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domenica 1 gennaio 2017

Istanbul, attentato a Capodanno 39 morti, 15 stranieri: "È l'Isis"

Strage di Capodanno. Assalto al night: 35 morti: "È un attacco dell'Isis"



Sono morte 35 persone a Istanbul, in Turchia, dopo un attacco armato in un famoso night club della città, il Reina. Altre 40 sono rimaste ferite. In due hanno fatto irruzione nel locale vestiti da Babbo Natale e hanno aperto il fuoco sulla folla. Uno dei due attentatori è rimasto a lungo nel locale, circondato dalla polizia pronta a intervenire con un blitz.

Secondo Al Jazeera, dietro l’attentato ci sarebbe l’organizzazione dell’Isis, anche se al momento non ci sono state rivendicazioni.

sabato 31 dicembre 2016

Cristiano Ronaldo, i cinesi ci provano: 300 milioni al Real e 150 al giocatore

Ronaldo, i cinesi ci provano: 300 milioni al Real e 150 al giocatore (all'anno)



Tevez allo Shanghai per 40 milioni a stagione? Solo l'antipasto. I cinesi vogliono Cristiano Ronaldo e avrebbero offerto 300 milioni di euro al Real Madrid e 150 al giocatore, all'anno. È questa la proposta choc presentata da un club cinese non specificato per il fuoriclasse portoghese, fresco Pallone d'Oro per la quarta volta. A rivelarlo è l'agente dell'attaccante, Jorge Mendes, ai microfoni di Sky Sport. "Dalla Cina hanno offerto 300 milioni al Real e più di 100 all'anno al calciatore - ha dichiarato Mendes -. Ma il denaro non è tutto. Il Real Madrid è la sua vita, Cristiano è felice a Madrid ed è impossibile che vada in Cina".

Chi tutela i medici sotto accusa? Ecco il soccorso per gli specialisti

Chi tutela i medici sotto accusa? Ecco il soccorso per gli specialisti


di Eugenia Sermonti




I numeri relativi ai nuovi contenziosi nel settore della sanità sono allarmanti: 35 mila nuovi sinistri l’anno, in una categoria professionale che vede operativi circa 350 mila medici: il 10% è una percentuale enorme e nettamente superiore a qualsiasi altra attività professionale. Suddividendo poi questi sinistri nelle varie specializzazioni, il massimo rischio viene confermato per gli ostetrici-ginecologi, che si attestano a circa il 30%, mentre gli ortopedici e i chirurghi, suddivisi nella varie sotto-specializzazioni, arrivano a circa il 25% del totale. Il restante 45% coinvolge tutte le numerose specializzazioni restanti. Secondo l’Eurobarometro, un’agenzia dell’Unione Europea, su un campione di 5 mila pazienti, il 68%  ritiene che gli errori medici e di errata prescrizione dei farmaci siano tra i problemi più rilevanti di cui sono fortemente preoccupati, senza tener conto dell’alea terapeutica. Il 23% di questo campione dichiara di avere avuto personalmente o in famiglia problemi causati  da errori medici. I ricorsi sono aumentati di circa il 38% in tutti gli Stati negli ultimi 5 anni.

Secondo un’indagine dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania), in un anno si registrano circa 34 mila denunce di cittadini per danni subiti da medici privati e nelle strutture sanitarie. Considerato che un risarcimento si aggira tra i 25mila e i 40mila  euro, il costo economico della malpractice potrebbe giungere a superare i 2 miliardi di euro l’anno. Cifre teoriche, ma folli se si considera che rappresentano il 2% del Fondo Sanitario Nazionale (Fsn). Ma ciò che desta le maggiori preoccupazioni sono gli straordinari non dovuti. A parte l’aspetto economico, rischiano di mettere in discussione le reali capacità del medico. I dati ci mostrano che in Lombardia, ad esempio, ogni medico lavora circa 8 ore a settimana in più, per 42 settimane l’anno; ore non pagate e a rischio.

