Visualizzazioni totali

sabato 21 maggio 2016

UNA LETTERA-RIBALTONE La Santanchè scrive al Cav "Ci salviamo solo così..."

Santanchè, la lettera a Berlusconi: "Molla Marchini, appoggia la Meloni e salva Forza Italia e centrodestra"



Mollare Marchini, appoggiare la Meloni e salvare Forza Italia e unità del Centrodestra. La lettera che Daniela Santanchè ha scritto a Silvio Berlusconi rischia di far saltare il banco a poco più di due settimane dalle elezioni comunali a Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Un appuntamento cruciale, soprattutto quello della Capitale, perché potrebbe segnare la crisi conclamata di Matteo Renzi e del Pd e, in qualche caso, mettere un freno all'ascesa apparentemente inarrestabile del Movimento 5 Stelle. Ma solo a patto che tutti, nel mondo della destra, siano sulla stessa barca. 

Le "primarie" di Roma - "Il centrodestra, unito e compatto - scrive la Santanchè al Cavaliere -, può avere la grande occasione di governare Roma. Perché buttare via una vittoria a tavolino?". "L'ultimo sondaggio apparso oggi su Repubblica dice che Marchini supera di poco l'11% mentre la Meloni supera il 20%", ricorda la pasionaria azzurra, che dà voce ai "dissidenti" forzisti che avrebbero preferito già ai tempi di Bertolaso una convergenza sulla candidata di Fratelli d'Italia, sostenuta dalla Lega di Matteo Salvini. "In questo mese è come se si fossero tenute sul campo una sorta di primarie del centrodestra. È ormai chiaro che solo Giorgia Meloni può competere con la Raggi e con il candidato del Pd". Solo riunendo il centrodestra intorno alla Meloni, conclude la Santanchè, Berlusconi può sperare di vincere a Roma: "Renzi, se escluso dal ballottaggio, dovrà prendere atto che nessun referendum può salvare il suo premierato traballante". Anche nel caso di una vittoria della Raggi, dunque, il vantaggio per Forza Italia sarebbe notevole, segnando il punto fermo di una nuova federazione.

LA VENDETTA DI PORRO Virus, una sfida alla Rai: gli ultimi numeri-bomba

Virus, la rivincita di Porro: ascolti record per Virus



Un "quasi addio" col botto per Virus: in attesa dell'ultima puntata del 2 giugno, il talk di Raidue condotto da Nicola Porro, eliminato dai palinsesti dai vertici di viale Mazzini, giovedì 19 giugno ha realizzato il 6,20% di share, record di ascolti in parte "dopati" dalla polemica degli ultimi giorni ma sicuramente in controtendenza rispetto ai dati decisamente più bassi sbandierati al Corriere della Sera dalle "fonti Rai" per giustificare la soppressione del programma (che poco piace a Matteo Renzi). A sottolineare il risultato è stato lo stesso Porro, non senza polemiche nei confronti delle "veline del Corriere della Sera". 

Mentana, l'ultimissimo sondaggio: verdetto finale sulla sfida-chiave

Mentana, l'ultimissimo sondaggio: chi va al ballottaggio



Più che un sondaggio, è una sentenza anche perché di fatto si tratta dell'ultima rilevazione pubblicabile fino alle comunali del 5 giugno. Al TgLa7 di Enrico Mentana va dunque in onda la fotografia definitiva (anche se i partiti continueranno a "sondare" gli elettori fino a sabato mattina) del panorama attuale, con un occhio di riguardo per la sfida cruciale: Roma. Il sondaggio Emg Acqua conferma il vantaggio incolmabile, almeno al primo turno, della grillina Virginia Raggi, data al 29,5 per cento. Dietro di lei un testa a testa tra Roberto Giachetti (Pd) al 22,6% e Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia e Lega Nord) al 22%, mentre è staccato Alfio Marchini (lista civica con l'appoggio di Forza Italia) al 16%, dato leggermente superiore a quello pubblicato da Repubblica. La sostanza, però non cambia: Marchini non andrebbe al ballottaggio, con Daniela Santanchè che ha chiesto ufficialmente a Berlusconi di virare sulla Meloni. Fuori dai giochi Stefano Fassina di Sinistra italiana, al 5,7%: voti pesanti "rubati" al Pd, anche se non è detto che all'eventuale secondo turno non possano tornare a Giachetti (Raggi permettendo). 

venerdì 20 maggio 2016

Strage Egyptair, trovano strani detriti Un vero mistero: "Non sono di un aereo"

Strage Egyptair, trovano degli strani detriti. Il giallo che può stravolgere tutto



Il mistero si infittisce circa il relitto dell'aereo dell'Egyptair: il capo dell'agenzia greca per la sicurezza sul volo ha infatti, affermato che i frammenti finora ritrovati in mare non appartengono ad un aereo, quindi non sarebbero dell'Airbus sparito la scorsa notte nel Mediterraneo, smentendo così quanto precedentemente affermato alla Cnn il vicepresidente dell'Egyptair. "Una verifica sui ritrovamenti mostra che non appartengono ad un velivolo", ha detto Athanassios Binis, capo dell'Autorità greca per la sicurezza del volo e le indagini sugli incidenti, aggiungendo che ciò è stato confermato dalle autorità del Cairo.

