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mercoledì 26 aprile 2017

MONTECARLO E GUAI L'avvocato di Fini lo frega in tv "Sì, è vero, lui...", sbugiardato Agguato in diretta, il disastro

Fini, la bomba da Giletti. Il suo avvocato: "Sì, lui ha...". Bugia svelata in diretta tv



Una bugia svelata in diretta tv, e per giunta dal proprio avvocato. Per Gianfranco Fini si mette male: il calvario dell'Arena di Giletti domenica pomeriggio (che ha messo in croce prima la sua compagna Elisabetta Tulliani, poi Giancarlo e infine proprio l'ex leader di An) ha avuto come degna conclusione l'uscita (improvvida?) del suo legale Michele Sarno. Ospite in studio e in evidente difficoltà di fronte al fuoco incrociato, l'avvocato ha ammesso come ha ricordato anche Il Tempo che Fini, allora presidente della Camera, nel luglio 2010 aveva lasciato i suoi incarichi istituzionali per recarsi a Montecarlo insieme alla compagna Elisabetta. Motivo della trasferta? Supervisionare i lavori di ristrutturazione dell'appartamento che il cognato Giancarlo, questa è l'accusa dei pm, aveva acquistato da Alleanza nazionale tramite due società offshore riconducibili ai fratelli Tulliani e grazie ai soldi del re del gioco d'azzardo Francesco Corallo, oggi accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato, al riciclaggio e alla sottrazione fraudolenta delle imposte.

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Fini, fino a oggi, aveva sempre smentito di essersi recato a Montecarlo e interessato alla questione, scaricando di fatto tutto sulle spalle del cognato e della compagna. Eppure contro di lui pesano e molto le parole di un immobiliarista, Luciano Garzelli, incaricato dai Tulliani di seguire la ristrutturazione: "Il signor Tulliani mi chiamò da Roma, era inizio luglio (2010, ndr), mi disse che il presidente Fini con la sua compagna erano stati nell'appartamento il giorno prima e che per una perdita d'acqua il parquet si era sol levato". E una mail di Garzelli al legale di Tulliani, inviata il 19 ottobre 2010 e ritrovata dai finanzieri nell'appartamento romano di via Conforti dove vivono Fini ed Elisabetta, ribadisce: "La prego di informare il suo cliente Giancarlo Tulliani di restare calmo e tranquillo perché, tra le altre cose in mio possesso, c'è anche la registrazione di una sua telefonata di luglio 2010 con la quale si evidenzia che il giorno prima, un noto personaggio, e non cito il nome che il Tulliani mi ha fatto, insieme a sua sorella, non avrebbe potuto DORMIRE nell'appartamento a causa di un problema al parquet". 

"C'è un albero su Marte", la scoperta inquietante Gira questa foto pazzesca della Nasa / Guarda

"C'è un albero su Marte", la scoperta. Gira questa immagine della Nasa 



I cacciatori di Ufo si sono scatenati dopo aver analizzato alcuni filmati realizzati dalla Nasa su Marte in cui si vede chiaramente quello che ha tutta l'aria di essere un albero. Nei video sembra di vedere un tronco tra le rocce e da parte sua la Nasa ha spiegato che l'immagine è stata presa da Mastcam sulla Mars rover Curiosity on Sol 1647 lo scorso marzo.

La scoperta se venisse confermata dimostrerebbe che la vita su Marte c'è stata o è possibile. Del resto, proprio la Nasa ha più volte ipotizzato la presenza di acqua (e quindi di vita) sul pianeta rosso. 


