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giovedì 25 maggio 2017

PREPARATEVI AL PEGGIO Arriva lo tsunami sui prezzi delle vostre case La mossa atomica delle banche, crolla tutto

Altra bomba sulle case: le banche svendono e il mercato crollerà


di Sergio Luciano



Una villa da 6 milioni di euro di valore che stava per essere svenduta a uno e mezzo, in un'asta giudiziaria e grazie a una perizia tecnica sballata. Un bravo avvocato che interviene in extremis, le carte si rimescolano e l'immobile, alla fine, è stato venduto al triplo: 4 milioni e mezzo. Storie di tutti i giorni in quest'epoca grama di crediti bancari «in sofferenza» e di esecuzioni immobiliari forzate, messe in atto dalle banche per rientrare almeno in parte dei loro soldi. Sarebbe un fenomeno doloroso ma in fondo anche giusto, se non fosse inquinato da una velenosissima speculazione. Fondi specializzati che raccattano a due lire i pegni che le banche hanno a garanzia dei crediti non rimborsati e non solo lucrano, su di essi, guadagni favolosi ma non liberano dal gioco del debito residuo i debitori. Doppio danno, insomma.

SUPERVILLA IN SALDO
«Sì, posso raccontare tutto», conferma l'avvocato Biagio Riccio, fondatore della Associazione Culturale Favor Debitoris (www.favordebitoris.it) «perché con i miei clienti faccio ormai anche delle battaglie di civiltà. In questo caso si è trattato di Adriano Fracassi, stilista e proprietario di negozi di abbigliamento, proprietario di un palazzo antico nel cuore di Brescia. Una villa di 4 piani, con un parco di 500 metri quadri, edificato in parte nel XV secolo e in parte nel XVIII, che è un tripudio di affreschi, fontane, mobili antichi, stucchi e decorazioni (opera dallo scenografo Eric Job). A seguito di una perizia sbagliata per ragioni misteriose, stava per essere battuto all' asta al prezzo irrisorio di un milione e 497mila euro. Era evidente la speculazione, in aggiunta alla generale ingiustizia del procedimento esecutivo. Ho fatto ristimare l' immobile che è stato correttamente valutato 6,6 milioni. Ho fatto istanza al tribunale perché l'asta fosse bloccata per "evidenti errori nella Ctu". Il giudice ci ha dato ragione, ha ordinato di ripetere la stima e il prezzo di vendita è salito a 4 milioni e mezzo. (3 volte il prezzo iniziale)». Storie del genere sono all'ordine del giorno, ma è un'eccezione che finiscano bene. Non tutti hanno al fianco un bravo avvocato.

Non tutti riescono a difendersi, anzi. «Quel che è successo a Fracassi non è casuale, accade pure alle famiglie povere», commenta l'avvocato Riccio. «Il mondo delle esecuzioni immobiliari pullula di sciacalli. La vendita di beni a prezzi irrisori ha ormai generato un mercato parallelo aperto ad ogni genere di speculatori, anche i peggiori».

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GLI SCIACALLI
«Indro Montanelli al tempo del terremoto dell'Irpinia scrisse un famoso articolo: quando calano gli sciacalli», aggiunge Riccio: «Per colpa dell' inerzia della politica che lascia, anche in questo campo, mano libera agli speculatori, si arriverà in pochissimi anni a 450.000 immobili in asta, il 3% delle case di proprietà. Nell'ambito delle aste immobiliari si è sviluppato un mercato ormai parallelo a quello imprenditoriale, con evidenti convenienze per chi acquista immobili all'asta. Questa speculazione sugli impoveriti inquina l'andamento dei prezzi normali, perché drena molta domanda che potrebbe confluire sul mercato ordinario e si ferma invece in attesa dell' asta della fortuna».

In pochi anni saranno comprati immobili con un esborso fra i 30 ed i 40 miliardi di euro: chi in Italia ha i soldi, spesso liquidi e contanti, per fare incetta di questo patrimonio a spese degli impoveriti? Perché nessuno si pone questa domanda?

