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giovedì 6 aprile 2017

Vedete quest'uomo? Ci fa votare ora Addio Gentiloni, perchè è tutto finito

Senato, Affari costituzionali: Renzi battuto, a rischio la maggioranza


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Terremoto nella maggioranza al Senato: l’elezione a presidente della Commissione Affari Costituzionali di Salvatore Torrisi, senatore di Alleanza Popolare, è suonata come uno schiaffo al Partito Democratico che aveva avanzato il nome di Pier Giorgio Pagliari e come un avvertimento al governo guidato da Paolo Gentiloni. Immediata la reazione del Nazareno i cui vertici si apprestano a chiedere un incontro con il presidente del Consiglio, e con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Una mossa che suona come l’inizio di una crisi politica, visto che quanto accaduto in Commissione Affari Costituzionali del Senato, luogo dal quale dovrà passare la nuova legge elettorale, evidenzia il momento di tensione che vive la maggioranza e la scarsità dei numeri su cui può contare il Partito Democratico. La seconda conseguenza di quanto accaduto in Senato è lo scambio di accuse tra le forze politiche alla ricerca del responsabile di quello che i dem chiamano già un tradimento. Il Movimento 5 Stelle sottolinea che Pagliari è stato "impallinato" da un terzo dei voti della maggioranza, 5 su 16. "Noi non abbiamo rotto nessun patto", avvertono alcuni senatori di Alleanza Popolare: "Non c’è stato alcun accordo, e anche con la presenza di Ala Pagliari non sarebbe passato. È una questione interna al Pd e a quella parte della maggioranza che non ha voluto votare Pagliari", aggiungono.

Fonti parlamentari dem sottolineano che "con questa mossa, nei fatti, si blocca la legge elettorale", il più importante dei temi su cui il governo Gentiloni ha ottenuto la fiducia in Parlamento. Le stesse fonti sottolineano come ci si trovi davanti a un "grande accordo di Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Ncd e scissionisti" che ha "fatto a pezzi l’accordo di maggioranza eleggendo Torrisi, uomo di Alfano, contro il candidato Pagliari. Secondo fonti parlamentari, oltre a due senatori di Ala che non hanno partecipato al voto e ad una scheda bianca, sarebbero stati due senatori dem a votare contro l’indicazione del partito. "Oggi sono nate larghe intese in Senato per non fare la legge elettorale", conferma il senatore renziano Andrea Marcucci: "Mdp, Forza Italia, M5S ed i centristi hanno eletto il loro presidente nella commissione affari costituzionali, con l’obiettivo di consegnare l’Italia al proporzionale". A tirare direttamente in ballo gli scissionisti di Mdp è la senatrice dem Francesca Puglisi: "Erano talmente contrari al Patto del Nazareno che al Senato hanno votato il candidato di Alfano, a braccetto con Berlusconi e Grillo".

La legge elettorale riemerge come tema incandescente al Senato, e non a caso ha avuto un impatto nell’elezione del centrista Salvatore Torrisi alla presidenza della prima commissione del Senato, chiamata ad occuparsene quando sarà stata licenziata da Montecitorio. E se nella maggioranza le fibrillazioni sono particolarmente intense, come si vede nel confronto a distanza soprattutto tra Pd e Mdp, nemmeno Forza Italia è immune da qualche scossone. Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti di palazzo Madama, infatti, starebbe circolando un documento aperto alla firma dei senatori azzurri e volto a raccomandare al capogruppo Paolo Romani di mantenere ben ferma la barra sulla proposta proporzionalista di Forza Italia, quale formalizzata alla Camera. Al momento sarebbero una trentina i senatori di Forza Italia firmatari del documento, preoccupati dalla possibilità che il gruppo a palazzo Madama rischi di sbilanciarsi sulla proposta Pd di ritorno al sistema elettorale del Mattarellum.

"Se perdo io..." Renzi, la frase suicida Il mistero, scoppia il caos dentro il Pd

Matteo Renzi ci ricasca, il giallo dell'intervista: "Se perdo me ne vado"


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Perdo? Me ne vado. Possibile che Matteo Renzi ci sia cascato di nuovo? La frase, pronunciata mesi e mesi prima del referendum dello scorso 4 dicembre, quando ancora veleggiava sull'onda dei precedenti successi, gli è di fatto costata la presidenza del Consiglio. Non pago, Renzi l'avrebbe sparata di nuovo in una intervista concessa a Panorama che sarà in edicola il 6 aprile.

