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lunedì 6 aprile 2015

L'Aquila ha i soldi, ma non sa spenderli La città cade a pezzi e aumenta la droga

L'Aquila ha i soldi, ma non sa spenderli e cade a pezzi


di Miska Ruggeri 


Sono ormai passati sei anni dal devastante terremoto (ore 3.32 del 6 aprile 2009, con 309 vittime, oltre 1600 feriti e circa 65mila sfollati) che ha distrutto L’Aquila e il suo circondario. E ci piacerebbe molto poter dire che le cose sono migliorate. Invece, la situazione non è nemmeno identica al drammatico day after. Incredibile dictu, è peggiorata. Il capoluogo abruzzese è sempre più a pezzi. Non per colpa della Natura imprevedibile quanto degli uomini, quelli sì prevedibili e incapaci di risollevare una città in ginocchio. Nella ricostruzione, dopo la fase di emergenza e di assistenza ben gestita dalla Protezione civile, non ha funzionato nulla. E ancora oggi non funziona nulla.

Lasciamo stare, per carità di patria, i vari problemi giudiziari gravitanti attorno a quello che dovrebbe essere considerato in prospettiva il più grande cantiere d’Italia: mazzette, truffe, avvisi di garanzia, arresti, infiltrazioni camorristiche (il clan dei Casalesi...), ditte sospese, scandali vari e tante altre cose che non sono ancora emerse ma ci sono eccome. Se ne occuperà, speriamo con maggiore energia, la procura aquilana. Vediamo piuttosto i disagi maggiori ancora sofferti dai cittadini.

In centro è stato sì finalmente aperto qualche cantiere, ma il 90% degli abitanti non è ancora riuscito a rientrare nelle proprie case o ha preferito aspettare poiché non si può certo stare in una sorta di fortezza Bastiani. Gli unici segni di vita tra la Villa comunale e la Fontana Luminosa (l’asse nord-sud equivalente al cardo medievale, mentre del decumano non si sa niente) sono dati dai locali della movida universitaria (e anche qui si avvertono più le negatività - rumore, sporcizia, risse tra ubriachi - che i fattori positivi). Tutto il resto, durante il giorno, è avvolto in un silenzio spettrale. E le case abbandonate, sempre più in rovina per il gelo e le intemperie, senza più la zona rossa attiva e sorvegliata dai militari, sono in balia dei ladri, con un impressionante aumento di furti. Nessuno passeggia sotto i portici o per i vicoli, si vedono soltanto operai - per la gran parte stranieri - in tuta da lavoro, ogni rapporto umano si svolge nei centri commerciali in periferia come “Il Globo” o “L’Aquilone”, così che quanti non hanno la macchina, i giovani e gli anziani, sono tagliati fuori dalle relazioni sociali. Perché da una città, antica e preziosa, fornita di un grande patrimonio artistico, si è passati a uno squallido arcipelago di periferie. I ragazzi, una volta usciti da scuola, non sanno cosa fare, si sentono in trappola, e così bevono, si drogano e compiono spesso atti vandalici nell’assoluta mancanza di controlli. Gli adulti, da parte loro, sono sfiniti e demotivati, fino al punto di dedidere di andarsene per sempre. 

Inoltre alcune delle 19 new town - quartieri-dormitorio privi di ogni servizio costruiti in tempi record (talvolta da imprese ora fallite: e a chi vai a chiedere i danni?) tutti sparpagliati in un territorio tanto vasto, tra Assergi e Preturo, quanto mal collegato e non in un unico luogo come inizialmente avrebbe preferito il governo Berlusconi - cadono letteralmente a pezzi. C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili: ospitano 10.752 persone) e M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori: ospitano 2.328 persone) presentano infiltrazioni d’acqua, perdite, pavimenti che si scollano, isolatori sismici sotto le piastre che non hanno resistito alle prove di laboratorio... A Cese di Preturo nel settembre scorso è crollato un balcone e quindi ben 800 sono stati messi sotto sequestro con gli inquilini “sigillati” all’interno degli appartamenti. E ora il Comune, interrotte le forme onerose di assistenza alla popolazione, per esempio il contributo di autonoma sistemazione, vorrebbe che la gente si trasferisse proprio negli alloggi (C.A.S.E. e M.A.P.) rimasti vuoti.

