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martedì 16 maggio 2017

SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA ESTETICA (SIME) Cellulite: non solo un inestetismo lo provano nuovi studi e ricerche

Cellulite: non solo un inestetismo lo provano nuovi studi e ricerche


intervista di Matilde Scuderi


Pier Antonio Bacci
Direttore Centro di documentazione in Flebologia e Patologie Estetiche (Arezzo)

La cellulite non è solo un inestetismo, è una vera e propria patologia che trova la sua origine in una alterazione delle cellule a sua volta dipendente dall’invecchiamento dell’organismo: con il passare del tempo infatti il livello di ossigeno presente a livello cellulare diminuisce, questo comporta una minore produzione di energia e una maggiore stasi di sostanze tossiche nei tessuti, soprattutto nel tessuto connettivo dove sono presenti cellule staminali dedicate alla funzioni del tessuto adipose, della cute e degli scambi metabolici. Da simili processi derivano reazioni e alterazioni infiammatorie e degenerative, che possono favorire numerose malattie, quali artrosi, lipodistrofia, dolore, alterazione delle varie mucose, sindromi metaboliche (diabete, epatosi e dislipemia), patologie vascolari, tumorali, degenerative cerebrali (Alzheimer, Parkinson, etc).  Anche i cosiddetti inestetismi, come rughe, capillari e cedimenti tessutali, sono segni del processo di accumulo di sostanze tossiche sopra descritto, in particolare la cosiddetta cellulite, che è oggi considerate una patologia estetica evolutiva degenerativa del tessuto connettivo e della matrice. Tutte queste alterazioni possono essere in gran parte controllate con periodici momenti di disintossicazione e di depurazione, come una macchina che periodicamente viene lavata e controllata.

“Da sempre tutte le donne pensano di averla - precisa il presidente della Società italiana di medicina estetica (Sime) Emanuele Bartoletti - anche perché le donne chiamano cellulite tutto quello che non amano delle proprie gambe. Quest’anno finalmente sulla cellulite abbiamo presentato i risultati di una serie di ricerche e studi molto approfonditi: finalmente  abbiamo fatto un punto preciso, e tratto considerazioni scientifiche importanti sull’inquadramento di questa patologia molto comune, ma su cui ancora non c’è una convergenza di opinione sia da un punto di vista di origine clinica che dal punto di vista del trattamento. Che è la cosa più importante”.

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“Imparare a mantenere sano il nostro corpo è il dovere primario di ciascuno di noi, per prevenire quelle malattie che dovranno essere poi curate, con un danno alla nostra qualità di vita ed un costo per la società. - cosi afferma Pier Antonio Bacci, già professore a contratto di Chirurgia Estetica nell’Università di Siena e direttore del Centro di documentazione in Flebologia e Patologie Estetiche di Arezzo - La medicina moderna mette sempre più in evidenza l'importanza della visita clinica e della diagnosi quanto più precoce, della giusta alimentazione, del movimento e dello stile di vita, con lo studio della postura e stress ossidativo. Soffermandosi soprattutto sui vari momenti di depurazione  e di iniziale alterazione dei tessuti. La cellulite è proprio un sintomo che l’organismo utilizza per dire ‘Help me - Aiutami’ perché qualcosa comincia a non funzionare. Sottoporsi periodicamente a un semplice schema deacidificante (cioè un procedimento che aiuta a depurare l’organismo) permette di far respirare gli organi, di restituire ossigeno ed energia alle cellule, riducendo le degenerazioni e le patologie dolorose muscolari e articolari, infine - continua Bacci, storico esperto di cellulite e gambe gonfie - rallentando anche gli inestetismi cellulitici ed  i processi d'invecchiamento, per mantenere più a lungo possibile la gioventù del nostro organismo”.

Al Congresso Sime di questo anno lei ha presentato una ricerca su 1200 casi che lo hanno lasciato preoccupato, perché?