Dopo le anticipazioni che sono uscite online, l'ex premier è andato al contrattacco: "Con tutta l'amicizia per Andrea Marcenaro, non ho mai detto ciò che Panorama ha riportato. Non l'ho detto e stavolta non l'ho nemmeno pensato. Gli ho spiegato a pranzo per un'ora perché non ho mollato e a questo punto non mollerò mai". L'autore dell'intervista, da parte sua, ribadisce di aver fedelmente riportato il colloquio con l'ex capo del governo: "Questa volta sarei tornato alla politica solo con i voti". Senza voti niente impegno politico? "Mi pare evidente". A me pareva scontato. Non vedo dove sia la notizia, né lo scandalo". Il tormentone pare appena iniziato. Per Renzi, l'incubo del 4 dicembre pare davvero non finire mai.

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mercoledì 5 aprile 2017

Caivano (Na): TREMANO POLITICI E FUNZIONARI? Blitz della Guardia di Finaza al Comune

TREMANO POLITICI E FUNZIONARI? Blitz della Guardia di Finaza al Comune


di Angela Bechis



Blitz della Guardia di Finanza negli uffici di Via De Gasperi, a Caivano. Gli uomini delle fiamme Gialle, hanno portato via fascicoli e documentazione riguardante gli affidamenti diretti del servizio di nettezza urbana che, secondo radiomarciapiede, partiti con la Giunta Falco, ancora al Palo con la Giunta Monopoli. Difatti, al vaglio degli inquirenti ci sarebbero i troppi affidamenti diretti data da quest'ultima. Ed è proprio questo il punto. Capire il perché di tutti questi affidamenti diretti. Da precisare che già mesi addietro furono ascoltati diversi consiglieri comunali che denunciarono il sistema delle proroghe adottato sinora dall'amministrazione a guida Simone Monopoli. Da forti indiscrezioni, questa volta, le Fiamme Gialle, sarebbero intervenute dopo una circostanziata denuncia di un alto dirigente del Comune e ci sarebbe appunto una forte agitazione dietro le mura del Castello.

MARIA, SUICIDA A 24 ANNI  Il suo cognome pesa troppo  Chi era e perché lo ha fatto

Suicida a 24 anni: il cognome mafioso pesa troppo, i suoi amici la isolano



Si chiamava Maria Rita Logiudice, aveva 24 anni e si è suicidata. A spingerla al gesto estremo potrebbe essere stato il fatto di aver confidato ad alcuni colleghi della sua facoltà di avere, tra i parenti, alcuni uomini di uno dei clan più potenti della 'ndrangheta a Reggio Calabria. Maria Rita, infatti, era la nipote di Nino "Il Nano" e di Luciano, mente imprenditoriale del clan. Ma soprattutto, come ricorda Repubblica, era la figlia di Giovanni, condannato in appello a 16 anni di carcere per mafia.

Maria Rita ha parlato di questi aspetti della sua vita privata ad alcuni amici, e secondo quanto affermato dal fratello e dal fidanzato storico agli inquirenti, lei sarebbe rimasta emarginata, sola, esclusa. Quel cognome le veniva fatto pesare come un'onta, ingiusta. Un quadro, quello del suicidio dovuto all'isolamento, che secondo Federico Cafiero de Raho, procuratore capo della Dda che sta seguendo la vicenda, è assolutamente plausibile. "È un episodio gravissimo che deve toccare la coscienza di tutti. Siamo tutti responsabili di questa tragedia", ha affermato De Raho.
E così, a 24 anni, Maria Rita si è gettata nel vuoto da un balcone. E non è tutto. L'avvocato della famiglia, Renato Russo, ha chiesto che venga eseguita un'autopsia, perché "la sera prima del suicidio la madre l' ha vista alterata, per questo teme che qualcuno abbia potuto drogarla senza che lei se ne rendesse conto". L'esame tossicologico, dunque, potrebbe dare qualche risposta in più, anche se forse i contorni di questa terribile vicenda sono già stati delineati.

Ladri in casa, li ammazza tutti e tre:  sapete che fine farà questo ragazzo?

Oklahoma, entrano i ladri in casa e li ammazza tutti e tre a colpi di fucile: non sarà nemmeno indagato



Negli Stati Uniti la legittima difesa è un concetto assoluto, inviolabile. E lo dimostra una vicenda che arriva dall'Oklahoma, dove un ragazzo ha ucciso tre rapinatori, uno alla volta, tre giovani malviventi che si erano introdotti nel cuore della notte all'interno della casa dei suoi genitori forzando la porta della cucina. Li ha ammazzati, tutti e tre, con un fucile semiautomatico AR-15. A sparare è stato Zacarhy Peters, 23 anni, senza alcun precedente e, come rivela Il Giornale, studente modello al Tulsa Community College. E per quelle tre vittime, per i tre ladri che ha ucciso all'interno di casa sua, non riceverà né un avviso di garanzia né men che meno dovrà andare a processo. Il procuratore capo della contea di Wagoner, nell'Oklahoma, mister Brian Kuester, di comune accordo con lo sceriffo locale ha deciso di scagionare il diretto interessato da ogni accusa poiché ha agito per legittima difesa e poiché Zachary ha regolare porto d'armi. L'unica indagata della vicenda è tal Elisabeth Marie Rodriguez, 21enne, la quale ha organizzato la rapina facendo poi da "palo" ai tre amici.

