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giovedì 23 febbraio 2017

Il colpaccio di Renzi: via la Fedeli Chi mette al suo posto / Guarda

La renziana Rosa Di Maria vicepresidente del Senato al posto di Valeria Fedeli



La senatrice Rosa Di Maria, 61 anni, renziana e già esponente della Margherita, è la nuova vicepresidente del Senato. Prende il posto di Valeria fedeli, che con la nascita del governo Gentiloni può sì restare senatrice ma non avere incarichi a Palazzo Madama. Prima di diventare parlamentare, la Di Rosa è stata assessore alla scuola del Comune di Firenze quando sindaco a Palazzo vecchio era Matteo Renzi e prima ancora assessore alla Cultura col sindaco Domenici.

Toh, un magistrato: Salvini spennato "In Italia è vietato dire clandestino"

Clandestino. Lega Nord condannata a pagare 10 mila euro



Vietato dire "clandestino". La Lega Nord è stata infatti condannata per aver usato il termine in riferimento a profughi e richiedenti asilo. La sentenza è piovuta a causa di alcuni manifesti affissi a Saronno, in provincia di Varese, il cui testo recitava: "Renzi e Alfano complici dell'invasione. Saronno non vuole clandestini". Una frase che non era gradita a due associazioni di volontariato, Asgi e Naga, le quali hanno fatto causa al partito guidato da Matteo Salvini.

E il giudice Martina Flamini della prima sezione civile del Tribunale di Milano ha condannato il Carroccio al pagamento di 10mila euro di danni per "il carattere discriminatorio e denigratorio dell'espressione clandestini". Vietato dire "clandestini", appunto, poiché secondo la legge si tratta di "richiedenti asilo". Il magistrato spiega che "il termine clandestino ha una valenza denigratoria e viene utilizzato come emblema di negatività" poiché "contraddistingue il comportamento delittuoso (punito con una contravvenzione) di chi fa ingresso o si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del Testo Unico sull'immigrazione".

Nel dettaglio, la questione di Saronno aveva come protagonisti 32 richiedenti asilo ospitati dalla Caritas Locale nei locali di un convento di suore. Persone che secondo il tribunale "esercitando un diritto fondamentale, hanno chiesto allo Stato italiano di riconoscere loro la protezione internazionale".

Orlando si candida: "Basta Renzi" Napolitano? Ancora il suo zampino

Pd, Orlando: "Mi candido alla segreteria, basta alla politica della prepotenza"



Anche Andrea Orlando, come si sussurrava, si candida alla leadership del Pd e lancia la sua sfida a Matteo Renzi e Michele Emiliano nella corsa alla segreteria. Ora arriva anche l'ufficialità: "Ho deciso di candidarmi perché credo e non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare solo prepotenza". Un messaggio, chiarissimo, rivolto a Matteo Renzi, il "prepotente". Il Guardasigilli si è espresso così a margine di un'iniziativa a Ostia. Inoltre, ha annunciato che parlerà oggi, alle 18, al circolo Marconi in via Eugenio Barsanti 25 a Roma.

Un ministro del governo Gentiloni, dunque, apertamente in campo contro Renzi: un fatto da non sottovalutare, nel contesto di un governo che, in un qualche modo, si sente sempre meno tutelato e sempre più appeso a un filo. Un ministro che, per inciso, fu anche nel governo di Renzi. Non voluto, però: è storia come Giorgio Napolitano rifiutò il nome che il fu rottamatore propose, quello di Nicola Gratteri. Re Giorgio non voleva magistrati in veste di Guardasigilli, e come sempre la spuntò. Impose Orlando, lo stesso Orlando che, oggi, torna a turbare le prospettive dell'ex premier. E che forse, senza quell'investitura, non avrebbe mai pensato a correre per la segreteria del Pd.

Champions, Porto - Juventus 0-2: in gol Pjaca e Dani Alves

Champions, Porto - Juventus 0-2: in gol Pjaca e Dani Alves



Porto-Juventus 0-2 nell'incontro valido per l'andata degli ottavi di Champions League. Le reti nella ripresa. Vantaggio firmato da Pjaca al 27', raddoppio di Dani Alves al 29'. Padroni di casa in dieci dal 27' del primo tempo per l'espulsione di Telles.

La clamorosa scoperta della Nasa: "Ci sono 7 pianeti uguali alla Terra"

La clamorosa scoperta della Nasa: pianeti come la Terra, dove sono



Un sistema planetario che riceve la stessa quantità di luce che riceve la terra. E' ancora impossibile arrivarci, ma la scoperta è epocale. La Nasa, nell'attesa conferenza stampa mondiale, ha annunciato la notizia. A meno di 40 anni luce da noi ci sono sette pianeti gemelli della Terra. TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell'Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra. 

Il punto forse più importante della scoperta è che tre di queste "sette sorelle" della Terra si trovano nella cosiddetta fascia di abitabilità, e potrebbero quindi ospitare acqua allo stato liquido, ingrediente fondamentale per lo sviluppo della vita. Un sistema planetario da record, perché allo stesso tempo ospita il maggior numero di pianeti come la Terra e il maggior numero di pianeti nella zona abitabile. Il risultato, ottenuto da un team internazionale e pubblicato online su Nature, apre così scenari completamente nuovi nella ricerca degli esopianeti e della vita nell'Universo.

"Questa scoperta permetterà, con ulteriori studi, di rispondere alla domanda delle domande: ci sono forme di vita al di là del sistema solare?": lo dice uno dei responsabili della Nasa durante la conferenza stampa globale. Non si sa ancora se i pianeti sono abitabili o meno, non si sa nemmeno se ci sono una o più Lune. 