“Io vivo oggi una giornata di felicità perché ormai alcuni anni fa pubblicai dei libri dove si ipotizzava la cosiddetta cellulite come alterazione evolutiva del tessuto connettivo e quindi dell’operatività delle nostre cellule staminali. Su queste basi proposi nel 2015 lo schema deacidificante che, basato sul riposo parziale degli organi, avesse la capacità di migliorare le alterazioni dei tessuti e del terreno cellulitico da trattare con tecniche di medicina rigenerativa, come microinnesti connettivali, biostimolanti ed energia luminosa. Quindi rigenerare è la parola d’ordine. Le esperienze di questi anni – continua Bacci - sono state positive ed oggi, importanti ricercatori hanno dimostrato la reale presenza di cellule staminali alterate, conclusioni che rendono omaggio alle mie ipotesi ed alle mie proposte terapeutiche, ma soprattutto rendono omaggio all’intuizione del nostro vero maestro, il compianto professor Carlo Alberto Bartoletti, che già quaranta anni fa ci diceva che la medicina estetica altro non è che un percorso di salute, finalizzato al mantenimento dello stato di benessere e di bellezza del corpo e della mente. Io credo che il messaggio di recupero della gestione della propria salute da parte di ciascuno di noi sia il vero messaggio che noi dobbiamo oggi dare, senza vendere niente perché questo è il primo e migliore inizio di trattamento che, d’ora in poi dovrà essere soprattutto una strategia di medicina rigenerativa”.

Ma cosa lo ha preoccupato nella ricerca presentata?

“Fra tutti i dati ottenuti quello che più mi ha spaventato il trauma psicologico che subisce la maggior parte di donne con la cellulite, che sono disposte a tutto pur di risolvere il problema che, come è dimostrato, si può risolvere solo con il contributo del paziente: periodica depurazione, movimento e giuste metodiche dopo una precisa diagnosi”.

Cosa è il suo protocollo Vartam?

“E’ un percorso per la cura di cellulite, lipoedema e lipodistrofia dolorosa che inizia con uno schema depurativo alimentare di riposo degli organi associato a piacevoli passeggiate e continua con una precisa diagnosi e l’utilizzazione di qualche seduta di medicina rigenerativa, con microinnesti connettivali e energia luminosa che permettono nuove attività a mitocondri e cellule in un terreno quanto più armonico e fertile: i semi germogliano sempre sul terreno adatto”. 

RIVOLUZIONE "Sanremo cambia sede", decisione storica della Rai: dove si trasferirà il carrozzone tv

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Andrea Fabiano, direttore di Raiuno, eccitato per i notevoli ascolti dell'Eurovision (a cui partecipava anche il nostro Francesco Gabbani, arrivato sesto), pensa a una rivoluzione del Festival di Sanremo. Fabiano era a Kiev, insieme al responsabile dell'intrattenimento Claudio Fasulo, per seguire l'evento. Ed è rimasto incantato da quella macchina organizzativa. "L'idea di organizzare questo show in Italia ci gasa, non ci preoccupa", dice alla Stampa, "in più con l’esperienza del Festival di Sanremo la Rai saprebbe come gestire questo colosso; alcune città, Bologna per esempio, si sono candidate per accoglierlo [...] L’Eurovision è un grande show, anche un modello per Sanremo che nei prossimi anni si dovrà avvicinare a questo livello di spettacolo".

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Poi la bomba, almeno per gli addetti ai lavori: "La città di Sanremo è d’accordo sull’idea di spostare la manifestazione in un luogo più ampio. Ci arriveremo. Magari non l’anno prossimo, ma è il futuro". Si va dunque verso l'addio alla storica sede del Teatro Ariston per approdare in un luogo più grande, pur sempre all'interno del comune sanremese. Questa l'ipotesi di TvBlog. In ogni caso, una grande svolta per lo spettacolo italiano.

CASSAZIONE La sentenza che manda a casa la Boldrini: immigrati, cosa dovranno fare per restare qui

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Sarà contenta, si fa per dire, Laura Boldrini, la fan degli immigrati e del Terzo Mondo. Gli stranieri che hanno scelto di vivere nel mondo occidentale, quindi anche in Italia, hanno "l'obbligo" di conformarsi ai valori della società nella quale hanno deciso "di stabilirsi" ben sapendo che "sono diversi" dai loro e "non è tollerabile che l'attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante".

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Lo sottolinea la Corte Cassazione condannando un indiano sikh che voleva circolare con un coltello "sacro" secondo i precetti della sua religione. Il coltello "sacro" per gli indiani sikh. "In una società multietnica - prosegue il verdetto della Suprema Corte - la convivenza tra soggetti di etnia diversa richiede necessariamente l'identificazione di un nucleo comune in cui immigrati e società di accoglienza si debbono riconoscere. Se l'integrazione non impone l'abbandono della cultura di origine, in consonanza con la previsione dell'art. 2 della Costituzione che valorizza il pluralismo sociale, il limite invalicabile è costituito dal rispetto dei diritti umani e della civiltà giuridica della
società ospitante".

