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sabato 9 maggio 2015

Renzi, la botta a Baffino "A loro piace solo perdere"

Genova, Matteo Renzi contro la sinistra del Pd: "Ci sono due sinistre: una che vuole cambiare, l'altra che vuole perdere"





La vittoria di David Cameron in Inghilterra torna utile al segretario del Partito democratico Matteo Renzi per togliersi altri sassolini dalla scarpa con i dissidenti della minoranza di sinistra Dem. In Liguria per la campagna elettorale, dove il Pd ha candidato alla presidenza della regione Raffaella Paita - già indagata per l'alluvione a Genova - Renzi ha letto il risultato inglese con la tesi che: "Ci sono due sinistre: una a cui piace cambiare e una a cui piace perdere". Logicamente, la prima è la sua, la seconda l’opposizione interna al Pd, che con la partenza di Pippo Civati è divenuta opposizione tout-court. La frecciata però è ad ampio raggio e coinvolge anche Massimo D'Alema. Da più parti Renzi è accusato di essere responsabile del calo di iscrizioni al Pd, lui liquida la polemica etichettando l'ala sinistra del partito come i: "nostalgici del 25%". La vittoria di Cameron torna utile anche per difendere il suo Italicum: "In Inghilterra oggi Cameron ha vinto le elezioni, e ha preso la maggioranza dei seggi, con il 36 per cento dei voti. In Italia, con l’Italicum, con il 36 per cento si va al ballottaggio. Quanta superficialità e studiata disinformazione c’è stata nel dibattito sulla legge elettorale, tanto che si è parlato di deriva autoritaria". Il riferimento è anche al capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, che in Aula aveva parlato di "bivacco di fascismi renziani", a lui Renzi ha replicato: "Utilizzare quel riferimento significa profanare la memoria di chi è morto".

Lo Stato paga la casta degli zingari: per ogni famiglia 2.750 € al mese

Roma, la casta degli zingari: per ogni famiglia 2750 euro al mese

di Beatrice Nencha 



Mantenere una famiglia rom in un Centro di raccolta della capitale costa al Comune di Roma circa 33mila euro l'anno, pari a 2.750 euro al mese a nucleo famigliare. Quasi il triplo rispetto all’assistenza domiciliare garantita dal Campidoglio a un disabile invalido al cento per cento, che percepisce tra gli 850 e i 900 euro mensili di rimborsi con cui pagare il proprio badante, che spesso non arrivano a coprire nemmeno tutte le spese. Continuano a infiammare la polemica politica i dati svelati dal Rapporto Centri di Raccolta s.p.a. stilato dall’Associazione 21 Luglio e presentato mercoledì in Campidoglio, secondo cui «il sistema dell’accoglienza per soli rom a Roma vale 8 milioni, una cifra superiore del 30% rispetto allo scorso anno: è quanto ha speso il Comune di Roma nel 2014 per segregare e violare i diritti umani di 242 famiglie rom nei cosiddetti «centri di raccolta».

Il primo a denunciare questo «strabismo» dei fondi, destinati con profusione ai nomadi rispetto ai tagli subiti dai portatori di handicap, è il capogruppo della lista Marchini, Alessandro Onorato. Che in un post pubblicato su Facebook, picchia duro: «Nel 2014 Ignazio Marino ha fatto spendere al Comune di Roma 33mila euro l’anno per ogni famiglia Rom. Una vergogna ancora più grande se pensiamo che una famiglia che ha un bambino autistico o con una malattia gravemente invalidante percepisce al massimo 500 euro al mese». Dopo l’ultima proposta dell’assessore alle Politiche sociali Francesca Danese di destinare il bonus Casa anche ai Rom, Onorato annuncia che «a breve la lista Marchini presenterà una delibera per indicare percorsi alternativi», sul superamento dei Centri di raccolta. Che, secondo il consigliere, stanno diventando un grimaldello per creare pericolosi percorsi privilegiati anche all’interno della Pubblica amministrazione: «Mesi fa la giunta Marino ha fatto un bando da 300mila euro in cui si conferisce un punteggio più elevato alle Coop che assumono Rom per ripulire i campi nomadi. Così, oltre a discriminare i disoccupati romani, si premiano gli artefici stessi del degrado dei campi».

