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domenica 5 giugno 2016

Oggi alle urne per eleggere i sindaci Facci: vi dico cosa resterà del voto

Oggi alle urne per eleggere i sindaci. Facci: vi dico cosa resterà del voto


di Filippo Facci



Ma perché ce la raccontiamo? La vigilia di queste Amministrative dice più della passione politica dei giornalisti che non di quella degli italiani. Nonostante le parate di carta e i politologi spaccacapello - che spiegano, semmai, perché l' astensione cresca anche in edicola - le elezioni amministrative sono elezioni amministrative: dunque non sono il test nazionale di niente, la prova generale di niente, lo stop o il viatico di niente; e se le "conseguenze politiche" si tradurranno in qualche cambio di poltrona, sai che sovvertimento. Ma è un attimo, sui giornali, trasformare chessò, un Parisi vincente in un futuro Berlusconi o in un futuro premier: la politica non si fa con i se, ma i giornali sì. E sta bene, basta che non ce la raccontiamo troppo: ma non è vero che con Renzi la gente tornerà a votare, non è vero che non lo farà per le inchieste della magistratura, non è vero che è tutta colpa dell' antipolitica o che Grillo sta per prendere il 120 per cento: più banalmente, nei Paesi a democrazia matura la gente vota progressivamente sempre di meno, in generale se ne fotte di più, passa subito alle pagine dello sport, così come nelle borghesie più solide si sedimenta la convinzione che la politica non stravolgerà più di tanto le nostre vite.

Se poi le elezioni sono queste amministrative, hai voglia: le città, lo sappiamo, sono realtà a sé, i candidati sono slegati ai partiti nazionali e forse anche a quelli locali, a fare la differenza spesso è solo l' affabilità di chi avrebbe potuto essere candidato tranquillamente nello schieramento opposto. Il caso Milano è emblematico. Aggiungi che le casse comunali - come già scritto - sono vuote, e ogni neo-sindaco passerà da propositi rivoluzionari all' impresa ben più ardua di pagare gli stipendi ai dipendenti, e garantire l' esistente come dei mezzi pubblici decenti, non troppe buche per strada, montagne di rifiuti che non oltrepassino le palazzine, e una percezione della microcriminalità (si dice così) che viaggi su binari diversi da quelli su cui giungono sempre nuovi immigrati.

Questo da una parte. Dall' altra ci sarà da smantellare (sostituire) qualche sacca clientelare negli assessorati e negli uffici tecnici, fare buon viso a qualche scandaletto bustarellaro che emergerà nel frattempo, naturalmente difendersi dalle accuse sempre più personali e insultanti delle opposizioni. Eccola qui la grande guerra per le Amministrative: nella migliore delle ipotesi si tradurrà nella conquista di un potere trascurabile (perché mancano i soldi) utile a piazzare un po' di gente o a portare a casa qualche affare, possibilmente lecito. Può essere appassionante per chi nelle città ci vive, certo, e poi è vero che i ballottaggi e le personalizzazioni possono favorire un clima da derby: ma i "riflessi nazionali" o peggio "di immagine" sono per lo più una sciocchezza, una forzatura di chi avrebbe da guadagnarci o cerca di vendere tre copie in più. Niente di nuovo. Ieri Renzi ha detto che si vota per i sindaci e non per il governo: lo dicevano anche i premier della Prima repubblica. Di nuovo c' è che i veri esperti di flussi elettorali sono ormai i meteorologi, i più consapevoli che con la calura cresce anche la temperatura dell' astensione. Tra un temporale e l' altro.

sabato 4 giugno 2016

Tragedia in Moto2, muore Salom Dubbio di Rossi: "Tutto Molto strano"

Moto2, paura in Catalogna: morto Luis Salom. Travolto dalla moto, i dubbi di Rossi



È morto Luis Salom, il giovane pilota spagnolo classe Moto2 della Sag Team, caduto durante la seconda sessione di prove libere del Gp di Catalogna. Alla curva 12, il 24enne di Palma di Maiorca è scivolato e, stando alle prime ricostruzioni della stampa spagnola, sarebbe stato travolto dalla sua stessa moto. In pista era arrivata subito un'ambulanza, mentre accorreva anche un elicottero pronto a trasportarlo in ospedale. I medici sul posto però hanno preferito la prima soluzione, portandolo con urgenza all'ospedale universitario generale di Catalogna già in condizioni molto gravi.

