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lunedì 12 ottobre 2015

Al Sud falso un incidente su tre Ma l'Rc auto aumenta per tutti

Al sud è falso un incidente su 3 Però l’Rca aumenta per tutti


di Matteo Pandini




A livello nazionale il 16,4% degli incidenti stradali è a rischio frode, ma in alcune aree del Paese la percentuale schizza all' insù. È il caso, per esempio, della Campania: a Napoli e dintorni il 39,4% dei sinistri puzza di bruciato contro l' 8,3% della Valle d' Aosta, il 9,7 % del Veneto o l' 11,1% della Lombardia. I dati si riferiscono al 2013 e sono stati presentati dall' Ivass, l' Istituto vigilanza per le assicurazioni, che ha diffuso altre cifre significative. Entrando ancora più nello specifico, l' incidenza degli incidenti sospetti nel 2013 è stato dell' 11,6% nel Nord, del 15% nel Centro Italia, del 29,9% nel Mezzogiorno e del 18,6% nelle Isole. Usando altre cifre, due anni fa i tamponamenti sospetti sono stati circa 460mila su 2 milioni e 800mila incidenti denunciati in tutta la Penisola. Nelle aree dove è diffuso il fenomeno delle frodi, si innesca un meccanismo perverso che mette fuorigioco i periti delle assicurazioni, intasa i tribunali e moltiplica i conflitti di interesse. La casistica suggerisce questo modus operandi. Chi vuol fare il furbetto, denuncia il tamponamento anche a distanza di mesi dall' impatto.

Quasi sempre attraverso studi legali. In questo modo i veicoli risultano già riparati, e quindi non possono essere controllati dagli esperti delle assicurazioni. Per dirimere la faccenda, tutto finisce sulle scrivanie dei giudici di pace. Che da una parte vengono sommersi di carte, dall' altra rischiano di entrare in conflitto di interesse: alcuni di loro sono pure avvocati. Specializzati in infortunistica stradale. Per stabilire torto e ragione, i giudici devono ricorrere a testimoni che non di rado - come accertato dalle forze dell' ordine - risultano falsi. Per evitare questo manicomio, è frequente che le assicurazioni scelgano il male minore. Pagano. Anche per gli incidenti che in altre zone d' Italia verrebbero stoppati. Per recuperare i quattrini buttati al vento, si alzano i premi assicurativi per tutti gli automobilisti. I numeri sono chiari. I sinistri avvenuti nel 2012 e denunciati solo nel 2013-2014 sono il 29,98% nella provincia di Napoli e il 23,45% in tutta la regione Campania.  In Lombardia la percentuale è del 2,67% e nella provincia di Milano si tocca il 2,66%. E ancora: Calabria 6,91%, Lazio 4,92%, Sicilia 4,93%, Veneto 2,34%. Nel Belpaese, la percentuale degli incidenti avvenuti nel 2012 ma denunciati solo nel 2013-2014 è del 5,25%.

Non c' è quindi da stupirsi se il premio medio Ivass - al dicembre 2014 - sia di 766 euro nel Napoletano contro i 448 di Milano, i 549 di Roma, i 460 di Torino, i 492 di Palermo.  Queste cifre sono ovviamente chiare anche al governo, che infatti tenta di intervenire col cosiddetto ddl concorrenza. Una delle idee è l' introduzione di uno sconto obbligatorio in favore degli assicurati più virtuosi (e cioè che non abbiano tamponato negli ultimi 5 anni) purché residenti in regioni dove il costo medio dell' assicurazione è più elevato e abbiano installato una scatola nera. Per fare un esempio, uno scrupoloso automobilista partenopeo avrebbe diritto al bonus, un suo omologo milanese no.

Non solo. In questo modo verrebbe cancellato uno dei criteri oggettivi per la definizione del rischio (e quindi per determinare l' entità dei premi in Italia): quello sulla provincia di residenza. Un territorio viene infatti valutato anche per la qualità e la manutenzione della rete stradale. Se venisse introdotta la novità dello sconto, ci sarebbe un risultato discutibile: farebbe ricadere sui cittadini delle regioni che hanno investito di più sulla sicurezza delle arterie (e che quindi sono meno rischiose per gli automobilisti), la situazione nei territori meno scrupolosi. E dove ci sono più guidatori «furbetti». Detto brutalmente. Gli automobilisti giudiziosi e delle città virtuose, pagherebbero le frodi concentrate in alcune province d' Italia. La piaga dei furbetti In Italia il 16,4% dei sinistri è sospetto, ma nel Mezzogiorno le percentuali salgono: a Napoli il 39% contro l' 11% della Lombardia. La conseguenza è che il nostro Paese paga i premi più alti nella UeAl sud è falso un incidente su 3 Però l' Rca aumenta per tutti.

