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domenica 15 marzo 2015

Arriva l'eclissi del secolo in Italia Come, dove e quanto saremo al buio

Eclissi del secolo, l'Italia sarà senza luce





Sarà l'eclissi del secolo, una eclissi totale in cui per alcuni minuti la Luna oscurerà completamente il Sole. Succederà venerdì 20 marzo. L'eclissi sarà totale nel nord Europa ma sarà visibile come eclissi parziale (al settanta per cento circa in Italia) su tutto il Continente, in parte del nord Africa e in parte dell’Asia. Un evento simile si ripeterà soltanto nel 2026.

Le regioni che potranno assistere meglio al fenomeno sono quelle del nord e soprattutto del nord/ovest, riporta meteoweb.eu, mentre al Sud e soprattutto in Sicilia l'eclissi sarà meno significativa. Ma vediamo le percentuali di oscuramento del sole da parte della luna. 

Tra le città italiane la più fortunata sarà Aosta (67,3%). A Torino l'oscuramento sarà del 65,6%, a Milano del 64,9%, a Genova del 63%, a Bologna del 60,6%, a Trieste del 60,5%. La percentuale diminuisce scendendo verso Sud: 59,2% a Firenze, 56,5% a Perugia, 53,8% a Roma, 49,8% a Napoli, 47% a Bari, 44,4% a Palermo, 43,6% a Lecce e Cosenza, 41,6% a Messina e Reggio Calabria, 39,7% a Siracusa. In Sardegna, invece, 51,6% a Cagliari e 53,8% a Nuoro.

L'eclissi comincerà intorno alle 9,20 e si concluderà intorno alle 11,45. Il momento massimo dell'eclissi, in cui si raggiungeranno le percentuali di oscuramento più elevate sarà intorno alle 10,30.

Per vedere l'eclissi però bisogna prendere degli accorgimenti: il Sole infatti non va osservato senza filtri adeguati perché può provocare gravi danni alla vista. Esistono speciali occhialini che utilizzano particolari materiali (mylar o astrosolar) in grado di proteggere al meglio i nostri occhi che possono essere reperiti online o nei negozi specializzati. Altrimenti si può proiettare l'eclissi e vederla così in sicurezza facendo un piccolo foro su un cartone e orientandolo verso il Sole: in questo modo l'immagine dell'eclissi sarà proiettata per terra o su una qualsiasi superficie.

"In Rai una Gruber musulmana" Islam all'assalto di viale Mazzini

Rai, l'Ucoii: "Vogliamo più conduttori islamici nella tv pubblica, sogniamo una Lilli Gruber musulmana"





"Sarebbe bello avere una Lilli Gruber musulmana in Rai". La proposta viene da Izzeddin Elzir, presidente dell'Ucoii, l'Unione delle comunità islamiche d'Italia. Intervistato da Klaus Davi a KlausCondicio sul canale Youtube del giornalista, Elzir ha spiegato: "Paghiamo il canone ma non siamo rappresentati. Avere conduttori e giornalisti di fede islamica sarebbe un grande passo avanti verso l'integrazione, permetterebbe anche al servizio pubblico di dialogare con una comunità di oltre 1 milione e 600mila persone e aprire il Paese a una cultura diversa". L'obiettivo, dunque, è arrivare a un "programma che parla tramite noi della nostra fede". E il governo di Matteo Renzi, impegnato nella riforma di viale Mazzini, potrebbe ascoltare con interesse. Francesco Verducci, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, ha accusato la tv pubblica di "ignorare il contributo degli immigrati. La Rai, sostiene il democratico Verducci, dovrebbe "raccontare tutte le sue voci molto più di quello che riesce a fare oggi". Certo, da qui un palinsesto filo-musulmano il passo sembra lunghissimo. Però... "La mission del servizio pubblico è rafforzare il multiculturalismo, il dialogo e lo scambio reciproco, la convivenza che sta alla base del nostro essere comunità - conclude Verducci -. Nella tv bisogna potersi riconoscere, questo è un pezzo fondamentale della rivoluzione Rai". 