A fronte delle recenti vicende di cronaca, che hanno messo in discussione tanto le capacità quanto la buona fede dei medici, arriva una soluzione per la tutela dei professionisti del settore. Si tratta di una rete nazionale di legali e consulenti tecnici schierata al fianco dei medici - Mutuo Soccorsolegale Medici (Msm Srl) - che supporta il medico e sanitario a 360° nel momento in cui si trovi di fronte a un evento devastante come la denuncia penale. "Secondo i dati in nostro possesso un italiano su tre si lamenta di malasanità - dichiarano Fabrizio Fossati e Calogero Caponetto, responsabili di Msm -Mutuo Soccorsolegale Medici - Attualmente in Italia la problematica assicurativa ha un ruolo sempre più rilevante nell’attività professionale dei medici o sanitari ed appare assolutamente necessario realizzare un sistema in grado di fornire loro una consulenza e tutela legale tempestiva e specialistica,  atteso il continuo mutare di leggi e sentenze, molto spesso sfavorevoli alla classe medica ed ai sanitari in genere”.

“Oltre all’aspetto economico (queste ore infatti il più delle volte non sono retribuite), in caso di errore i medici rischiano una denuncia penale; ma non solo: fuori dagli orari lavorativi sono privi di una copertura assicurativa, nonché soggetti alla possibilità di un’ulteriore denuncia da parte della struttura di riferimento - evidenzia ancora Fossati - Quelle situazioni di malasanità che mediaticamente vengono presentate come palesi responsabilità dei medici sono invece talvolta frutto di un equivoco giuridico che costringe i medici a non avere pause né forme di tutela. Ciò a causa di leggi scritte senza una reale consapevolezza della realtà medica vigente in Italia”.

Se in passato l’alea terapeutica era considerata come fatto integrante del successo totale o parziale di un cammino atto a risolvere la patologia di turno, oggi, con il progresso scientifico e tecnologico a disposizione dei medici, il paziente esige tassativamente che il risultato della cura debba essere positivo e definitivo, senza considerare che ogni singolo organismo può rispondere in modo totalmente differente alla stessa terapia. Ciò ha portato a una ingiustificata 'caccia' al medico. “Quest’ultimo pertanto - spiega Fossati - di fronte ad una diagnosi con poche possibilità di successo, può evitare di implementare la cura (caso assai raro) oppure, per cautelarsi da un possibile esito negativo, prescrive un numero esorbitante di esami e controlli che in molti casi risultano ridondanti, ma permettono di dimostrare, in caso di richiesta di risarcimento o denuncia penale, che tutte le azioni possibili ed immaginabili per ottenere il risultato sperato siano state percorse; con questa strada tuttavia si provoca la conseguenza di far crescere a dismisura i costi per quella che oggi è chiamata medicina difensiva”.

Il Mutuo Soccorsolegale Medici propone una risposta definitiva: una rete nazionale di legali e consulenti tecnici viene schierata al fianco dei medici, fornendo uno strumento finalmente chiaro e diretto che supporti il medico/sanitario a 360°. Msm non rientra in alcun modo nel mondo dei servizi assicurativi, né vi entra in conflitto. Propone anzi un servizio diverso dal solito: il legale specialista in penale del mondo sanitario raggiunge il 93% di assoluzione dei casi e l'88% di archiviazione per insussistenza del reato, mentre il penalista generico si attesta al 51% di assoluzione del medico coinvolto. Msm effettua la nomina immediata del legale specialista in penale sanitario che, in quanto convenzionato con Msm, applicherà le tariffe calmierate del DM 55/2014. Inoltre, sarà compito del legale seguire integralmente il complesso iter burocratico, sollevando così il medico da qualsiasi ottemperanza richiesta da norme e disposizioni vigenti. Msm si candida dunque a divenire l’unico sistema di servizi creato per ridare la serenità al medico, facendo risparmiare nel contempo tutti gli enti coinvolti.