I giudici hanno respinto il ricorso di un indiano sikh condannato a duemila euro di ammenda dal Tribunale di Mantova, nel 2015, perché il 6 marzo del 2013 era stato sorpreso a Goito (Mn), dove c'è una grande comunità sikh, mentre usciva di casa armato di un coltello lungo quasi venti centimetri. L'indiano aveva sostenuto che il coltello (kirpan), come il turbante "era un simbolo della religione e il porto costituiva adempimento del dovere religioso". Per questo aveva chiesto alla Cassazione di non essere multato e la sua richiesta era stata condivisa dalla Procura della Suprema Corte che, evidentemente ritenendo tale comportamento giustificato dalla diversità culturale, aveva chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza di condanna.

Il verdetto aggiunge che "la decisione di stabilirsi in una società in cui è noto, e si ha la consapevolezza, che i valori di riferimento sono diversi da quella di provenienza, ne impone il rispetto".

Il caso Boschi-Etruria manda a picco il Pd Quanti voti costa Maria Elena a Renzi / I dati

Sondaggio: Pd, il caso Boschi-Etruria gli costa quasi mezzo punto percentuale



Il calo era atteso e il calo c'è stato, con tanti saluti all'effetto-riconferma di Renzi alla segreteria. Le polemiche che hanno investito Maria Elena Boschi dopo quanto rivelato da Ferruccio De Bortoli circa un suo intervento presso Unicredit per il salvataggio di Banca Etruria, sono costate al Pd quasi mezzo punto percentuale. A dirlo è il consueto sondaggio del lunedì realizzato da Emg per il Tg di La7. Il partito del neo riconfermato segretario Matteo Renzi scende dal 28,5 al 28, 1% delle preferenze, staccato di un punto e mezzo dal Movimento 5 Stelle che, al contrario, in una settimana guadagna lo 0,6% arrivando al 29,6.

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Forza Italia si conferma terza forza politica del Paese, con un +0,3% che la spinge al 13,3%. Uguale progresso per la Lega Nord (ma la rilevazione non tiene conto dell'effetto-primarie e della vittoria di Salvini), che sale al 12,9%. Fratelli d'Italia di Giorgia meloni scende dal 4,6 al 4,3% e calano pure Articolo 1-Mdp (dal 3,5 al 3,1%) e Alternativa popolare di Angelino Alfano (dal 2,8 al 2,6%), con Sinistra italiana stabile al 2%.

Fabrizio Masia, direttore generale di Emg Acqua, ha sottolineato il generale e continuo calo dei partiti più piccoli nelle ultime settimane: "Articolo 1 è ormai prossimo alla fatidica soglia d'ingresso del 3%, mentre Ap ormai è abbondantemente sotto e continua a scendere. Segno che in questa fase il voto si sta sempre più polarizzando verso le liste politiche maggiori".

lunedì 15 maggio 2017

ESCLUSIVA Francia: Il Prof. Dott. Marco Plutino ai nostri microfoni: "Il peso della nuova nomina è notevole"

Marco Plutino ai nostri microfoni: "Il peso della nuova nomina è notevole"


di Gaetano Daniele


Prof. Dott. Marco Plutino
Docente in Diritto Costituzionale Università di Cassino


Partiamo dalla fine. Il Presidente Macron, ormai nell’esercizio delle funzioni, ha appena annunciato di voler nominare come Primo ministro Edouard Philppe, 46 anni, sindaco di Le Havre. Un politico di centro-destra non di primissimo piano, molto vicino a Juppé. Sorpreso?

Sinceramente non avevo riflettuto molto su come si sarebbe mosso il Presidente in questa nomina dal punto di vista sostanziale di scarso peso, visto che siamo alle soglia delle elezioni legislative. Ma sbagliavo, perché il peso simbolico della nomina è notevole, perfino vagamente sconcertante. Mi spiego. Ricordiamo a chi legge che Il governo Cazeneuve era nato da pochi mesi a seguito della scelta di Valls di correre per le primarie del Ps e quindi di lasciare l’incarico di Primo ministro. Ora, pur con l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, il governo francese ha bisogno della fiducia delle camere, è un governo parlamentare. Questo fatto alla vigilia delle elezioni può apparire trascurabile, anche se rappresenta una questione istituzionale e costituzionale di notevole interesse. Sul piano politico è una svolta, e appare come il tentativo di rimescolare le carte. La coalizione governativa fino ad oggi era centrata sul Partico Socialista, anche se ormai priva di maggioranza assoluta. Quello Philippe sarà il quinto governo della legislatura, ma cambia il segno politico e vedremo in che termini la base parlamentare, visto che il sistema politico francese è scosso da convulsioni. Macron vuole scompaginare tutto e in realtà il parlamento francese è quasi ormai una dieta polacca.