Le versioni - Intanto, anche se finora non è arrivata alcuna rivendicazione, l'ombra del terrorismo si innesta tra le ipotesi passate al vaglio e che si sono rincorse per tutto il giorno sulle cause del disastro. I primi a evocare il terrorismo, sono stati gli egiziani per bocca del ministro dell'aviazione Sherif Fatih dopo che il presidente francese Francois Hollande aveva detto di non escludere "nessuna ipotesi". E poi l'intelligence russa, seguita da fonti americane che hanno parlato di "bomba", salvo poi fare parziale marcia indietro in serata con il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, per il quale è ancora troppo presto dire che cosa può aver provocato la tragedia. Mentre per Hillary Clinton "sembra proprio un atto di terrorismo".

Le rotte - Secondo il sito specializzato FlightRadar24 il 18 maggio all'1:30 GMT ha lasciato Asmara, in Eritrea, alla volta del Cairo. Poi ha fatto un'andata e ritorno tra la capitale egiziana (6:21) e Tunisi (10:53), e quindi dal Cairo (14:50) è partito per Parigi, che ha lasciato ieri sera alle 21:09. Un percorso in capitali dove il rischio terrorismo è elevatissimo e, possibili falle nella sicurezza ce ne potrebbe essere state. Ad alimentare le paure di un ennesimo 'atto di guerra del terrorismo jihadista i molti misteri che i rottami dell'aereo, per ora, si sono portati sul fondo del mare. Le fiamme avvistate in cielo questa notte, a 240 chilometri a sud dell'isola greca di Karpathos, dal capitano di un mercantile potrebbero far pensare a una bomba a bordo o ad un kamikaze che si è fatto esplodere, magari minacciando il pilota. Il che potrebbe spiegare le virate scomposte che hanno fatto precipitare l'aereo da 37.000 a 15.000 piedi. Solita strategia del terrore per colpire Parigi e dintorni? O un obiettivo più preciso: qualcuno a bordo da far fuori.

I passeggeri noti - Tra i passeggeri noti c'erano Ahmed Helal, egiziano, direttore di Procter & Gamble negli stabilimenti industriali di Amiens; la cognata di Hisham el-Maqawad, numero due dell'ambasciata egiziana; Sahar al-Khawaga, donna che lavorava all'ambasciata saudita al Cairo. E forse qualcuno del quale le generalità non sono state rese note. Ma se molti, con più o meno cautela, hanno provato a cercare tra le pieghe della guerra jihadista all'Occidente o tra possibili rese di conti interne agli intrecci che attraversano il medio oriente e il nordafrica, sono davvero pochi quelli che credono a un guasto.

Virus chiuso, ora parla lui: quell'sms profetico di Renzi

Il presagio nero. Virus chiuso, parla Porro: l'sms profetico del Presidente del consiglio Renzi



Prima che Nicola Porro sapesse che il suo programma Virus sarebbe stato cancellato dal palinsesto di Raidue, ha ricevuto un triste presagio. Come ha raccontato a la Zanzara su Radio24, il suo talk finora raccoglieva buoni numeri di ascolti: "Ha sempre guadagnato rispetto all'anno precedente, siamo arrivati a un milione e centomila persone, e costava 45mila euro a puntata, metà degli altri se non un terzo". Eppure la decisione di viale Mazzini è stata inesorabile e sulla stampa i maligni hanno sospettato che su quella chiusura ci fosse la spinta di Matteo Renzi: "Non ne ho la più pallida idea - ha risposto Porro a Giuseppe Cruciani e David Parenzo - Tempo fa lo volevo ospite e lui mi ha scritto un messaggio sms: 'non stare sereno'. Il contrario di quanto aveva scritto a Enrico Letta. Non ci si può fidare - ha continuato il conduttore - Lo ha deciso Campo Dall'Orto, che è stato nominato da Renzi, non da Babbo Natale, dunque chiedetelo a Renzi se mette bocca nei palinsesti Rai. Fosse accaduto con Berlusconi - ha rincarato Porro - sarei stato un eroe, parlerebbero di editto contro Porro, invece sto morendo nell'indifferenza completa, sono uno sfigato".