La dinamica dell'incidente è ancora tutta da chiarire, ma qualche dettaglio sono riusciti a darlo alcuni testimoni. Lo racconta a Gazzetta.it Valentino Rossi che ha riferito del racconto di un amico che avrebbe visto la scena. L'amico di Rossi ha confermato che il pilota è stato travolto dalla sua moto: "è andato dritto contro le barriere e poi la moto è caduta su di lui. Questo è molto strano - ha ammesso il pesarese - probabilmente ha subito un guasto, altrimenti non si spiega".

E' morto a 74 anni Muhammad Ali Addio a una leggenda del pugilato

Lutto nella boxe, è morto Muhammad Ali. Addio a una leggenda del pugilato



Muhammad Ali, leggenda della boxe, è morto all'età di 74 anni. L’annuncio è stato dato da un portavoce della famiglia: ricoverato giovedì in un ospedale di Phoenix, Arizona, l’ex campione del mondo dei pesi massimi soffriva di una malattia respiratoria complicata dal Parkinson, di cui era malato da tempo.

I funerali, è stato annunciato, si svolgeranno nella città natale di Ali a Louisville, nel Kentucky. Ali, nato Cassius Marcellus Clay, divenne celebre con la vittoria della medaglia d’oro dei pesi mediomassimi alle olimpiadi di Roma del 1960. Unico pugile al mondo ad aver conquistato per tre volte il titolo di campione del mondo dei pesi massimi, Ali si ritirò nel 1981 dopo aver vinto 56 dei 61 incontri disputati.

Ma la sua influenza, fuori dal ring, non è stata da meno, dalla conversione all'Islam al gran rifiuto ad andare a combattere in Vietnam che gli costò il ritiro della licenza pugilistica e l’interruzione della sua attività dall’aprile del 1967 al settembre del 1970, quando era già il numero uno. Negli anni, il deterioramento della sua salute non ha fiaccato il suo spirito da lottatore. Lo scorso dicembre aveva fatto irruzione anche nella campagna elettorale americana con una dichiarazione contro il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump che ha proposto di bandire i musulmani dagli Usa. "Noi come musulmani - aveva avverto Alì - dobbiamo reagire contro coloro che usano l’Islam per portare avanti la loro agenda personale".

Elezioni, l'allarme dei sondaggisti: il grande rischio di questo voto

Elezioni, l'allarme dei sondaggisti: l'effetto sorpresa



C'è il silenzio pre-voto. Non si possono pubblicare i sondaggi. Ma i sondaggisti lanciano l'allarme astensionismo. Nicola Piepoli al Corriere della Sera spiega come, con il passare del tempo, dal lontano 1946 l'affluenza alle urne sia sempre più diminuita. Alle politiche del 2013 votò il 75,2 per cento. Ma per Piepoli il calo delle presenze alle urne non è un dramma e cita il caso della Gran Bretagna che, non registra punte altissime di partecipazione al voto, eppure "è un paese molto democratico". Diversamente la pensa Roberto Weber: "Il calo è molto allarmante. C' è scontento, insofferenza. Si rischia di scendere sotto il 50 per cento: i sondaggi sottostimano le astensioni, perché chi non è interessato al voto tende a non partecipare". Secondo Weber non bisogna attribuire la responsabilità della disaffezione al fatto che si voti in una domenica di giugno, per di più alla fine di un lungo ponte:  "Quando c' è la motivazione, il resto incide poco". Carlo Buttaroni (Tecnè) concorda sostenendo che la campagna elettorale è statas "fiacca e i candidati non sono di livello". 

venerdì 3 giugno 2016

Caivano (Na): I ginnasti della Physical Good in trionfo a Pesaro

Caivano (Na): I ginnasti della Physical Good in trionfo a Pesaro Ginevra Maria Pagnano si aggiudica il 3° Posto


di Angela Bechis


Ginevra Maria Pagnano


Successo per la Physical Good di Caivano che ai campionati nazionali di ginnastica artistica ha raggiunto varie postazioni importanti, come l'enorme successo di Ginevra Maria Pagnano, 7 anni appena compiuti, che dopo aver raggiunto il primato alle scorse regionali, grazie all'istruttrice Luisa Di Micco, è arrivata terza ai campionati nazionali di ginnastica artistica. L'enorme successo sta ancora una volta a dimostrare che la città di Caivano si può "vantare" di avere molti concittadini che portano in giro per il mondo non solo l'alto profilo morale e culturale, ma anche successi sportivi di livello nazionale e internazionale. 

