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domenica 16 aprile 2017

Torna a casa da scuola, 15 enne aggredita da due nigeriani Il padre: "Se solo fossi stato lì io.."

Ragazzina torna a casa da scuola: aggredita da due profughi nigeriani



Una ragazzina di 15 anni di Rottanova di Cavarzere, Venezia, ha raccontato di aver subito un'aggressione da parte di due giovani di colore, probabilmente nigeriani, mentre tornava a casa da scuola. Come riportano i quotidiani locali, la giovane si trovava in bicicletta in una zona poco abitata, lungo l'argine dell'Adige, quando si è vista avvicinare dai ragazzi, che le hanno rivolto alcune parole incomprensibili in inglese, per poi strattonarla brutalmente, facendole perdere l'equilibrio e facendola perciò cadere a terra. Nessun tentativo di borseggio o di violenza sessuale, ma la quindicenne è tornata a casa in lacrime, con il giubbotto lacerato e la voce mozzata dallo spavento: "Mi hanno aggredita, sono scappata".

Il padre ha cercato subito il sindaco per raccontargli la vicenda e ha sporto denuncia ai carabinieri. Vuole adesso far chiarezza sull'accaduto e arrivare all'identità degli aggressori, forse profughi provenienti da una delle due basi vicine, Conetta e Bagnoli. Queste le parole dell'uomo: "Se fossi riuscito a raggiungerli ora non sarei qui. Non so cosa avrei fatto ma queste persone evidentemente non sanno cosa vuol dire per un genitore vedere la propria figlia in lacrime".

L'appoggio della Lega Nord alla famiglia si è fatto sentire, in seguito alla rapida diffusione della notizia, e l'intenzione del partito sarebbe quella di indire una manifestazione di protesta nei prossimi giorni.

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QUELLO CHE ANCORA NON SAPEVAMO "Grazie Silvio, ma ora tutti devono sapere che..." La bomba di Moggi sul Cav: cosa rivela, dopo anni

Moggi a Berlusconi: "Grazie di tutto, anche se tu potevi salvarmi da Calciopoli"


di Luciano Moggi



Trentun’anni fa un giovane imprenditore prendeva in mano il Milan. Quel giovane si chiamava Silvio Berlusconi, rivelatosi poi testa pensante di eccezionale levatura: sicuramente milanista, aveva però intravisto nella squadra il mezzo per una scalata politica, se solo fosse riuscito a rimettere in corsa il claudicante Diavolo preso da Farina. È riuscito in tutto e per tanto tempo è stato il number one nel calcio e nella politica. Fatto risorgere il Milan dalle macerie, l’ha rilanciato nell’immagine fino a diventare uno dei club più apprezzati al mondo. Ha vinto campionati e Champions, arrivava in ritiro con l’elicottero, per comodità ma soprattutto perché i media scrivessero di lui e della sua squadra. Parlava forse troppo con gli allenatori, esprimendo spesso concetti non condivisi, li criticava anche pubblicamente: era però una tattica, la sanno usare solo le persone carismatiche per spronare i dipendenti a far bene.

Chi vi scrive l’ha conosciuto come rivale ma anche come possibile proprietario: mi aveva infatti offerto la possibilità di dirigere il Milan. Ricordo il tempo trascorso a Palazzo Grazioli nel giorno in cui bisticciava politicamente con Follini, i suoi modi garbati e accattivanti per convincermi a cambiare casacca. Mi svelò che la Figc possedeva alcune mie intercettazioni prive però di qualsiasi valenza penale, di cui erano a conoscenza anche Galliani (allora vicepresidente del Milan e presidente della Lega Calcio), Carraro (allora presidente Figc), il generale Pappa, capo Ufficio inchieste della Figc. Furono proprio quelle intercettazioni a esplodere sui media qualche giorno dopo la mia chiacchierata di Palazzo Grazioli, magari per mano di qualche non meglio identificato tifoso (?) milanista meno forte in quel momento.

Nell’occasione mi fece dono di un libro sulla sua vita, «Berlusconi ti odio», scritto da chi ha sempre cercato notorietà sparlando di chi invece l’ha raggiunta facendosi da solo e dal niente. L’ho ringraziato e lo ringrazio per la stima nei miei confronti, magari gli riservo una critica per quello che non ha fatto all’esplosione di Calciopoli: sapeva che sarebbero stati penalizzati degli innocenti, evidentemente anche per lui era prioritaro abbattere il dominio juventino. Oggi è il giorno del suo commiato e dell’ingresso della nuova dirigenza. È cinese la proprietà, quel Li Yonghong rappresentante di un popolo che si è catapultato nel mondo calciofilo per il desiderio del Governo di Pechino di far decollare questo sport in Cina: vedi Suning all’Inter. Peccato che il primo derby cinese della storia metta di fronte Inter e Milan sì per la supremazia cittadina, ma forse solo per un posto in Europa League.