Gli ultimi sondaggi prima del voto Da Milano a Napoli: ecco chi vince

L'ultimo sondaggio prima del silenzio: Da Milano a Napoli



A due settimane dal voto c’è una situazione di sostanziale parità. Un sondaggio - l'ultimo prima del silenzio pre-voto -  di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera parla di un centrosinistra al 27% contro un centrodestra di un punto percentuale sotto. Sala ha un vantaggio risicato che, in un eventuale ballottaggio, si riduce. Molto alta la percentuale di incerti e indecisi che sono al 41%.  Al primo turno oggi Sala prevarrebbe su Parisi 38,8% a 37,1% con un vantaggio (+1,6%) quasi identico a quello registrato in aprile (+1,7%). A seguire Corrado con il 17% e Rizzo con il 3,9%. Gli altri candidati, tutti insieme, raggiungono il 4,2%. Astensione e indecisione sono in aumento (+3,2%), come spesso accade all' approssimarsi della data delle elezioni, quando molti cittadini (soprattutto quelli più distanti dalla politica) iniziano ad informarsi ma si mostrano incerti su chi votare. Al ballottaggio, stando a questo sondaggio, al momento prevale Sala su Parisi i (51,2% a 48,8%), con un vantaggio (2,4%) che si è leggermente ridotto rispetto ad aprile, quando era pari a 3,2%.  Due terzi dei sostenitori di Corrado (65,7%) manifesta l' intenzione di astenersi mentre i restanti elettori privilegerebbero Parisi (20,6%) a Sala (13,7%). Tra gli elettori di Rizzo gli astenuti al secondo turno sarebbero molti meno (32%) e la maggioranza voterebbe per Sala (60%) rispetto a Parisi (8%).

Per quanto riguaqrda invece i partiti il Pd si conferma in testa con il 23%, seguito dal M5s (19,3%), dalla Lega Nord (15,6%) e da Forza Italia (10,2%). A seguire, Sinistra per Milano (6%) e le due liste dei principali candidati appaiate al 5,9%. Milano in comune si attesta al 3,4%, Fratelli d' Italia al 2,8% e Milano popolare all' 1,8%. Ogni confronto con i precedenti sondaggi risulta difficile per la presenza delle liste civiche di appoggio ai candidati che nel corso della campagna assumono maggiore notorietà e fisionomia drenando o cedendo voti ai partiti principali. La partita milanese è ancora tutta aperta e a fare da ago della bilancia saranno proprio gli indecisi.

Demos per Repubblica - Ilvo Diamanti su Repubblica a scatta, attraverso il suo sondaggio, la fotografia di quello che sarà il voto amministrativo, voto che forse in questo caso più di sempre ha una valenza nazionale anche per l’importanza delle città in cui si vota. Roma. Milano, Napoli, Torino e Bologna. Diamanti premette che l’elettore è diventato molto mobile, disilluso è pronto a cambiare idea.  In due settimane le opinioni dell’elettorato possono mutare. Comunque al momento la situazione fotografata è questa: a Bologna, Torino, Napoli, in particolare, i sindaci in carica sono vicini a una riconferma. Infatti, sembrano tutti vicini alla conferma. Anche se non è certo che riescano a imporsi al primo turno. E ciò costituisce comunque un rischio. A Roma Virginia Raggi, candidata del M5S, al primo turno, appare in testa. Oltre il 30%. Ma non è chiaro chi affronterà, nel ballottaggio, fra Giorgia Meloni e Roberto Giachetti, candidati della Destra, la prima, e del Pd, l' altro. Entrambi sopra il 20%, ma non di molto. Mentre appare fuori gioco Alfio Marchini.. Nel ballottaggio, comunque, nessun candidato sembra  farcela nel confronto con Virginia Raggi. A Napoli Luigi de Magistris è accreditato, al primo turno, di un risultato molto elevato, oltre il 40%. Anche a Torino i dati del sondaggio di Demos-Repubblica, prevedono Piero Fassino. A Milano Beppe Sala, il candidato del Pd e del Centrosinistra, appare favorito su Stefano Parisi. Rispetto al quale risulta davanti nel primo turno. Mentre nel ballottaggio il suo vantaggio cresce e risulta più ampio di quanto è emerso in altri sondaggi.

giovedì 19 maggio 2016

L'addio commosso di Emma a Marco Bonino, lo schiaffo a tutti i politici

L'addio commosso di Emma a Marco. Lo schiaffo della Bonino ai politici italiani



"Marco mancherà a tutti" ha detto Emma Bonino dai microfoni di Radio Radicale salutando commossa il compagno di tantissime battaglie politiche. L'ex ministro degli Esteri, però, è andata oltre la banale commemorazione dell'amico scomparso, puntando il dito su quanto siano ipocriti tutti i messaggi di cordoglio che oggi stanno piovendo da ogni parte politica: "Mancherà a questo Paese - ha aggiunto - mancherà persino agli avversari. Questo Paese molto lo ha amato, ma poco ha riconosciuto i suoi meriti. Marco non era un mediocre, era un grande, un grande nelle sue intuizioni e anche nelle debolezze. Mancherà a questo paese più che a noi Radicali che lo abbiamo imparato, digerito, fatto nostro... il senso delle istituzioni, delle regole, dello stato di diritto che ovviamente serve ai più deboli, ai più fragili perché i potenti lo ritengono molto spesso un intralcio". A chi ha sempre criticato il modo di fare di Pannella, il suo modo sopra le righe di portare avanti le sue battaglie, la Bonino ha replicato: "Molti diranno di lui che aveva senso dello spettacolo, dello sberleffo, del pretesto ma non era così, era molto più profondo: questo suo modo di usare il corpo, per esempio, nella prassi della non violenza".