L’annuncio dell’eccezionale risultato da parte della Nasa ha visto protagonista Michael Gillon dell’istituto di astrofisica dell’Università di Liegi in Belgio, scopritore assieme ai suoi collaboratori del nuovo sistema solare distante 39 anni luce nella costellazione dell’Acquario.

Le bestie lanciano il cagnolino dall'auto Scatta la caccia ai bastardi in autostrada

Autostrada A4, cagnolino lanciato dal finestrino di una Bmw



È stato salvato dalla polizia il povero cagnolino che nella giornata di martedì scorso, poco prima di mezzogiorno, è stato lanciato fuori dal finestrino di un'automobile, all'interno dell'area di servizio "Limenella" a Padova, lungo l'autostrada A4. Adesso è caccia all'uomo e gli agenti sono sulle tracce dei responsabili: stando alle testimonianze riportate da alcuni automobilisti in transito durante l'accaduto, l'auto colpevole sarebbe una Bmw arancione con una targa rumena, schizzata via in direzione Venezia.

Come riporta Il Mattino di Padova, molti sono scesi dalle proprie vetture per dirigersi nel campo adiacente all'area di servizio, scavalcando il guardrail, per riuscire a riprendere il cucciolo e metterlo in salvo. Le Forze di Polizia e la Polizia Stradale sono state immediatamente avvertite e hanno mandato le loro pattuglie sul posto. Il servizio veterinario dell'Usl 6 di Padova si sta dedicando alle cure del cagnolino. I colpevoli rischiano invece un anno e mezzo di carcere e una denuncia penale per i reati di abbandono e di maltrattamento di animali. 

Stadio, il sindaco Grillo ora ha deciso: dove vuole costruirlo (e non scherza)

Roma, Grillo dice sì allo stadio: "Ma non a Tor di Valle"



Beppe Grillo ha detto sì. Lo stadio giallorosso si può fare, ma non a Tor di Valle: "meglio una zona non soggetta a esondazioni. Nessuno è contrario allo stadio - spiega il garante dopo un incontro con i consiglieri Cinquestelle in Campidoglio - Nessuno dice No, diciamo di Sì, ma da qualche parte che non sia quella". Venerdì, in Campidoglio, si terrà l’incontro slittato oggi tra amministrazione e società giallorossa. Non si sa se sarà presente anche la sindaca. Intanto arriva l’avvertimento del presidente della Roma, James Pallotta. "Ci aspettiamo un esito decisamente positivo dall’incontro in programma venerdì. In caso contrario, sarebbe una catastrofe", twitta e lascia intuire come la società non sia poi così favorevole ad abbandonare l’ipotesi Tor Di Valle. Si tratta soltanto di una delle questioni affrontate da Grillo nella sua quarta giornata romana - il garante è arrivato nella capitale domenica sera -.

In mattinata, discute di programma di governo e della piattaforma Rousseau con la senatrice ’ortodossà Paola Taverna, poi tocca a Luigi Di Maio, mentre ieri Grillo ha incontrato i parlamentari in Senato. Dopo Di Maio, è la volta dei responsabili degli enti locali Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede con i quali il leader raggiunge, per la seconda volta in quattro giorni, il Campidoglio poco prima delle tre. Qui si chiude per tre ore in una stanza insieme ai consiglieri di maggioranza. Uscendo, non rilascia dichiarazioni e la versione ufficiale esclude che si sia parlato di stadio della Roma, ma è difficile crederci. Si sa che i consiglieri M5S sono per lo più contrari all’attuale progetto che prevede un milione di metri cubi edificabili in un’area che presenta problemi idrogeologici. Ma - come spiega un consigliere di opposizione - sull’arena giallorossa il Movimento si gioca il favore di una parte consistente di elettorato e l’immagine di forza capace di governare. Per questo, tra le ipotesi al vaglio c’è quella di annullare la delibera con cui si stabilisce l’interesse pubblico dell’opera. Così facendo, si bloccherebbe il progetto in conferenza dei servizi e si ricomincerebbe ex novo. Il limite di tempo fissato è il 3 marzo, ultima riunione della conferenza dei servizi, indetta dalla Regione Lazio su cui Grillo punta il dito in un videomessaggio, scaricando sulla Regione la responsabilità della vicenda.

C’è poi un’altra strada percorribile, vale a dire la modifica del progetto, con una riduzione delle cubature. L’opinione, tra alcuni consiglieri Cinquestelle, è che la rimodulazione sia l’alternativa meno probabile. Intanto Grillo continua a difendere l’operato della prima cittadina. "Virginia Raggi si sta muovendo a scopo cautelativo per il Comune - spiega - farà una dichiarazione fra uno o due giorni e si chiuderà questa storia in un modo o nell’altro. Lo stadio non è una mia decisione". Ma lo scetticismo di Grillo sul progetto trapela quando gli viene posta una domanda sulla sua utilità: "È un’ opera da un milione di metri cubi - risponde - in cui lo stadio rappresenta il 15 per cento e l’85 per cento sono altre cose, poi vedremo". Non ci sono dubbi invece sulla giunta e sull’amministrazione. "Roma - assicura - sarà il più grande successo del Movimento 5 Stelle. Abbiamo fatto degli errori: chiediamo scusa e abbiamo chiesto scusa". Domani il garante dei Cinquestelle sarà ancora nella capitale fino all’ora di pranzo.