La ricostruzione delle decine di frazioni del Comune dell’Aquila, spesso borghi medioevali che hanno fondato la città nel 1294, è ferma, senza risorse né tempistiche. Stimata in 1,6 miliardi di euro, sarebbe dovuta partire in almeno cinque delle frazioni più danneggiate già nel 2013 e invece niente. 
Il crono-programma è già saltato, non per mancanza di soldi, come sottolinea lo stesso ineffabile sindaco Massimo Cialente, ma per i troppi passaggi burocratici e per la carenza del personale che dovrebbe analizzare e approvare i progetti. A proposito di tecnici, quelli assunti con il “concorsone” tanto strombazzato dove sono finiti? Sono insufficienti? Ma prima non lo immaginavano? Purtroppo manca chi dirige, un vero manager e una strategia politica ed economica. Perfino i pagamenti dei S.A.L. (saldo avanzamento lavori) - quindi con soldi presenti in banca - sono fermi da mesi perché manca una banale firma da parte del personale del Comune. 

Ah, dimenticavo. In tutto ciò, la senatrice aquilana Stefania Pezzopane più che ai drammi del post-sisma sembra pensare all’amore e alle comparsate televisive con il suo giovane fidanzato...

Uno sciatore muore mentre fa un selfie Sale ad alta quota, poi il volo di 200 metri

In Trentino un turista tedesco precipita e muore per un selfie. Vicino Bologna una valanga uccide un escursionista





Un turista tedesco di 62 anni ha perso la vita nel pomeriggio di Pasqua a Pampeago, in val di Fiemme, provincia di Trento. Salito con lo skilift a Cima Pala di Santa, mentre scattava una foto ha perso l’equilibrio ed è precipitato per 200 metri. L’allarme è scattato verso le 16 e da Bolzano si è levato in volo l’elisoccorso, con il supporto di una squadra del Soccorso alpino di Nova Levante, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. L’uomo aveva accompagnato i ragazzi al corso e si era allontanato con la macchina fotografica al collo, dandosi appuntamento per il loro orario di uscita. Subito dopo deve aver deciso di andare a cercare un’inquadratura mozzafiato sul bordo della pista nera, sulla Pala di Santa. Forse un piede in fallo, o un capogiro, quando è scattato l’allarme, come da protocollo, si sono levati gli elicotteri del soccorso alpino, che in poco tempo lo hanno individuato, ormai senza vita, in fondo al crepaccio che corre di fianco alla pista. Un volo di circa duecento metri, che non gli ha lasciato scampo.

Appennino bolognese - Una vittima sulla neve anche nel comprensorio del Corno alle Scale, sull'appennino bolognese. Un escursionista, Cesare Poletti di 49 anni originario di Pistoia, è morto dopo esser stato travolto da una valanga. Con lui c'era un amico, un 50enne di Prato rimasto ferito gravemente e ricoverato ora all'ospedale Maggiore di Bologna. La valanga ha colto di sorpresa i due questa mattina. È stato lo stesso Poletti a lanciare l'allarme al 118, nonostante i due fossero immobilizzati dalla neve. Raggiunti dai soccorsi, gli operatori sanitari li hanno trovati in condizioni già critiche. Poche ore dopo il ricovero Poletti non ce l'ha fatta.

Courmayeur - Uno sciatore, che stava scendendo in fuoripista su un tratto di montagna piuttosto ripido sotto Punta Hellbronner, sul massiccio del Monte Bianco nel Comune di Courmayeur, è stato travolto da una valanga. Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino valdostano che hanno salvato lo sciatore. L’uomo sarà portato in ospedale per gli accertamenti del caso ma sarebbe in buone condizioni. Le operazioni di soccorso sono state rese complicate dalle avverse condizioni meteo. Gli uomini del Soccorso alpino valdostano sono saliti con gli impianti e arrivati a piedi sul luogo della valanga. Le operazioni di soccorso non sono ancora concluse.

"Sono innocente": rissa in cella col marito Contro Veronica intervengono le guardie

Veronica Panarello, lite con David Stival in carcere: intervengono i secondini





Veronica Panarello resta in carcere, accusata di aver ucciso il figlio Loris, di 8 anni. E dal carcere filtra un'indiscrezione su quanto sarebbe successo pochi giorni fa: la donna avrebbe avuto un violento alterco con il marito Davide Stival, nel corso della visita di quest'ultimo nel penitenziario di Agrigento dove la presunta assassina è reclusa. I due, dai giorni della morte del figlio, si trovano su posizioni sempre più distanti, con l'uomo via via più dubbioso sulle versioni della donna, che continua a proclamarsi innocente. Le tensioni tra i due, come detto, sarebbero esplose in carcere: grida, urla e insulti, tanto che è stato necessario l'intervento dei secondini per riportare la situazione sotto controllo.