Celentano, un "outing" incredibile "La Meloni? Lei mi...": il ribaltone

Il voto di Adriano, Celentano fa outing: "Mi piace la Meloni ma...."



Adriano Celentano fa outing. Parla di elezioni e, in un articolo che ha la forma di una lettera su Il Fatto Quotidiano, scrive quanto siano importanti queste elezioni. Pensa a Milano, la sua città, dove si confrontano sostanzialmente tre candidati: Sala, Parisi e Corrado. E si augura che chiunque diventi sindaco si soffermi sui danni che hanno commesso i loro predecessori. Ma il ragionamento di Celentano si sposta soprattutto su Roma. Parla del degrado, delle buche, del traffico ma tuttavia spiega come la città eterna non possa essere abbandonata. Ed ecco che, passando in rassegna tutti i candidati Celentano spiazza tutti. Perché, di fatto, non boccia nessuno. Non Alfio Marchini perché, dice,  il fatto che sia ricco è solo un bene.”Potrebbe essere una chance, in quanto non avrebbe alcun  bisogno di rubare”. Di Giachetti e Fassina esalta la tenacia. Ma Celentano si concentra soprattutto sulle donne, Virginia Raggi e Giorgia Meloni.

La confessione - A sorpresa il Molleggiato confessa che Giorgia gli piace molto. “Il più delle volte in quello che dice, potrebbe sicuramente regalare delle sorprese”. Tuttavia Celentano fa outing per Virginia Raggi che, dice, rispetto alla Meloni ha il merito di essere “un’incognita”.  La definisce “un salto nel buio a cui i romani non possono sottrarsi”. Si augura che Grillo non la espella al primo rifiuto di un suo comando e prevede che possa indirettamente fare bene anche a Renzi. Poi va oltre e dice: “Già lunedì potrebbe chiedere un incontro con il Movimento Cinque Stelle. E insieme, rivoluzionare ciò che Renzi intende fare al Senato”.

"Una porno-vendetta per Marita" La detenuta: "La verità su Bossetti"

"Una porno-vendetta su Marita", parla la detenuta: la verità su Massimo Bossetti



Parla Gina, la detenuta a cui Massimo Bossetti ha scritto molte lettere hot. Secondo lei il carpentiere accusato di avere ucciso Yara Gambirasio le mandava quelle lettere per vendicarsi della moglie Marita dopo la scoperta dei tradimenti. “Non avevo capito l’altra faccia di Bossetti. Mi meraviglio che la sua difesa non abbia mai preso in considerazione la possibilità di chiedere un accertamento sul suo profilo psicologico”, scrive il settimanale Giallo. La signora Gina si stupisce che lui continui a scriverle anche adesso che la vicenda e le lettere sono finite  sui giornali. 

Carriera criminale - Il settimanale in edicola questa settimana ricostruisce la vita di questa donna di 44 anni. In passato truffò un direttore di banca, amante degli animali, spacciandosi per una veterinaria. Si presentava in abiti succinti per estorcere denaro come aveva farro già in passato. Un giorno il direttore, credendola veterinario, la chiamò perché il suo cane stava male. Lei non sapendo cosa fare somministrò, stando a quanto scrive il settimanale di Cairo, un’aspirina. Il cane cominciò a vomitare ma anche a stare meglio. Da quel momento Gina oltre a guadagnarsi la stima del direttore ottenne anche tanti soldi. La sua carriere di truffatrice comincia però con un furto un chiesa. Lei era poco più che bambina e rubò dal sacchetto delle offerte ventimila lire.  Poi arrivarono i furti e a vent’anni riuscì anche a sfilare una pelliccia da un manichino del negozio. In una pescheria ha rubato due astici e poi li ha infilati negli slip.  Più recentemente Gina si era specializzata nel commercio di auto di lusso. Le cercavano su internet e le pagavano con assegni scoperti o carte di credito clonate. A tradirla è stata la sua socia. Dal carcere uscirà nel 2020.