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venerdì 9 settembre 2016

"Mai così presto". È allarme-epidemia Cosa ci portano i clandestini sui barconi

Influenza: in un bambino marocchino sbarcato con un gommone identificato il primo caso



Neanche il tempo di rientrare dalle vacanze, di tornare in ufficio o tra i banchi di scuola, ed ecco fare la sua comparsa l'influenza. Sì, già ai primi di settembre. Mai prima il virus era stato isolato con certezza così presto dai virologi. E' capitato quest'anno a Parma, nell'azienda ospedaliero-sanitaria universitaria. Il virus è stato isolato in un bambino marocchino di tre anni, sbarcato su un gommone coi suoi genitori dall'Africa lo scorso 28 agosto. Trasferito in un centro d'accoglienza in città, era stato ricoverato nei giorni scorsi con febbre alta. Il ceppo identificato A/H3.

Assicurazioni, lo sfregio alle vittime: "Volete i soldi? Allora dateci questo"

Assicurazioni, lo sfregio alle vittime: "Volete i soldi? Allora dateci questo"



C'è chi lo aveva in mano. Chi sul tavolino tra le due file di sedili. E adesso non ha la minima idea di dove possa essere finito quel maledetto biglietto. Quello con cui, lo scorso 12 luglio, è salito su un treno delle Ferrovie Nord Baresi per scendervi con le gambe fratturate, costole rotte, traumi facciali e cranici gravissimi. I miracolati dei due treni, alcuni ancora in ospedale, altri sono usciti. A tutti loro spetta un risarcimento assicurativo.

Ma ecco, come racconta oggi il quotidiano La Repubblica, che spunta la beffa. Perché l'agenzia assicurativa Spada, tra i tanti documenti che richiede a feriti e infortunati per ammetterli al risarcimento, chiede anche il biglietto di viaggio di quella maledetta mattina. "Sono rimasto allibito. Avevo chiesto un anticipo per sostenere le spese della riabilitazione", dice Raffaele Di Ciommo. "È assurdo, figuriamoci se in quei momenti drammatici uno pensa al biglietto. Io sono certo che quando c’è stato lo scontro lo avevo in mano". Valentina, un’altra superstite, invece ricorda che lo teneva "sul tavolino" dice.

Il dramma della 13enne sparita nel nulla Appello straziante dei genitori sui social

Il dramma della 13enne scomparsa nel nulla. L'appello straziante dei genitori su Facebook



Da oltre 24 ore non si hanno più notizie di Chiara Spina, la 13enne scomparsa da Settana, in provincia di Milano, la cui scomparsa è stata denunciata dalla famiglia in angoscia. L'ultima volta la ragazza è stata vista alle 11 di mercoledì 7 settembre, quando era alla fermata dell'autobus diretto a Milano. Aveva raccontato ai genitori che sarebbe uscita con gli amici, probabilmente per andare a mangiare una pizza insieme prima dell'inizio della scuola.

Occhi azzurri quasi grigi, lunghi capelli biondi, alta circa 1 metro e 55 centimetri, Chiara non ha mai risposto al cellulare, che ha squillato a vuoto fino alle 18 di mercoledì, per poi spegnersi. I familiari hanno lanciato un appello su Facebook dopo aver denunciato la scomparsa ai carabinieri: "È una ragazzina tranquilla, non ha mai creato problemi e non sappiamo cosa sia successo". Alcuni amici avrebbero raccontato che alla ragazza sarebbe piaciuto frequentare la terza media a Palermo, dove ha alcuni parenti. Ma i familiari in Sicilia non hanno avuto nessun contatto con la ragazza.

Aria di guerra: "Non toccate i paesi arabi" Egitto, avvertimento da brividi di Al Sisi

Venti di guerra: "Siamo pronti ad attaccare". L'avvertimento da brividi del premier islamico



L’Egitto non esiterà ad aiutare qualsiasi paese arabo nel caso in cui finisse sotto attacco. È quanto affermato oggi dal presidente egiziano, Abdel Fatah al Sisi, durante un incontro con il ministro degli Esteri degli Emirati, Abdullah Bin Zayed. Secondo quanto riferisce un comunicato della presidenza egiziana, al Sisi ha detto che «la sicurezza nazionale dei paesi arabi, inclusi quelli del Golfo, è una parte indivisibile della sicurezza nazionale egiziana». Al Sisi ha aggiunto che il mondo arabo è minacciato da una miriade di sfide alla sicurezza che rischiano di dividerlo «in piccoli staterelli».

Si è aperta oggi al Cairo la 146ma sessione del Consiglio dei ministri degli Esteri della Lega araba, presieduto dal capo della diplomazia tunisina Khemaies Jhinaoui. La Tunisia è infatti presidente di turno fino a marzo 2017. Al centro dell’incontro diversi temi tra cui la questione israelo-palestinese, le crisi in Libia, Siria e Yemen, la lotta al terrorismo e la salvaguardia della sicurezza nazionale dei paesi arabi. Secondo un comunicato diffuso dal dicastero degli Esteri tunisino, l’incontro di oggi al Cairo è di particolare importanza vista la delicata situazione a livello regionale ed internazionale.

La Tunisia utilizzerà il ruolo di presidenza della sessione per ribadire la posizione del paese nordafricano sulle cause arabe e le strategie per rilanciare il processo di accordo politico nei diversi conflitti che interessano la zona. Al centro della sessione della Lega araba vi saranno anche i temi legati allo sviluppo della cooperazione economica tra i vari paesi membri.