Dopo la sparata dell’assessore Danese sul bonus Casa, furenti anche le associazioni dei disabili, che si vedono tagliare i fondi per servizi come trasporto, laboratori e attività sociali. «A me, disabile al 100% su sedia a rotelle, il Comune garantisce 900 euro al mese di assistenza domiciliare per la badante, che però mi costa complessivamente 1.479 euro» spiega Roberta Sibaud, vicepresidente della Consulta Handicap di un Municipio. Più duri i commenti su Facebook dei romani, stufi di vedere spuntare insediamenti Rom o centri per rifugiati, che stanno per riversarsi anche in zone residenziali come l’Olgiata (Roma Nord). «Ho incontrato in XV Municipio il prefetto Gabrielli, disponibile a valutare un sito alternativo per accogliere i cento rifugiati in arrivo, destinati nell’ex Scuola privata Socrate in località San Nicola», commenta la consigliera Lavinia Mennuni. «Siamo contrari alla realizzazione di un centro di accoglienza a San Nicola: come Fdi-An non vogliamo che questa operazione porti altro disagio, emarginazione sociale e povertà». E se il prefetto annuncia l’arrivo di altri 2mila richiedenti asilo, l’assessore Danese cerca di arginare l’emergenza dopo l’incontro di ieri tra Viminale, Comuni e Regioni sull’emergenza immigrazione: «Roma accoglie già oltre 10mila richiedenti asilo. Con tutta l’area metropolitana si arriva a 66mila totali. Questi numeri non possono consentire ulteriori aggravi. Abbiamo raggiunto il nostro tetto».

Orrore capitale: tassista stuprata a Roma Il coltello, le minacce, i pugni, la violenza

Roma, tassista minacciata con un coltello e stuprata: costretta a praticare un rapporto orale





Una tassista di 43 anni è stata picchiata, rapinata e violentata nella mattinata di venerdì 8 maggio a Roma. Il fatto è avvenuto poco prima delle 7: a compiere la violenza un cliente che aveva preso il taxi in via Aurelio. L'uomo si è fatto portare in viale Pescina Gagliarda, su una strada sterrata e isolata, e lì ha stuprato la donna. Sulla vicenda indaga la squadra mobile di Roma. La tassista ha spiegato che l'aggressore era un trentenne romano, che l'ha costretta ad andare in una zona isolata nei pressi di Ponte Galeria dopo averla minacciata con un coltello. Dopo averla picchiata, presa a pugni e rapinata, l'uomo ha costretto la tassista a praticargli un rapporto orale. Quindi l'uomo sarebbe scappato a piedi in aperta campagna.

Morso da una vedova nera, è in fin di vita Terribile sorpresa: è successo in Italia

Orosei, una vedova nera morde un turista romano: una notte da disperso, ora rischia il trapianto del fegato





Una terribile disavventura per un turista romano, morso da una vedova nera, uno tra i ragni più velenosi in assoluto, e ora ricoverato per insufficienza epatica: rischia di perdere il fegato. Una terribile disavventura che però non gli è capitata dall'altro lato del globo, in un altro continente, bensì in Sardegna. L'uomo, infatti, ora è ricoverato all'ospedale Brotzu di Cagliari. Lo sfortunato si chiama Alessandro Candido, ha 38 anni, e come racconta Il Messaggero ora è tenuto costantemente sotto osservazione dai medici del reparto di Rianimazione. Le sue condizioni vengono definite stabili e, al momento, non è necessario un trapianto di fegato.

