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martedì 17 maggio 2016

"Consumi bugiardi", la Fiat in tribunale: tutta colpa di questo modello / Guarda

Fiat, la class action contro la Panda: "Consumi bugiardi"



Guai in vista per la Fiat: 21.031 automobilisti hanno aderito a una class action contro Fca contro i presunti "consumi bugiardi" della Panda ammessa dal Tribunale di Torino. Come riporta Altroconsumo, le domande sono giunte dai possessori della Panda 1.2 benzina 51 kw: il 20,6% provengono dalla Lombardia, il 13,3% dal Piemonte, il 9,63% dalla Toscana e il 9,21% dal Lazio. Per il momento Fca non ha rilasciato alcun commento. 

I 28 preconvocati di Conte per gli Europei: sette debuttanti, 3 stranieri e un assente

Italia, i 28 preconvocati di Conte per gli Europei: ci sono 7 debuttanti


Il ct Antonio Conte ha reso noti i 28 preconvocati per la fase finale degli Europei di calcio. In attesa dei giocatori di Juventus e Milan, impegnati nella finale di Coppa Italia del 21 maggio (così come dei papabili nelle rose di Psg, Manchester United e Anderlecht, anche loro alle prese con gli ultimi impegni), la Nazionale si ritroverà a Coverciano per lo stage e tra gli azzurri ci sono 7 debuttanti assoluti: Benassi, Cataldi, Izzo, Pavoletti, Sportiello, Tonelli e Zappacosta. Tornano in Nazionale Borini e Mirante mentre sono novità assolute nell'era Conte Ogbonna e Marchetti, assenti rispettivamente dall'ottobre 2014 e dal marzo 2015. Torna in azzurro anche Daniele De Rossi mentre si chiude definitivamente la porta per Andrea Pirlo, da un anno a New York e non richiamato dal mister che lo aveva "rigenerato" alla Juventus.

I 28 preconvocati - Questo l’elenco completo dei convocati. Portieri: Federico Marchetti (Lazio), Antonio Mirante (Bologna), Marco Sportiello (Atalanta); Difensori: Francesco Acerbi (Sassuolo), Davide Astori (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Armando Izzo (Genoa), Angelo Obinze Ogbonna (West Ham), Lorenzo Tonelli (Empoli); Centrocampisti: Marco Benassi (Torino), Federico Bernardeschi (Fiorentina), Antonio Candreva (Lazio), Danilo Cataldi (Lazio), Daniele De Rossi (Roma), Lorenzo De Silvestri (Sampdoria), Stephan El Shaarawy (Roma), Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Bologna), Jorge Luiz Jorginho (Napoli), Marco Parolo (Lazio), Roberto Soriano (Sampdoria), Davide Zappacosta (Torino); Attaccanti: Fabio Borini (Sunderland), Citadin Martins Eder (Inter), Ciro Immobile (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli), Leonardo Pavoletti (Genoa), Graziano Pellè (Southampton).

La strada verso l'Europeo - Lo stage è fissato per mercoledì 18 a mezzogiorno e prevede sei sessioni di allenamento. Lunedì 23 maggio - riferisce la FIGC nella nota - verranno annunciati i convocati per la seconda parte del raduno pre Uefa Euro 2016 con ritrovo a Coverciano il giorno seguente. Previsti due periodi di lavoro di circa una settimana ciascuno per un totale di 12 giorni, comprese le amichevoli contro Scozia (29 maggio a Malta) e Finlandia (6 giugno a Verona), ultimi test prima della partenza per Montpellier dall'eroporto di Milano Malpensa (8 giugno). Tra le due gare, è prevista anche una serata evento dedicata alla Nazionale su Rai 1 il 31 maggio alle ore 20.35: Sogno Azzurro, in diretta dall'Auditorium Rai del Foro Italico di Roma, ospiterà la Nazionale al completo guidata dal ct Conte e tutta la delegazione che accompagnerà gli azzurri nell'avventura europea, a cominciare dal Presidente federale Carlo Tavecchio. Nella stessa occasione, Conte annuncerà la lista ufficiale per il torneo francese.

La sua nomina? Occhio, è illegale: Boschi, il nuovo grosso guaio

La bomba: la sua nomina è illegale. Guai per la Boschi


di Tommaso Montesano



La nomina di Maria Elena Boschi alla presidenza della Commissione per le adozioni internazionali (Cai), decisa da Matteo Renzi nel consiglio dei ministri dello scorso 10 maggio, è avvenuta in violazione della normativa che regola l’organizzazione della Commissione. La guida della Cai sarebbe dovuta andare ad Enrico Costa (Ncd), già in possesso della delega alla Famiglia.

