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venerdì 28 agosto 2015

Sberla del New York Times alla Merkel sugli immigrati: "Italia sola, Ue ha fallito"

Il New York Times accusa l'Europa sul caso immigrazione: "Avete lasciato sole Italia e Grecia"




L'attacco arriva dall'altra parte dell'Oceano e a scagliarsi contro l'Europa è niente meno che il New York Times. L'analisi del quotidiano riguarda l'immigrazione. Il paesi più potenti del Vecchio Continente sono rimasti inermi a guardare i barconi approdare sulle coste più vicine al confine europeo. "Ha fatto poco per aiutare Italia e Grecia, i Paesi dove approdano molti dei rifugiati", che fuggono dalle guerre in Medio Oriente. Così scrive il quotidiano sull'Ue, sottolineando come fino ad ora abbia fallito nel mettere a punto un sistema condiviso di quote in modo da distribuire i flussi verso tutti i paesi europei. New York ha recriminato soprattutto il ruolo giocato da Francia e Regno Unito, che avrebbero potuto essere determinanti nel fermare l'ondata di clandestini disperati ammassati attorno alle loro frontiere.

Le parole vuote della Merkel - La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta profondamente scossa dalle notizie delle ultime ore e ha colto l'occasione per lanciare un monito a tutti i paesi dell'Unione affinché si trovi un accordo comune per contrastare il fenomeno. Queste dichiarazioni non sono sfuggite al quotidiano americano che ha espresso scetticismo a tal proposito: "Ma abbiamo già ascoltato queste dichiarazioni prima". Il Nyt si augura comunque che questa volta sia veramente quella buona e che l'Europa sia adesso in grado di prendere le misure necessarie a fermare le tragiche morti di clandestini.

L'auspicio - Il giornale a stelle e strisce giudica "sciocchi quei Paesi europei che fino ad ora si sono rifiutati di intraprendere quelle azioni concertate che sono così palesemente necessarie". I paesi presi d'assalto dall'arrivo dei profughi sono l'Italia e la Grecia, "completamente sopraffatte", mentre la Serbia e la Macedonia, aspiranti paesi membri, "faticano a gestire la crisi". L'unica risparmiata dal Nyt è l'Austria con la sua proposta di creazione di un sistema di quote per tutti i 28 Paesi dell'Unione Europea, intensificando così la lotta ai trafficanti di migranti e che renderebbe l'Europa un porto sicuro per coloro che cercano aiuto. "Queste misure rappresentando il modo di pensare ingegnoso e compassionevole di cui l'Europa ha bisogno", conclude.

Caivano (Na): Castelli dice sì al Partito Socialista Italiano

Caivano (Na): Castelli dice sì al Partito Socialista Italiano 



a cura di Gaetano Daniele 





Ancora nuove nello scenario politico caivanese. Dopo la fuoriuscita, dovuta, da parte del consigliere comunale, Alfonso Castelli da Forza Italia, per le numerose incomprensioni che lo hanno visto, in ultimo, costretto a lasciare il Partito, lo stesso consigliere comunale, anche se a distanza di poco tempo, decide di collocarsi, previa richiesta, nel Partito Socialista Italiano. Considerato che il Partito Socialista Italiano, nella seconda fase elettorale, ballottaggio, ha sostenuto e contribuito, in maniera incisiva, alla vittoria del Sindaco dott. Simone Monopoli, quindi, il consigliere comunale Castelli, raggiunto nuovamente dai nostri microfoni, chiarisce che, rimane in linea nel sostegno al Sindaco Monopoli, quindi all'attuale maggioranza, dove appunto, lo stesso Castelli è stato eletto. Dopo quanto accaduto - continua Castelli - mi sento più forte di ieri, perchè le mie idee, continueranno imperterrite verso il fine ultimo, cioè, il bene collettivo, forte più di ieri appunto, grazie anche al supporto del portavoce del Partito Socialista Italiano, Alessio Vanacore. 

È tornato Balotelli: abbracci e carezze con le belle amiche

Mario Balotelli paparazzato a Portofino: abbracci e sguardi languidi con alcune amiche




Il Milan gli ha fatto firmare un contratto con clausole di comportamento rigidissime, da far sembrare Milanello e dintorni un collegio militare. E così le foto di Mario Balotelli a Portofino, pizzicato qualche giorno fa da Novella 2000, in compagnia di belle ragazze, rischiano di essere l'eccezione, l'ultimo ricordo del SuperMario viveur che fu. Dimenticata la ex Fanny Neguesha (e lei pare aver fatto lo stesso), l'ex attaccante della Nazionale si diverte nella prestigiosa località ligure insieme ad alcune amiche: abbraccia, scherzi e sguardi ammiccanti.

