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lunedì 16 dicembre 2013

Città in Tilt per scioperi trasporti. Milano, bloccate le linee del metrò

Città in Tilt per scioperi trasporti. Milano, bloccate le linee del metrò


Lo sciopero nazionale di 4 ore nel settore del trasporto pubblico locale sta creando disagi nelle principali città. A Milano ferme le linee metropolitane e possibili riduzioni per quelle di superficie, mentre a Roma sono gli autobus a essersi già fermati e funzionano invece le linee della metropolitana e quelle delle ferrovie leggere. Intasate le vie consolari, nell'orario in cui i pendolari vanno al lavoro. A Napoli ferma la Circumvesuviana e a piedi gli abitanti dell'area flegrea e vesuviana. Domani e mercoledì tornano a Roma le targhe alterne: domani dispari ferme. Intanto sono molto alte le adesioni allo sciopero di 4 ore a livello nazionale del trasporto pubblico locale, con punte del 95% a Torino dove l'astensione dal lavoro è di 8 ore. Lo riferisce la Filt-Cgil sulla base dei primi dati arrivati. A Venezia, sono stati fermi il 60% dei vaporetti, a Bologna l'adesione è stata dell'80%, a Napoli fermi il 90% dei bus, a Bari l'85% e a Palermo il 60%. A Firenze lo sciopero è nel pomeriggio. A Roma, secondo i dati dell'Agenzia della Mobilità l'adesione è del 20%. 

Legge di Stabilità: Maratona notturna alla Camera

Legge di Stabilità: Maratona notturna alla Camera 


Maratona notturna per la Commissione Bilancio della Camera, riunita in seduta domenicale dalle 23 per esaminare gli ultimi emendamenti del governo, attesi per sabato e poi slittati a ieri mattina. Scaduto anche il termine per i subemendamenti dei gruppi. I lavori della Commissione sono iniziati 10 giorni fa, quando il testo licenziato dall'Aula di Palazzo Madama è approdato a Montecitorio con oltre 3 mila emendamenti prodotti dalle forze politiche, metà della maggioranza e metà dell'opposizione. La Commissione si riunirà appunto stamane alle 12.30 per chiudere i lavori in giornata e mandare la manovra domani all'aula di Montecitorio. 

Renzi: Grillo o le riforme o sei buffone, ma Grillo respinge la sfida: "Subito al voto"

Renzi: Grillo o le riforme o sei buffone, ma Grillo respinge la sfida: "Subito al voto" (Renzie come Fonzie): restituisca agli italiani 1 miliardo di euro 


Satira
"Restiamo ribelli e cambiamo l'Italia". Così Renzi dal palco dell'assemblea del Pd che lo ha incoronato "reginetta dell'anno".  "Essere ribelli - ribadisce Renzi - è soprattutto una sfida con se stessi". Dobbiamo "avere la consapevolezza che il Pd è parte integrante di questo governo", "se balbetta il governo la colpa non ricadrà su Grillo o Berlusconi, ma ricadrà sulle nostre spalle". E aggiunge: "Dobbiamo aiutare Letta nel semestre europeo. Senza l'Italia l'Ue non va da nessuna parte". Troppi "sfascisti vogliono mandare a casa il Parlamento". "Nel patto di coalizione serve l'impegno a modificare la Bossi-Fini". E poi: non più Senato elettivo alle prossime elezioni: non più 315 senatori. "Entro fine gennaio si approva alla Camera la riforma o la politica perde faccia". Poi la proposta a Letta: un patto per i prossimi 12-15 mesi. "Entro un mese una legge per semplificare le regole sul lavoro". E sulle unioni civili: "Tema che metteremo nel patto di coalizione". Renzi inoltre ha sfidato Grillo  sulla legge elettorale e sulle riforme dei partiti: "Firma o sei un  "buffone". Ma Grillo non si lascia intimorire dalle chiacchiere di Renzi. In politica ci sono modi e modi per esprimere una propria opinione, per Renzi chi firma è giusto chi non firma è un "buffone", questa provocazione assomiglia tanto al gioco: ti offendo proprio per indurti a non firmare. Ma appunto Grillo non cade nella trappola del Pd e rimarca: "Si sciolga il Parlamento e al voto con il Mattarellum". "Le riforme le farà il prossimo Parlamento", (Renzi come Fonzie) è tutto chiacchiere e marketing. "I rimborsi elettorali sono stati incassati dai partiti aggirando il referendum del 1993 e la Corte dei Conti". "Il Pd deve restituire agli italiani, non a noi, 1 miliardo di euro preso in 20 anni. Renzie, caccia la grana e tutta", conclude. 