Il meccanismo dell'esproprio strisciante è ormai rodato. Quando una banca avvia la procedura di esproprio giudiziario per liquidare un proprio pegno, il consulente tecnico di ufficio, nominato dal giudice, stabilisce il prezzo base, inferiore a quello di mercato. Di fatto, il giudice dell'esecuzione non sovrintende più all'espropriazione, ormai delegata. L'immobile viene posto all'asta per un valore irrisorio che, nel caso in cui non ci sia l'aggiudicazione immediata, subirà una falcidia del 20%, ad ogni ulteriore chiamata d'asta.

Un bene che vale 200mila euro viene venduto, dopo cinque aste deserte, a meno di 50mila euro. C'è un articolo di legge (art. 586 c.p.c.) che dovrebbe impedire tutto questo e il giudice potrebbe bloccare soprusi evidenti, ma non capita quasi mai.

Quindi il debitore non solo perde il proprio bene, ma questo esproprio - seguito da una svendita - non genera mai un introito sufficiente a cancellare il suo debito, che gli resta addosso come una maledizione impedendogli o complicandogli molto il rientro del mondo degli affari.

DOPPIO AFFARE
Inoltre, una recente norma di legge stabilisce che i creditori (e lo fanno quasi esclusivamente le banche) possono farsi assegnare direttamente il bene posto all'asta, che poi rivendono tramite le agenzie immobiliari a prezzi raddoppiati, concedendo anche un mutuo al potenziale compratore. Così le banche lucrano due volte: perché rivendono il bene al doppio (rientrando del loro mutuo originariamente concesso e non rimborsato) e perché concedono un altro mutuo al nuovo compratore. Una legge tutta dalla parte dei creditori «In questo modo il mercato immobiliare non si riprenderà mai davvero in Italia», dice Attilio Simeone, avvocato della Consulta nazionale antiusura: «Il vero prezzo degli immobili vero non è più fissato dal mercato ma dalle svendite immobiliari. Le fondazioni antiusura intervengono come possono per proteggere il debitore da quel che gli capita dopo l'esproprio, il ricorso agli usurai. Ma il problema ha ormai raggiunto un livello di assoluta gravità sociale».

mercoledì 24 maggio 2017

Caivano (Na): I veri fannulloni sono al potere? Giunta OK Ma solo sulla carta

La Giunta scelta da Monopoli è un quadro di lontananza? 


di Gaetano Daniele



Chi l'ha visto? Non parliamo della nota e famosa trasmissione di Rai Tre condotta da Federica Sciarelli, ma degli assessori comunali di Caivano, che da invadenza pare che nessuno li conosca, neppure i segretari di partito, uno in particolare di una nota Lista Civica, che, sempre da indiscrezioni, in un recente incontro (non invitato) si è dovuto auto invitare (facendo la faccia tosta) pur di conoscere appunto uno dei rappresentati non eletto dal popolo, non eletto dai consiglieri, non eletto dai partiti, ma eletto dal primo cittadino, Monopoli. 

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Insomma, una Giunta che fa comodo? a chi? Al Paese? Al Sindaco? In breve, meglio una Giunta che fa poco, come i danni. Anzi no. I danni amministrativi sono tantissimi. La spazzatura è alle stelle.

Ma andiamo avanti, la miopia politica è tanta, soprattutto da confondere il ruolo del Sindaco con quello dei partiti, del resto, la seconda Giunta, stando alle indiscrezioni, l'ha nominata tutta dun fiato proprio il primo cittadino Monopoli. Ora però pare che lo yogurt sia scaduto. La seconda Giunta nominata da Monopoli va rifatta. Politica. Chissà perchè. Forse per mandare qualche consigliere eletto democraticamente in maggioranza a casa e lasciar spazio ad altri eletti all'opposizione, proprio come fece il Sindaco Falco (UDC) con il PD?.


