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venerdì 30 dicembre 2016

Schumacher, 3 anni esatti dalla disgrazia Che cosa riesce a fare Michael: e cosa no

Schumacher, tre anni esatti dalla disgrazia: cosa riesce a fare e cosa no



Oggi sono esattamente tre anni da quando Michael Schumacher è rimasto vittima di un grave incidente sugli sci, sulla neve di Meribel. Era il 29 dicembre 2013 e da allora sull'ex pilota della Ferrari e sette volte campione del mondo di F1 è calato un muro di silenzio e di privacy assoluta che la famiglia, la moglie Corinna e la portavoce del campione tedesco, Sabine Kehm, hanno sempre difeso strenuamente.

Michael "non può camminare" e non riesce nemmeno ad alzarsi in piedi con l'aiuto degli specialisti che lo seguono, sono le ultime notizie che hanno riguardato l'ex pilota di Formula 1, riportate nel settembre scorso da Felix Damn, avvocato dell'ex campione.

Una precisazione arrivata all'indomani dell'ennesima indiscrezione, rilanciata da una rivista tedesca, in cui si sosteneva che il 47enne ex pilota aveva ripreso a camminare. "Continua a lottare", è invece l'iniziativa lanciata dallo staff e dalla famiglia Schumacher. "The Keep Fight" - ha spiegato la Kehm - mira ad unire le persone che si ispirano alla carriera ed al carattere di Michael Schumacher, e per incoraggiarli a continuare a combattere e non mollare mai. L'obiettivo è inoltre quello di diffondere l'energia positiva che i sostenitori di Michael hanno espresso a lui e alla famiglia Schumacher in tanti anni, e cerca di incanalare questa energia positiva come una forza per il bene".

Curato nella villa di Gland, sul lago di Ginevra, Schumacher continua la sua lunga e delicata riabilitazione, aiutato e stimolato da uno staff di medici, infermieri e terapisti, tutti ovviamente legati al più assoluto riserbo sulle condizioni di salute che accompagnano l'ex pilota. Recentemente, la manager dell'ex-campione di F1 ha anche aperto un nuovo account twitter, "Michael Schumacher" che in poche ore aveva quasi raggiunto già 5.000 utenti. Un profilo ufficiale che segue quelli che l'ex ferrarista ha già su Facebook (quasi 1,5 milioni di follower) e Istagram (circa 133 mila) e che, nelle intenzioni della famiglia, punta solo a parlare della "leggenda" Michael Schumacher, senza ovviamente scendere nella vicenda privata che resta tabù per il pubblico. Il prossimo 3 gennaio Schumacher compirà 48 anni.

Il racconto choc dell'amante del prete: "Sesso in chiesa", dettagli hot

Sesso in chiesa, il racconto choc dell'amante del prete di Padova



Ha 51 anni, è una parrocchiana di Padova, sposata: è la terza donna che ha scatenato lo scandalo sessuale che ha portato all'allontanamento del parroco di San Lazzaro, don Andrea Contin. Una inchiesta a luci rosse su cui sta lavorando la Procura e che ha portato alla luce materiale scabroso: ore e ore di dvd con registrati incontri sessuali in canonica, rapporti violenti ed estremi con manette e altri attrezzi erotici. Era una delle amanti del prete e ha rotto la loro relazione quando il prelato le ha chiesto con sempre maggiore insistenza di avere rapporti sessuali con altri uomini in sua presenza. Che don Andrea fosse solito registrare gli incontri sessuali tra le "sue" donne e i partner occasionali pare essere un dato acquisito dagli inquirenti, che hanno accusato il parroco di favoreggiamento della prostituzione e violenza privata. Le carte trovate negli uffici della Curia testimonierebbero come esposti e segnalazioni fossero già pervenute al vaglio delle autorità ecclesiastiche.