sabato 14 dicembre 2013

Famiglia: Il decreto rende i figli uguali

Famiglia: Il decreto rende i figli uguali


E' legge la norma che mette fine a ogni distinzione e discriminazione tra figli naturali e legittimi. Tolta quindi dal Codice Civile qualunque aggettivazione alla parola figli. Come spiegato dal presidente del Consiglio, da ora in poi saranno tutti figli uguali. Il testo, predisposto nell'ambito della Commissione istituita presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, presieduta dal Professore Cesare Massimo Bianca, stabilisce: "l'introduzione del principio dell'unicità dello stato di figlio, anche adottivo, e conseguentemente l'eliminazione dei riferimenti presenti nelle norme ai figli "legittimi" e ai figli "naturali" e la sostituzione degli stessi con quello di "figlio"; il principio per cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo con i genitori; la sostituzione della notizia di "potestà genitoriale" con quella di "responsabilità genitoriale"; la modifica delle disposizioni di diritto internazionale privato con previsione di norme di applicazione necessaria in attuazione del principio dell'unificazione dello stato di figlio. Inoltre, nel recepire la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, si è deciso di: limitare a 5 anni dalla nascita i termini per proporre l'azione di disconoscimento della paternità; introdurre il diritto degli ascendenti di mantenere "rapporti significativi" con i nipoti minorenni; introdurre e disciplinare l'ascolto dei minori, se capaci di discernimento, all'interno dei procedimenti che li riguardano; portare a 10 anni il termine di prescrizione per l'accettazione dell'eredità per i figli nati fuori dal matrimonio; modificare la materia della successione prevedendo la soppressione del "diritto di commutazione" in capo ai figli legittimi fino ad oggi previsto per l'eredità dei figli naturali. 

venerdì 13 dicembre 2013

Finalmente approvata la nuova legge regionale sul commercio in Campania, Califano: "Soddisfatto del risultato raggiunto"

Finalmente approvata la nuova legge regionale sul commercio in Campania, Califano: "Soddisfatto del risultato raggiunto"

Con l'approvazione della nuova Delibera di Consiglio Regionale avvenuta Giovedì 12 c.m finalmente, dopo tredici anni dell'entrata in vigore della riforma del titolo V della Costituzione, anche la Campania ha la sua legge che disciplina il commercio. Un fiume di riunioni ne impediva l'approvazione, hanno mdovuto intervenire sia il presidente che l'assessore regionale per porre fine alle innumerevoli riunioni. E' presto per elencare le principali novità o le mancanze, ma di certo abbiamo il dovere di ringraziare coloro che hanno permesso alla Campania, fanalino di coda nell'Italia nel legiferare sul commercio, diventato nel momento di crisi che incombe sulla Nazione valvola di sfogo per disoccupati. Piena soddisfazione di Felice CALIFANO, presidente dell'Aicast Provinciale di Napoli (Associazione Industria, Commercio, Artigianato, Servizi e Turismo) che si è riservato una valutazione sul testo della legge a dopo la pubblicazione ufficiale. 

Tagli bollette energia, misure Rc auto. Ma la Banca d'Italia lancia l'allarme "Deficit"

Tagli bollette energia, misure Rc auto 
Varato piano "Destinazione Italia". Ma la Banca d'Italia l'ancia l'allarme "Deficit"


Il governo oltre al decreto che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti ha varato il piano "Destinazione Italia" diretto a sostenere l'economia. Si tratta di un decreto legge e di un disegno di legge, ha precisato Letta. "Ci sarà una forte riduzione del costo dell'energia e delle bollette. C'è un'intervento significativo anche sui crediti per la ricerca", nota ancora Letta. C'è un'azione pure per "il calo dei costi" delle assicurazioni auto e contro le frodi. E' una detrazione fiscale del 19% per i libri. Ma nonostante ciò, si registra, fino ad ottobre, un debito pubblico "Record": secondo la Banca d'Italia è salito a quota 2.085,231 miliardi di euro. Il dato è in aumento sia rispetto al precedente mese di settembre, quando aveva toccato quota 2.068,722 miliardi, sia rispetto al mese di dicembre 2012, quando segnava 1.989,431 miliardi

Abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Letta: Soldi ai partiti decidono i cittadini. Quagliariello: "Ecco i fatti"

Abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Letta: Soldi ai partiti decidono i cittadini. Quagliariello: "Ecco i fatti"


"L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è realtà. Il governo ha assunto un decreto. Abbiamo mantenuto la promessa che avevamo fatto". Letta, in una conferenza stampa, annuncia il decreto legge che abolisce il finanziamento ai partiti. Il decreto, precisa il presidente del Consiglio, recepisce "il testo della legge approvata dalla Camera". Precisa: "Ora tutto il potere è dei cittadini". Chi vorrà potrà versare soldi ai partiti: "il sistema del 2 per mille non frega i cittadini perchè l'inoptato resta allo Stato". Il finanziamento, dunque sarà su base volontaria e la scelta spetterà solo ai cittadini. Anche il Ministro Gaetano Quagliariello commenta: "E una è andata. Abolito il finanziamento pubblico ai partiti! Ora avanti con riduzione del numero dei parlamentari. Ecco i fatti".