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Quale è il tratto politico di Macron?

Ho dato un’occhiata al suo libro [Rivoluzione, La Nave di Teseo, 2017]. Niente di rivoluzionario. Una botta di energia in un paese sclerotizzato e anchilosato. La mia sensazione è quindi che siamo all’ennesima versione della Terza via, che finora aveva escluso la Francia, opportunamente rivisitata secondo una certa sensibilità nazionale e secondo le novità dei nostri tempi. Dal mio punto di vista Macron è un liberale senza segni particolari, che crede nel ruolo forte dello Stato come generalmente vi crede ogni francese. Ma non è statalista e soprattutto non crede nel nesso tra Stato e cultura. Finora la destra era nettamente conservatrice anche se dilemmatica in campo economico e la sinistra cosiddetta riformista in realtà vetero social-democratica e decisamente statalista. Ecco perché destra e sinistra in questo momento in Francia non vogliono dire molto: le culture politiche francesi sono state investite troppo poco dal cambiamento. Macron è un riformista, in uno dei sensi possibili dell’espressione. Vuole riforma in parte per restaurare. Restaurare la forza della Francia. Nella globalizzazione, non contro. Il suo punto qualificante sarà l’attrattività del paese. E sono curioso di vedere la sua politica in rapporto al fattore culturale.

Si è parlato molto della simbologia di Macron.

Molto interessante. Prima di lui bisogna tornare a Mitterand per ritrovare un’analoga attenzione. Dipenderà molto da come andranno le legislative, ma Macron di suo tenderebbe a riproporre lo schema della monarchia repubblica, seppure assolutamente privo dei tratti aristocratici propri di Mitterand, un uomo altero e, per certi versi, oscuro. Macron al contrario è empatico e sufficientemente uomo comune, ma ha una visione estremamente chiara e seria del potere. Mostra le insegne del potere combinando studio e naturalezza.

Un uomo di establishment ma non elitario e con qualche tratto populista.

Una figura apatica. Solo il tempo ci dirà quale sarà il suo modo di rapportarsi ai cosiddetti poteri forti. Ma vorrei notare che del populismo assume un unico tratto, la critica ai partiti tradizionali, mentre la portata liberalizzante del suo programma è propria di un outsider soprattutto rispetto alla politica tradizionale francese. In realtà ha un tratto al tempo stesso liberale e tecnocratico almeno quanto ha una immagine giovane e popolare. Certo i ceti meno abbienti non l’hanno votato. La più grossa differenza tra Macron e Renzi, se vogliamo scendere su questo piano, è che Renzi non è mai stato amato dalla burocrazia e dalle élite mentre Macron è il loro figlioccio, il miglior prodotto, però a servizio di una politica che si proclama dalla parte delle persone. Del resto non ci sono alternative, sarebbe la Le Pen a ricordarglielo alla prossima occasione.

L’Italia esce rafforzata o indebolita dalla vittoria di Macron e da questi recenti sviluppi?

Di per sé non esce né rafforzata né indebolita. Ma se una Francia tornata autorevole costituirà, come per altri versi è auspicabile, un asse con la Germania per rilanciare il processo di integrazione, il futuro rappresenterà una sfida per l’Italia. Il costituendo asse Macron-Merkel potrà forse imprimere una svolta all’Europa ma l’unica nota positiva è che il nostro paese può avvalersi del rafforzamento francese per affrontare la questione del debito, che accomuna in parte la nostra situazione con la Francia, anche con un approccio nuovo. Ma la ricreazione si avvia in ogni caso a terminare, perché non è che abbiamo fatto tutto il dovuto. Abbiamo perduto venti anni, dopo l’ingresso nell’euro non è successo più nulla, se non limitate riforme. Intanto il debito pubblico non ha cessato di crescere e abbiamo sprecato due occasioni storiche per ridurlo. Prima, nei drammatici anni di Berlusconi 2001-2006 l'occasione della sostituzione della liretta con l'euro con tutti i vantaggi conseguenti della inflazione zero, della moneta forte e stabile e dei bassi tassi. In anni più recenti con il governo Monti abbiamo mancato la ristrutturazione del sistema bancario che nel frattempo è stata realizzata in Germania finchè le regole lo hanno consentito, e negli ultimi anni, pure in un quadro non privo di sforzi riformatori, il vantaggio del “bazooka” monetario di Draghi: 80, ora 60 miliardi di acquisti al mese sul mercato. E’ mancata una revisione seria del nostro bilancio pubblico, come una lotta altrettanto seria e serrata alla corruzione e all’evasione fiscale. Sfide da affrontare non tanto con leggi ma con una grande attenzione al versante dell’attuazione delle politiche, alla semplificazione e, perché no, al controllo.

Quindi pessimisti? 

No, ma la situazione non è semplice. Berlusconi si presenta come il nuovo per la settima volta, i Cinque Stelle sono naive e irresponsabili. Spero che il Pd, l’unico grande attore sul cui senso di responsabilità si può contare, comprenda l'urgenza del necessario salto di qualità. Il nostro debito è sostenibile ma lo sarà ancora a lungo se non torniamo a crescere in modo più sostenuti. Fanalini di cose eravamo e tali siamo ancora oggi. Tanto basta perché i mercati, di fronte a possibili mutamenti di quadro, vedano nell’Italia un anello debole.

MILANO (ESCLUSIVA IL NOTIZIARIO SUL WEB) Ndrangheta e immigrati, 68 arresti a Isola di Capo Rizzuto: smantellato il clan Arena Klaus Davi: "Va benissimo ma più controlli da parte del Ministero competente"

"Esclusiva il Notiziario" Ndrangheta e immigrati, 68 arresti a Isola di Capo Rizzuto Klaus Davi ai nostri microfoni: "Dare un'opportunità ai giovani del sud"


di Gaetano Daniele 



Soldi pubblici. Ancora Ndrangheta. Stamattina 68 arresti a Isola di Capo Rizzuto. Indagato anche un parroco di periferia. Cosa ne pensa? 

Da garantista le posso dire che le indagini vanno sempre rispettate ed attese. 

Siamo in buone mani? 

Certo. Le indagini sono seguite da Magistrati di spessore come Nicola Gratteri, e sicuramente avranno riscontrato degli elementi molto forti da far scattare l'inchiesta.

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Dott. Klaus, oltre al parroco, indagato anche il Vicepresidente delle Misericordie, Leonardo Sacco. Come spiega questo legame?

Sa una cosa? Io non me la prendo tanto con queste persone, anche se sul  presidente delle cooperative devo dire che già importanti giornalisti come Giovanni Tizian avevano segnalato delle irregolarità. 

Di cosa c'è bisogno?

C'è sicuramente bisogno di più controllo da parte dello Stato. Anche perchè i fondi europei sono soldi pubblici e quindi meritano più controllo da parte del Ministero competente. 

Quindi più controlli da parte del Ministro Alfano?

Certo. Qui mi sembra che con la scusa delle Misericordie, lasciamo passare di tutto. Questo non va bene. Io non me la prendo solo con le Cooperative ammesso che siano colpevoli, ma principalmente con il Ministero competente e quindi con il Ministro Alfano, anche se va precisato che non è una responsabilità penale ma esclusivamente una responsabilità di controllo. Il Ministero dell'Interno, come ricordavo poco fa è un ministero costosissimo e quindi lo Stato non può da un lato scialacquare i nostri soldi e dall'altro tartassarci di tasse. Anche se va ricordato che lo Stato si sta impegnando molto e sta facendo anche bene, ma non basta. 

Perchè?

Non basta perchè non si può solo arrestare. Bisogna intervenire a monte. Più controlli. Ad esempio al Sud, soprattutto in Calabria, lo Stato deve far vedere anche l'altra faccia della medaglia, i giovani. Dare appunto un'opportunità ai tanti giovani del Sud. 

INES TROCCHIA Sexy su DT Una delle maggiori riviste spagnole

INES TROCCHIA Sexy su DT Una delle maggiori riviste spagnole 


a cura di Gaetano Daniele



Iniziato con il botto il mese di maggio per Ines Trocchia, la modella italiana di Nola continua a far parlare di sé dentro e fuori il Belpaese. Già nota agli spagnoli per essere apparsa su diverse riviste, tra cui FHM, é di nuovo sotto i riflettori con un nuovo servizio sexy, questa volta per DT, una delle maggiori riviste iberiche, che vede in copertina il difensore del Real Madrid Nacho Fernandez. La modella sembra essere molto legata alla Spagna, difatti sui suoi profili social ha pubblicato una foto con la maglia nerazzurra in cui scrive che le piacerebbe vedere una finale di Champions Inter-Real Madrid. Ines conquistando tutti si impone sulla scena non solo come icona di bellezza e femminilità, ma soprattutto quale esempio di dinamismo lavorativo ed artistico, possiamo quindi affermare che rappresenta uno dei volti maggiormente in ascesa sul panorama Italiano.

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