Tutte le offerte per comprare un'auto dopo lo scandalo mondiale Volkswagen

Dieselgate, tutti gli sconti dopo lo scandalo




E' il momento buono per comprare un'auto. Dopo lo scandalo Voilkswagen, le grandi case automobilistiche hanno preso a farsi la guerra sui prezzi. Fca si è mossa immediatamente. Ha lanciato un'offerta che supervaluta l'usato VW, Audi, Seat e Skoda. L'offerta è semplice: se possiedi una di queste auto, non necessarimente una di quei modelli convolti nello scandalo e la dai in permuta, ottieni un super sconto che varia a seconda del modello che il nuovo cliente Fca intende comprare.  500 euro per Fiat 500, Alfa Romeo MiTo, Lancia Ypsilon, Fiat Panda e Fiat Punto; 750 euro per Alfa Romeo Giulietta, Fiat 500X, Fiat 500L, Fiat Doblò, Fiat Freemont, Fiat Qubo, Jeep Cherokee, Jeep Renegade e Jeep Wrangler; 1.500 euro per una Jeep Grand Cherokee. Non solo Fca. Anche Toyota, come scrive Autotoday, ha avviato delle promozioni sui suoi modelli ad alimentazione ibrida, soprattutto Yaris e la nuova Prius. 

Italia in guerra, retromarcia in tv di Renzi Così il premier ha sbugiardato la Pinotti

Siria, il dietrofront di Matteo Renzi: "L'Italia non interverrà militarmente nel conflitto"




L'Italia non interverrà con propri mezzi militari nel conflitto in Iraq. Lo ha detto Matteo Renzi in diretta tv ospite a Che tempo che fa da Fabio Fazio su Raitre: "Non lo escludo - ha detto il presidente del consiglio - ma non è all’ordine giorno. Che in linea di principio si debba intervenire con le armi in alcune situazioni - ha aggiunto - purtroppo è un dato di fatto, ma dentro un quadro che prevede l’approvazione del Parlamento e in uno scenario condiviso con gli alleati. Oggi la situazione irachena non ha queste caratteristiche". Solo pochi giorni fa, però, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, aveva invece dichiarato che l'Italia avrebbe messo a disposizione quattro Tornando utlizzati oggi in operazioni umanitarie in Iraq. Il ministro aveva anche escluso il coinvolgimento del Parlamento.

domenica 11 ottobre 2015

Non difendetevi dai rapinatori Invitateli al bar

Non difendetevi dai rapinatori Invitateli al bar


di Vittorio Feltri




Per la giustizia è vietato bloccare i banditi: vanno accolti come i profughi, con un sorriso, perché rubano per necessità


Se non vogliono avere grane e finire in cella, gli italiani devono mettersi in testa un concetto elementare: qualche delinquente cerca di derubarli in casa o di rapinarli in qualsiasi luogo? Non possono reagire in alcun modo.

I banditi che irrompono nella tua abitazione nottetempo, dopo aver forzato la serratura allo scopo di fare una razzia, vanno accolti quali profughi, con un sorriso. Non è solo una questione, pur importante, di bon ton: bisogna capire che i ladri sono indotti a violare la legge per necessità di sopravvivenza.

Non sono loro i cattivi anche se pretendono di impossessarsi dei tuoi beni, a costo di picchiarti e magari di ucciderti; il bastardo sei tu che non spartisci le tue ricchezze con chi è in bolletta. Onde per cui datti una regolata. I criminali ti minacciano con le armi? Invece di difenderti, stappa una bottiglia di champagne o almeno di prosecco, se non desideri spendere troppo, e ricevili in salotto come buonismo comanda. Versa da bere, offri pasticcini e lascia che essi scelgano gli oggetti che maggiormente gradiscono e li portino pure via. Hai denaro contante e gioielli in cassaforte? Perdio, che aspetti, consegna loro le chiavi e non opporre resistenza.