Alcol in polvere da sniffare: cosa fanno i ragazzi il sabato sera

Arriva l'alcol in polvere: si può sniffare





E' bianco, leggerissimo e può avere il sapore di vodka, rum, o cocktail come Cosmopolitan, Margarita o lemon drop: si tratta dell'alcol in polvere, prodotto che ha appena ricevuto il via libera negli Stati Uniti da un'agenzia federale, l'Ufficio per le tasse e il commercio su alcol e tabacco (Ttb), suscitando aspre polemiche, tanto che diversi Stati, tra cui Sud Carolina, Louisiana e Vermont lo hanno già messo al bando, mentre altri si apprestano a farlo.

Questo nuovo prodotto può essere mescolato alle bevande, ma anche sniffato e sparso sul cibo. Le principali preoccupazioni riguardano il possibile abuso da parte dei giovani, che possono sniffarlo, nonchè la sua maneggevolezza (una bustina pesa 28 grammi), che consente di introdurlo con facilità in eventi pubblici o aggiungerlo alle bevande. Usarlo e consumarlo è molto semplice: una bustina equivale ad un bicchierino, come spiega sul suo sito l'azienda produttrice, e diventa liquido mescolandolo con 100 grammi di acqua.

Dovrebbe essere disponibile nei negozi a partire dalla prossima estate, ma i suoi impieghi possono essere molteplici. Oltre ad essere consumato ad esempio da campeggiatori ed escursionisti, può essere molto comodo per aerei e hotel, che possono conservarlo risparmiando molto spazio, o anche in ambito medico, industriale ed energetico.

sabato 14 marzo 2015

Terni: Mi chiamo David Raggi e sono morto perchè.....

Terni: Mi chiamo David Raggi e sono morto perchè.....


di Luciana Esposito 





Mi chiamo David Raggi, sono stato condannato a rimanere un eterno ragazzo di 27 anni, sono nato e cresciuto a Terni, ho un lavoro, vanto raro per i giovani di questa generazione, sono un informatore farmaceutico e in passato ho aiutato tante persone, in quanto, spesso ho vestito la tuta arancione e l’altruismo di chi lavora nel 118. Ieri sera, però, non ho potuto fare nulla per aiutare me stesso.

L’altra sera, quando sono uscito di casa, avevo solo voglia di divertirmi e trascorrere la solita serata tra amici, non sapevo che sarei finito sui giornali e che non avrei più rivisto i miei genitori e mio fratello.

Non sapevo che sarei morto.

Sono morto perché sono stato colpito casualmente davanti ad un bar da un marocchino che ha dato di matto per una birra. Il personale, insieme ai due agenti in borghese presenti, hanno cercato di calamaro, ne è nato un parapiglia nel corso del quale sono stati rotti bicchieri e bottiglie. Quello straniero è entrato e uscito dal locale varie volte, me lo sono trovato davanti, per caso e mi ha colpito al collo con una bottiglia rotta. «Che mi guardi? Che cosa vuoi?» mi ha sbraitato contro prima di colpirmi.

Sono morto, semplicemente, perché il mio corpo ha impattato con la delirante e barcollante esagitazione di un uomo poco lucido e fuori controllo. Una mina vagante che ha lasciato esplodere la sua follia contro di me. Poteva esserci chiunque al posto mio. Invece c’ero io e quell’infausta morte ha squarciato la mia vita.

Ho chiesto al mio amico medico che per primo mi ha prestato soccorso di chiamare un’ambulanza, ma sapevo che non ci sarei arrivato all’ospedale e gliel’ho anche detto. Ho capito che quelli erano i miei ultimi, concitati respiri e che dovevo spenderli bene. E, allora, ho parlato con il cuore, ho lasciato parlare il cuore e ho avuto solo il tempo e la forza necessari per chiedere ai miei amici di dire alla mia famiglia che gli voglio bene.


David Raggi


La polizia ha arrestato Amine Aassoul, un marocchino di 29 anni, lo hanno rintracciato in via Roma, poco distante dal luogo dove giaceva il mio corpo esanime. Era a dorso nudo e in stato di agitazione.