Il ritrovamento - Candido è stato morso da una vedova nera al termine di una battuta di pesca subacquea nel mare di Orosei. Avrebbe dovuto incontrare un amico su una spiaggia tra Matta e Turcu, ma all'appuntamento non si è mai presentato. L'amico, dunque, ha dato l'allarme: le ricerche sono state condotte dai carabinieri di Siniscola e dai vigili del fuoco. L'uomo è stato ritrovato soltanto al mattino successivo, in un luogo distante rispetto a quello fissato per l'appuntamento. Candido, privo di forze, confuso e disidratato, è stato soccorso e trasportato all'ospedale San Francesco di Nuoro. A causa delle gravi condizioni è stato ricoverato e trasferito al Brotzu di Cagliari, dove si trova anche adesso. Ascoltato dai carabinieri, l'uomo ha raccontato di aver avvertito un forte dolore al piedi e di essersi trascinato per diversi metri, prima di perdere conoscenza.

Virus che vi prosciugherà il conto Ecco l'ultima fregatura su internet

Sicurezza, il pericolo del malware Dyre che ripulisce i dati dei conti bancari online





La lotta alle truffe informatiche non conosce sosta. Quando le aziende che sviluppano antivirus riescono a individuare il modo per debellare ogni file dannoso dai computer degli utenti, arrivano di continuo nuovi virus e malware in grado di superare le barriere dei software di protezione e fare danni che possono costare carissimo. L'ultimo pericolo ad essere stato scopero si chiama Dyre e si insinua nelle caselle email.

Come "ammalarsi" - La tecnica usata rispecchia quella consolidata già in passato, con il file camuffato da allegato di un'email apparentemente uguale alle solite che si ricevono sul lavoro. Ricevute di pagamenti, risposte di fornitori, messaggi dalla propria banca, le forme possono essere le più immaginabili e gli effetti deflagranti, perché una volta aperto l'allegato non c'è modo né di sapere immediatamente dell'infezione in corso, né di come si possa debellarla. L'allarme è stato lanciato dall'agenzia svizzera Melani, che si occupa di analisi e informazione per la sicurezza dell'informazione.

I pericoli - Una volta aperto il file malware che è stato allegato come una finta fattura, per esempio, il pc va a finire potenzialmente nelle mani di truffatori che possono rilevare tutto quello che viene digitato dalla tastiera e i siti visitati. Lo scopo principale è quello di rubare i dati di accesso ai conti bancari online e, una volta dentro, ripulirli senza lasciare tracce. Fino a quando le società di antivirus non avranno aggiornato i proprio database, l'unico modo per evitare di essere derubati è di tenere comunque aggiornati i propri antivirus, evitando di aprire messaggi di posta elettronica inviati da mittenti sconosciuti fino a quel momento e con contenuti testuali un po' sgrammaticati.

venerdì 8 maggio 2015

Cacciati i vip per mettere i clandestini: Portofino, l'hotel è un campo profughi

Portofino, Kulm Hotel: cacciata la clientela vip per far posto ai clandestini. L'albergo diventa un campo profughi


di Gilberto Oneto 



Il Kulm di Camogli (nome ufficiale Portofino Kulm Hotel) è stato per decenni uno degli alberghi più prestigiosi dell’area. Posto in cima al Monte di Portofino, offre un panorama mozzafiato che arriva fino alla Riviera di Ponente: uno spettacolo che gli ha meritato fama internazionale, assieme alla bellezza della costruzione liberty, agli arredi eleganti e a un servizio impeccabile. Tutto questo va declinato al passato perché da un anno la struttura è chiusa per problemi gestionali. Un peccato, perché era la meta più ambita di una clientela con buone possibilità di spesa.


Il governo Renzi ha messo però finalmente fine a questo scandalo di privilegi classisti. Per far fronte all’emergenza emigranti, la prefettura di Genova ha infatti proposto di inserirlo fra le strutture idonee ad accogliere richiedenti asilo, profughi, rifugiati e clandestini vari.