Di Pietro, il fine anno da incubo: i rom in villa, la rapina, le urla e gli spari

Di Pietro, fine anno da incubo: i rom in villa, le urla e gli spari



Scena da serie tv americana l'altro ieri a Curno, in provincia di Bergamo. Due banditi incappucciati hanno cercato di entrare nella casa di Antonio Di Pietro, nel quartiere Marigolda di Curno. I fatti risalgono al primo pomeriggio di giovedì. Sono circa le 13.30 quando i due si avvicinano alla casa di Di Pietro, ma vengono notati da una vicina di casa dopo aver sfondato un muretto con un’auto. La donna ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine. I carabinieri sono arrivati sul posto prima che i ladri riuscissero a entrare nella casa dell’ex ministro e attuale presidente di Pedemontana. I due malviventi, allora, si sono barricati all’interno dell’area della villa. Dal canto loro le forze dell’ordine si sono subito messe in contatto con Di Pietro e, una volta appurato che l’ex parlamentare non era nella villa e non correva pericoli, hanno fatto irruzione arrestando uno dei due malviventi, un 18enne italiano di etnia rom, residente a Dalmine.

Il complice, invece, è riuscito a raggiungere la macchina e scappare, dando vita a un rocambolesco inseguimento. Il fuggiasco nel tentativo di scappare ha prima speronato una pattuglia a bordo di una Golf bianca che risulterebbe rubata nel milanese, poi ha tentato di investire un carabiniere. Per cercare di fermarlo, uno degli agenti ha anche esploso alcuni colpi in aria. Inutilmente. Il malvivente prima è riuscito ad abbandonare l’auto e poi si è lanciato nel fiume in modo da riuscire a fare perdere le proprie tracce.

Mentana, schiaffone di fine anno a Renzi: come lo maltratta con tre sole parole

Mentana, schiaffone di fine anno a Renzi: come lo maltratta con tre parole



"È finito l'anno di quello che andava a comandare e faceva i selfie mossi. Adesso c'è Gentiloni". Enrico Mentana, su Facebook, maltratta l'ex premier Matteo Renzi. Prende di mira la sua abitudine, quando era a capo del governo, a scattarsi selfie in modo compulsivo. E poi lo paragona a Rovazzi, il fenomeno del web della canzone, appunto, Andiamo a comandare. Impietoso. 

FRANCESCO, IL MIRACOLO Le cifre che lo inchiodano: così Bergoglio straccia Renzi

I record di Bergoglio: sta più in televisione che in chiesa, le cifre


di Enrico Paoli



In principio fu Papa Giovanni Paolo II. Karol Józef Wojtyla, il 13 ottobre del 1998, telefonò in diretta a Porta a Porta, il programma di Rai Uno condotto da Bruno Vespa, in occasione di una puntata speciale sul ventesimo anniversario del suo pontificato. In quel frangente avvenne la chiusura del cerchio: la tv che parla del Papa e il Pontefice che parla ai fedeli dalla televisione. Ma se Wojtyla è stato un Papa muscolare, Bergoglio è un Santo Padre mediatico. Il primo ha fatto cadere il muro di Berlino, il secondo fa impennare gli ascolti. E molto anche, pur essendo uno che non guarda la televisione da 25 anni, come ha confessato in una intervista del 2015 ad un quotidiano argentino. Però non c'è fascia oraria, programma o canale che non si occupi del Papa, almeno una volta al giorno. Soprattutto se c'è bisogno di fare ascolti.

Per questa ragione Papa Francesco, molto attento nello studiare i passi e le mosse del suo ingombrante, e importante, predecessore non ha voluto essere da meno. Alle 9,07 di giovedì 22 dicembre Francesca Fialdini e Franco Di Mare, brillanti conduttori di Uno Mattina, preparano i telespettatori del primo canale della tv pubblica. In serbo, per loro, c'è un grande evento. Come sapete oggi sono trent'anni che il nostro programma entra nelle vostre case e, per ringraziarvi di tutto l'affetto che ci avete dimostrato, abbiamo per voi un regalo. Qualche attimo dopo la voce di Bergoglio entra nelle case degli italiani, con quel buongiorno brillante e carico di gioia diventato il suo marchio di fabbrica.