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Il Po si sta spostando, terremoti, dighe e piene Analisi horror: "40 km in un giorno", fin dove arriverà

Il fiume Po si sta spostando verso Nord: nel 1570 si spostò di 40 chilometri



Da secoli il fiume Po ha cominciato la sua marcia inesorabile verso nord. Il percorso visibile oggi dalla via d'acqua più lunga d'Italia è frutto di diversi terremoti, oltre che dell'intervento dell'uomo, che lo hanno fatto slittare per diversi chilometri. Un giorno lo spostamento è stato addirittura di 40 km, era l'11 novembre 1570 quando la foce del fiume si spostò ai confini di Chioggia e del veneziano. Come ricorda il Giornale, un terremoto di magnitudo 5.4 sconvolse il ferrarese, causando un innanzalmento dei 15 centimetri del livello del terreno. Così come cinque anni fa, quando tra il 20 e il 29 maggio in Emilia il suolo si è abbassato di un paio di centimetri vicino la zona di Finale Emilia.

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I segni dei vecchi percorsi sono ancora ben visibili, come quelli evidenti del paleoalveo dei Barchessoni, a Mirandola, in provincia di Modena. Sorvolando quelle zone è possibile notare delle spianate più scure, il letto del vecchio fiume, affiancate da tratti più chiari, cioè i vecchi argini.

Gli studi che si sono spinti in epoche ben più remote, come l'ultimo periodo glaciale, il wurmiano fra 100mila e 10mila anni fa, dimostrano che il Po percorreva un tratto ben più lungo: da Piacenza verso Mirandola e Molinello, andando a sfociare vicino Cervia. I vari interventi dell'uomo hanno influenzato il corso del fiume, con la costruzione di argini più forti e più alti, anche di diversi metri.

E il futuro del Po è segnato da un incessante movimento verso il Settentrione. Un fenomeno legato alle diverse zone sismiche che attraversa il fiume, strette dall'innalzamento degli Appennini fino alla pressione che continua a esercitare la placca africana su quella europea. Un processo di "subduzione", dicono gli esperti, che continua a far scivolare il Vecchio continente sotto quello africano.

DOPO IL "NO" AL REFERENDUM Meglio chiudere che lavorare Alitalia, la follia dei dipendenti è il simbolo dell'Italia peggiore

Alitalia chiuda pure: noi voleremo con altre compagnie


di Giuliano Zulin



Come i mariti che, per vendicarsi delle corna della moglie, si tagliano i cosiddetti, il personale dell' Alitalia, per fare un dispetto all'azienda, si è tagliato il posto di lavoro. Il referendum che ha coinvolto i 12mila lavoratori dell'ex compagnia di bandiera ha visto prevalere i «No». No al licenziamento di quasi 1000 persone, no alla riduzione dell'8% della busta paga, no alla sforbiciata sulle ferie. Eppure questi sacrifici erano vitali: la società perde quasi 2 milioni al giorno. Non sa più volare. Forse i tagli non sarebbero nemmeno bastati per evitarci il crac fra due anni. Erano paragonabili a una scatola di aspirine per un malato grave. Niente...

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Piloti, hostess e personale di terra vogliono sfidare lo Stato, vogliono spillare ancora soldi al governo, dopo le decine di miliardi pubblici già buttate negli ultimi decenni. Con la vittoria del «No», il personale di Alitalia ha anche licenziato i sindacati, che avevano sottoscritto il pre-accordo, necessario per far partire una ricapitalizzazione da 2 miliardi. La compagnia non ha tanta liquidità in cassa. Anzi, è quasi finita. E le banche che fino adesso hanno aperto i cordoni della borsa per far un piacere al premier di turno, non sono più disposte a perdere soldi. I lavoratori dell' ex aviolinea di bandiera ora puntano proprio sulle banche per fare pressione sull'esecutivo in modo da continuare a sprecare come da tradizione. Unicredit ha già perso 500 milioni, Intesa e Generali sono esposte per altre centinaia di milioni. I rispettivi manager hanno fatto capire che però la festa è finita.

