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giovedì 4 giugno 2015

Caivano (Na): Sirico al mercato rionale incontra ed ascolta le esigenze della società reale

Caivano (Na): Sirico al mercato rionale incontra ed ascolta le esigenze delle tante mamme 




Le richieste e i suggerimenti raccolti dalle signore che affollavano il Mercato stamattina sono importanti tasselli da aggiungere per la Caivano dei prossimi 5 anni. Così il candidato del centro sinistra Luigi Sirico, e nota: Cresce in me la responsabilità di lavorare per il futuro con competenza e onestà. Nessun patto col malaffare e l'onestà della mia persona come garanzia per il futuro di queste donne e dei nostri figli. Ed è per questo che vi chiedo fiducia il prossimo 14 giugno votandomi. Infine - continua Sirico -  invito tutti i cittadini a riflettere sull'importanza del voto, soprattutto per una istituzione, quella comunale che ha appunto, un grande ruolo per individuare i fabbisogni delle persone. E' importante quindi che i cittadini il 14 Giungo facciano sentire la propria voce e facciano le proprie valutazioni, anche al fine di avere adeguata rappresentanza a Caivano. 



Voglio sempre ricordare - conclude Sirico - le parole di un uomo politico degli anni trascorsi che ammoniva: "potrete anche non occuparvi della politica ma ricordatevi che la politica si occuperà comunque di voi", e aggiungo io, prenderà comunque decisioni che ci riguarderanno. Votare è un dovere civico, ma io ritengo che sia anche una opportunità, non perderla, domenica 14 giungo vota Sirico Luigi. 

Fallo di Nevdev su Moreno: putiferio "Ma perché vi stupite? E' Juventino..."

Partita del cuore, il fallo di Nedved su Moreno divide il web




Ormai possiamo dirlo, l’evento calcistico più chiacchierato dell’anno si è consumato a Torino, alla Partita del cuore. Il fallo di Pavel Nedved sul rapper Moreno, colpevole di avergli fatto un tunnel durante la partita fra la Nazionale Cantanti e i Campioni per la Ricerca, ha diviso i tifosi e il mondo del web. Da una parte c’è che giustifica l’ex Pallone d’oro: subire un tunnel non è mai piacevole, soprattutto se viene da un ragazzino a lui semi sconosciuto. Dall’altra ci sono i suddetti ragazzini semisconosciuti, che nel gesto del loro rapper vedono una sfida generazionale fra chi ormai è fuori dai giochi e chi invece, nei giochi, ci sta entrando adesso.

Le reazioni di Twitter - Il social che più ha raccolto le critiche, gli sfottò e i commenti è stato Twitter. In 140 caratteri gli utenti non hanno risparmiato né Nedved né Moreno, spaccandosi a metà su chi abbia o non abbia ragione. Quelli che ha fatto bene. Quelli che è il solito juventino. Quelli che “Moreno chi”? Quelli che “Te la ricordi la riga in mezzo di Cafu”? Quelli che non si fa. Quelli che invece si fanno una risata e basta. “Ormai pare chiaro che questa Partita del cuore sia stata organizzata da Maria per eliminare fisicamente Moreno”, ha scritto qualcuno facendo riferimento al passato del rapper nel talent Amici. “Ultimissima: bambino di 6 anni supera Nedved con l’elastico al parco, il Ceco lo falcia e gli spezza tibia e perone”, ha commentato qualcun altro sulla reazione “esagerata” del calciatore.

Caivano (Na): Simone Monopoli, candidato sindaco di Forza Italia, come Ivan Drago: "Sarete distrutti presto"!