Concludendo, Forza Italia, nella persona di Giuseppe Mellone, Gaetano Ponticelli, Cinzia Buonfiglio, Lorenzo Frezza e Teresa Fusco, chiedono con forza rispetto politico e ruoli istituzionali. Anzi no. Il Consigliere Teresa Fusco, sempre da indiscrezioni, pare non seguire la linea del Partito, anche perchè secondo qualcuno, se in un gruppo politico composto da 5 consiglieri comunali, scelgono una determinata linea politica ed uno solo (non tre) non è d'accordo, non passa la linea politica della maggioranza, ma del singolo. Assurdo è dir poco, (e se fosse un intruso?) ma ormai in politica siamo assuefatti da discorsi personalistici. Il Sindaco è il Sindaco di tutti, e deve restare fuori dalle scelte partitiche ed essere super partes a qualsiasi decisione che prende la maggioranza ammenochè non siano scelte scellerate.

Ma nulla di fatto, il braccio di ferro è in atto. E nessuno dalle fila dell'opposizione passerà in maggioranza come capitato in passato. Il popolo ha scelto: o con Forza Italia o tutti a casa. 

SETTIMO SUMMIT ‘WEF’ Epatite C: “2017 anno della svolta da innovazione a accesso alla cura”

Epatite C: “2017 anno della svolta da innovazione a accesso alla cura”


di Eugenia Sermonti



Personalizzazione della cura, l’attuale impatto sul budget, l’innovazione terapeutica, con presentazione dati nazionali e regionali aggiornati sui i trattamenti Hcv e Hbv. Con questi obiettivi prende il via il ‘Settimo Workshop di Economia e Farmaci in Epatologia’ (Wef), che vede coinvolti i massimi esperti nazionali, utilizzando il metodo Health Technology Assessment. “Dopo sei edizioni il profilo scientifico del nostro lavoro è riconosciuto al gruppo - ha spiegato Americo Cicchetti, direttore Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) e ordinario di Organizzazione Aziendale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, presidente Società Italiana di Health Technology Assessment (Sihta) - utilizzando la metodologia di studio dell’Hta, abbiamo analizzato le diverse tecnologie disponibili, confrontandoci con stakeholder nazionali e regionali, per produrre valutazioni economiche che potessero aiutare i decisori ad effettuare scelte consapevoli su investimenti importanti in termini di farmaci e tecnologie sanitarie”.

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“Il 7° Workshop di Economia e Farmaci in Epatologia abbraccia tre sessioni - ha detto Antonio Gasbarrini, professore di Gastroenterologia, Facoltà di Medicina, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Policlinico Universitario ‘A. Gemelli’ di Roma - Hcv, Hbv ed epatopatie croniche non virali, con il coinvolgimento dei massimi conoscitori italiani di epatologia, da economisti a esperti in Hta, rappresentanti delle associazioni di pazienti e da un esperto di bioetica, per permettere una visione a 360° della patologia. Per merito della ricerca e di soluzioni terapeutiche all’avanguardia, a breve saremo in grado di vincere la battaglia dell’eradicazione del virus dell’epatite C”. “La decisione di trattare tutti i pazienti è il passo decisivo per l’eradicazione dell’Hcv - ha tenuto a precisare Ivan Gardini, presidente EpaC Onlus - ma è necessario riorganizzare e ampliare le reti di cura a livello regionale per raggiungere l’obiettivo fissato da AIFa di curare 80 mila pazienti l’anno e per questo l’Associazione EpaC sarà sempre vigile e in costante controllo”.

MARTELLO Il retroscena: così la Carfagna rovina la vita a De Magistris. Bellissima e spietata: la tecnica

Napoli, Mara Carfagna battagliera, mette in croce Luigi De Magistris



Bella, bellissima, Mara Carfagna, è anche un "martello". Ne sa qualcosa Luigi De Magistris. Pare che l'ex ministro delle Pari opportunità non dia tregua al sindaco di Napoli, città in cui lei, che è di Forza Italia, è all'opposizione. La Carfagna, riporta il Giornale è stata addirittura soprannominata la Marianne di Delacroix, perché tra i banchi del Consiglio comunale chiama sempre alla battaglia. Pare anche che la sua tecnica sia lo sfinimento: ogni volta che interviene, lo fa senza porsi limiti di tempo e ogni dettaglio è una contestazione.