Solo una vittoria del «Sì» li avrebbe convinti a proseguire l'agonia, non iscrivendo a perdita secca i prestiti ad Alitalia. Peccato abbia vinto il «No». Domani il consiglio d'amministrazione della compagnia dovrebbe a questo punto deliberare la richiesta di amministrazione straordinaria speciale. Sarà nominato un commissario, in base a una legge già utilizzata per i casi Parmalat e Ilva, che bloccherà parecchie attività ordinarie (tipo il pagamento dei fornitori) garantendo comunque i posti di lavoro per due anni. Ma Alitalia non è Parmalat: è un' azienda particolare. Vola tutti i giorni, a tutte le ore, da una parte all'altra dell' Europa e del mondo. Non si può, per dire, fare a meno del carburante. Ci vorrebbe un acquirente subito.

Ryanair? Ma chi è disposto a comprare un'azienda che sta per fallire? Potrebbe anche prenderla. Ma a zero euro... La strada più giusta, a questo punto, sarebbe il fallimento. Gli italiani quasi non se ne accorgeranno: Alitalia rappresenta il 18% del mercato. E il personale può stare tranquillo: avrà due anni di cassa integrazione o altri ammortizzatori e poi scatterebbe l'indennità di disoccupazione. Meglio di così... Ma almeno lo Stato non brucerà più miliardi. Tanto noi continueremo a volare. Con altre compagnie.

Macron, è già scandalo Dove lo hanno beccato dopo il risultato elettorale

Emmanuel Macron, cena radical chic dopo il voto: scoppia la polemica



Macron un radical chic come Sarkozy? È la polemica che a poche ore dalla chiusura dei seggi per il primo turno delle elezioni presidenziali, ha investito il leader di En Marche. Oggetto dello scandalo la cena che lo stesso Emmanuel Macron si è concesso con la moglie e alcuni amici subito dopo la serata elettorale, quando era ormai certo che sarebbe arrivato al ballottaggio per l'Eliseo contro Marine Le Pen. Macron infatti ha festeggiato nella brasserie La Rotonde, a Montparnasse, la più radical chic di Parigi.

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Un episodio che ad alcuni ha riportato alla memoria la notte della vittoria elettorale di Nicolas Sarkozy nel 2007, quando il neo eletto presidente della Repubblica, celebrò da Fouquet, ristorante pluristellato sugli Champs Elysee. La differenza di livello tra i due ristoranti è notevole, un menu medio alla Rotonde si aggira attorno ai 50 euro, mentre da Fouquet il prezzo è più alto. Ma qualcuno ha polemicamente fatto notare l'analogia tra i due episodi. La cena insomma avrebbe restituito l’immagine di un leader elitario, lontano dai cittadini e che preferisce festeggiare con una ristretta cerchia di fortunati. I commensali erano l'economista Jacques Attali, l'attrice Line Renaud, l'attore Pierre Arditi, il presentatore Stephane Bern, lo scrittore Erik Orsenna, l'architetto Roland Castro e l'ex parlamentare europeo Daniel Cohn-Bendit. "Non prendo lezioni dai salotti parigini - ha risposto un Macron molto infastidito a Europe 1 - se non avete capito che era un piacere per me invitare i miei segretari, i miei agenti di sicurezza, politici, scrittori, donne e uomini che fin dall'inizio sono stati dalla mia parte, allora non capite la vita".

martedì 25 aprile 2017

Marcianise, anche il Vescovo di Aversa, S. E. Angelo Spinillo, partecipa alla VI edizione di “Amici in Festa”, dedicata alle persone diversamente abili

Marcianise, anche il Vescovo di Aversa, S. E. Angelo Spinillo, partecipa alla VI edizione di “Amici in Festa”, dedicata alle persone diversamente abili


di Gaetano Daniele



MARCIANISE - Una giornata di festa. Una giornata di solidarietà. Una giornata di amore. Una giornata di speranza. E’ stato davvero un grande successo per la VI edizione di “Amici in Festa”, organizzata da tantissimi volontari, che hanno accolto fin dalle prime ore del mattino del 25 aprile circa 500 diversamente abili, per dare loro un messaggio di speranza e per regalare momenti di mera spensieratezza, di gioia e serenità.