Sentenza-choc della Cassazione Così ti possono licenziare. Sempre

La Cassazione: "Imprenditore può licenziare per rendere l'azienda più redditizia"



È legittimo il licenziamento di un lavoratore motivato dall’azienda con l’intento di realizzare "una organizzazione più conveniente per un incremento del profitto". Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, presieduta da Vincenzo Di Cerbo, con la sentenza n. 245201 del 7 dicembre 2016, che ha annullato la decisione con cui il 29 maggio 2015 la Corte di Appello di Firenze aveva imposto a una società per azioni con sede a Roma di corrispondere un’indennità pari a 15 mensilità a un dipendente licenziato l’11 giugno 2013, ritenendo che non sussistesse un "giustificato motivo oggettivo" per la risoluzione del rapporto di lavoro.

I Supremi Giudici hanno accolto le tesi dei legali dell’impresa, che hanno richiamato l’articolo 41 della Costituzione per sostenere che "l’imprenditore è libero, pur nel rispetto della legge, di assumere quelle decisioni atte a rendere più funzionale ed efficiente la propria azienda, senza che il giudice possa entrare nel merito della decisione", e che, di conseguenza, sia "un limite gravemente vincolante" per l’autonomia dell’imprenditore quello di restringere la possibilità di "sopprimere una specifica funzione aziendale solo in caso di crisi economica finanziaria e di necessità di riduzione dei costi".

La Cassazione ha considerato fondate queste argomentazioni affermando che "il motivo oggettivo di licenziamento determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, nel cui ambito rientra anche l’ipotersi di riassetto organizzativo per la più economica gestione dell’impresa, è rimesso alla valutazione del datore di lavoro, senza che il giudice possa sindacare la scelta dei criteri di gestione dell’impresa".

Da ciò, secondo la Suprema Corte, consegue che perchè sia legittimo "è sufficiente che il licenziamento sia determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa, tra le quali non possono essere aprioristicamente o pregiudizialmente escluse quelle che attengono a una migliore efficienza gestionale o produttiva, ovvero anche quelle dirette a un aumento della redditività d’impresa".

Insomma, per licenziare un dipendente "non è quindi necessitato che si debba fronteggiare un andamento economico negativo o spese straordinarie". Pertanto, nel caso concreto, "non appare immeritevole di considerazione l’obiettivo aziendale di salvaguardare la competitività nel settore nel quale si svolge l’attività dell’impresa attraverso le modalità, e quindi la combinazione dei fattori della produzione, ritenute più opportune dal soggetto che ne assume la responsabilità anche in termini di rischio e di conseguenze patrimoniali pregiudizievoli".

Ciò perchè "in assenza di una specifica indicazione normativa, la tutela del lavoro garantita dalla Costituzione, non consente di riempire di contenuto l’articolo 3 della legge 604 del 1966 sino al punto di ritenere preventivamente imposto che, nel dilemma tra una migliore gestione aziendale e il recesso da un singolo rapporto di lavoro, l’imprenditore possa optare per la seconda soluzione solo a condizione che debba far fronte a sfavorevoli e non contingenti situazioni di crisi". L’imprenditore può quindi "stabilire la di menzione occupazione dell’azienda, evidentemente al fine di perseguire il profitto che è lo scopo lecito per il quale intraprende".

Il guru: "L'Europa finirà nel 2017" Il nome, chi la manderà ko

Il politologo francese Dominique Moisi: "Se nel 2017 vincerà Marine Le Pen, l'Europa sarà finita"



Ora, l'analisi è di quelle da prender con le pinze, perchè viene sì da uno dei più autorevoli intellettuali di Francia, Dominique Moisi. Il quale però ammette di "non aver capito che Donald Trump poteva diventare presidente degli Stati Uniti". Moisi, che è intervistato dal quotidiano "Il Messaggero" nella sua casa in pieno centro a Parigi, deve però aver fatto tesoro di quanto accaduto dall'altra parte dell'oceano Atlantico appena un mese e mezzo fa. Perchè il punto focale della sua chiacchierata arriva quando guarda in casa propria, alle elezioni presidenziali francesi che si terranno nella primavera del 2017: "Il 2017 - spiega - sarà l'anno della Francia e le elezioni francesi l'evento politicamente più importante del Vecchio Continente. E se dovesse vincere Marine Le Pen, l'Europa sarà finita. Certo, ad oggi io non credo che vincerà lei. Anche se potrei sbagliarmi di nuovo".

