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mercoledì 28 dicembre 2016

Interrogato il braccio destro di Renzi Due ore davanti ai pm: cos'ha detto

Luca Lotti, il ministro dello Sport interrogato a Roma dai pm



Si è concluso a Roma l’interrogatorio, condotto dai magistrati della Capitale, del ministro dello Sport, Luca Lotti, indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della Consip. Rispondendo alle domande del pm, Mario Palazzi, il ministro, a quanto si apprende, avrebbe negato di essere a conoscenza delle indagini e, quindi, non avrebbe in alcun modo potuto rivelare circostanze sull’inchiesta. Lotti avrebbe, inoltre, affermato di "non frequentare" l’amministratore delegato della Consip, Luigi Marroni, che, già sentito dai magistrati come persona informata dei fatti, avrebbe fatto il nome del ministro. Lotti avrebbe precisato di aver visto Marroni "solo due volte nell’ultimo anno".

Pensioni, il dramma del 2017: quanti soldi ti ruberanno ancora

Pensioni, salta la rivalutazione anche nel 2017



Un recente decreto dal ministero dell'Economia ha stabilito sia il tasso definitivo di adeguamento all'inflazione delle pensioni erogate nel 2016 sia il tasso provvisorio da applicare dal prossimo 1 gennaio. Entrambi i valori sono pari a zero: la deflazione ha annullato, per il secondo anno di seguito, ogni centesimo di aumento per assegni e trattamenti previdenziali. Come l'anno scorso, le pensioni non subiranno nessuna positiva variazione. Le brutte notizie purtroppo non sono finite qui: a causa dell'andamento dell'inflazione del 2015, che ha registrato un saldo negativo dello 0,1 per cento, dal prossimo gennaio si attuerà un taglio tra i 16 e i 20 euro per chi incassa pensioni lorde mensili tra 1.400 e 3 mila euro.

Non bisogna però dimenticare che, in ogni caso, anche nel 2017 avrebbero continuato a valere le fasce di perequazione delle pensioni introdotte nel 2013, dopo la sentenza sui rimborsi della Corte Costituzionale, e quindi la conseguente previsione dell'adeguamento pieno delle pensioni fino a tre volte il trattamento minimo. Ma, almeno per il 2017, niente si muoverà.

Renzi lavora alla nuova squadra Chi fa fuori e chi si tiene: i nomi

Matteo Renzi lavora alla nuova segreteria del Pd: i nomi dei papabili



"Un partito molto rinnovato in grado di parlare al Paese ed estraneo alle polemiche di Palazzo". E' il Pd al quale sta lavorando Matteo Renzi. Il luogo in cui elaborare la strategia per quelle elezioni che l'ex premier ancora spera si tengano prima della naturale scadenza della legislatura. Cambiare, dunque, ma non tutto. Come riporta Il Corriere della Sera, due nomi su tutti resteranno: quelli di Lorenzo Guerini e Matteo Orfini. E anche Deborah Serracchiani dovrebbe essere della partita, nella prossima segreteria.

I nomi nuovi che il leader ha in mente dovrebbero comprendere quello di Maurizio Martina, che sancirebbe l'intesa con la cosiddetta "sinistra per il sì", che non per caso è stata premiata anche nella formazione del governo Gentiloni con Valeria Fedeli e Anna Finocchiaro entrate a Palazzo Chigi. Un altro che ci sarà è Graziano Delrio, con quale i rapporti sono stati recuperati per dimostrare che i renziani non sono solo quelli del "Giglio Magico". Tra i papabili potrebbe esserci un clamoroso ritorno di Pierluigi bersani. E poi nomi come quelli del sottosegretario Tommaso Nannicini, sindaci come Giuseppe Falcomatà (Reggio calabria) e Ciro Bonaiuto (Ercolano). Quello di Bari, Antonio Decaro, potrebbe entrare nel ruolo dell'anti-Emiliano.

martedì 27 dicembre 2016

Monte dei Paschi di Siena, l'ultima bomba da 8,8 miliardi: perché ora rischia di saltare l'Italia

MPS, l'aumento di capitale schizza a 8,8 miliardi: una bomba per lo Stato

di Sandro Iacometti



La trappola Mps inizia a prendere forma. Ancora prima che gli italiani siano riusciti a digerire il panettone, da Berlino è partita una raffica di avvertimenti sulla fattibilità dell’operazione, almeno come ce l’ha raccontata il governo, mentre da alcune indiscrezioni è trapelato che la Bce avrebbe rilanciato sull’aumento, chiedendo non più 5, ma ben 8,8 miliardi di euro di risorse aggiuntive, quasi il doppio.