TONINO IL SALVATORE L'ex pm va con la Raggi? Che cosa ne pensa Grillo

Un ex ministro nella squadra della Raggi. Ecco l'uomo che può salvare i grillini



Nel marasma di indiscrezioni che si susseguono in queste ore convulse per i il Movimento Cinquestelle di Roma, arriva il nome di Antonio Di Pietro a sparigliare le carte in tavola e, chissà, a risolvere almeno in parte gli affanni di Virginia Raggi nel possibile rimpasto della sua giunta. Secondo l'agenzia stampa il Velino, l'ex ministro potrebbe presto entrare a far parte della squadra della sindaca di Roma. A dirlo sarebbero "fonti ben informate" che avrebbero fatto salire le quote per Di Pietro, dopo che Beppe Grillo avrebbe spinto perché la sindaca si liberasse degli assessori Muraro e De Dominicis, diventati ormai spina nel fianco della grillina. Già quest'ultimo è uscito dai radar grillini, dopo l'annuncio della stessa Raggi dalla sua pagina Facebook: "In queste ore ho appreso che l'ex magistrato e già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio in base ai requisiti previsti dal M5S non può più assumere l'incarico di assessore al Bilancio della giunta capitolina, pertanto di comune accordo abbiamo deciso di non proseguire con l'assegnazione dell'incarico. Siamo già al lavoro per individuare una nuova figura che possa dare un contributo al programma della giunta su Roma".

Dallo scorso luglio, l'ex pm di Mani Pulite era stato nominato presidente della società autostradale lombarda Pedemontana dalla Regione Lombardia di Roberto Maroni. Un incarico definito più tecnico che politico, ma che di fatto aveva staccato ancora di più Di Pietro dagli ambienti del centrosinistra. Che però ci fosse un legame imprescindibile tra il dipietrismo e il grillismo non è cosa nuova. Di Pietro è tornato in tv sempre più spesso, invitato da diversi talk a commentare le tribolazioni della Raggi e dei grillini a Roma, senza mai far mancare il suo sostegno alla causa grillina.

La prima traccia però di collegamento tra Di Pietro e il mondo grillino però si ritrova nei primi passi in politica dell'ex toga. Quando come responsabile web dell'Italia dei valori c'era un certo Gian Roberto Casaleggio, che curava tutta la comunicazione online del partito. Come ricorda il Velino, proprio Di Pietro aveva commentato recentemente: "Con Casaleggio al mio fianco sarei ancora in politica". Il suo nome potrebbe trovare quindi poche se non nulle resistenze da parte di Grillo e di Casaleggio jr, oltre a spostare un po' della pressione mediatica dalle spalle della sindaca Raggi.

Sondaggio-choc, Renzi nel panico: le cifre da "sprofondo negli abissi"

Sondaggio-choc, Matteo Renzi e il PD nel panico: le cifre da "sprofondo negli abissi"


Ci sono i sondaggi sui quali tutti possono mettere occhi e mani. Poi ci sono sondaggi riservati, commissionati dai leader e che planano soltanto sulle scrivanie dei loro uffici. Qui si parla di uno di questi ultimi, citato da Dagospia e planato sulla scrivania non di un leader, ma di un premier: Matteo Renzi. Un sondaggio che turba ulteriormente il sonno del presidente del Consiglio.

Si tratta, ovviamente, del referendum costituzionale sul quale l'Italia voterà tra la seconda metà di novembre e i primissimi giorni di dicembre. Secondo quanto si legge nel report riservato, il "no" prevarrebbe del 6 per cento. Un abisso. Cifre che rendono la rimonta molto, molto difficile. E, lo si ricorda, soltanto poche ore fa Renzi ha confermato che in caso di sconfitta al referendum, ovvero in caso di vittoria del "no", si dimetterebbe.

E oltre ai sondaggi riservati, ci sono quelli pubblici. Nel dettaglio c'è quello proposto da Enrico Mentana al suo TgLa7 e commissionato all'istituto Emg. Anche in questo caso, in vantaggio sono i "no", con il 28,6% (in calo dell'1,1%), mentre i "sì" si fermerebbero al 26,9% (in calo addirittura del 2%). Per Emg, ad oggi, la fetta più grande riguarda gli indecisi, al 44,7% e in crescita del 3,1 per cento. L'astensione viene data al 46 per cento. Nessuna buona notizia, per Renzi.

La vendetta di Schettino su De Falco Cos'è successo a "torni a bordo, ca..."

Marina militare, il comandante Gregorio De Falco trasferito al Demanio della Marina



Da quel 13 gennaio 2012 quando il comandante Francesco Schettino sulla Costa Concordia effettuò la manovra che costò la vita a 32 persone, per il comandante che coordinò le operazioni di soccorso, Gregorio De Falco, è iniziato un calvario che sembra non avere fine. 

Il comandante in un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano spiega per quali motivi, a suo modo di vedere, è stato costretto a trasferimenti in questi quasi quattro anni: "Durante i soccorsi, mio malgrado, divenni protagonista mettendo in ombra i livelli più alti. Prima mi hanno trasferito all'ufficio relazioni esterne. Ho fatto ricorso al Tar che lo ha respinto per una mancanza formale, ora è al Consiglio di Stato. Ho chiesto io di andare alla Marina  militare di Napoli, ma sono stato mandato a dirigere l'ufficio del Demanio dove non sfrutterò l'esperienza nel coordinamento dei soccorsi".

"Evidentemente ero scomodo - ha concluso il comandante - basta leggere le ultime due righe dell'encomio solenne attribuitomi in cui si precisa che la ricompensa mi viene data solamente perché espressamente richiesta da un sottosegretario del governo. Una chiara presa di distanza da parte della Marina Militare. Mi chiedo: sarà un caso che sia io che il mio collega, che abbiamo collaborato alle indagini, siamo stati trasferiti dalla Capitaneria?".