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giovedì 22 settembre 2016

Diabete 1: il trapianto di pancreas funziona bene anche dopo 10 anni

Diabete 1: il trapianto funziona bene anche dopo 10 anni


Dott.ssa Margherita Occhipinti

L’efficacia e la sicurezza a lungo termine del trapianto di pancreas isolato nei soggetti con diabete di tipo 1 è ancora argomento dibattuto. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa è andato dunque a valutare gli esiti di questa procedura dopo 10 anni di follow up in 60 pazienti con diabete di tipo 1 sottoposti a trapianto di pancreas tra il dicembre del 2000 e il dicembre 2005 presso il Centro Trapianti Pancreas dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Tutti i pazienti presi in considerazione per questo studio erano stati sottoposti a trapianto di pancreas intero e duodeno e sono stati quindi sottoposti a terapia immunosoppressiva cronica con tacrolimus, micofenolato e steroidi a basso dosaggio. “A 10 anni dall’intervento - rivela la dottoressa Margherita Occhipinti del Centro Trapianti Pancreas dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana - la sopravvivenza dei pazienti è risultata pari al 91,7%, con un tasso di mortalità dello 0,83% l’anno (3 decessi per cause cardiovascolari, 1 per infezione virale, 1 per tumore del polmone). La funzionalità del trapianto a 10 anni è risultata pari al 63,6% e il 55% dei pazienti ha mantenuto una completa insulino-indipendenza, grazie ad una cospicua produzione di insulina endogena da parte dell’organo trapiantato.

L’intervento ha consentito in questi pazienti una normalizzazione duratura della glicemia risolvendo le complicanze acute legate al diabete e alla terapia insulinica e ha permesso di bloccare e spesso migliorare l’evoluzione delle complicanze microvascolari in buona parte dei soggetti.  Anche il colesterolo totale e quello LDL sono risultati nettamente migliorati dopo il trapianto. “Questi  risultati - conclude la dottoressa Occhipinti - rassicurano circa la sicurezza della procedura e al tempo stesso incoraggiano per quanto riguarda l’efficacia del trapianto nei pazienti con diabete mellito tipo 1 che ne abbiano indicazione. “Questo studio condotto in uno dei centri di eccellenza italiani diretto dal professor Piero Marchetti confermano l’efficacia a lungo termine del trapianto del pancreas in soggetti con diabete tipo 1 che presentano le indicazioni - commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) - E’ molto significativo che studi di tale portata e rilevanza clinica vedano protagonisti giovani ricercatori della SID”.

Dago-spifferata: la Pascale è sparita. quel sospetto su Marina: "Vuoi vedere..."

Francesca Pascale è sparita. Dago bomba, terribile sospetto su Marina: "Vuoi vedere che..."



Chi l'ha vista? Già, Francesca Pascale è sparita da tempo, della fidanzata di Silvio Berlusconi non si hanno più notizie. E Dagospia, con malizia, nota che "Marina Berlusconi nell'impacchettamento non la batte nessuno". La scomparsa della Pascale, infatti, è arrivata subito dopo gli attacchi (mai smentiti) della figlia del Cav alla fidanzata di papà, attacchi arrivati all'indomani dei guai al cuore di Silvio. E Dago, ancor più malizioso, aggiunge: "Che fine avrà fatto, visto che ad Arcore nessuno l’ha più vista? Sarà chiusa a Villa Giambelli? Ah, saperlo...".

Apple vuole accendere (pure) i motori: vuole questa casa automobilistica

Financial Times: Apple vuole comprare la McLaren



Apple è in trattativa con McLaren Technology Group, il produttore di auto sportive inglese e squadra della Formula 1, per una possibile acquisizione. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali la mossa è il segnale più chiaro di come Apple punti a trasformare l’industria delle quattro ruote.   

Le opzioni del produttore dell’iPhone, che da oltre due anni lavora a un’auto autonoma, potrebbero essere due: un’acquisizione o un investimento strategico. Lo dicono diversi fonti al quotidiano britannico, secondo cui le trattative sono iniziate mesi fa. L'azienda britannica è valutata tra un  miliardo e un miliardo e mezzo di sterline, ma non genera utili. Sarebbe la più grande acquisizione di Apple, dopo l'operazione Beats Elettronics il gruppo audio fondato da Dr Dre e da Jimmy Iovine, comprato per 3 miliardi di dollari e dopo l'avvento di Tim Cook, favorevole alle grandi acquisizioni.