Alla faccia dei contatti continui tra Palazzo Chigi e le autorità europee, i segnali che arrivano da oltre confine sono tutt’altro che rassicuranti. Anzi, lasciano presagire il classico bagno di sangue per risparmiatori e contribuenti che molti avevano paventato. La bomba innescata dall’Eurotower, su cui sarebbe interessante capire quanto sapeva il governo, è contenuta in una missiva che, secondo il Sole 24 Ore, sarebbe stata recapitata ieri pomeriggio a Siena. Nel testo, senza battere ciglio, la vigilanza di Francoforte spiega che l’ammontare del fabbisogno di capitale dell’istituto è stato rivisto non alla luce delle ultime perdite, come sarebbe stato più comprensibile, ma sulla base dei risultati degli stress test di luglio ricalcolati tenendo conto del trattamento a suo tempo riservato alle banche greche. L’esito della correzione, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, è un conto da 8,8 miliardi complessivi, di cui 4,5 a carico dello Stato e 4,3 a carico degli obbligazionisti. Di quest’ultimi, però, 2 sarebbero rimborsabili dallo Stato.

A rendere il quadro più inquietante ci hanno pensato ieri i tedeschi, sottolineando che l’intervento immediato dello Stato, seppure nell’ambito della direttiva europea Brrd (quella sul bail in), non è così pacifico come crediamo in Italia. «Per le misure decise dal governo», ha spiegato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann in un’intervista che uscirà oggi sulla Bild, «le banche devono essere finanziariamente sane a livello core». Ovvero, «i fondi statali non possono essere usati per coprire perdite già previste», ma sono «l’ultima risorsa per tutelare i contribuenti e dare responsabilità agli investitori». Secondo il numero uno della Banca centrale tedesca, che è anche membro del board della Bce, il rischio è che ci siano forti turbolenze. Per questo il salvataggio di Mps «deve essere attentamente esaminato».

A stretto giro è arrivato anche il parere, ancora più duro, di Isabel Schnabel, docente di economia dei mercati finanziari all’Università di Bonn nonché componente del Sachverstaendigenrat, il Consiglio di esperti economici della Germania, i cosiddetti «Cinque saggi». Ebbene, secondo la guru tedesca delle regole finanziarie, «visti i problemi profondi di Mps ci si può chiedere se una ricapitalizzazione precauzionale sia realmente appropriata». L’alternativa sul piatto, ha lasciato intendere la Schnabel in un colloquio con l’Ansa, è dichiarare fallimento. «Le banche insolventi devono essere chiuse e quelle vitali devono essere ricapitalizzate», ha spiegato, «le autorità di vigilanza dovrebbero verificare attentamente se Mps non debba essere liquidata gradualmente. In caso contrario, il denaro dei contribuenti potrebbe essere sprecato». In ogni caso, «qualsiasi soluzione deve rispettare le regole della direttiva Brrd, tra cui il bail in dei creditori». In quest’ottica, compensazioni per i piccoli investitori, come ipotizza il governo, «dovrebbero essere prese in considerazione solo se vi è una chiara evidenza» di vendita ingannevole (misselling). Perché significa trasferire denaro dai contribuenti agli obbligazionisti. «E molti di questi», ha concluso, «sembrano essere abbastanza ricchi. Il che è problematico dal punto di vista distributivo».

Chiara Poggi, la madre sotto choc: le parole disperate sul neo-indagato

Delitto di Garlasco, la madre di Chiara Poggi: "Sono amareggiata. Se penso che Andrea Sempio sia colpevole...?"



Caso riaperto. Per il delitto di Garlasco, ora, si indaga su Andrea Sempio, un amico di Chiara Poggi contro il quale depongono diversi indizi. Una svolta clamorosa, che rischia di salvare Alberto Stasi, già condannato in via definitiva. Una svolta clamorosa che turba ulteriormente la travagliata esistenza della famiglia Poggi. E non lo nasconde, Rita, la madre di Chiara, che intercettata da Il Giorno afferma: "Quello che posso dire è che in questi giorni abbiamo avuto tanta solidarietà da tante persone". E ancora: "Gli ultimi avvenimenti mi hanno provocato amarezza, una grande amarezza. Sono molto amareggiata. Dunque, quando le viene chiesto se pensa che Sempio sia colpevole, risponde: "Non voglio parlare di cose investigative. C'è una sentenza definitiva. L'ho detto tante volte: per noi vale la sentenza della Cassazione". Le parole di una madre che, probabilmente, pensava di poter provare a superare, per quanto possibile, l'orribile pagina della vita che ha visto sua figlia uccisa. Le parole di una madre che, ora, potrebbe dover fare i conti con un altro processo e una verità differente.

Tre, due uno, via: calciomercato, ecco tutti gli obiettivi delle big italiane

Tre, due uno, via: calciomercato, ecco tutti gli obiettivi delle big italiane



Mentre i calciatori di Serie A si godono le vacanze natalizie in giro per il Mondo, per i direttori sportivi solo pochi giorni di pausa perchè dal 1 gennaio si apre ufficialmente il mercato e ci sarà da lavorare. Più o meno tutte le big del nostro calcio hanno bisogno di rinforzi, ma anche di sfoltire le rose che in alcuni casi sono un pò troppo lunghe per squadre che non giocano le coppe europee.