La colpa del fatto che i grassatori si siano ridotti al furto per campare non è loro, bensì della società iniqua. E se la società è iniqua e produce criminali, la responsabilità è anche tua, che hai contribuito a creare troppi poveri disperati e pochi ricchi. Sei abbiente? Paga il fio. Non ti venisse in mente di proteggerti. I banditi sono armati? Non ci badare. Se hai un'arma, dimenticala. Altrimenti, se spari, ferisci o addirittura uccidi, sei un uomo finito. Ti arrestano. Ti processano. Ti obbligano a risarcire il malvivente. Poi ti sbattono in galera per anni perché il rovescio ha sostituito il diritto: non sei tu da compatire, ma coloro che ti hanno spogliato di ogni avere.

Gli ultimi casi di aggressione ne sono la prova provata. A Ermes Mattielli, a Scalini di Arsiero (Vicenza), sono stati inflitti 5 anni di carcere per aver azzoppato due ragazzi, che brandivano una sbarra, e tentavano di fregare del rame nella sua modesta aziendina di straccivendolo. Mattielli non era il primo furto che subiva. Esasperato, ha premuto il grilletto andando a segno. Senza ammazzare, però. I giudici lo hanno condannato a versare 135mila euro ai furfanti. Non fosse sufficiente ciò, hanno stabilito che il padroncino vada in prigione per un lustro. Roba da matti? No. Roba da italiani. Non c'è da protestare: qui non si puniscono i farabutti, bensì i cittadini che ne sono le vittime. Il legislatore se ne guarda dal modificare le norme del codice penale. La legittima difesa (anche delle proprietà) non è mai riconosciuta, ma castigata come illegittima.

C'è poi un episodio recente che grida vendetta. Ci riferiamo al gioielliere di Ercolano. Il quale alcuni giorni orsono è stato rapinato di 5mila euro da due briganti. Uno di essi gli ha puntato la pistola alla tempia. Il commerciante si è ribellato, dalla fondina ha estratto la rivoltella e ha premuto il grilletto. Li ha stecchiti entrambi. Riflessione terra terra: meglio due infami al cimitero che un uomo onesto all'ospedale. Macché. Il gioielliere è sotto inchiesta per eccesso di legittima difesa (quasi che esistesse una difesa moderata e contenuta) davanti a una pistola. Cosa egli avrebbe potuto fare in alternativa? Offrire ai rapinatori dei fiori, dei cioccolatini? Invitarli al bar?

Incredibile ma vero. Il commerciante è stato ora obbligato a fuggire da Ercolano perché minacciato di morte dai famigliari di coloro che ha freddato. Siamo alle solite. I martiri sono i gangster, e il reprobo è chi li ha neutralizzati. Nessuno tutela quest'uomo. È giustizia?

"Ignà, ripensaci", "Resisti, niente fascisti" Marino, e gli slogan dei sostenitori

Ignazio Marino, i suoi sostenitori davanti al Campidoglio




Il sindaco Ignazio Marino è arrivato in piazza del Campidoglio, a Roma, dove un migliaio di persone si sono dati appuntamento per una manifestazione a suo sostegno. I presenti stanno indirizzando il coro 'Venduti, venduti' ai giornalisti presenti. Dopo aver attraversato la piazza e salutato i presenti, il sindaco è rientrato nel palazzo capitolino

Addio bonus 80 euro: l'ultima fregatura Il trucchetto del governo: cosa cambia

Il bonus Irpef di 80 euro si trasforma in detrazione: la "magia" per far scendere le tasse




È durato finché è servito il bonus di 80 euro in busta paga promesso poco prima delle elezioni Europee 2014 da Matteo Renzi e arrivato poco dopo per i lavoratori dipendenti con meno di 1500 euro in busta paga. Ora uno dei simboli del renzismo sta per lasciare il posto a una nuova formula che porta con sè la promessa di un alleggerimento della pressione fiscale.

Il piano - Secondo le prime anticipazioni, il ministero dell'Economia ha intenzione di trasformare il bonus nella prossima legge di Stabilità, facendolo diventare una detrazione. Finora i 10 miliardi spesi per il bonus sono stati considerati in bilancio come prestazione sociale, dato che incide sulla spesa pubblica. La nuova modifica del governo dovrebbe prevedere una leggera proporzionalità applicata in base al reddito. Non più quindi un bonus uguale per tutti, ma una detrazione che potrà oscillare da 79 a 81 euro.

