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domenica 11 dicembre 2016

Il Mito Basket, in campo c'è Varese-Reggio. Ma la star è Bob Morse

Basket, in campo c'è Varese-Reggio. Ma la star è Bob Morse



di Vanni Zagnoli



Varese-Reggio Emilia è la partita di Bob Morse. E oggi, alle 18,15, a Masnago. “Bob Morse, superstar”. Era abbonato, chi scrive, dietro una panchina, forse. Anzi, no, pagava il biglietto, mandava il papà Vasco a far la fila, per vedere quel fuoriclasse gentile, eccezionale. Palleggio, arresto, tiro, meccanica spettacolare. Ricezione, sospensione e ciuf.

Erano le Cantine Riunite più abbacinanti, incredibili, avviluppanti. Era la novità per la città del primo tricolore. Si andava allo stadio Mirabello per la serie C, a volte la B. E poi veniva il basket, al caldo, nel salotto. “O meglio, nella bombonera di via Guasco”, così la chiamano con orgoglio l’ad biancorosso Alessandro Dalla Salda e Franco Lauro, la ex voce del basket. “Franco Grandi Emozioni”, lo irrideva Angelino Costa, reggiano de Il Resto del Carlino, che non ama essere ripreso nè essere raccontato.

Ecco, era un’altra vita, una vita fa. Oggi Bob Morse ha 65 anni, riceve senza problemi per mail ogni nostro articolo o video - raggruppati - di Pallacanestro Reggiana. Si tiene informato così, in America. Insegna l’italiano, gli dedicò una pagina durante i playoff scorsi Andrea Tosi, vice capo della redazione basket de La Gazzetta dello Sport.

Sarebbe troppo felice andare a pescare spunti da lui, re del racconto sottocanestro. Frughiamo nella memoria, invece. Era una Cantine con pochi uomini, ma buoni, e molto amati. La gente li mitizzava, tanto, a tavola si parlava di loro. Papà Vasco diceva: “Mo s’è fòrt, col Morse, lè. E Bouie? Sl’è elt”. Quanto è forte Morse, quanto è alto Bouie, in dialetto reggiano.

Ci fu, poi, il Louis and Bouie show, ovvero Orr e Roesvelt, ma fu un flop. Con Morse furono due anni splendidi, con i primi playoff, salvezze larghe, fra l’84 e l’86. Morse è stato il più grande, al pari di Mike Mitchell, con l’unica differenza, che Mike è immortale e poi è rimasto a Reggio molto più a lungo.

Ma Bob aveva pochi capelli e i baffi, adesso non ne ha più. Ha 65 anni e ogni tanto torna a Reggio, poche estati fa era in piazza San Prospero, con l’allenatore Massimiliano Menetti e la Reggiana.

Dovrebbe fare da talent scout per i biancorossi, per il ds Alessandro Frosini, forse però non segue più il basket.

Domani a Masnago i varesotti ripenseranno a lui, perchè li ha portati a vincere tutto, più volte, anche il mondiale per club, con la Mobilgirgi. Tiro frontale o laterale, sospensione, precisione alla Niccolò Campriani, 4 medaglie olimpiche nel tiro a segno.

Spettacolo. Un Aradori o Della Valle più continuo, delicato, più solista ma anche più collettivo. Un mito. “Bob, Morse, superstar…”.

Non disturbiamo al telefono nè per mail, ad hoc, per questa occasione. Semplicemente, saluta tutti, in Italia, tramite. Lo inviteremo noi, a Reggio, in caso di scudetto. Ve lo possiamo assicurare. Anche in caso di 11° scudetto di Varese, ma adesso il team manager Massimo Ferraiuolo e gli altri pensano a salvarsi.