Reduce dalla sconfitta nella finale di Supercoppa contro il Milan a Doha, la Juventus punterà a rinforzare un centrocampo che fino ad ora ha funzionato a singhiozzo. I bianconeri hanno dalla scorsa estate un accordo con Axel Witsel, in scadenza di contratto con lo Zenit San Pietroburgo a giugno, ma proveranno in tutti i modi ad anticipare lo sbarco del belga a Torino di sei mesi. Juve che nel frattempo lavora già in ottica futura, con l’Atalanta sono già state messe le basi per l’approdo in bianconero nel 2018 del giovane difensore Mattia Caldara. Ai nerazzurri potrebbe nel frattempo finire in prestito Rolando Mandragora, reduce da un lungo infortunio. Chi ha già piazzato un colpo è il Napoli: il presidente Aurelio De Laurentiis ha ufficializzato ieri l’acquisto di Leonardo Pavoletti dal Genoa. L’attaccante sarà sottoposto a visite mediche accurate, visti i recenti problemi fisici, prima di mettere nero su bianco sul contratto. Con l’arrivo di Pavoletti, Maurizio Sarri avrà finalmente a disposizione un centravanti vero anche se attualmente appare difficile strappare una maglia da titolare a Dries Mertens. In uscita Manolo Gabbiadini, destinazione Bundesliga o Premier League. Napoli che deve stare attento anche alle sirene che arrivano dall’estero per Ghoulam, entrato nell’orbita del Real Madrid per la prossima stagione.

Non resterà certo a guardare la Roma, costretta a fare a meno per almeno un mese di Mohamed Salah impegnato in Coppa d’Africa. Il ds Massara da tempo ha messo gli occhi sul Papu Gomez. L’attaccante argentino è considerato incedibile dall’Atalanta, anche se il presidente Antonio Percassi non ha chiuso del tutto la porta se il giocatore dovesse chiedere di andare via. L’alternativa è El Ghazy dell’Ajax, giovane di belle speranze. Roma che proverà a cedere Manuel Iturbe, su cui ci sono Torino e Genoa. Proprio con i rossoblu del presidente Enrico Preziosi è molto avanzata la trattativa per il centrocampista venezuelano Tomas Rincon. Restando nella Capitale, dalla Spagna si parla di una Lazio interessata all’attaccante del Real Madrid Mariano Diaz. 

E a Milano che succede? In casa Milan sarà ancora un mercato da sviluppare sull’asse con la Cina, con il vicepresidente Adriano Galliani al momento impegnato a ’blindarè i pezzi pregiati e a sfoltire la rosa. Quasi fatta per il rinnovo di Suso, toccherà poi a Jack Bonaventura. I rossoneri devono capire le intenzioni di Carlos Bacca, il colombiano sembra essere sempre più un pesce fuor d’acqua e a gennaio potrebbe ’esserè sacrificato. D’altronde non mancano le offerte, soprattutto dalla Premier. In uscita anche Luiz Adriano, destinato allo Spartak. È Milan Badelj l’obiettivo dell’Inter per gennaio, i nerazzurri potrebbe mettere sul piatto con la Fiorentina l’attaccante Stephan Jovetic. Alternativa è il 29enne brasiliano Lucas Leiva, in scadenza a giugno con il Liverpool e che potrebbe partire a cifre non impossibili. Fra i possibili partenti Gabigol, fino ad ora autentico oggetto misterioso.

Irving e LeBron sempre più forti: godono i Cavs, Warriors schiantati anche a Natale

Irving e LeBron sempre più forti: Warriors schiantati anche a Natale



Senza giocatori italiani impegnati è stata però una notte di Natale di grande spettacolo nella Nba. Un canestro sulla sirena di Kyrie Irving ha regalato ai Cleveland Cavs la vittoria per 109-108 sui Golden State Warriors nella riedizione dell’ultima finale Nba. Dopo una rimonta anche da -12 nell’ultimo quarto, Cleveland si è affidata a Irving per l’ultima azione della partita: uno contro uno vincente su Klay Thompson e jumper vincente con 3.4 secondi ancora da giocare. Il play dei Cavs ha chiuso con 25 punti e 10 assist, mentre LeBron James è stato protagonista di una super schiacciata nel finale chiudendo con 31 punti e 13 rimbalzi. Non è bastata ai Warriors una grande prova di Kevin Durant, autore di 36 punti e 15 rimbalzi. Golden State resta comunque la squadra con il miglior record della lega, mentre i Cavs sono davanti a tutti ad Est.