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martedì 20 dicembre 2016

UN'ITALIANA DISPERSA Il suo cellulare al mercatino "Siamo preoccupati" / Chi è

Berlino, il giallo dell'italiana dispersa: trovato il cellulare al mercatino



Un'italiana sarebbe dispersa a Berlino. Il suo cellulare, riporta l'HuffingtonPost, sarebbe stato ritrovato vicino a Breitscheidplatz, il luogo della strage. L'Ambasciata italiana a Berlino non smentisce. Si rincorrono gli appelli anche sui social. Secondo quanto apprende l'Huffington la ragazza, Fabrizia Di Lorenzo, originaria di Sulmona ma da qualche anno residente in Germania, oggi non si è presentata al lavoro. L'azienda non commenta perché non autorizzata. La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla sua scomparsa,

La vendetta spietata di Agnese sul marito: guardate come ha ridotto Renzi / Foto

Renzi torna alla quotidianità: paparazzato mentre fa la spesa con Agnese



Dura la vita lontano da Palazzo Chigi per Matteo Renzi. Da quando non è più presidente del Consiglio, Renzi ha deciso di tornare a casa da sua moglie Agnese Landini, a Pontassieve. Là sperava di avere più tempo per sè, oltre che per il suo nuovo libro, che minaccia di uscire il prossimo marzo con un pistolotto sui 1000 giorni di governo. E invece Matteo è stato subito messo in riga da sua moglie: il settimanale Chi lo ha immortalato mentre spingeva il carrello della spesa al supermercato, al seguito di Agnese. Ricco il bottino nel cestello: pandoro, ovetti di cioccolato e fette biscottate e diverse buste piene.

KILLER IN FUGA E ARMATO Figuraccia mondiale della Germania: clamoroso, se lo sono fatto scappare

Figuraccia mondiale della Germania: clamoroso, se lo sono fatto scappare



Il pakistano fermato per la strage di Berlino potrebbe non essere l’autore dell’attentato. Lo riferisce la Die Welt citando fonti della sicurezza, secondo la quale il sospetto - che ora ha un giorno di vantaggio - è invece ancora in fuga ed è armato e la polizia e le forze speciali sono state informate. In precedenza diversi media tedeschi avevano riferito che il pakistano aveva negato ogni coinvolgimento nell’attacco. Ora la figuraccia in mondo visione. 

Beppe Sala, l'annuncio ai milanesi Cosa farà nei prossimi mesi il sindaco

Beppe Sala, terminata l'autosospensione: "Torno a fare il sindaco"



La sceneggiata è finita. Beppe Sala ha deciso, dopo quattro giorni di autosospensione, di tornare alle sue piene funzioni di sindaco. Lo ha annunciato lo stesso primo cittadino di Milano in un post su Facebook. "Torno a fare il Sindaco - scrive l'ex numero uno di Expo - certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività".

Il giallo dell'italiana dispersa: trovato il cellulare al mercatino

Il giallo dell'italiana dispersa: trovato il cellulare al mercatino



Un'italiana sarebbe dispersa a Berlino. Il suo cellulare, riporta l'HuffingtonPost, sarebbe stato ritrovato vicino a Breitscheidplatz, il luogo della strage. L'Ambasciata italiana a Berlino non smentisce. Si rincorrono gli appelli anche sui social. Secondo quanto apprende l'Huffington la ragazza oggi non si è presentata al lavoro. L'azienda non commenta perché non autorizzata. mentre la polizia dice di non sapere nulla.

La giovane vive e lavora a Berlino dove si è trasferita già da alcuni anni. Chiunque abbia notizie può mettersi in contatto con l’ambasciata italiana a Berlino. 

Stasi libero? La verità del genetista: "Che cosa c'era sul corpo di Chiara"

Stasi libero? La verità del genetista: "Che cosa c'era sul corpo di Chiara"



Il genetista Francesco De Stefano lo aveva già detto al processo d'appello bis sul delitto di Garlasco: "Non si può escludere che il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi non sia di Alberto Stasi". Non è stata una vera e propria novità quella riportata dal Corriere della sera sulla base dell'analisi fatta dagli investigatori privati della famiglia Stasi. A far calare l'entusiasmo della difesa di Stasi su una possibile revisione del processo, con relativa condanna a 16 anni di carcere, è arrivata la dichiarazione fatta a radio Capital del professore genetista, già incaricato dal giudice di eseguire la perizia sul corpo della ragazza uccisa a Garlasco nove anni fa.

Secondo De Stefano, non ci sono possibilità che quelle analisi di parte possano essere considerate valide: "C'è del Dna di un altro essere umano - ha confermato - ma che ci sia un Dna identificabile è fuori da ogni ipotesi". Quel che manca per avere una risposta certa è: "quei risultati non sono ripetibili e quindi non possono essere confermati. C'è pochissimo Dna, talmente basso da non riuscire a metterlo in evidenza con gli esami normali. Per vedere se c'era Dna maschile, siamo andati a cercarlo apposta con dei test che escludessero ogni possibilità di rilevare il Dna della vittima. Questa cosa ci ha permesso di capire che c'era del Dna maschile, ma come ce l'ha chiunque".

I risultati dell'indagine fatta per la famiglia Stasi avrebbe permesso di associare il profilo del Dna analizzato a quello di una persona di sesso maschile, appartenente a una famiglia di Garlasco. Potrebbe essere stato uno degli amici di Chiara, uno dei ragazzi già interrogato durante le indagini. Se i sospetti dovessero concentrarsi su un'altra persona che non sia Stasi, non potrà essere di certo individuato con l'analisi del Dna di quel che è rimasto sul corpo della Poggi. Secondo De Stefano, dopo la perizia fatta durante il processo, non è più possibile ripetere l'operazione: "Ci ho tenuto a dirlo agli avvocati e ai giudici: 'guardate che ce n'è talmente poco, che saremo costretti a usarlo tutto'". E ormai quelle prove sono scomparse.

Predica folle del capo dei vescovi La frase: così giustifica gli islamici

Monsignor Galantino sull'attentato di Berlino: "Non c'è lo scontro di civiltà"



Non poteva mancare quello che dice che la fede islamica non c'entra con quanto accaduto ieri sera a Berlino, dove 12 persone sono morte e altre 48 sono rimaste ferite da un camion che è piombato sulla folla del mercatino di Natale di Charlottenburg. Solo che chi lo dice stavolta non è un vendoliano o uno di quegli altri sinistri terzomondisti alla Boldrini che considerano gli immigrati "una risorsa". No, a parlare dalle pagine del Corriere della Sera, intervistato, è monsignor Nunzio Galantino che dal marzo 2014 è segretario della Conferenza episcopale italiana (Cei). Cioè il numero uno dei vescovi italiani. Il quale, all'inevitabile domanda sullo scontro di civiltà risponde che "ogni violenza è ingiustificabile, tanto più per motivi religiosi. Ma lo scontro di civiltà è quel che si propongono i violenti. Se anche ci fosse questo, e io non lo credo, al fondo c'è soltanto egoismo e sopraffazione, interessi di potere o di denaro".