Doris: "Trump può essere il Ronald Reagan dei prossimi quattro anni"
Si dice "per nulla sorpreso dalla sua elezione" di Donald Trump, che definisce "un pragmatico che cercherà quante più alleanze sul fronte internazionale per non arrecare danni all'economia americana". Ennio Doris, il fondatore di Banca Mediolanum, non nasconde la sua soddisfazione e la sua fiducia per l'elezione del tycoon newyorkese alla Casa Bianca. E giudica "determinanti" le politiche che metterà in campo sul piano fiscale.
"Il calo della pressione fiscale attrae investimenti e rilancia i consumi. Se Trump seguirà la strada indicata in campagna elettorale, gli effetti si vedranno anche in Europa perchè se gli Stati Uniti si muoveranno in questa direzione altri Paesi forse li seguiranno". Doris fa un paragone con Ronald Reagan: "All'inizio anche lui venne massacrato e poi la sua presidenza ha innescato vent'anni di crescita economica. Quando Ronald venne eletto, gli Usa avevano il 71% di pressione fiscale sui privati e il contributo delle famiglie più ricche alle casse dello Stato era pari al 5%. Dopo il primo mandato- spiega Doris in una intervista al quotidiano "Il Giornale" - la pressione fiscale era già scesa al 50% e dopo il secondo al 28%. E il contributo delle famiglie ricche al fabbisogno dello Stato era cresciuto dal 5 al 42%. Non so se Trump farà come Reagan, che comunque aveva alle spalle l'esperienza da governatore della California. Ma è anche lui, come Reagan, un pragmatico e il suo successo dipenderà molto dalla squadra di governo della quale saprà circondarsi".