È stato lui ad uccidermi. Dopo hanno scoperto che Assoul, quel marocchino, il mio assassino, era arrivato a Terni nel 2007 dove aveva raggiunto la madre sposata con un uomo del posto. Dopo alcuni furti compiuti tra Porto Recanati, Fermo e Civitanova Marche gli era stato revocato il permesso di soggiorno e rimpatriato. Era poi tornato in Italia nel maggio dell’anno scorso, sbarcando a Lampedusa. La sua richiesta di asilo politico era stata respinta a ottobre e la squadra volante di Terni gli aveva notificato la decisione. Il marocchino aveva però fatto ricorso nei 30 giorni previsti ed era in attesa di una decisione in merito.

La mia morte è diventata, così, un affare di Stato, una di quelle vicende che mette tanta carne a cuocere e che consente a quella fazione politica di scagliarsi contro l’opposizione e a quest’ultimi, a loro volta, di inveire contro i primi.

Intanto io sono morto.

Il Viminale, Angelino Alfano, tanti “pezzi grossi” hanno espresso indignazione e cordoglio. Ma i miei genitori? Loro vedranno sfilare sagome e belle parole accanto al vuoto e al dolore, quello vero, quello che solo i genitori che piangono la morte di un figlio possono essere in grado di comprendere. Quando il trambusto sarà passato, accanto a loro, ai mio genitori, rimarranno ancora, sempre e solo vuoto e dolore.

Tutti, adesso, tesseranno le mie lodi, per quell’ipocrita, convenzionale e beffardo principio secondo il quale, quando si muore, diventiamo tutti belli e buoni.

Eppure, nel mio caso, è proprio vero.


David Raggi



Ero «un ragazzo d’oro»: aiutare gli altri era la filosofia che ha condito ed animato il senso della mia breve vita. Donavo il sangue, aiutavo gli altri, aiutavo “quelli come Assoul”, più abituati a difendersi da sguardi sprezzanti che a vedersi tendere una mano, dispensavo sorrisi ed altruismo, facevo ragionare le teste calde che inveivano contro “quelli come Assoul”, predicavo tolleranza ed integrazione.

“Un altro angelo nel cielo.. a vegliare su di noi..non meritavi questo.. eri un angelo sceso in terra.. un portatore sano di allegria e spensieratezza.. era impossibile non volerti bene e l’unica cosa che rimpiango è di non aver passato più tempo con te.. aver goduto di tutta la gioia e la voglia di vivere che avevi e regalavi a tutti” scrive il mio amico Fabio su facebook.



David Raggi 


Eri un angelo in terra ora vola in cielo in mezzo agli altri angeli del paradiso”, scrive, invece, Federica.

Ma non è per questo che mi sento preso in giro dal mio stesso destino, non solo perché ero “un giusto”. Nessuno meriterebbe di morire così. Nessuno dovrebbe morire così. Non si può morire così. Nessuno dovrà più morire così.

Chi dispone del potere necessario per intervenire, per non rendere vano il messaggio che ho cercato di inculcare nelle vite che si sono intrecciate con la mia, conferisca un senso alla mia insensata morte.

Renzi: "Intervenire in Libia, l'Isis avanza" Sostegno all'Egitto: "Deciderà l'Onu"

Libia, Matteo Renzi dall'Egitto: "Intervenire prima che l'Isis occupi tutto il Paese"





Aveva frenato l'irruenza dei suoi ministri, da Paolo Gentiloni ad Angelino Alfano, che invocavano un intervento immediato dell'Italia in Libia per contrastare l'avanza dell'Isis. Ora Matteo Renzi mette l'elmetto e dal palco del Forum di Shalm El Sheikh in Egitto annuncia: "Bisogna intervenire in Libia prima che le milizie dell'Isis occupino in modo sistematico non solo piccoli e sporadici luoghi, ma una parte del Paese".

Reazione - A margine del Forum, Renzi ha poi aggiunto: "Ci sono sensibilità diverse nella comunità internazionale, ma non c’è nessun dubbio che occorra lottare con decisione e determinazione contro il terrorismo. La minaccia è evidente in ciò che è accaduto nelle ultime settimane", ricordando le 21 vittime cristiane copte egiziane uccise dai jihadisti.

Intervento militare - Da più parti c'è chi invoca un intervento guidato dalle truppe egiziane: "Ci sono sensibilità diverse - ha aggiunto il premier - ma mi pare di poter dire che c'è condivisione ampia sulla necessità di un intervento rilevante in Libia, da realizzare a partire da sforzi diplomatici dell'Onu". Renzi ha incontrato nei giorni scorsi Vladimir Putin in Russia, c'è stato un giro di consultazioni con Francia e Inghilterra e nei prossimi giorni: "avremo un approfondimento con gli Usa, che sono il key player in questa partita".

Parte l'attacco totale a Renzi Ecco chi sono i suoi veri nemici

Il vero nemico di Renzi: il corpo intermedio





I gufi, li chiama Matteo Renzi. Quelli che remano contro, in altre parole. "Corpi intermedi" li definisce il direttore del Foglio Claudio Cerasa. Che ipotizza, in un lungo intervento sul quotidiano che fu di Giuliano Ferrara, anche un Pdci, che non è il (defunto?) Partito dei comunisti italiani ma il Partito dei corpi intermedi. Che sono tutte quelle strutture, fisicamente esistenti o meno, che secondo cerasa, mediano, intermediano, fanno da cuscinetto tra il potere (incarnato in questa fase storica della politica più che mai dal premier Matteo Renzi) e la cosiddetta società. Renzi, spiega il direttore del Foglio, è il politico che più di ogni altro è sceso in campo per sabotare (rottamare, diceva lui) i corpi intermedi. E il loro "partito" che oggi si oppone strenuamente al Partito della Nazione di renziana costituzione.

Di questo Pdci fanno parte, secondo Cerasa (ma il dubbio che a monte ci sia un "sufferitore" viene), innanzitutto Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, "che - scrive - dopo aver passato tanti anni della loro vita a sostenere la necessaria e inevitabile disintermediazione del mondo (potere al web), sono passati in poco tempo a scrivere appelli accorati per la difesa del corpo intermedio". E che, essi stessi, come Movimento 5 Stelle, si sono consegnati all'intermediazione nel momento in cui è nato il celebre direttorio del partito.

ne fanno parte due giornali per tanti aspetti molto diversi: il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano, che di fronte alla riforma costituzionale "hanno entrambi aperto i propri sfogli con due appelli molto accorati sul tema: la necessaria salvaguardia dei corpi intermedi.

Ne fa parte una compagine importante di Forza Italia, "quella guidata da Renato Brunetta. Ne fanno parte i magistrati con la loro battaglia contro la responsabilità civile, i sindacati con la difesa strenua del loro ruolo di cinghia di trasmissione. Ne fa parte la minoranza dem che, al di là delle battaglie con renzi su singole questioni, è il simbolo di quella politica che si batte per il persistere delle correnti, la stessa che si batte per le primarie e per l'inserimento delle preferenze nella legge elettorale.

Ne fanno parte, ancora, leader e semileader che vedono messa in pericolo la loro leadership dalla rottamazione dei copri intermedi, come Laura Boldrini, pippo Civati, maurizio Landini, Gustavo Zagrebelski, Stefano Rodotà. Ossia, scrive Cerasa, quel "gruppetto di intellettuali e politici che non avendo una leadership da seguire si nascondono dietro la zona grigia del corpo intermedio".

L'Islanda sospende l'ingresso nell'Ue "Troppi limiti alla pesca, meglio soli"

L'Islanda sospende la candidatura per entrare nell'Unione Europea, il governo: "Troppi limiti alla pesca"





L’Islanda non avvierà i negoziati per entrare nell’Unione europea. Lo ha annunciato in un comunicato il ministero degli Esteri islandese, affermando che: "Il governo considera che l’Islanda non è più un Paese candidato e richiede che l’Unione europea agisca di conseguenza da ora in poi". Il comunicato aggiunge inoltre che il governo di Reykjavik ha parlato con la Lettonia, che è presidente di turno dell’Ue. L’Islanda avviò i primi colloqui per unirsi all’Unione europea nel 2009, dopo la crisi economica che portò il Paese alla bancarotta ma il sostegno popolare all’adesione si è ridotto da quando, due anni fa, è salito al governo un partito con posizioni euroscettiche. La candidatura per il momento è sospesa, non ritirata. Tra i motivi principali del freno del governo conservatore ci sono i limiti al pescato che le politiche europee imporrebbero a uno dei pilastri dell'economia islandese. Un tema che nel corso delle trattative tra il giugno 2011 e il gennaio 2013 è stato neanche sfiorato.