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LA STANGATA Ufficiale, Marchionne nei guai Quel siluro da 4,5 miliardi: dagli Usa la mazzata per Fca

LA STANGATA USA fanno causa a Marchionne: Fiat Chrysler potrebbe pagare 4,5 miliardi per lo scandalo emissioni truccate



Ennesima grana per Sergio Marchionne sulla vicenda emissioni truccate. Il governo degli Stati Uniti ha formalizzato e presentato attraverso il Dipartimento di Giustizia una causa civile contro Fiat Chrysler, per il presunto utilizzo dei software congegnati per aggirare i controlli sulle emissioni nei veicoli diesel. Il gruppo Fca tra il 2014 e il 2016 avrebbe utilizzato "defeat device" o strumenti ausiliari di controllo per i veicoli prodotti in quel biennio.

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A gennaio scorso, insieme con la California, l'ufficio Usa Environmental Protection Agency (Epa), il dipartimento per la protezione ambientale, aveva accusato il colosso automobilistico guidato da Marchionne di aver truccato i livelli di emissioni illegalmente su 140 mila veicoli Jeep Grand Cherokees e Dodge Ram . Sempre di gennaio è L'accusa di aver violato il Clean air act e già si parlava di una sanzione fino a 4,6 miliardi di dollari, oggi confermata.

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martedì 23 maggio 2017

IL FACCIA A FACCIA "Silvio, stavolta ci siamo..." Vertice segreto col big Pd C'è il dossier: quando si vota

IL FACCIA A FACCIA Legge elettorale, l'accordo tra Gianni Letta e Luca Lotti: sistema tedesco e voto il 24 settembre



La distanza tra Forza Italia e il Partito democratico non è mai stata così ridotta come in queste ore. La prova sta tutta nel terzo e decisivo faccia a faccia che ci sarebbe stato tra il ministro dello Sport Luca Lotti, braccio destro di Matteo Renzi, e Gianni Letta, ambasciatore speciale di Silvio Berlusconi. Secondo un retroscena di Repubblica, i due si sarebbero visti l'ultima volta ieri pomeriggio nell'ufficio romano di Letta, a poche decine di metri dalla sede del Pd, per mettere nero su bianco i dettagli della bozza per la nuova legge elettorale.

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Quella legge è l'ultimo tassello che manca perché si sciolga il Parlamento e si vada al voto. A questo punto, non ci sarebbe più alcun ostacolo, sempre se il Cav riuscirà a soddisfare il primo punto fondamentale: convincere la Lega nord a siglare pubblicamente l'impegno a sostenere la riforma elettorale alla "tedesca", cioè su base proporzionale con lo sbarramento al 5%. Letta avrebbe già rassicurato Berlusconi: "Silvio, stavolta ci siamo - gli avrebbe detto - Renzi mi ha fatto stracciare e riscrivere il patto per tre volte, ma questa è quella giusta".

Sarà una missione tutt'altro che semplice per Berlusconi, che dovrebbe incontrare Matteo Salvini molto presto. Tra gli argomenti che il Cav potrebbe usare per convincere il leader del Carroccio è la seconda condizione prevista dall'accordo Lotti-Letta: l'approvazione della legge dovrà avvenire entro e non oltre la metà di luglio, così da permettere il voto per il 24 settembre. Una data così vicina, proprio ora che la Lega sta registrando riscontri positivi di sondaggio in sondaggio. Da parte di Salvini ci sarebbe quindi tutto l'interesse per chiudere la partita e chiamare gli elettori alle urne. E a quel punto i numeri necessari in Parlamento sarebbero più che sufficienti.