Caivano (Na): Simone Monopoli, candidato sindaco di Forza Italia, come Ivan Drago: "Sarete distrutti presto"!


di Nicola Semplice 


Non è un incontro bi Box nè un incontro di Judo, è semplicemente una competizione elettorale. Una competizione elettorale che sta prendendo giorno dopo giorno una brutta piega, composta appunto da espressioni da Ivan Drago nell'ultimo incontro di Box contro Rocky Balboa: "Ti spiezzo in due", solo che a pronunciare la frase, questa volta, non è Ivan Drago ma è il candidato della destra locale Simone Monopoli che, alla domanda di un ragazzo qualunque su Facebook: Dottor Monopoli neanche stavolta ce l'ha fatta, perchè non si ritira?, lo stesso candidato Monopoli risponde: "Sarete distrutti tutti"!, altro che Ivan Drago, per Monopoli questa democratica competizione elettorale lo veste di panni di nemico nei confronti di un avversario politico come Sirico che, nella precedente campagna elettorale non ha fatto altro che invitarlo ad un confronto pubblico per discutere di idee, programmi e rilancio occupazionale, ma purtroppo, chi è a corto di idee e non ama il contraddittorio, preferisce i monologhi e le frasi fatte da Film di guerra.

Carminati & C a giudizio immediato: il processo a novembre

Mafia Capitale, Carminati & C a giudizio immediato: il processo a novembre




Il blitz di oggi del Ros su mandato della procura di Roma che ha portato a 44 nuovi arresti e a 21 indagati, è il secondo capitolo dell’inchiesta ’Mondo di mezzo' che proprio lunedì ha ottenuto il via libera per il processo. La Procura di Roma ha ottenuto dal gip il via libera al giudizio immediato per 34 persone, di fatto il gotha degli indagati nella maxinchiesta sulla Mafia di Roma. Si inizierà il prossimo 5 novembre davanti ai giudici della decima sezione collegiale.

Il tribunale capitolino è chiamato, quindi, a processare tutti i massimi esponenti del clan a cominciare da Massimo Carminati, ex militante della formazione di estrema destra dei Nar, ritenuto da chi indaga a capo del sodalizio che era riuscito a mettere le mani su appalti milionari e a ramificare le sue influenze nelle stanze del Campidoglio durante la gestione di Gianni Alemanno, finito anch’egli nel dicembre scorso nel registro degli indagati.

A 18 dei 34 imputati viene contestato l’articolo 416 bis del codice penale, e in particolare, "di aver fatto parte - si legge nel capo di imputazione - di un’associazione di stampo mafioso operante a Roma e nel Lazio, che si avvale della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dell’omertà che ne deriva per commettere delitti di estorsione, usura, riciclaggio, corruzione di pubblici ufficiali e per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici".

Messi "caccia" il mister Luis Enrique: Barcellona, caos prima della finale

Barcellona, Luis Enrique darà l'addio dopo la finale di Champions League con la Juventus: Leo Messi non sopporta più il mister





Comunque vada, sarà l'ultima. L'ultima in panchina del Barcellona, per Luis Enrique. Una chiusura ad altissima tensione, nella finalissima di Champions League contro la Juventus. Già, perché come José Mourinho ai tempi dell'Inter, Luis potrebbe mollare subito dopo la finale di Berlino (e lui spera, proprio come Mou, con la coppa in mano). Ma a differenza di Mou, quella di Luis Enrique non è una scelta. Il punto è che Leo Messi non lo sopporta più: le malelingue dicono che tra i due i rapporti siano pessimi (e l'abbracci in campo dopo la vittoria di Copa del Rey sarebbero solo un diversivo in favore dei fotografi). Il punto è che le due personalità, di Leo e Luis, sono straripanti. Si pensi solo che il mantra del mister è: "Nelle mie squadre il leader sono io". Difficile affermarlo, quando il c'è Messi tra i tuoi giocatori. E sempre su Messi, Enrique ha recentemente affermato: "La sua figura di migliore della storia è fuori dubbio, ma quando è arrivato qui si è adattato a un modo di giocare che gli va fenomenale ed è circondato di grandi calciatori con un'idea del gioco che rende più facile il successo. Se cambiassimo Messi di squadra - ha sottolineato - il Barcellona continuerà a essere il migliore". Frasi che pesano. Tantissimo. E che, assicurano i media spagnoli, hanno già segnato il suo destino: dopo la finale di Champions, comunque vada, l'addio. Una situazione intricata, che fa un po' godere e un po' ben sperare la Juventus di Massimiliano Allegri in vista del match di sabato.