Il sospetto - A prima vista, quello del governo sembrerebbe più una manovra a scopo elettorale che un vero intervento di economia pubblica. Il cruccio per il ministro Pier Carlo Padoad, infatti, starebbe nel fatto che l'Istat classifica il bonus degli 80 euro come prestazione sociale, non considerandolo quindi ai fini del calcolo del Pil. Per il Mef, però, quel bonus va incidere proprio sul reddito Irpef, quindi anche sul calcolo della pressione fiscale. Secondo i dati riportati dal Documento di economia e finanza, che precede la legge di Stabilità, considerando sia le clausole di salvaguardia per il 2016, sia il "cambio di categoria" del bonus di 80 euro, prevedono un calo delle tasse dal 43,1% del 2015 al 42,6% del 2016. E così il gioco di prestigio renziano è fatto.

Caivano (Na): Quanto costa leggere un giornale e prendere un caffè?

Caivano (Na): Quanto costa leggere un giornale e prendere un caffè? 


di Gaetano Daniele



Dopo il dovuto riconoscimento di credito di inizio mandato al Sindaco Monopoli, si possono fare i primi conti sull'operato dell'amministrazione di Destra, ed al di là delle solite scuse, non si può che costatare che la "discontinuità" resta utopia. Monopoli continuerà ad affermare che è colpa dei suoi predecessori che gli hanno lasciato una città disastrata, potrà, e forse con ragione, anche dire che è colpa dei dirigenti dei settori che non rispondono con la dovuta solerzia, anche se a loro si è affidato. Uno in particolare. Ma non entriamo nel vivo della questione, il punto è un altro. Fin'ora però, va sottolineato un altro aspetto, l'amministrazione Monopoli si è rivelata fallimentare, soprattutto sotto il profilo ambientale, e la spazzatura è sotto gli occhi di tutti. 

A voler essere benevoli, in poco più di 6 mesi, l'amministrazione Monopoli, si è limitata all'ordinaria amministrazione. In sintesi, ad un totale "the same". Se così fosse, almeno il caffè e il giornale costavano meno, difatti, come riporta un noto consigliere sulla sua pagina fb, il Sindaco Monopoli, ha speso 250 euro per un Coffè Break, e 350 euro per l'acquisto di tre periodici per un periodo complessivo di mesi 3, ovviamente a spese dei caivanesi. Dettagli, anzi, sciocchezze se si vuole considerare l'abnorme problema rifiuti che pesa gravemente sulla salute dei contribuenti, nonostante paghino il doppio delle tasse. Nulla di personale. 

Insomma, le opposizioni fanno il loro dovere, contrastare l'operato inefficiente di un'amministrazione ferma al palo, proprio come il caso di un consigliere comunale che, solo poche settimane fa, ci metteva al corrente di lasciare Forza Italia per varie incomprensioni di carattere politico, un episodio quasi divertente, infatti, ci informava che il Capo di Staff del Sindaco consegnava pizzini ai suoi consiglieri in una seduta di consiglio comunale. Pizzini intesi come fogliettini di  carta piccoli con su scritto quello che dovevano riportare in aula. Anche se il giorno seguente lo stesso consigliere comunale ci chiedeva di modificare il senso della parola pizzini, perchè appunto, il Capo di Staff del Sindaco si era offeso. Un gioco. La politica ridotta alle interpretazioni psicologiche. Provvedemmo subito alla modifica per non far entrare in conflitto il consigliere comunale con il Capo di Staff, non volevamo questo peso, nonostante avevamo svolto solo il nostro dovere, cioè, riportare quello che ci veniva detto, e, appunto, su indicazione del consigliere comunale ritenemmo che se l'interpretazione del Capo di Staff era male compresa, di modificarla, non cancellarla. Come il caso di oggi della consigliera conoscente di Idea Nuova, Fusco Maria, che stamattina viene offesa su manifesti anonimi che noi de il Notiziario sul web condanniamo fermamente, e quindi tutta la nostra solidarietà alla consigliera Fusco Maria. Gli atti vili e vigliacchi vanno sempre condannati in un Paese democratico dove appunto, si può esprimere liberamente la propria opinione. Perchè dire o scrivere che un conflitto di interesse non deve avvenire in un Comune qualunque, soprattutto in un Comune dove si professa spesso la parola discontinuità, non c'è bisogno di un manifesto anonimo, soprattutto offensivo. 

Per dirla in breve, se il buongiorno si vede dal mattino, non possiamo che accertare l'ulteriore fallimento anche da parte dei cittadini nell'aver dato fiducia ad una netta continuità con il passato, e il tutto avvenuto in meno di 6 mesi di attività politica. Un fallimento, un atto vile, proprio come chi ritenne di pubblicare messaggi strettamente personali su social network, anche se in quel caso fu un fallimento intellettuale.