Tanto entusiasmo, trasmesso non soltanto con le parole, ma con i fatti. Con l’impegno delle organizzatrici, tra cui Antonietta Maiorino, Francesca Festa Michela Sparaco, che davvero hanno messo in campo senza soluzione di continuità tanta energia, determinazione, passione e amore verso il prossimo. Alla manifestazione hanno partecipato tra gli altri il vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo, e don Maurizio Patriciello, che ha officiato la santa messa con una toccante omelia, nella quale ha sottolineato con forza che “chi ha di più dalla vita, deve dare di più a coloro che ne hanno bisogno e che ci tendono una mano”.




Presenti anche alcuni imprenditori, tra cui Pasquale Maiorino e Antonio Licito, che hanno dato un concreto contributo per la buona riuscita della manifestazione e del nostro Blog Il Notiziario sul web.


Il Vescovo Spinillo ha sottolineato l’importanza di questi eventi. “Oggi - ha commentato Spinillo - il bel messaggio lo hanno dato soprattutto gli ospiti e tutti coloro che sono presenti alla manifestazione, che con il loro desiderio di vivere nelle loro disabilità testimoniano la voglia di vivere e la speranza di essere coinvolti nel bene più che grande che è l’amicizia. L’amicizia che crea davvero un clima sereno e gioioso, dove nessuno si deve sentire escluso, ma tutti dobbiamo camminare insieme con affetto e fraternità. Sempre”.


Durante la giornata, dopo il pranzo comunitario, anche momenti di puro relax con balli e con l’esibizione di un gruppo musicale e della cantante Marianna Mirymarty. Poi il gran finale con il taglio di una mega torta e con l’appuntamento alla prossima edizione. L'evento tutto è stato ripreso dalle nostre telecamere e da TeleCapri, con il grande supporto del Giornalista de "Il Mattino" Antonio Parrella, che a breve manderà in onda l'evento su TeleCapri. 


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Meteo horror, lo choc termico: scordate i ponti Pioggia e neve (e temperature mai viste in aprile)

Meteo horror. Freddo, piogge e neve: evitate questi posti



Nuovo e deciso peggioramento sull'Italia per una nuova ondata di aria artica in arrivo in settimana. L'alta pressione si ritirerà così in pieno Atlantico per qualche giorno, riportano gli esperti di 3bmeteo. 

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Mercoledì 26 - La perturbazione porterà ad un sensibile peggioramento sul Nord Italia nella giornata di mercoledì con piogge diffuse, anche intense e abbondanti specie su alta Lombardia, Trentino Alto Adige, medio-alto Veneto, Friuli Venezia Giulia, Levante Ligure. Nevicate anche copiose sono inoltre attese sulle Alpi fin sotto i 1800-2000 metri. Piogge e rovesci si estenderanno anche all'alta Toscana mentre sarà ancora in attesa il resto del Centrosud, con tempo più stabile, molto mite e punte di oltre 24-25 gradi su adriatiche, Sardegna e Sicilia.

Tra giovedì e venerdì - Giovedì la perturbazione guadagnerà anche le regioni del Centro e parte del Sud indugiando inoltre al Nord, specie Nordest, mentre le estreme regioni meridionali verranno raggiunte essenzialmente venerdì. Attenzione, dato lo scontro tra masse d'aria molto diverse, quella fredda dal Nord Europa con quella mite preesistente, non sono da escludersi temporali localmente forti, accompagnati da gradine. Venti in rinforzo.

Temperature - L'arrivo dell'aria fredda si farà sentire con un calo delle temperature dapprima soprattutto al Nord, ma entro venerdì generalizzato su gran parte della Penisola, con perdita anche di 6-8 gradi. Tornerà così a nevicare sui rilievi fino sotto i 1300-1600 metri.