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giovedì 10 novembre 2016

Annunziata, lezione alla sinistra: l'analisi (lucida) sulla vittoria del "mostro" Trump

Annunziata, l'analisi sulla vittoria di Trump: una lezione alla sinistra berciante



In una sinistra che bercia e accusa, che parla di fine del mondo e di cataclismi, spicca l'analisi di Lucia Annunziata sull'HuffingtonPost. E spicca non per il berciare, ma per la lucidità. Senza pregiudizi, la direttrice analizza cosa ha spinto Donald Trump alla Casa Bianca, partendo da alcuni "dati fondamentali della economia Usa". Dunque parla della ripresa che stenta e della diseguaglianza sociale in perenne crescita. Dunque Annunziata scrive: "Che questi numeri abbiano alimentato sfiducia nella competenza e nell'onestà della classe dirigente, rabbia nei confronti delle banche, disprezzo per l'incestuoso rapporto fra politici, intellettuali, e corporation, non provoca nessuna meraviglia".

Dunque sottolinea che "il consenso di Donald Trump è stato ottenuto soprattutto negli stati industriali, e la sua vittoria va riconosciuta come fortemente radicata in questo scontento del mondo del lavoro, del declino della classe media". Inoltre si mette in luce come la lista degli stati dove Trump ha vinto si sovrappone perfettamente "con quella identificata dall'economista del Mit David Autor come la mappa degli stati dove maggiore è stato l'impatto delle importazioni cinesi - impatto stimato nella perdita di 2 milioni di lavoro tra il 1999 e il 2011".

Insomma, sottolinea l'Annunziata, "la vittoria di questo imprevisto e imprevedibile candidato fuori dalle righe, e fuori dalla tradizione, va considerata la prima piattaforma politica che nasce in risposta alla crisi che dal 2007 ha cambiato il volto degli Stati Uniti e del resto del mondo". Per la direttrice, insomma, "il successo del Tycoon costituisce l'esplosione del sistema dei partiti americani". E ancora, aggiunge, "è significativo che il nuovo presidente arrivi a Washington spinto da un voto che pone al suo centro proprio quel mondo del lavoro che in questi anni dai partiti tradizionali è stato sottovalutato, messo da parte, se non addirittura abbandonato". Un'analisi lucida, condivisibile o meno ma per certo ficcante. Una lezione all'intellighenzia di sinistra, a cui la Annunziata appartiene, ma da cui prende le distanze con un commento che non lascia spazio a pregiudizi.

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