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giovedì 19 marzo 2015

Crollano altre due banche europee: adesso anche il tuo conto è a rischio

Crisi, il crac di due banche: adesso anche l'Italia è a rischio


di Ugo Bertone 



Di Bad Bank si discute ormai da mesi. Ma di soluzione, per ora, non c’è ombra. Intanto le sofferenze, frutto della crisi, crescono ad un tasso geometrico. A fine gennaio, secondo l’ultima rilevazione dell’Abi, è stata raggiunta la cifra astronomica di 185,5 miliardi, 25 in più rispetto a dodici mesi prima. Ovvero il 9,7% sul totale degli impieghi il che sta ad indicare che un prestito su dieci è ormai in sofferenza, contro il 2,8% registrato nel 2007, prima della crisi subprime. Se poi si allarga l’orizzonte ai cosiddetti crediti “deteriorati” (che comprendono pure incagli e crediti morosi) si sale a più di 350 miliardi, come ha rivelato in una recente audizione in Parlamento il direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro.

Insomma, nonostante le iniezioni di capitali richieste dalla Vigilanza Europea e ai rialzi di Borsa delle Popolari, il sistema bancario presenta ampie zone d’ombra, di cui i 16 istituti (ultimo in ordine di tempo la Banca Popolare dell’Etruria) commissariati dalla Banca d’Italia sono la punta dell’iceberg. Il rischio di inciampare nelle disgrazie di un istituto disinvolto, dunque, esiste. Seppur limitato, ma comunque superiore al passato anche perché le nuove regole europee, in vigore dal prossimo anno, prevedono il “Bail in” per cui, se una banca dichiara l’insolvenza, azionisti e sottoscrittori di bond possono perdere fino al 100% del capitale investito, mentre i correntisti (per ordine gerarchico) verranno coinvolti a partire dalle grandi aziende, per poi giungere ai correntisti individuali e alle PMI. Unica certezza: depositi sotto i 100mila euro non saranno presi in considerazione.

Il caso ha voluto che l’aggiornamento delle sofferenze delle banche italiane coincidesse con le prime applicazioni in Europa della direttiva. Ieri è stato dichiarato il fallimento del Banco de Madrid, controllata della Banca Privada d’Andorra. Una mossa obbligata dopo «il forte deterioramento della posizione finanziaria del Banco a seguito dei prelievi effettuati dalla clientela». La crisi, culminata nell’arresto del direttore della società spagnola, nasce dalle accuse di riciclaggio in arrivo dagli Usa nei confronti della casa madre di Andorra accusata di riciclare denaro per conto di clienti russi e cinesi oltre che della compagnia petrolifera del Venezuela. Di qui il fallimento e l’intervento delle autorità di Madrid che si sono mosse nell’ambito delle norme europee: è stata così garantita la copertura assicurativa ai depositi della clientela fino a 100 mila euro. I conti correnti, circa 500, con depositi superiori ai 100 mila superiori finiranno in mano ai commissari liquidatori per risarcire i creditori.

Ancor più significativo il caso di Hypo Alpe Adria, la banca della Carinzia già nazionalizzata nel 2009 per far fronte agli ammanchi accumulati ai tempi del governatore Joseph Halder con sciagurati prestiti nei Balcani.

Il governo di Vienna, di fronte alla scoperta di nuovi buchi (7,6 miliardi che si aggiungono ai precedenti 5,5 miliardi) nei conti della bad Bank Heta, che ha ereditato le sofferenze dell’istituto ha alzato bandiera bianca. Ovvero l’Autorità di vigilanza austriaca ha disposto una moratoria dei debiti in capo ad Heta fino al 31 maggio 2016, quando sarà in vigore la direttiva Ue.

A rimetterci, insomma, saranno depositanti e obbligazionisti, sia austriaci che tedeschi ed italiani che si sono fidati dell’Austria felix e così discreta in materia di tasse. D’ora in poi, dunque, ci vuole cautela a scegliere la banca.

Siluro di Mughini: "Ferrara raccomandato Vi dico io come ha iniziato a lavorare..."