A denunciarlo, nel corso del question time andato in scena al Senato giovedì scorso, è stato Carlo Giovanardi, senatore di Idea, il movimento fondato da Gaetano Quagliariello. «La legge prevedeva che fosse il ministro per la Famiglia a presiedere la Commissione», ha ricordato l’ex esponente di Ncd. Il riferimento di Giovanardi è al decreto del presidente della Repubblica numero 108 del 2007, contenente il «Regolamento recante il riordino della Commissione per le adozioni internazionali». Nel testo, infatti, all’articolo 3, relativo alla Presidenza della Cai, è stabilito che «la Commissione è presieduta dal Presidente del consiglio dei ministri o dal ministro delle politiche per la Famiglia». «Io stesso, quando dal 2008 al 2011 sono stato sottosegretario di Palazzo Chigi con delega alla Famiglia, ho guidato la Cai», ha ricordato Giovanardi. Invece Renzi, che ha affidato le deleghe per la Famiglia a Costa, nominato ministro degli Affari regionali lo scorso gennaio, ha preferito affidare la Commissione per le adozioni a Boschi, già in possesso dei ministeri delle Riforme, dei Rapporti con il Parlamento e delle Pari Opportunità.

Una nomina che, nel momento in cui il Pd annuncia la riapertura della partita sulle adozioni per le coppie omosessuali, non va giù a Giovanardi, che insieme agli esponenti degli altri partiti del centrodestra sta per depositare il quesito su cui raccogliere le firme per l’abrogazione della legge Cirinnà. «Boschi è notoriamente a favore delle adozioni per le coppie gay, quindi totalmente al di fuori dal contesto delle adozioni internazionali», ha attaccato Giovanardi a Palazzo Madama. Tutto il contrario di Costa, che con il suo partito, Area popolare, ha già annunciato di non avere alcuna intenzione di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ossia la stepchild adoption. Da qui il sospetto che Renzi abbia voluto depotenziare un ministero, quello di Costa, che sul tema sta dando filo da torcere al Pd.

Il ministro degli Affari regionali, in Aula, ha preferito glissare: «Ci sono delle articolazioni e delle attività organizzative nell’ambito delle deleghe assegnate che sono funzionali all’attività del governo. Ritengo che la delega alla famiglia sia completa e consenta di dare uno stimolo ai miei colleghi di governo per arrivare a una disciplina organica».

A Montecitorio, però, il clima è destinato a surriscaldarsi di nuovo. Oggi, infatti, in commissione Giustizia inizia il ciclo di audizioni per l’indagine conoscitiva sullo stato della legge per le adozioni. Un passo propedeutico a quella riforma osteggiata dai centristi. Il primo a intervenire sarà Andrea Orlando, ministro della Giustizia.

SGAMBETTO CAPITALE Il Pd a Roma ora trema: l'uomo che gli toglie il 5%

Comunali, ammesse le liste di Fassina a Roma e Fratelli d'Italia a Milano



Brutte notizie per Matteo Renzi: la terza sezione del Consiglio di Stato ha ammesso la lista di Stefano Fassina, candidato sindaco per Sinistra italiana e Sel a Roma, e quella di Fratelli d'Italia a Milano. In particolare la presenza nella competizione elettorale del fuoriuscito dal Pd, quotato intorno al 5%, soffierà voti preziosissimi al dem Roberto Giachetti, già in grave difficoltà nei confronti della grillina Raggi. A questo punto è in dubbio la corsa stessa al ballottaggio contro i due candidati del centrodestra, Meloni e Marchini. A Milano viceversa la presenza di Riccardo De Corato e FdI sarà un sostegno ulteriore a Stefano Parisi del centrodestra, praticamente certo di arrivare al ballottaggio contro Beppe Sala del Pd.

Mentana, il sondaggio definitivo Sindaci: i risultati città per città

Sondaggio Mentana, elezioni amministrative: i risultati 


Il sondaggio definitivo. Perchè poi scatterà il divieto di pubblicare rilevazioni in vista delle prossime elezioni amministrative. Certo, anche lunedì prossimo, Mentana continuerà a fornire dati su cosa succederebbe se si andasse al voto oggi. Ma quello di oggi, al tg di La7, era l'ultimo appuntamento con le previsioni sulle elezioni che si terranno il 5 e il 19 giugno.

Secondo la Emg, a Milano la situazione è più fluida che mai: al primo turno dà Parisi del centrodestra avanti col 36,5% delle preferenze contro il 36 di Sala, ma il candidato del centrosinistra avrebbe la meglio al ballottaggio per 51 a 49. A Roma ci sono almeno tre candidati con speranze di accesso al ballottaggio: la 5 Stelle Raggi data al 28%, il Pd Giachetti al 24, la Meloni al 22 e Marchini al 17. Al ballottaggio, nella Capitale la Raggi vincerebbe a mani basse su Giachetti (56 a 44) e Marchini (56,5 a 43,5), mentre la spunterebbe di un soffio sulla candidata dei Fratelli d'Italia e della Lega (51,5 a 48,5).