Le 6 regole per capire se il pesce è fresco: ecco come non farvi fregare in pescheria

Pesce, le sei regole per capire se è fresco: dall'odore al colore fino al calendario




Sei semplici regole per non farsi fregare in pescheria. È il Consorzio pescato campano a stilare un mini-vademecum per gli appassionati: per riconoscere se il pesce che stiamo per comprare è fresco, occorre fare attenzione all'odore, deve "sapere di mare". L'occhio dev'essere vivido e gonfio, la pelle lucida e brillante, le branchie di colore rosso intenso, le squame non di devono staccare con facilità dalla pelle e il pesce, scuotendolo, deve restare rigido. Presupposto fondamentale, però, è il "calendario". 

Occhio al fermo pesca - Per evitare di acquistare un prodotto congelato, infatti, basta nella maggior parte dei casi scegliere i pesci in relazione al fermo biologico che le varie zone impongono alla pesca a rotazione: quest'anno da inizio agosto è toccato all'Adriatico, con la pesca che ricomincerà dopo il ripopolamento il 6 settembre da Trieste a Rimini e il 27 settembre da Pesaro a Bari. Pesca continua, invece, sul Tirreno, con pesce azzurro, alici e aguglie, palamite, sgombri e saraghi da privilegiare.

Lasciate i figli da soli in mare? Occhio, ora rischiate una denuncia

Rimini, i bagnini annunciano denunce contro i genitori che lasciano i figli da soli al mare




Ci osservano, ci proteggono ma alla fine sono esseri umani come noi e si arrabbiano pure loro. Sono i bagnini che hanno deciso di ribellarsi contro i genitori irresponsabili che li usano come fossero delle tate estive. I guardia spiaggia hanno detto basta a mamma e papà imprudenti che abbandonano dalla mattina alla sera i propri figli al mare, lasciandoli tutta la documentazione per iniziare a denunciare i genitori che lasciano incustoditi i figli mentre fanno il bagno in mare. Non è accettabile, come ci capita purtroppo di constatare sempre più spesso, che un bambino di 7 o 8 anni entri in acqua da solo senza essere guardato nemmeno a vista da un adulto, specialmente nelle giornate in cui il mare è più 'agitato'. Riteniamo ci siano tutti gli estremi per farlo. L’articolo 591, quello sull'abbandono dei minori, parla chiaro", ha annunciato il portavoce dell’associazione dei marinai di salvataggio, Andrea Manduchi.

Vacanze pericolose per i più piccoli - Solo quando i bagnini riportano a riva i bambini, impauriti e sfiancati, strappandoli  dalle onde allora si accorgono di aver esagerato. E sabato scorso è successo proprio questo sulla Riviera romagnola tra Rivamare e Miramare: "Molti di noi hanno prestato soccorso a diversi bambini che rischiavano di annegare, trascinati al largo dai gardoni (i vortici d’acqua che si formano in determinati punti della nostra costa, anche non lontano da riva). In quasi tutti i casi il fatto sorprendente è che, nonostante le condizioni del mare, i bambini che abbiamo salvato erano da soli o con amichetti", ha raccontato Manduchi. "Non c’era nessun adulto con loro. Anzi, dopo gli interventi di salvataggio abbiamo scoperto che alcuni genitori erano seduti al bar o sotto l’ombrellone e non si erano nemmeno accorti del pericolo corso dai figli", ha concluso il bagnino.

Nessuna pietà per gli irresponsabili genitori - L'avvocato Alessio Montalti, marinaio di salvataggio, ha confermato l'azione legale intrapresa dai suoi assistiti: "Insieme ad altri legali stiamo valutando i passi da fare, ma siamo determinati ad andare avanti. Nei casi più gravi che si presenteranno nel corso della stagione (o meglio di quel che ne resta) denunceremo i genitori che abbiano palesemente mancato di sorvegliare i loro figli". "Il principio", ha continuato, "è lo stesso di chi lascia a casa un bimbo molto piccolo per ore e ore, o da solo in macchina. In mare, il rischio è ancora più accentuato: tanti bambini anche in questa stagione hanno rischiato di annegare".

"Arriveranno a migliaia via terra" Si apre un nuovo fronte immigrati

Immigrati, col muro ungherese ondata di arrivi in Friuli




Non bastassero le migliaia di chilometri di coste che l'Italia offre per gli sbarchi dei migranti di mezzo mondo, potrebbe presto aprirsi una nuovo fronte caldo dell'immigrazione attraverso i nostri confini. Ad aprire questa nuova frontiera potrebbe essere il muro che l'Ungheria sta costruendo lungo il confine con la Serbia. La barriera, con cui Budapest vuole interrompere il percorso che migliaia di immigrati percorrono ogni settimana dal sud a nord d'Europa, è ormai in fase di completamento. Questione di settimane, se non addirittura di giorni. A quel punto, trovandosi la strada sbarrata verso nord, i disperati potrebbero virare verso ovest, entrare in Croazia e in Slovenia e a quel punto provare a penetrare in Austria (e chissenefrega) o in Friuli, diretti come sono verso la Germania e la Scandinavia. La denuncia, riportata dal quotidiano "Il Giornale", arriva dal prefetto di Udine, Vittorio Zappalotto. "E' difficile fare previsioni in questi casi - spiega il prefetto - ma è certo che migliaia e migliaia di disperati cambieranno strada. E il Friuli è la prima porta italiana a Nordest".