Caso Lupi, Giampiero Mughini su Dago critica Giuliano Ferrara: "Tutti siamo stati raccomandati, anche tu"





Chi è senza raccomandazione alzi il ditino da moralista. Giampiero Mughini interviene a piedi uniti nel dibattito sul ministro Maurizio Lupi e la sospetta raccomandazione che avrebbe fatto al figlio ingegnere per farlo lavorare. A far saltare la mosca al naso di Mughini è un pezzo di Giuliano Ferrara sul Foglio che in un passaggio scrive: "Non mi hanno ristrutturato case a buon prezzo, assunzioni di parenti no e poi no, non li conosco. Le cricche mi sono lontane". Apriti cielo: Mughini in una lettera a Dagospia prima ricostruisce il suo ingresso nel mondo del lavoro, ricordando la lettera di raccomandazione scrittagli da Gian Carlo Pajetta per lavorare a Paese Sera. Poi passa proprio all'Elefantino, sulla cui vita ha anche scritto un libro in passato: "Era stato Alberto Ronchey, negli anni Cinquanta moscoviti collega di papà Maurizio Ferrara, a intercedere presso il 'Corriere della Sera' perché Giuliano potesse iniziarvi una sua collaborazione".

Su Lupi - Con il ministro di Ncd, Mughini dice di non avere legami, quindi nessuna difesa di ufficio. Se poi venisse confermata la telefonata con la quale Lupi avrebbe chiesto un lavoro per il figlio: "Io - scrive Mughini - altissimamente me ne strafotto. E tutti quelli che si stanno alzando con il ditino puntato - continua - hanno a che vedere con la faziosità politica".

L'incontro (segreto) tra la Rossi e Tosi: tutti i dettagli dell'ultimo piano "atomico"

Forza Italia, il piano B per il Veneto: Maria Rosaria Rossi incontra Flavio Tosi





Silvio Berlusconi ha già pronto un piano "B" in caso non dovesse andare in porto l'alleanza con Matteo Salvini per il Veneto. L'incontro con il leader della Lega per adesso non è in agenda, e in attesa di fissarlo, il Cav ha mandato in avanscoperta la sua fidatissima Maria Rosaria Rossi. La tesoriera azzurra, secondo il retroscena di Carmelo Lopapa per Repubblica, è stata notata in compagnia del sindaco di Verona Flavio Tosi a piazza di Pietra. I due, davanti a due caffe, hanno chiacchierato a lungo della complicata partita veneta nella quale l' aspirante governatore, in rotta col suo ex partito, con Salvini e Zaia, ha ormai fatto irruzione come un bulldozer.

L'incontro - Tosi, deciso ad andare fino in fondo e oltre il Veneto, avrebbe ricordato alla Rossi come lui, "a differenza di Salvini" non abbia mai attaccato personalmente Silvio Berlusconi per le sue vicende giudiziarie, come anzi lo abbia difeso in più occasioni. Maria Rosaria Rossi da parte sua ha spiegato al sindaco ribelle che Forza Italia guarda con attenzione ai suoi movimenti, che dagli ultimi sondaggi anche a loro risulta che l' outsider parte già da una buona percentuale, ma il discorso è ancora aperto. Il Cav sta accarezzando anche l'idea della corsa in solitaria e, perché no, proprio al fianco del "ribelle" Tosi, è giusto per provocare e tenere sulle spine un Salvini sempre più rampante e aggressivo ma che non può perdere nel Nordest. Il piano "B" di Berlusconi è dunque anche un segnale. Un segnale che arriva dopo la minaccia dei leghisti du una lista "Con Salvini" a dir poco di disturbo in Campania per far vacillare l'unico governatore uscente forzista, Stefano Caldoro che in un'intervista a Repubblica aveva detto: "Via dalla Campania la felpa del capo lumbard".

La sfida di Tosi - "Il colloquio è andato bene", avrebbe detto Tosi subito dopo il caffè con Maria Rosaria Rossi ai senatori amici, pronti a scendere dal Carroccio per seguirlo. Il dissidente, puntualizza Lopapa, al lavoro a Roma per tessere la sua trama assai ambiziosa, conferma che fa sul serio. Che lui in questa storia va fino in fondo e non si ferma al Veneto, che proverà a dare vita a gruppi parlamentari autonomi con tutti coloro che non si riconoscono più nella "guida dispotica" del nuovo leader leghista.