Forza Italia, La disperata chiamata del Cav a Verdini: "Ti prego, non farlo.."

La telefonata di Berlusconi a Verdini per evitare la rottura



Forza Italia nel caos più totale 

Dopo l'addio dei dodici senatori fittiani e la scissione già pronta alla Camera, a lacerare Forza Italia c'è anche il rischio rottura con Denis Verdini e i verdiniani. L'ex coordinatore azzurro, infatti, riporta il Corriere della Sera, starebbe lavorando alla creazione di un gruppo-cuscinetto tra maggioranza e opposizione che al Senato sosterrebbe il governo sulle riforme. Un'operazione alla quale starebbero lavorando anche ex fittiani, come Romano e Galati.

E in questo scenario Silvio Berlusconi, alla luce dei risultati delle elezioni regionali, si muove con attenzione. Ieri mercoledì 3 giugno, dopo giorni di silenzio, avrebbe quindi preso il telefono per chiamare Verdini e mettersi d'accordo per un incontro in queste ore. Difficile che i due possano raggiungere un'intesa visto che i verdiniani hanno mal sopportato i toni duri usati da Giovanni Toti in questo ultimo periodo ("Se vogliono andarsene, vadano". "Sul territorio non hanno forza: il partito è cambiato..."). Ma il Cavaliere vuole cercare di frenare Verdini, il suo intento è evitare una rottura che indebolisce il partito nelle battaglie in Parlamento su scuola, Rai, riforme.

Berlusconi la prossima settimana riunirà il gruppo di Palazzo Madama per confortare e motivare tutti. Ma è abbastanza tranquillo anche in caso di rottura con i verdiniani, perché andare subito al voto "non è il nostro obiettivo, abbiamo bisogno di tempo per organizzarci". Il Cavaliere spera nel "logoramento" di Renzi. Sui fittiani sembra non preoccuparsi: "Non mi importa nulla che se ne va uno che vuole fare il leader nazionale e non supera il 9% in Puglia, uno che ha un gruppo con due concetti opposti, Conservatori e Riformisti... Se ne vadano tranquillamente, ma poi dove vanno?".

Mafia Capitale: Arrestato l'esponente di Forza Italia, Luca Gramazio Arresti in tutta Italia

Mafia Capitale: Arrestato l'esponente di Forza Italia, Luca Gramazio. Arresti in tutta Italia 




Altri 44 arresti sono scattati per la seconda parte dell’operazione Mafia Capitale che ha scoperchiato il peso delle organizzazioni criminale romane in alcuni settori che coinvolgevano anche le istituzioni pubbliche di Roma, come quelle che gestivano i campi di accoglienza degli immigrati.

In manette questa volta Luca Gramazio, esponente di Forza Italia in Consiglio comunale e figlio dell’ex parlamentare, Domenico, già finito nei guai per le vicende della sanità laziale. Luca Gramazio si era dimesso da Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale del Lazio non appena scattò la prima fase dell’indagine che ha portato all’arresto del famoso estremista di destra Massimo Carminati che praticamente reggeva le fila del cosiddetto “Mondo di mezzo”, termine che stava a definire l’attività delinquenziale romana gestita da lui e da un nutrito gruppo di politici, amministratori locali ed ex estremisti neofascisti.

Gli arresti di questa nuova fase dell’indagine sono in corso anche in provincia di Rieti e Frosinone, oltre che a Catania ed Enna in Sicilia e a L’Aquila per l’Abruzzo per associazione per delinquere ed altri reati.

Le accuse della procura distrettuale antimafia di Roma riguardano i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro.