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giovedì 10 novembre 2016

Caivano (Na): Terra dei Fuochi, Dissequestrati i terreni Daniele: Don Patriciello faccia una raccolta fondi per i contadini danneggiati

Caivano (Na): Terra dei Fuochi, Dissequestrati i terreni Daniele: Don Patriciello faccia una raccolta fondi per i contadini danneggiati


di Gaetano Daniele



E' stata definita la fine del terrorismo mediatico. Nel novembre 2013 a Caivano, con enorme stupore e preoccupazione, furono sequestrati 13 pozzi agricoli assieme ai 43 ettari di pregiate colture orticole che quei pozzi provvedevano a irrigare. L'agricoltura del posto veniva messa in ginocchio non solo dal sequestro preventivo ma anche da un'azione mediatica spaventosa. Quasi come se fosse un qualcosa da cavalcare, uno Spot, una passerella, come fanno a volte i politici in campagna elettorale per accaparrarsi consensi. L’ipotesi di reato era quella di “avvelenamento delle acque dei pozzi” con conseguente “avvelenamento delle colture ivi effettuate destinate all’alimentazione umana”: nelle acque irrigue, era stata rilevata la presenza di fluoruri, manganese, arsenico e solfati di chiara origine naturale, nonché di triclorometano e tetracloroetilene con “valori di concentrazione superiori ai limiti di cui alla tab. II all. V, titolo V, parte IV d.lgs 152/06”. che avrebbero contaminato i prodotti agricoli, mettendo a repentaglio la salute dei consumatori. Un altro pozzo ad uso irriguo - che non fu considerato in un primo momento - venne poi sequestrato nel febbraio del 2014.

Pasquale Crispino, presidente dell’ordine dei Dottori Agronomi di Napoli, attraverso la sua pagina di Facebook comunica che i pozzi sequestrati all’epoca della campagna denigratoria e terroristica lanciata dai media e da gente senza scrupoli, sono stati dissequestrati. E' una Vittoria. L'agricoltura torna a splendere anche in un territorio martoriato come l'hinterland a nord di Napoli. 

Finalmente la procura con enorme ritardo ha capito che tutti i sequestri che ci fecero balzare sulle cronache mondiali per la triste vicenda “terra dei fuochi” operati a Caivano nel 2013 erano totalmente sbagliati. Noi come Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Napoli - continua Crispino - denunciammo tutto questo con uno studio molto corposo di oltre 15 pagine a mia firma e lo inviammo a tutti, dal Ministro al Presidente della Regione al Presidente del Tribunale, ma nulla, fummo ignorati, era troppo impopalare, i media raccontavano altro più comodo che ha devastato il comparto agroalimentare. Oggi si fa giustizia, chi paga i danni per un errore cosi grosso ed evitabilissimo? La notizia nemmeno ripresa dai gionali …terra dei fuochi non appartiene al settore agricolo.

A cavalcare quelle battaglie, "terra dei fuochi", in prima linea, c'era Don Maurizio Patriciello, che addirittura dai palchi della Chiesa, invitava i suoi pastori a non mangiare alcuni ortaggi (come i pomodori). Un danno inquantificabile all'agricoltura locale. Ma mentre la terra dei fuochi bruciava e continua a bruciare, il parroco Don Patriciello, riempiva appunto le Tv nazionali, regionali e provinciali, denunciando tutto. Sicuramente era frutto di difesa alla salute, ma nel contempo senza ascoltare o meglio dare spazio ai tanti agricoltori del posto, spargeva panico e terrore tra la gente.

E oggi? dopo che è stato divulgato che quei pozzi sono stati dissequestrati? dove sono finite le trasmissioni televisive, quei titoloni di giornali che non finivano mai ad altre testate giornalistiche dalla penna facile? Solo una piccola forse nascosta intervista di scuse da parte di Don Maurizio Patriciello. Ed è tanto. Perchè ammettere di aver sbagliato grazie anche a quello che all'epoca usciva fuori, è segno di umiltà. Anche se Don Patriciello punta il dito contro Renzi e De Luca. Di solito lo scaricabarile lo fanno i politici, ma in questo caso non bisogna attribuire tutte le colpe a Don Patriciello. Un rimedio c'è. Ed è molto semplice. Invito a Don Maurizio Patriciello, con l'aiuto della Diocesi, a fare una raccolta fondi, partendo dalla sua parrocchia per tutti gli agricoltori danneggiati sul territorio caivanese.

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