"Ma che domande fa? E quelle donne..." L'ex Oasis e la notte da incubo con Fazio

Che tempo che fa, Noel Gallagher umilia Fabio Fazio: "Non capivo le sue domande, sudavo. E poi in quel locale con quelle donne..."





L'intervista di Fabio Fazio a Noel Gallagher a Che tempo che fa? "Imbarazzante", parola della stessa popstar inglese. Il mitico cantante e chitarrista fondatore degli Oasis e oggi solista domenica sera è stato ospite del talk di Raitre e a giudicare dal suo commento su Facebook è stata un'esperienza tra il tragico e il surreale. Arrivato in Italia per la promozione del nuovo album dei suoi High Flying Birds, Chasing yesterday, Noel (celebre nel rock britannico per il suo caratterino scorbutico e un po' bizzoso, ma mai quanto quello del suo fratello minore Liam) si è esibito da Fazio nel classico playback italiano. Triste rituale per chi ama il palco, ma sopportabile con la forza dell'abitudine. Il guaio però è arrivato quando il conduttore (reduce da un disastroso faccia a faccia con Madonna) gli ha fatto qualche domanda. 

"Fazio chiedeva, io sudavo" - "Quel programma italiano è stata una cazzo di lotta - scrive Gallagher su Facebook -. Non mi dà fastidio il playback, ma l'intervista. C'è una persona in carne ed ossa di fronte a te che ti fa domande in italiano e un fantasma nell'orecchio che le traduce in inglese. Può essere, e spesso è, piuttosto strano". Quindi mette alla berlina Fazio e i suoi interrogativi cervellotici: "Noel… dici di non prenderti sul serio e che vivi solo per il momento. Ho anche sentito dire che ti rifiuti di pensare troppo a qualsiasi cosa tu faccia riguardo a quello che è o non è… ma vorremmo sapere, come fai ad essere arrivato a un illuminazione tale a questa età?" (è la traduzione dall'inglese del post di Gallagher, realizzata dal sito Rumore, ndr). "……..Ehm…. sì?". "Mi dispiace ma devi dare una risposta". "……..Ehm…. non lo so?". (Enorme applauso). Ho iniziato a sudare".

"Le donne somigliavano a Mick Jagger" - Quindi arriva il post-intervista: "Abbiamo lasciato lo studio televisivo e siamo stati portati a un ristorante lussuoso, che era in realtà una discoteca, che era praticamente il luogo d'incontro preferito per i vostri calciatori milanesi. Tutte le donne (e c'erano MOLTE donne) assomigliavano a Mick Jagger quando Mick Jagger assomigliava a una donna italiana (1965-1969). Un posto decente… a Nancy sarebbe piaciuto". Fine di una serata inquietante.

La risposta - Il giorno successivo all'accusa di Gallagher, arriva su Twitter la risposta di Fabio Fazio, che spiega: "La domanda di cui si lamenta non è mai stata fatta, basta riascoltare...;) Ha ragione lui: aveva esagerato la sera prima..."

Soffiata dal cuore del Vaticano: "Il Papa si dimette. C'è già il giorno..."

Monsignor Bettazzi: "Papa Francesco? Si dimetterà tra cinque anni"





Da tempo si rincorrono le indiscrezioni su Papa Francesco. Già, perché proprio come il predecessore Benedetto XVI potrebbe lasciare anzitempo il soglio di Pietro. Ora l'indiscrezione viene confermata anche da monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, che spiega: "Credo che Francesco pensi che se tra qualche anno non si sentirà più in forze, come ha fatto Benedetto, si ritirerà per lasciare spazio ad un Papa più in forze". Per inciso, monsignor Bettazzi in passato anticipò anche le dimissioni di Ratzinger. Intervistato su Radio2, prosegue: "In passato i Papi non abbandonavano? Sì, ma come per gli ultimi anni di Giovanni Paolo II, poi erano i segretari a fare tutto. ma oggi queste cose non sia ammettono più". Bettazzi, poi, mostra di avere le idee chiarissime: "Francesco resterà in carica per altri cinque anni". In passato, Francesco, ha più volte sottolineato che rinuncerà al suo incarico quando sentirà di non avere più le forze per affrontarlo. L'ultima occasione in cui lo ha affermato è stata un'intervista a una televisione messicana in cui ha ribadito che il suo sarà un "pontificato breve".