"ORA INIZIA LA GUERRA" Kim spara un altro razzo Trump parte per ucciderlo

"ORA INIZIA LA GUERRA" La Corea del Nord lancia un altro missile. Gli Stati Uniti: "Abbiamo parlato abbastanza"



La Corea del Nord ha lanciato un altro missile balistico a medio raggio nel Mar del Giappone, proprio alla vigilia del vertice tra Stati Uniti e Cina che avrà tra gli argomenti centrali la questione del programma nucleare di Pyongyang. Il lancio è avvenuto intorno alle 6.40 ora locale e il missile ha volato per circa 60 chilometri, riporta l'agenzia Yonhap citando fonti militari sudcoreane.

"La Corea del Nord ha lanciato un missile nel Mar del Giappone da un sito situato vicino a Sinpo, nella provincia di Hamgeyong, questa mattina", ha riportato l'agenzia sudcoreana citando fonti degli Stati Maggiori Riuniti. Anche il comando Usa nel Pacifico ha detto di aver registrato il lancio di quello che considerano essere un missile balistico nordcoreano a medio raggio KN-15. "Gli Stati Uniti hanno parlato abbastanza della Corea del Nord" la lapidaria dichiarazione diffusa da Rex Tillerson. "Non abbiamo altri commenti da fare", ha poi aggiunto il segretario di Stato americano.

"E' una grave provocazione alla sicurezza nazionale del Giappone e qualcosa che noi non possiamo tollerare" ha commentato il primo ministro giapponese Shinzo Abe affermando che il Giappone "condanna con forza" il nuovo lancio missilistico della Corea del Nord. "E' una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", ha poi aggiunto. Il lancio è avvenuto alla vigilia dell'atteso incontro tra Donald Trump e Xi Jinping che si svolgerà domani in Florida durante il quale si prevede che il presidente americano farà pressioni sul leader cinese affinché la Cina avvii pressioni economiche su Pyongyang per convincerla a fermare il programma nucleare e missilistico.

In un'intervista al Financial Times il presidente americano ha detto che, in caso contrario, gli Stati Uniti sono pronti ad agire da soli. "Se la Cina non risolverà il problema della Corea del Nord, lo faremo noi, questo è tutto quello che posso dirvi", ha affermato Trump.

"Mobbing e stalking, addio al M5s" Boom: chi va con la Meloni / Foto

M5s, Isabel Giorgi lascia e va con Giorgia Meloni: "Mobbing e stalking, ora basta"



Virginia Raggi e il M5s perdono un altro pezzo. Nome e cognome: Isabel Giorgi, giovanissima consigliera in XIII municipio a Roma, che ha deciso di lasciare la maggioranza per passare con Giorgia Meloni ed FdI. Una scelta che ricalca quella della collega, altrettanto ex grillina, Francesca Grosseto. La Giorgi - 20 anni, studentessa in Scienze Politiche alla sapienza - molla Beppe Grillo e lancia accuse durissime contro il M5s. Lo fa in un'intervista a Il Tempo dove denuncia: "Ho subito del mobbing politico da parte del mio gruppo".

Dunque il passaggio con la Meloni e una conferenza stampa dove Isabel si è presentata. Nel dettaglio, sull'addio alla truppa grillina, ha aggiunto: "Ho riscontrato molte problematiche all'interno del gruppo M5S che ho trovato inconcludente e lontano dalle esigenze dei cittadini. Quello che avrebbe dovuto essere un movimento del popolo, espressione della gente, ora è chiuso nei palazzi, incapace di dare risposte ai tanti impegni che sono stati presi, più interessato al gossip interno che all'amministrazione".

E ancora: "Ho deciso di aderire a FdI perché rispecchia in pieno i miei valori personali e politici e mi piace il modo in cui si rapporta con il territorio e lavora per i cittadini. Stimo molto Giorgia Meloni - sottolinea la Giorgi - e ho conosciuto persone come Fabrizio Santori e Marco Giovagnorio che apprezzo per l' impegno quotidiano e la franchezza nei rapporti. Di loro mi sono subito fidata, mi hanno accolto come in una famiglia".

Quando le chiedono conto delle accuse di "mobbing e stalking", Isabel spiega: "L'ambiente interno nel M5S non è per nulla sereno. Spesso, per invidie o antipatie tra i componenti del gruppo, si trascurano i problemi del territorio per far spazio a ripicche personali e insulti. Sono stata mobbizzata politicamente in questi mesi - ribadisce -, durante i quali non mi è stato consentito di dare risposte a quei cittadini che hanno creduto in me e credono ancora in me". Dunque, tanti "cari" saluti a Grillo & Raggi.