Un marchio importante dato che non c'è telegiornale, programma di approfondimento, contenitore d'intrattenimento che non dedichi un servizio al Vaticano e al Santo Padre in particolare. Per non dire delle fiction. Serie televisive incentrate sulla figura del Pontefice sono state trasmesse da tutte le reti generaliste, con declinazioni diverse fra loro, ma tutte riconducibili alla forza comunicativa di questo Papa. Che non fa la televisione, ma la usa. Nell'arco di questo mese la Rai ha dedicato a Bergoglio diverse ore di trasmissione, spalmate fra il concerto-evento di Claudio Baglioni per i suoi 80 anni, la messa di Natale, la benedizione Urbi et Orbi e l'Angelus.

Anche le altre reti non sono state da meno. Compresa Tv2000 che ha mandato in onda un intervista di 40 minuti con il Santo Padre. D'accordo, dicembre è pur sempre un mese speciale per il Vaticano, così come lo è per i cattolici. Ma Bergoglio ha, da sempre, una certa familiarità con la televisione, che sostiene di non guardare da 25 anni. A marzo del 2015, per esempio, analizzando i dati sulle presenze televisive dei politici e dei soggetti sociali più importanti salta fuori che Papa Francesco occupava la quarta posizione con 5 ore e 42 minuti. Il dato si riferisce al tempo di intervento nei telegiornali nazionali.

Non male, visto che al terzo posto c'era Maurizio Landini, battuto dalla coppia dei record Matteo Salvini e Matteo Renzi.

Un Papa televisivo dunque, capace di competere con i big della politica. Spulciando i dati dell'Agcom relativi al pluralismo sociale in televisione (l'ultima rilevazione riguarda il mese di agosto) si scopre che Bergoglio è diventato un traino perfetto per il Vaticano. Analizzando il tempo di parola dei soggetti del pluralismo sociale nei telegiornali della Rai il Vaticano occupa la terza posizione assoluta con un totale di 7 ore e 55 minuti pari al 12,94% del totale. Meglio fanno soltanto le amministrazioni locali e le istituzioni pubbliche e organismi nazionali. La Santa sede e il Papa sono una notizia forte, un soggetto indispensabile per ogni telegiornale, tanto che la classifica di Mediaset è la fotocopia di quella della Rai.

E se poi vi siete persi qualcosa c'è sempre il Ctv (centro televisivo Vaticano) dove è possibile vedere tutti i video ufficiali del Papa. Un canale benedetto, diciamo...

Grillo furioso, vogliono tappargli la bocca Neanche in Turchia: che fanno ai social

Grillo furioso: "Ci vogliono censurare". Neanche in Turchia: che fanno ai social



"Tutti uniti contro il web. Ora che nessuno legge più i giornali e anche chi li legge non crede alle loro balle, i nuovi inquisitori vogliono un tribunale per controllare internet e condannare chi li sputtana". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog: "Sono colpevole, venite a prendermi. Questo Blog non smetterà mai di scrivere e la Rete non si fermerà con un tribunale. Bloccate un social? Ne fioriranno altri dieci che non riuscirete a controllare. Le vostre post-cazzate non ci fermeranno", aggiunge. Grillo prende spunto dall’intervista del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella al Financial Times e attacca i giornalisti. Quindi scrive: "Purtroppo Pitruzzella non è un pazzo solitario. Il premier fotocopia Gentiloni ieri ha detto che gli strappi nel tessuto sociale del Paese sono causati anche da Internet. Per il sempre grigio Napolitano ’la politica del click è mistificazionè. Renzi è convinto di aver perso il referendum per colpa del web. I travestiti morali - scrive Grillo - sono abituati alla TV, dove se vai con una scheda elettorale falsa i giornalisti ci credono, ma se lo fate sul web i cittadini ve lo dicono che siete dei cazzari, non prendetevela"