A Torino Fassino avanti di brutto al primo turno sulla grillina Appendino: 40% contro 29. Ma al Ballottaggio il risultato è più che mai in bilico, visto che l'attuale sindaco Pd la spunterebbe con soli due punti di vantaggio (51 a 49). Assai più definita la situazione a Napoli, dove secondo Emg, se si votasse oggi, al primo turno De Magistris comanderebbe col 39% davanti a Lettieri del centrodestra col 24% e a Valente del centrosinistra col 19%. Il ballottaggio tra i primi due vedrebbe il sindaco in carica trionfare col 64% delle preferenze contro il 36% di Lettieri.

lunedì 16 maggio 2016

Diluvio di morti per una lite tra poliziotti Stragi di Parigi e Bruxelles, verità horror

Negligenza, invidie e antipatie. Le colpe degli 007 di Bruxelles



Prima delle stragi di Parigi e Bruxelles, la polizia belga avrebbe ignorato un documento che avrebe potuto evitare quelle tragedie. Secondo Il Giornale, Yves Bogaerts, capo della polizia di Malines-Willebroek, a metà strada tra Bruxelles e Anversa, non avrebbe prestato attenzione a un dossier redatto da uno dei suoi ispettori a causa di una antipatia personale, per una pregressa vertenza sindacale. L'attento investigatore, nel carteggio in oggetto, avrebbe meticolosamente spiegato gli spostamenti del gruppo jihadista di Salah Abdeslam e dei suoi fiancheggiatori, il tutto corredato da mappe e indirizzi di possibili covi dei terroristi. Un caso di deliberata negligenza che avrebbe ostacolato l'esiziale lavoro di intelligence alla base dell'antiterrorismo.

Le dichiarazioni - "Non capisco come una relazione informativa così delicata non sia stata letta o trasmessa all'antiterrorismo - ha spiegato il sindaco Bart Somers, confermando la storia - Quando è scoppiato il caso ho manifestato sostegno al comandante Bogaerts, ma la nostra comunità merita maggiore attenzione". Sulle falle della polizia è intervenuto ieri anche Olivier Vanderhaegen, direttore dei mediatori culturali di Malines, gettando ulteriore benzina sul fuoco: "Lavoriamo in situazioni critiche e sotto minaccia - ha detto - È inconcepibile che la polizia si permetta di giocare con la nostra vita non prendendo sul serio denunce, segnalazioni o, peggio ancora, rapporti di funzionari". Il caso, infine, è passato al "Comitato P", l'organo di controllo dei servizi di polizia che dovrà pronunciarsi nelle prossime settimane e, con molta probabilità, potrebbe sollevare dall'incarico il comandante della caserma di Malines. La commissione dovrà fare chiarezza su un caso di possibile negligenza, che ha portato alla morte di 162 vittime fra gli attacchi del novembre 2015 a Parigi e lo scorso marzo a Bruxelles.

Referendum, mossa sporca di Renzi Per vincere cambia tutto (all'ultimo)

Referendum, mossa sporca di Renzi: per vincere cambia tutto (all'ultimo)


La strategia di Matteo Renzi, un premier alle prese con i sondaggi e un tangibile crollo di consenso e popolarità, di giorno in giorno si fa più chiara e delineata. Ormai il fatto che alle Comunali si voterà su due giorni è un dato sostanzialmente certo. Renzi "magnanimo"? Non proprio. Certo, in apparenza la scelta sembra un mezzo autogol: tutti gli analisti dei flussi elettorali indicano che la scelta di votare soltanto la domenica potrebbe avvantaggiare la sinistra, che storicamente ha un popolo più "motivato" ad andare al voto. Non a caso, le polemiche sulla scelta di votare alle amministrative in un giorno soltanto avevano scatenato una violenta polemica, che ora parte archiviata: si voterà anche lunedì.

Ma, attenzione. Putacaso, subito dopo la scelta di spalmare la corsa alle urne su una seconda giornata, ha iniziato a circolare un'indiscrezione, che parimenti ora ha assunto il contorno di un dato di fatto. Si voterà su due giorni anche in occasione del referendum costituzionale di ottobre, quello su cui Renzi si gioca la faccia e il governo: a più riprese ha ripetuto che in caso di vittoria dei "no" abbandonerebbe Palazzo Chigi e la politica. La conferma al voto su due giorni è arrivata dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Tutti i sondaggi, ad oggi, indicano i "no" in vantaggio. Renzi, insomma, rischia di saltare. E insomma, è in questo contesto che sarebbe maturata la scelta di spalmare il voto su due giorni anche in occasione del referendum. Il presupposto dietro alla scelta è semplice da comprendere: anche in questo caso, votando in un solo giorno, il "no" sarebbe favorito poiché chi è contrario al pacchetto di riforme è più motivato a recarsi alle urne. Il voto su due giorni, dunque, assume le sembianze di un tentativo di non andare a schiantarsi. Infine, si ricorda che su un referendum costituzionale non vi è alcun quorum da raggiungere: per le ragioni elencate qui sopra, insomma, votare due giorni invece che uno, per il fronte del "sì" è soltanto un vantaggio.