L'altro giorno la nave maltese Kreta ha graziosamente scaricato nel porto della Spezia 424 «migranti» raccolti nel Mediterraneo su un barcone alla deriva. C’è chi sostiene che una bella fetta sarà sistemata in 35 strutture in provincia di Genova, fra cui l’ex manicomio di Quarto e il Kulm appunto. La Liguria era stata risparmiata dagli ospiti coatti grazie all’emergenza idrogeologica che l’ha colpita ma - ecco un altro miracolo renziano! - i pericoli frane e alluvioni sono terminati e anche la Liguria si deve prendere la sua razione di «nuovi cittadini». Una voce che è stata raccolta dal tam-tam locale dice che 150 «rifugiati» sarebbero destinati al Kulm: quattro stelle con mobili in stile, posate d’argento e broccati alle pareti. Sembrano tanti: non si sa se fra essi ci sarà anche il 62enne spezzino pizzicato giorni fa dalla Guardia di Finanza a traghettare 28 siriani e iracheni nel Canale d’Otranto. Risulta residente nel Tigullio e potrebbe essere il perfetto chaperon per i suoi clienti che saranno alloggiati in zona.

La macchina è in moto: l’assessore ai Servizi Sociali di Genova Emanuela Fracassi ha organizzato un ufficio «Persone senza territorio», l’Anpi locale auspica che i rifugiati siano «seguiti e accuditi in strutture piccole e in piccoli nuclei», e Husein Salah, della cooperativa Saba, lamenta che «ogni profugo abbia a disposizione 2,50 euro, che neppure bastano per comprare due biglietti dell’autobus. E i minori non hanno diritto neppure a quelli».

La soluzione Kulm fa contenti tutti: si organizza una piccola comunità, l’aria è salubre, l’autobus è sostituito dal pulmino «di cortesia» dell’albergo e le «persone senza territorio» ne trovano uno di eccellenza al Parco di Portofino. E poi suona come un racconto di Dickens del terzo millennio: i diseredati che vengono alloggiati nelle camere con vista e nelle suite dei ricchi. Escursioni a Punta Chiappa, a San Fruttuoso e - la domenica - alle Cinque Terre. Gli indigeni se ne restano - come in un film di Fellini - a guardare da fuori i fortunati che gavazzano nella speranza di poter un giorno essere al loro posto fra gli stucchi del Kulm. Se ne resterà qualcosa.

Forza Italia in crisi, Fitto pronto a lasciare. Verdini dopo le Regionali


Forza Italia in crisi, Fitto pronto a lasciare. Verdini dopo le Regionali








C'è una data segnata in rosso nell'agenda di Forza Italia: 13 maggio. Mercoledì prossimo Raffaele Fitto si riunirà con i suoi senatori per decidere se dire addio al Cav e creare gruppi autonomi. "Qualcuno di noi pensa di aspettare le Regionali, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi", racconta un fittiano a Francesca Schianchi de La Stampa. "A quel punto può succedere che Forza Italia fa un passo indietro e torna a cercare l'accordo con Renzi, o che si forma un gruppo a sostegno del governo. Noi dobbiamo creare al più presto un'alternativa al Pd e al premier".  Al più presto significa prima di Denis Verdini che ha già detto che lo strappo ci sarà subito dopo le Regionali per dar vita a quel "soccorso azzurro" di cui ha bisogno Matteo Renzi per far passare le riforme costituzionali a Palazzo Madama.

I numeri - Nel pallottoliere azzurro sarebbero 12-14 i fittiani pronti a lasciare Forza Italian, gli stessi che diedero battaglia con emendamenti all Italicum e atti di "insubordinazione" come la non partecipazione all'incardinamento notturno. Quelli che seguirebbero Verdini sarebbero 6-7, ma, sostiene la Schianchi, non è detto si fermi lì visto che anche nel gruppo di Gal potrebbe esserci qualcuno interessato all' operazione. Che però, se si farà, è rinviata al 1° giugno.