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La Juve, dopo aver demolito il Barça, farà visità al Pescara ultimo. Superfluo indicare il favorito. Roma e Napoli lasciano intravedere i segni di una forma in crescendo per una lotta al 2° posto che si protrarrà sino alla fine: ma occhio che all’Olimpico sbarca l’Atalanta pur senza Gomez, mentre al San Paolo c’è l’Udinese. Sembra intanto riaperta la lotta per non retrocedere. Il Crotone, dopo la vittoria sonante sull’Inter, farà visita al Toro e la carta non gli concede tante speranze, a meno che l’Empoli non decida di “aspettarlo”, visto che sarà impegnato al Franchi contro la Fiorentina. Buona Pasqua a tutti i nostri lettori.

Il Sanremo Fazio-Littizzetto? Lo scandalo delle mazzette: caos in Rai, ecco chi trema

Festival di Sanremo 2013, lo scandalo delle mazzette: ecco chi trema



La maxi-inchiesta della procura di Roma su un giro di corruzione all'interno della tv di Stato, messo in piedi da due imprenditori spregiudicati, i fratelli David e Danilo Biancifiori, si arricchisce di nuovi risvolti. Come riporta Il Messaggero, spuntano mazzette in contanti e buoni benzina per convincere i dirigenti Rai a pilotare gli appalti relativi al Festival di Sanremo.

Due giorni fa le dichiarazioni dei due managar hanno fatto scattare un sequestro eseguito dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. Tre ex direttori della fotografia e due ex dirigenti Rai, tutti indagati per corruzione dal pm Giorgio Orano e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, si sono visti decurtare dal conto in banca l'ammontare delle mazzette intascate in tre anni.

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Dopo essere finiti in manette nel 2015, insieme al socio Giuliano Palci, i fratelli hanno iniziato a collaborare con gli inquirenti. Hanno vuotato il sacco: pagamenti, regali, hanno descritto il "circuito chiuso di fornitori Rai, dove si resta se si pagano tangenti a funzionari e a uomini politici". Tutto ciò per ottentere l'esclusiva del "service luci" e audio sul palcoscenico dell'Ariston, due commesse del valore di 259mila e 168mila euro.

Per un totale di 105mila euro per l'ex dirigente Stefano Montesi, all'epoca responsabile della struttura Riprese esterne. L'ex direttore di produzione e responsabile dell'Unità grandi eventi, Maurizio Ciarnò, avrebbe intascato almeno 40mila euro. I tre tecnici indagati sono invece Marco Lucarelli, a cui sono stati sequestrati 40mila euro, Fausto Carboni e Massimo Castrichella, che hanno visto scendere il proprio conto di 20mila euro.

Biancifiori dice: "Ho dato buoni benzina a Ciarnò perché sapeva come stavano costruendo il bando, per Sanremo di sicuro... il 2013 mi hanno chiamato, il 2014 mi hanno sospeso... lo pagavo anche per il collaudo".  
Nel 2015 è scattata l'indagine della procura, dopo la denuncia di una dipendente di Biancifiori che lavorava in due aziende del gruppo: la Di and Di Lighting & Truck e la Di.Bi. Technology, che si sarebbero aggiudicate commesse da centinaia di migliaia di euro, compresi gli appalti del Festival. Il 4 dicembre 2015, David Biancifiori e Palci vengono arrestati.

Per il giudice, il comportamento illegale proseguito dal 2010 al 2014 è diventato un "metodo" in virtù del quale tecnici e funzionari scrivono bandi cuciti su misura per le aziende amiche. "Si conoscevano i contenuti del capitolato prima degli inviti formali", si legge sul Messaggero, "si presentavano dirigenti che concordavano l'offerta".

Era la più anziana al mondo È morta l'italiana Emma: pazzesco, quanti anni aveva

È morta Emma, la donna più anziana del mondo: aveva 117 anni



E' morta Emma Morano, la donna più anziana al mondo. La signora, nata a Civiasco, nel Vercellese, nel 1899, praticamente due secoli fa. Aveva compiuto 117 anni lo scorso 29 novembre. Emma era la quinta persona più longeva di tutti i tempi; viveva ancora nella sua abitazione a Verbania, sul lago Maggiore, anche se da alcuni anni era seguita da una badante.

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Botto nucleare, l'incubo della nube atomica Ora la Cina è pronta alla 3° guerra mondiale

Corea del Nord, l'incubo della nube atomica dopo l'attacco degli Stati Uniti: la Cina pronta al conflitto



Tra i primi obiettivi degli Stati Uniti, nel caso di azione militare (sempre più probabile) contro la Corea del Nord, ci sono le basi nucleari del regime di Kim Jong-un, ovvero i luoghi nei quali vengono custodite le bombe atomiche. La zona si trova a Punggye-ri, nei tunnel scavati alla base del Monte Mantap, un'area nella quale, in passato, sono stati condotti diversi esperimenti. E da quell'area, Pyongyang potrebbe decidere di attaccare le basi in Corea del Sud, dando il là al conflitto (ammesso che Donald Trump non accorci i tempi e passi ancor prima all'azione). Il clima, insomma, è tesissimo, e a renderlo ancor più esasperato ci si è messa l'ultima parata militare della Corea del Nord: il sospetto è che, ora, il regime si prepari a un nuovo test nucleare, facendo detonare un esplosivo con una forza doppia rispetto a quella utilizzata a Hiroshima.