Fertility Day, la toppa peggio del buco: tutti contro l'ultimo opuscolo / Foto

Fertility day, è bufera: "In quell'opuscolo messaggio razzista"



Nuova campagna per il Fertility Day, nuove polemiche. Dopo le critiche suscitate dalla prima versione delle cartoline promozionali pensate per la giornata nazionale dedicata all'informazione sulla fertilità, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva dichiarato di voler procedere con una nuova strategia di comunicazione. Peccato che il nuovo opuscolo non sia migliore del  precedenti. Nell'immagine sono contrapposte buone e cattive abitudini: le prime sono rappresentate da ragazzi biondi e sorridenti, le seconde da giovani di colore con treccine afro. E non poteva che essere di nuovo bufera sui social.

In una mozione presentata oggi alla Camera, i deputati di Sel-Sinistra Italiana chiedono al governo a prendere le distanze dall'iniziativa. "Chiediamo che venga cancellata definitivamente la campagna pubblicitaria aggressiva e ricattatoria, fatta di slogan e cartoline come "Sbrigati, non aspettare la cicogna' - spiega il capogruppo Arturo Scotto - per affermare il principio della libertà nelle scelte procreative delle donne" 

 "Il razzismo è negli occhi di chi guarda, noi pensiamo alla prevenzione". E' questa - secondo quanto si apprende - la posizione del ministero della Salute in merito alle polemiche che si sono riaccese sulla nuova campagna per la fertilità e alla vigilia del Fertility Day che si aprirà domani. Nel frattempo il ministro Lorenzin si appresta a licenziare il responsabile della comunicazione del ministero.  

Breve e tagliente il commento di Enrico Mentana su Facebook: “Qualcuno ha deciso di sabotare il ministero della salute. La contrapposizione tra coppie da spot del dentifricio (a colori) e nero con drogate (virati seppia) per contrapporre gli stili di vita è da tribunale di Norimberga della pubblicità regresso”.

Italicum, altissima tensione nel Pd Bersani: "Renzi, farai questa fine qua"

Italicum, scontro durissimo nel Pd, Bersani: "Renzi? Farà questa fine qui..."



Via libera della Camera alla sola mozione di maggioranza. Bocciate, invece, le mozioni delle opposizioni (M5S, Sinistra italiana e centrodestra). Ma il Pd torna a spaccarsi sul tema della legge elettorale. In un dibattito in Aula privo di pathos e di incertezze sull’esito delle votazioni, a surriscaldare il clima è la minoranza dem, che boccia senza appello la mozione targata Pd-Ap: "Aria fritta". Del resto, sin da ieri la minoranza interna aveva avvertito i colleghi della maggioranza: nessuna mozione sarà presa in considerazione senza tempi certi e modifiche puntuali all’Italicum. Tuttavia, nonostante il pressing della minoranza e il tentativo degli alleati di Area popolare, alla fine il testo della mozione, frutto di diverse riunioni a Montecitorio tra ieri sera e questa mattina, resta sul generico e impegna solo la Camera "ad avviare nelle sedi competenti una discussione" sull’Italicum "al fine di consentire ai diversi gruppi parlamentari di esplicitare le proprie eventuali proposte di modifica della legge elettorale attualmente vigente e valutare la possibile convergenza sulle suddette proposte".

Se il tema legge elettorale torna a dividere il primo partito d igoverno, è invece occasione di ricompattamento per il centrodestra, che firma una mozione unitaria FI-Lega-FdI per rinviare qualsiasi discussione a dopo il referendum, anche se poi tra gli stessi deputati del centrodestra in pochi la sostengono: il testo incassa infatti solo 43 voti favorevoli. Ne incassa molti di più la mozione di Sel, votata da gran parte dei pentastellati. 

Nel Pd, invece, si consuma l’ennesima spaccatura, con Pierluigi Bersani che rilancia sulla necessità che sia il governo e, in particolare, il premier, a fare una proposta di modifica: Renzi "prima diceva che l’Italicum era una legge perfetta, ora che si può migliorare. Si decida, ammetta che ha fatto un errore, si apra un confronto vero". Anche perché, aggiunge l’ex segretario, "a tutto c’è un limite e voglio ricordare che le volpi finiscono in pellicceria...". Insomma, qualsiasi tentativo di evitare nuove divisioni, come l’appello rivolto dal capogruppo Rosato durante l’assemblea dei deputati, cade nel vuoto: "Oggi questa mozione, pur riconoscendo finalmente la non intangibilità dell’Italicum, non credo ci faccia fare concreti passi avanti. Occorre una nuova legge elettorale pienamente coerente con la forma di governo parlamentare", taglia corto Roberto Speranza.