Renzi, missione diabolica compiuta? Retroscena: perché non voteremo

Ci risiamo Missione diabolica compiuta? Consultazioni, così Matteo Renzi (con l'appoggio di Mattarella) ci vieta di andare alle elezioni



Di fatto, chiuse le consultazioni, ci si rende conto che sono tutti d'accordo su un punto: andare al voto, il prima possibile. Lega Nord e M5s addirittura vorrebbero andare con qualsiasi legge elettorale, subito dopo la pronuncia della Consulta di gennaio. Soltanto di poco più "moderate" le posizioni di Forza Italia e Pd, che danno la priorità alla riforma elettorale: appena approvata, tutti alle urne. Anche le altre delegazioni ricevute al Colle hanno affermato di essere favorevoli al ritorno alle urne il prima possibile. Sergio Mattarella, nel suo intervento al termine della giornata, ha ribadito che deve essere immediatamente riformata la legge elettorale: insomma anche il Capo dello Stato non esclude le elezioni dal suo orizzonte, affatto.

Insomma, a parole tutti concordi. Ma soltanto a parole. Già, perché la verità è che il Pd, ora, sostanzialmente da solo (appoggiato da Ncd, Scelta Civica e altre componenti del centro) si troverà a sostenere un nuovo governo. E ne ha i numeri, come li aveva, pur risicati, prima delle dimissioni di Matteo Renzi. L'epilogo è scontato e Mattarella non vede altre soluzioni: incaricherà un premier, probabilmente Paolo Gentiloni, e darà la benedizione al quarto esecutivo non eletto consecutivo. Una circostanza che stride, e non poco, con quella chiamata alle urne che è piovuta da ogni partito.

Un governo, per definizione, non ha date di scadenza. E la circostanza non sfugge a nessuno, nemmeno a Renzi, che di fatto, fuori dalle stanze di Palazzo Chigi, sta orchestrando il suo piano: continuare a governare tramite Gentiloni e l'esecutivo che ne risulterà, la cui composizione è destinata ad essere molto simile a quella del governo dimissionario. E a quel punto, la possibilità di andare al voto sarà a totale disposizione di Renzi e di quel Pd che afferma di volere le urne, subito, ma che nei fatti sta facendo di tutto per allontanare il voto (o, quantomeno, di tutto per decidere in assoluta autonomia e in barba al popolino quando si tornerà alle urne). E le parole di Mattarella, che ha parlato di una serie di "impegni e scadenze", altro non fanno che confermare il sospetto: le urne restano proibite.

"È alto tradimento", Colle in subbuglio: le parole feroci dei grillini sul governo

"È alto tradimento". Il Colle a ferro e fuoco: le parole feroci dei grillini



Nessun governo e subito al voto. Le richieste del Movimento Cinque Stelle consultati da Sergio Mattarella sono andate dritte al punto già ribadito nei giorni immediatamente successivi al voto dai grillini: "Renzi e il suo governo hanno fallito - hanno detto appena usciti dall'ufficio del Capo dello Stato - un fallimento certificato dal voto di milioni di cittadini con il No al Referendum costituzionale. Qualunque nuovo governo calato dall'alto non avrebbe legittimità per governare. E come il precedente, tutti i nuovi imporrebbero misure economiche lacrime e sangue ai cittadini".

La strada da seguire per i grillini è il voto con un "percorso rapido" che utilizzi "la legge elettorale che sarà indicata dalla Consulta nelle prossime settimane. Impensabile - hanno aggiunto - che si permetta a questa classe politici di continuare a sprecare tempo e risorse pubbliche per una nuova legge elettorale, dopo il voto così chiaro e la crisi economica che incombe". Ogni alternativa alla strada indicata dal gruppo pentastellato: "sarà considerata tradimento della volontà popolare".

Silvio, sberla a Gentiloni: "Lui mai" Renzi fregato: cosa cambia ora

Silvio affonda Gentiloni: "Lui mai". Renzi fregato: cosa cambia ora



Non ci sarà nessuna sponda da parte di Forza Italia per un possibile governo guidato da Paolo Gentiloni. Dopo il colloquio con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Silvio Berlusconi ha fissato i paletti lungo i quali si muoverà il suo partito in vista della formazione del prossimo esecutivo. Il Cav ha ribadito che Forza Italia: "non è disponibile a governi di larga coalizione. Spetta al Pd la responsabilità di esprimere un governo per il resto della legislatura, che speriamo sia il più breve possibile".