Gli Stati Uniti, da par loro, come ricorda Il Messaggero, hanno dislocato 28mila soldati in due aeroporti e in una base navale sudcoreana, dunque 36mila soldati in Giappone e altri 4.300 nel protettorato del Guan. In loro rinforzo, il Pentagono ha poi inviato nelle acque della penisola l'unità navale Carrier Strike Group One. E ancora, una flotta composta da una portaerei di classe Nimitz, un incrociatore, due cacciatorpedinieri, sottomarini e altre navi di supporto. La flotta americana può arrivare fino a 450 chilometri dalla base di lancio che i nordcoreani utilizzano per le prove con vettori di medio e lungo raggio.

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Il comando Usa potrebbe colpire in ogni momento, così come potrebbe colpire un altro obiettivo: le centrali di arricchimento nucleare del regime, a cominciare dalle due ufficialmente riconosciute (quella di Yongbyon e quella, ancora, di Punggye-ri). Entrambi gli obiettivi si trovano nel nord del paese, in una zona montuosa che segna il confine con la Cina. Ed è questa prossimità a Cina e Giappone a spaventare. Già, perché un'attacco agli armamenti e alle basi nucleari potrebbe produrre una nube tossica in grado di espandersi su Cina e Giappone, appunto.

Una nube tossica che Pechino non ha intenzione di tollerare, tanto che informazioni non confermate a livello ufficiale danno conto dello spostamento di truppe cinesi in prossimità del confine: uno sconfinamento oltre la linea servirebbe a scoraggiare gli americani dall'attacco, nel timore di trovarsi coinvolti in un conflitto che diventerebbe di portata mondiale.

sabato 15 aprile 2017

Diocesi di Aversa Commento alla Domenica di Pasqua 2107 Video di Mons. Angelo Spinillo

Diocesi di Aversa - Quaresima online



di don Francesco Riccio 
a cura di Gaetano Daniele



Mons. Angelo Spinillo

2000 anni fa, per le strade di Gerusalemme, risuonava la domanda se Gesù fosse veramente risorto. La risposta era ed è affermativa, lo testimonia l’esperienza di chi lo incontra quotidianamente nelle proprie vite. “Finalmente è Pasqua”, annuncia con gioia Mons. Angelo Spinillo nel commentare la domenica di Pasqua nello splendido scenario della Chiesa di San Sossio di Villa Literno. “Nel finalmente c’è la gioiosa speranza di chi non solo attende che si realizzi quanto atteso, ma c’è soprattutto la consapevolezza del compimento del bene che Dio ha messo nel nostro cuore quasi come una vocazione. Si compie, dunque, la verità del nostro essere con Gesù i figli di Dio che, in quanto tali, obbediscono con passione all’amore del Padre. La resurrezione – aggiunge il Vescovo di Aversa – sarà il fiorire della vita che illuminerà il nostro cammino nei giorni che verranno”.

"Ho sentito il generale dirgli..." Altra batosta su babbo Renzi: così lo inguaia il suo dottore

Consip, l'ex sindaco di Rignano Lorenzini: "Il generale ha detto a Tiziano Renzi non frequentare certa gente'"



"Non sono più il candidato del Pd, mi sono state poste condizioni inaccettabili. Come correre col simbolo del partito, candidati scelti dai dirigenti e la riconquista della fiducia dell’assemblea, quella che il 16 febbraio mi aveva chiesto per acclamazione di ricandidarmi". Lo dice in un’intervista a la Repubblica il sindaco uscente di Rignano Daniele Lorenzini, il paese del fiorentino di Tiziano Renzi, padre dell’ex premier. Ora Lorenzini vuole fare a meno del simbolo del Pd "per andare oltre i confini del partito e aggregare una comunità che non sempre si riconosce nei partiti". Quanto alla rottura con Tiziano Renzi, Lorenzini esclude sia legata alle sue dichiarazioni rese ai magistrati sul caso Consip come persona informata sui fatti: "Sono sicuro che ci sia solo un nesso temporale. E penso che avere diverse opinioni politiche non abbia niente a che fare con le indagini giudiziarie". "Mi dispiace che sia successo - aggiunge - ma non credo che avere delle opinioni diverse sulla politica sia un motivo sufficiente per interrompere un buon rapporto". Quanto alle sue dichiarazioni ai magistrati che indagano su Consip, aggiunge: "Credo che ogni cittadino debba raccontare ai magistrati la verità". E la verità, prosegue, è "solo di aver partecipato ad una cena a casa di Tiziano, con mogli e altri commensali". Alla cena, spiega ancora Lorenzini, "fra gli altri" c’era anche il generale dei carabinieri Saltalamacchia. "E in quella serata ho solo sentito una battuta intorno ad una grigliata e con un buon bicchiere di vino: ’Non frequentare certa gente', ha detto il generale mentre Tiziano cucinava la bistecca tra una battuta e l’altra. Come ho detto ai magistrati, non ho sentito nessun nome e non ho capito il contesto al quale quella frase fosse riferita".