Laura Boldrini candidata premier Retroscena: per chi scende in campo

Laura Boldrini candidata premier di Giuliano Pisapia



L'ipotesi viene definita dal Corriere della Sera come "più che una suggestione". E' quella che vedrebbe l'attuale presidente della Camera Laura Boldrini candidata premier. A lanciarla nell'agone politico vero e proprio sarebbe il "campo progressista" al quale ormai da mesi sta alacremente lavorando l'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Il quale ha lasciato intendere di non voler correre in prima persona, ma di volersi ritagliare il ruolo di "king maker", ovvero di regista di una nuova forza politica che più da sinistra si alleerebbe al Pd alle prossime elezioni.

E nell'entourage dell'ex primo cittadino il nome che circola per le primarie di coalizione è proprio quello di Laura Boldrini, che dunque potrebbe sfidare Matteo Renzi per la leadership della sinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Sempre stando al quotidiano di via Solferino, l'ipotesi avrebbe anche il favore dello stesso Renzi che, volendo una competizione vera in grado di richiamare l'attenzione e l'entusiasmo del popolo della sinistra vorrebbe proprio nomi come quello della presidente della camera da sfidare alle prossime primarie.

Renzi a casa senza stipendio ma... Sta per incassare un bel gruzzolo

Arriva l'anticipo del suo libro: Renzi incassa decine di migliaia di euro



Certo, problemi economici, nell'immediato, non ne avrebbe. Ma è vero che Matteo Renzi da tre settimane è "a spasso": senza lavoro, senza stipendio, senza un vitalizio. Lui stesso, su Facebook tra il serio e il faceto qualche giorno fa aveva scritto: "Torno semplice cittadino e non ho un paracadute". La moglie Agnese ha lo stipendio di maestra, che ora è l'unica fonte d'entrata famigliare.

Vero che a Renzi basterebbe schioccare le dita per trasformarsi in conferenziere e guadagnare (con l'eloquio che si ritrova) decine di migliaia di euro a discorso, sull'esempio di altri ex leader di governo come Bill Clinton e Tony Blair. Ma quelli, appunto, sono "ex" sul serio. Lui, almeno si augura, lo è solo di passaggio, momentaneamente. E questo non è certo il momento per andare in giro a tenere conferenze.

All'ex premier risulteranno, dunque, particolarmente graditi i soldi che a breve gli arriveranno quale anticipo per il libro in uscita a febbraio dalla casa editrice Feltrinelli. Il quotidiano Il Fatto parla di "diverse decine di migliaia di euro", alle quali poi si aggiungeranno gli introiti veri e propri una volta che il libro come ci si attende) inizierà a fare il botto nelle librerie. insomma, ce n'è per tirare almeno qualche mese, addirittura fino a primavera 2018, qualora le cose dovessero proprio andare storte.

giovedì 29 dicembre 2016

Diocesi di Aversa: L'augurio Video del Vescovo, Mons. Angelo Spinillo ai fedeli in prossimità del 2017

L'augurio del Vescovo, Mons. Angelo Spinillo ai fedeli in prossimità del 2017


a cura di Gaetano Daniele



Gli otto giorni della festa del Natale stanno trascorrendo in serena letizia: con il Natale tutta la divinità entra in comunione con l’umanità. Domenica 1° Gennaio 2017 celebriamo l’inizio del nuovo anno nel giorno della solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Il vangelo di Luca, ci invita a riflettere Mons. Angelo Spinillo,  ci parla della circoncisione di Gesù, dono di Dio all’umanità, ma ci parla anche dello stupore dei pastori, che tornano alle loro case narrando a tutti quanto hanno potuto vedere, e di Maria, che conserva tutto questo nel suo cuore”. L’augurio a tutti è di poter proseguire lungo il percorso intrapreso in questi giorni “conservando nel nostro cuore lo stupore per tutto il bene che abbiamo sentito annunziare. Che questo stupore possa continuare ad illuminare il nostro cammino anche nel nuovo anno, con una consapevolezza che ci viene data da san Paolo apostolo nella lettera ai Gàlati: non siamo più schiavi, ma liberi, perché Dio ci ha chiamati ad essere suoi figli”.