L'unica apertura concessa da Berlusconi riguarda la riforma della legge elettorale, che possa garantire la "rappresentatività" delle forze politiche. Forza Italia quindi insiste sulla posizione già espressa dal Cav che chiede un sistema proporzionale per l'elezione dei parlamentari. L'approvazione di una nuova legge elettorale, secondo Berlusconi, sarà il passaggio propedeutico a nuove elezioni: "per un governo stabile e legittimato dal voto, che dovrà riprendere il percorso ricostituente per riforme vere".

DEM ESCONO STRAVOLTI Al Colle crisi di nervi del Pd: il mistero dietro quella porta

Al Quirinale la crisi di nervi del Pd: cosa è successo dietro a quella porta



I quattro delegati del Pd ci hanno messo un po' a uscire dalla porta dell'ufficio del Presidente della Repubblica. Lunghi tentennamenti, tante perplessità davanti a una situazione che ormai sembra delineata, per volontà altrui. Quando compare in testa a tutti Luigi Zanda i musi sono lunghi per il vicesegretario, Lorenzo Guerini, il presidente Dem, Matteo Orfini, e i capogruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato. Lo stesso senatore a confessare che fino all'ultimo hanno tentato di trovare l'accordo dei gruppi all'opposizione, incassando solo sono no.

Il mandato per la formazione di un governo quindi è tutto nelle mani del Partito Democratico. Come previsto, il gruppo di maggioranza relativa alla Camera e al Senato ha ricevuto la richiesta dal Capo dello Stato per individuare il nome del prossimo candidato alla Presidenza del Consiglio. Tutte le intenzioni da parte dei quattro delegati del Pd ricevuti al Quirinale di verificare le condizioni per un governo di larghe intese si sono scontrate con il "larghissimo rifiuto - ha detto Luigi Zanda - da parte di tutti i gruppi di opposizione a formare un governo di unità nazionale". Il pallino quindi resta nelle mani del Pd per formare il prossimo governo con una condizione di fatto imposta da Mattarella: "l'obiettivo - ha aggiunto Zanda - è di portare il Paese quanto più presto possibile alle Elezioni Politiche".

Resta il rebus su chi possa accettare questa patata bollente. In testa ai rumors resta Paolo Gentiloni, accompagnato dal possibile incarico a Pier Carlo Padoan e come ultima spiaggia di nuovo a Matteo Renzi. Non sarà un nodo facile da sciogliere, vista anche la reazione dei Dem davanti alla domanda insistente dei giornalisti: "Nomi ne avete fatti?" con i delegati Pd in fuga rinchiusi in un silenzio imbarazzato.

sabato 10 dicembre 2016

L'intervista - PD, Antonio Angelino: "Il Volere del Popolo si rispetta"

Voce alla Politica locale Intervista al Segretario PD, Antonio Angelino


di Gaetano Daniele


Antonio Angelino
Segretario politico e consigliere comunale PD

Consigliere Angelino, il Referendum Boccia Renzi (NO 59,11%, SI 40,89%). Il divario è enorme, 20 punti percentuali, come legge questo risultato?

Il volere del popolo sovrano non si mette in discussione bensì si rispetta. Detto questo è evidente che gli elettori domenica scorsa non hanno minimamente affrontato il merito della Riforma, ma hanno colto un'occasione per mostrare insoddisfazione e malcontento verso l'operato del Governo Renzi. Reputo quindi giusta la scelta di quest'ultimo di dimettersi, aprendo così la crisi di governo. Sono molto curioso di conoscere l'esito delle ultime consultazioni previste per oggi, per capire come finirà.

Consigliere Angelino, situazione politica. Si dimette anche l'assessore alle finanze, Rosario Poliso, e a rimpiazzarlo è Cirillo, di Afragola. Ancora un tecnico che non conosce i reali problemi del Paese. Cosa sta succedendo?