I dirigenti del Fisco sono illegittimi: due accertamenti su tre da stracciare

Fisco, a rischio due accertamenti su tre: gli atti di 1.200 dirigenti sono illegittimi





Il Fisco rischia la paralisi totale. Tutto in forse, dagli accertamenti alla voluntary disclosure, dal 730 precompilato al ravvedimento operoso. Il motivo? Lo stop della Corte costituzionale a 1.200 funzionari nominati dirigenti senza passare per il concorso. E' stata infatti disposta la revoca degli incarichi con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dove verrà messa nero su bianco la decadenza dei nominati.

Maxi-sanatoria? - E la mazzata delle toghe al Fisco rischia, come detto, di inceppare il sistema. Il problema ruota tutto attorno alla validità degli atti emessi dai dirigenti in questione. Se per il futuro si dà già per scontata la loro nullità, per gli atti passati c'è ancora più di qualche dubbio. Ad attaccare c'è il sindacato Direpubblica, che ha battagliato contro i governi Monti, Letta e Renzi per le nomine senza concorso. Secondo il sindacato "un incalcolabile numero di atti e di circolari amministrative rischia di essere travolto dalla nullità delle designazioni". Da par suo, il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, sottolinea come "la Consulta sembra tranquillizzare sulla validità degli atti".

Due accertamenti su tre... - Come sottolinea Il Sole 24 Ore, la sentenza 37/2015 depositata martedì 17 marzo apre possibili effetti sulla legittimità degli atti emessi in passato da funzionari nominati dirigenti senza ricorso. La pronuncia della Consulta infatti mette a rischio la validità degli atti sottoscritti da impiegati incaricati (illegittimamente) di funzioni dirigenziali. Nel dettaglio, sarebbero a rischio due accertamenti fiscali su tre: come ricorda il Mef, infatti, quasi i due terzi delle posizioni dirigenziali sono coperte da funzionari incaricati (illegittimamente, si ribadisce) di posizioni dirigenziali.

Champions: Juve show: 3-0 al Borussia Dortmund L'Apache scatenato, ko per Paul Pogba

Champions, Juventus ai quarti: super Tevez, 3-0 al Borussia Dortmund





Ci sarà un'italiana tra le prima otto d'Europa. In soli 3' minuti la Juventus si è portata in vantaggio con un incredibile gol di Tevez. Servito da Evra, l'argentino da poco fuori area è riuscito a piazzare da fermo la palla sotto l'incrocio. Un minuto prima Morata aveva tirato la volata sempre l'argentino, ma la difesa tedesca ha chiuso in tempo. Allegri non ha potuto recuperare Pirlo, qualche certezza però rimane in difesa con la coppia Chiellini e Bonucci. A centrocampo Pogba, Marchisio e Vidal. Al 27' Allegri è costretto al primo cambio. Pogba si infortunia, al suo posto entra Barzagli e il tecnico bianconero è costretto alla difesa a quattro. Si fa minaccioso il Borussa prima con il traversone di Bender a cercare Aubameyang, e Buffon pronto a bloccare il pallone. Poi c'è Reus a impensierire la difesa juventina. C'è spazio per uno sprazzo di Morata, allo scontro fisico con Hummels che ha la meglio. Nel finale del primo tempo sono ancora i tedeschi a pressare, con Barzagli costretto a riparare in fallo laterale. Nella ripresa la Juve subisce il pressing avversario, ma si dimostra più compatta in fase offensiva. Al 70' scoppia l'esultanza di Morata, servito da Tevez, che firma il secondo gol e ipoteca la qualificazione per i bianconeri. Come se non bastasse, la Juve tracima e con Tevez infila la terza rete.