Disastro Germanwings, vergogna Merkel La tremenda accusa dell'Europa a Berlino

Disastro Germanwings, l'allarme ignorato dalla Germania: la Ue aveva chiesto più controlli sulla sicurezza aerea





Vergogna tedesca e imbarazzo a Berlino. Si è infatti scoperto che l’agenzia Ue per la sicurezza aerea (Easa) aveva espresso già anni fa preoccupazioni sulla debolezza dei controlli - anche medici - da parte delle autorità tedesche sui vettori nazionali. Tanto che l'autorità lo scorso novembre aveva formalmente chiesto a Berlino di porre rimedio a questo problema. La notizia è stata data da un articolo del Wall Street Journal online, poi confermato dalla stessa Easa. Le autorità, dunque, avevano puntato il dito sulle falle delle verifiche che, di fatto, hanno permesso al pilota Andreas Lubitz delle German Wings di guidare l'Airbus che ha condotto a schiantarsi nonostante il suo disagio psichico. Nell'articolo il Wsj cita due persone vicine all'autorità tedesca, il Luftfahrtbundesamt (Lba), secondo le quali ci sarebbe stata una carenza di personale, e questo avrebbe determinato gli scarsi controlli su equipaggi e flotta. Un portavoce della commissione ha dichiarato: "Tutti gli stati membri dell'Ue hanno segnalazioni, questo accade normalmente e regolarmente, fa parte di un sistema continuo di monitoraggio".

Fai la casalinga? Ti becchi multa o galera Un Paese europeo contro i "parassiti"

Bielorussia, multa e carcere a disoccupati e casalinghe se non trovano un lavoro





Chi non lavora è un parassita a spese dello Stato e va multato. A dirlo non è un vecchio capo sovietico, ma il presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, più volte definito dai collaboratori di Barack Obama: "L'ultimo dittatore d'Europa". Con il decreto firmato da Lukashenko saranno multati tutti i cittadini che non lavorano e quindi non pagano le tasse. Una forma un po' particolare di incentivare i "fannulloni" a trovare un'impiego, visto che nell'elenco degli obiettivi del decreto rientrano anche le casalinghe. E in caso di recidiva scatterà anche l'arresto con la condanna a essere occupati in lavori socialmente utili. Non sono compresi solo i bielorussi, ma anche gli stranieri residenti. Gli unici esclusi saranno i pensionati, i disabili, i minori, chi è impegnato in lavori stagionali e gli imprenditori e liberi professionisti, questi ultimi già vessati da tasse molto alte.

Torna il finanziamento a tutti i partiti basta un cellulare e incassano 60 mln

Politica, parte da maggio il finanziamento ai partiti con un sms o una telefonata





Dal prossimo maggio i partiti potranno raccogliere denaro grazie alle donazioni via sms e telefonate. I tesorieri dei partiti possono tirare un sospiro di sollievo: la quasi scomparsa del finanziamento ai partiti non sarà più un problema per le casse sempre più vuote delle forze politiche. Il piatto a cui possono puntare i partiti potrebbe essere di circa 60 milioni di euro in un anno. Solo le Onlus in 12 mesi ne raccolgono 30. Il 28 aprile il garante per le Comunicazioni deciderà sulla delibera che può aprire la strada agli sms in stile finanzimento Onlus. Oltre che ad organizzazioni che combattono la fame nel mondo e le malattie più aggressive, sarà possibile spedire messaggi del valore di 2 euro a numeri che cominceranno con il 499. Saranno poi gli operatori telefonici ad assegnare, su richiesta dei partiti, i numeri per ogni forza politica. Più ricco il piatto delle telefonate da fisso: con il telefono di casa si potranno donare fino a 10 euro.