E la minoranza dem conferma che non voterà la mozione. Alla fine in 42 nel Pd non votano il testo della maggioranza: per i vertici dem sono solo 24 "i non voti per ragioni politiche". Un conteggio che non trova assolutamente d’accordo la minoranza interna: i parlamentari della minoranza sono una quarantina, e quelli che non hanno partecipato al voto sono 32, tra non partecipanti al voto e in missione. In sette hanno, invece, partecipato con voto favorevole. Nessuno ha mai parlato di vincolo di appartenenza di gruppo alla mozione e troviamo stucchevole che i vertici del gruppo si siano precipitati a dare numeri sbagliati, oltre che faziosi", è la replica della minoranza. Delle divisioni interne al Pd approfitta il Movimento 5 Stelle, che va all’attacco: i dem "sono ipocriti senza pudore" è l’affondo di Alessandro Di Battista. "

COME SPENDERE MENO Come risparmiare il 50%: il trucco che cambia la vita

La spesa intelligente taglia i costi fino alla metà: ecco i trucchi per risparmiare al supermercato



Tempi di crisi, tempi di cinghia tirata. Le famiglie italiane approfittano sempre più volentieri di offerte, promozioni e sconti messi in atto dalle catene della grande distribuzione: con qualche accorgimento, infatti, lo scontrino alla cassa può segnare anche un 50% meno. Secondo un'inchiesta di Altroconsumo, in media una famiglia di quattro persone potrebbe passare da una spesa media di 8.500 euro a una di 4.600, mentre un single da 4000 euro potrebbe scendere a 2.200. Come? Puntando sui prodotti smarcati.

Come riporta La Repubblica, abbracciando la filosofia dell'hard discount, cioè comprando i prodotti più economici e di marche meno note, (da discount, appunto) il risparmio sarebbe massimo. Ma se si vuole essere certi della qualità del prodotto senza rinunciare a un vantaggio economico, allora meglio puntare sulle marche commerciali, cioè i prodotti della catena in cui si fa la spesa. Conad, Esselunga, Carrefour, Coop (per citare le più capillari in Italia), smerciano prodotti a marchio proprio, garantendo al cliente la stessa qualità dei brand più noti ma ad un prezzo più conveniente. "Nella grande distribuzione il fenomeno delle marche commerciali sta emergendo come arma fondamentale per attirare i clienti in un determinato punto vendita garantendo anche la qualità" ha detto Marco Bulfon, curatore della ricerca Altroconsumo. 

Il risparmio, comunque, è un'operazione che ha bisogno di molta attenzione. La cosa migliore sarebbe poter dedicare tempo al confronto delle etichette, non lasciandosi solo attirare dal prezzo esposto ma valutando il costo al chilo. Quest'ultimo inoltre può subire variazioni clamorose nel tempo (in base alle promozioni attive e alla stagionalità dei prodotti) e nello spazio (al Nord è arcinoto che sia più costoso vivere: la stessa passata può costare un euro a Catanzaro e 2,70 euro a Venezia).

mercoledì 21 settembre 2016

"Basta, non vi voglio più vedere" Grillo sbrocca, Dibba-Di Maio puniti

"Basta, non vi voglio più vedere": Grillo sbrocca, Dibba-Di Maio puniti dal leader 



Giorni tostissimi per il M5s, alle prese con il caso-Raggi e con la fuga di notizie sull'ultima lite tra Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, poco prima della morte di quest'ultimo. Notizie che fanno disperare l'ufficio comunicazione del Movimento, così come disperano parlamentari e staff guardando in diretta streaming il consiglio comunale a Roma: "Questa ci rovina tutti", dicono su Virginia Raggi. Ed in questo contesto, esplosivo, il M5s può contare soltanto su una pedina, quella più pesante: Grillo, appunto. Tanto che, secondo Repubblica, i vertici grillini avrebbero preso una decisione piuttosto clamorosa: la festa di Palermo prevista nel weekend la chiuderà proprio Grillo, senza lasciare il palco né ad Alessandro Di Battista né a Luigi Di Maio, come invece era successo a Roma ed Imola. Uno stop che serve a placare la rivolta interna contro il direttorio e i vertici. Uno stop che però non si limita al palco: ai due, infatti, è stata vietata la televisione fino a nuovo ordine. Una decisione maturata dopo la comparsata in tandem di martedì scorso a Otto e Mezzo e Politics. Per ora, meglio tenere "in casa" tutti i dubbi sui problemi romani.