Certo, anche oggi la frontiera italo-slovena viene usata dai migranti per passare verso regioni più fortunate del mondo. Ma non è certo un fronte "caldo" come le ccoste della Sicilia o Lampedusa. Invece, con la realizzazione del muro ungherese, la situazione potrebbe degenerare. E noi trovarci a rimpiangere l'epoca della guerra fredda  in cui il confine con l'allora Jugoslavia era uno dei più sorvegliati dell'intera Europa.

SEMPRE PIU' POVERI Altra fregatura sulle pensioni Quanto ci perderemo stavolta

Il governo studia un altro taglio delle pensioni


di Antonio Spampinato 



La partita sul lavoro sembra si voglia giocare a colpi di annunci. E di rettifiche, come quella di ieri del ministero del Lavoro che ha sbagliato a fare i calcoli di "soli" 327.000 contratti, ovviamente in più, in realtà mai firmati. Ogni mese si rilanciano i numeri sui contratti attivati, spesso nascondendo quelli cessati o la loro tipologia per migliorarne l' effetto. Al momento però le statistiche, purificate dal colore e dal clamore, suggerirebbero ai proclamatori professionisti estrema prudenza. Non solo perché quei 47 (quarantasette! ) contratti stabili creati a luglio in più di quelli chiusi sono davvero una miseria (le aziende che assumono lo fanno soprattutto con contratti a termine) ma soprattutto perché il polverone sollevato attorno a questi numeri rischia di nascondere manovre che mettono a rischio il futuro dei lavoratori. In particolare dei giovani.

Ieri Il Foglio titolava così un articolo a pagina 4: «Quante trappole "anti giovani" nel piano di Renzi per rilanciare l' occupazione». L' autore, Emmanuele Massagli, presidente del centro studi Adapt, si riferiva «al tentativo dell' esecutivo di superare l' estemporaneità dell' esonero contributivo triennale previsto dall' ultima legge di Stabilità per i soli assunti nell' anno 2015». Il taglio dei contributi a favore delle aziende che assumono con contratti a tutele crescenti scadrà a fine 2015 e dunque c' è il rischio, concretissimo vista la debolezza della ripresa, che dal nuovo anno le aziende blocchino le assunzioni, almeno quelle stabili.
Il folp del Jobs Act (slittano tra l' altro gli ultimi quattro decreti attuativi che non saranno più esaminati oggi dal consiglio dei ministri) è dunque dietro l' angolo. Il governo lo sa bene e sta cercando di correre ai ripari. Il problema, sostiene l' autore, è che la riduzione dei contributi ha un costo non indifferente, circa 15 miliardi, e se il ministro del Lavoro Poletti volesse riproporre tale e quale il provvedimento, l' esecutivo sarebbe costretto ad incrementare i tagli di spesa di pari importo. Così i consiglieri economici del premier sembra abbiano trovato la quadra: tagliare il cuneo contributivo invece di quello fiscale. La qual cosa ha una controindicazione di non poco conto: la riduzione della pensione. Il che ricadrebbe soprattutto sulle spalle dei giovanissimi, che già si dovranno accontantare di un vitalizio che peserà meno della metà di quello dei loro genitori.

La soluzione trovata dai tecnici è quella di «un taglio strutturale e permanente di sei punti di contribuzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: tre punti a vantaggio del datore di lavoro e tre a vantaggio del dipendente, che potrebbe scegliere di averli (tassati) in busta paga o di destinarli (senza decurtazioni) alla previdenza complementare». Questo vuol dire semplicemente che il lavoratore nel corso degli anni verserà meno contributi ma otterrà una pensione più magra. Gli unici che ne otterrebbero un vantaggio sono il datore di lavoro, che risparmierebbe i tre punti di sua competenza, e lo Stato, che nel lungo periodo vedrebbe aumentare le entrate con il maggiore utilizzo di questa formula. Per l' Inps sarebbe invece un' operazione a costo zero.

A restare con il cerino in mano sarà solo il lavoratore, dovesse decidere di approfittare dell' occasione e di incassare subito lo sconto. Ma anche nel caso in cui volesse girare il taglio a una forma pensionistica privata. È un po' la filosofia adottata per l' anticipo, supertassato, del Tfr. Va infatti ricordato, come fa il presidente di Adapt sul Foglio, che i rendimenti finanziari della previdenza complementare hanno subito un aumento della tassazione dall' 11 al 20%. Ovunque ci si giri, c' è odore di fregatura.

Al posto del cuneo fiscale Il premier studia la decontribuzione previdenziale in busta paga: il vitalizio dei giovani sarà ancora più magro. Poletti ammette il bluff sul Jobs Act: «Solo 327mila assunzioni»Invece degli incentivi sul lavoro un nuovo taglio delle pensioni..