Rossa stanno già raccogliendo molti contribuiti utili.
Non sempre, però, le iniziative che vengono pubblicizzate, soprattutto su Facebook o whatsapp con passaparola tra amici e conoscenti, brillano per trasparenza. Secondo il Fatto Quotidiano spesso non si comprende chi tenga le fila dell'organizzazione promotrice o a cosa davvero servano i soldi raccolti. Il rischio di incorrere in un'associazione che utilizza il disastro per farsi pubblicità, o addirittura in chi mette in piedi una vera e propria truffa, è concreto.
Per esempio, in passato, c'è stato chi dopo il sisma in Emilia del 2012 ha intascato indebitamente 120.000 euro per il sostentamento fuori casa, mentre non si è mai mosso dalla sua abitazione inagibile di Crevalcore, chi dopo il terremoto dell' Aquila del 2009 ha percepito più di 700.000 euro grazie a false dichiarazioni di danni mai subiti, o chi a Monza nel 2013 ha distribuito volantini per la raccolta fondi per le vittime dell'alluvione in Sardegna utilizzando il simbolo Cri, ma mettendo il proprio nome e numero di telefono.
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