La storia degli assessori della giunta Monopoli a Caivano è ormai diventata una barzelletta senza fine. Se chiede ad esempio tra i consiglieri di maggioranza chi è Cirillo, e se hanno minimamente condiviso questa scelta con il sindaco, così come dovrebbe essere, si accorgerà che quasi nessuno le saprà rispondere, tranne ovviamente il cerchio magico. Detto questo le dimissioni di Poliso non mi sorprendono, sebbene siano state per tanti come un fulmine a ciel sereno. L'ormai ex assessore infatti più volte aveva manifestato non poche difficoltà nel far quadrare i conti del famoso bilancio stabilmente riequilibrato, al netto degli squilibri finanziari emersi nell'ultimo periodo, chissà se proprio queste difficoltà non siano state la vera causa delle sue dimissioni.

Consigliere Angelino, i cittadini continuano a lamentare disservizi in merito alla mancata raccolta dei rifiuti, perchè?

I Caivanesi sono stanchi ed hanno ragione, ormai sono 18 mesi che a fronte di sacrosante richieste di servizi minimi ed ordinaria amministrazione vengono risposti con giustificazioni e scarico di responsabilità. Sulla raccolta ed il servizio di smaltimento dei rifiuti, si è palesata tutta l'inefficienza di questa amministrazione che non avendo la benché minima idea, e non avendo nessun progetto in materia innovativo da proporre al paese, si è trascinata a colpi di proroghe del servizio, nel nome di una gara europea mai portata davvero a compimento, che non hanno fatto altro che peggiorare gli standard minimi del vecchio progetto di raccolta differenziata, riportando il nostro paese ai minimi storici di raccolta. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti ed il danno che si sta compiendo anche per ciò che attiene al decoro urbano della nostra comunità è inquantificabile. Se poi ci metti che una parte della maggioranza, tende a far passare dei servizi minimi di ordinaria amministrazione, che dovrebbero essere garantiti poiché profumatamente tassati, come chissà quale risultato ottenuto per i cittadini, allora davvero non c'è speranza, ed i cittadini non possono che essere sfiduciati dal dilettantismo che li governa.

Consigliere Angelino, scuole e infrastrutture. La Cilea cade a pezzi, e anche altri plessi lamentano lo stesso problema, come si può rimediare?

Il tema della sicurezza negli edifici scolastici è sicuramente tra i più importanti e di attualità. Lo sforzo che è stato fatto dal governo Renzi nel mettere gli interventi per l'edilizia scolastica fuori dal patto di stabilità, può e deve rappresentare un'occasione per tutti gli enti locali. Rimettere finalmente in sicurezza e rendere più accoglienti i luoghi in cui i nostri figli ed i nostri nipoti trascorrono una buona parte della loro giornata è necessario ed urgente. Spero che l'amministrazione abbia almeno la competenza di intercettare questi fondi, destinandoli immediatamente ed in base alla priorità d'urgenza al plesso Cilea-Mameli ed a tutti gli altri plessi che realmente ne necessitano.

Gentiloni presidente del Consiglio? Occhio a Mattarella, è molto irritato...

Ipotesi Gentiloni, Mattarella è irritato ma alla fine cederà



Ancora ieri sera all'ora di cena al Quirinale i collaboratori più stretti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, invitavano alla cautela. «Fatta? Nuovo incarico sabato o domenica? Calma. Sentiremo cosa dirà la delegazione del Partito democratico», dicevano anche ad amici che chiedevano lumi sulla soluzione della crisi e soprattutto sulle indiscrezioni che attraversavano il palazzo su un possibile incarico all'attuale ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Questo invito alla calma ha fatto sospettare che il Quirinale possa mettersi di traverso. «Ma no, ma no», assicurava subito uno dei fedelissimi di Matteo Renzi, «c'è solo una comprensibile irritazione del Colle per il modo obiettivamente irrituale con cui si è arrivati a sciogliere i contrasti interni al Pd. Ha ragione Mattarella, non è il massimo che lui si trovi la soluzione scodellata questa mattina sulle prime pagine dei giornali prima che il Pd formalmente lo comunicasse a lui. Ma credo sia solo questo, un po' di dispetto per lo stile non proprio istituzionale che abbiamo avuto. Su Gentiloni però c'è l'accordo delle varie anime del partito, e l'incontro di Renzi con Dario Franceschini a sera serviva proprio a dimostrarlo. Siamo già nella fase della discussione della squadra di ministri».