La trappola - Mandare un sms per errore capita a tanti ogni giorno. Se poi il messaggio viene a costare un paio di euro potrebbe anche risultare fastidioso, soprattutto se ci si pente amaramente della donazione, magari il giorno in cui il partito finanziato decide un'alleanza sgradita all'elettore-finanziatore. C'è una procedura per riottenere i soldi che però deve passare dagli operatori telefonici. Entro 30 giorni dal pagamento si può reclamare la restituzione con una lettera o un'email. Sperando che l'assistenza clienti funzioni regolarmente.

Sondaggione-verità sulle elezioni: ecco dove vincerà il centrodestra...

Regionali 2015, il centrodestra può sperare: in 4 regioni la sfida è aperta

di Tommaso Montesano 



In vantaggio in Veneto e Campania, possibile sorpresa in Liguria e Marche, all’ inseguimento in Puglia. Ecco come il centrodestra si avvicina alla tornata elettorale del 31 maggio, quando si voterà in sette Regioni. Un test che riguarderà circa 17 milioni di italiani.

L’accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ha dato nuova linfa al centrodestra, anche se resta da sciogliere il nodo dell’alleanza tra l’asse FI-Lega e Area popolare. Il Cav ha fissato l’obiettivo minimo: conservare il Veneto e, soprattutto, la Campania, dove corre per la conferma l’unico governatore di Forza Italia: Stefano Caldoro. Sul Veneto, i sondaggi diffusi giovedì sera a Porta a Porta da Ipr Marketing e Tecné hanno fatto scattare l’allarme al quartier generale di Luca Zaia. Il governatore uscente sarebbe sì in vantaggio sulla pd Alessandra Moretti, ma di un’incollatura: da un minimo dello 0,5% (38%-37,5%) ad un massimo del 2% (39%/37%). Ma Zaia, con le rilevazioni di Swg in tasca, allontana il pessimismo: «Io ho dati diversi». Dati che lo vedrebbero sopra il 40%, con Moretti indietro di oltre 10 punti. Quanto a Flavio Tosi, il sindaco di Verona che ha rotto con il Carroccio, sarebbe attestato (con l’appoggio di Area popolare) a poco più del 10%.

Il centrodestra, anche senza l’accordo con i centristi di Angelino Alfano, sarebbe comunque in vantaggio in Campania sul candidato di centrosinistra. Caldoro, infatti, secondo Ipr Marketing avrebbe tre punti di margine su Stefano De Luca (41%/38%). Un vantaggio che Forza Italia spera di puntellare con l’accordo, che pure tarda ad arrivare, con Ncd. Le possibili sorprese potrebbero arrivare da Liguria e Marche. Il patto FI-Lega ha spianato la strada alla candidatura unitaria di Giovanni Toti, consigliere politico dell’ex premier, contro la renziana Raffaella Paita. Prima dell’intesa, la candidata del Pd aveva quasi otto punti di vantaggio sul leghista Edoardo Rixi (32,5%/24,8%). Nello staff di Berlusconi sono convinti che l’unità del centrodestra dietro Toti (gettato nella mischia non certo per partecipare e il cui peso elettorale sarà testato nei prossimi giorni) possa favorire l’aggancio, anche in considerazione della forza (oltre il 15%) del terzo incomodo, il parlamentare del Pd Luca Pastorino, sostenuto da Sel, Sergio Cofferati e Pippo Civati.

Dove, a sorpresa, la partita potrebbe essere aperta è nelle Marche. Il centrodestra, forte dell’unità tra FI e Area popolare con il sostegno di liste civiche, appoggia la candidatura, per un terzo mandato, del governatore uscente Gian Mario Spacca, già eletto con il Pd. Sull’altro fronte, lo sfidante è l’ex sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli, vincitore delle primarie del centrosinistra. La media degli ultimi sondaggi vede Ceriscioli attestato sul 40%, ma Spacca sarebbe staccato di soli cinque punti.

Resta in salita, invece, la strada in Puglia. Secondo le rilevazioni di Swg, Michele Emiliano, l’ex sindaco di Bari candidato del centrosinistra, conserva dieci punti di vantaggio su Francesco Schittulli, che peraltro ieri ha quasi strappato con Forza Italia schierandosi con Raffaele Fitto: «FI non ha aderito alla mia richiesta ragionevole di avere liste forti. Vado avanti con gli altri partiti e movimenti che mi sostengono». La coalizione di centrodestra è in bilico. Il vantaggio dei candidati del centrosinistra è solido anche in Toscana e Umbria: Enrico Rossi è vicino al 50%, Catiuscia Marini supera il 40%.